Ciclisti over 50 (vol.3)

bikernat

Ammiraglia
8 Luglio 2013
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Napoli
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Bici
BDC Wilier GTR Team / Zero9 - MTB Wilier 409XB
Hai postato il video dei 2 che si scontrano con la bici e uno finisce in acqua.. ricordi almeno quello ?
son tornato indietro fino alla pagina del quadro di munch e ho messo un video di una salita al 33% può darsi che quello che menzioni mi sia sfuggito ma un video simile penso di averlo inserito ma non lo trovo, comunque? qual'è il punto?
 

loiety

Passista
8 Agosto 2007
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Piemonte
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E' una risposta non banale che meriterebbe una lunga discussione si più fronti, in parte già data quando ho risposto a @Bert5quant1 su Motti. Potrei cominciare con una provocazione, andare in bici è uno sport pericoloso, in alcuni momenti più pericoloso dell'alpinismo, uno deve essere contento se viene messo sotto da una signora distratta e perde così la vita ? O da un camion guidato da un tedesco recidivo ? Oppure potremmo metterla, (ma voi non potevate saperlo) che quel giorno fu una morte sul lavoro, in quanto era con un cliente, e per le Guide valdostane fare il cervino è un modo di tirare su la stagione, lo fanno a ripetizione anche per settimane se fa bello, trascinando su i clienti spesso impreparati, ed è tutto tranne un bel modo di andare in montagna ma serve ad arrivare a fine mese per il resto dell'anno. Certo non un buon modo di morire.
Ma siccome io sono andato ai funerali di molti, troppi, miei cari amici, forse una cosa va chiarita. Non c'è un rapporto speciale con la morte per chi va in montagna, come non c'è l'ha chi va a 80 km/h su un robino di carbonio da 7 kg. Si ha al massimo una diversa percezione del rischio. Andare in montagna è cercare il controllo anche in situazioni difficili, è muoversi in un ambiente verticale in cui è vietato sbagliare, ma non è accettare e cercare romanticamente la dolce morte. Mai mi è capitato su una parete di pensare boh, vado, se non passo meglio che morire di altzeimer. Anzi, da quando ho famiglia, il pensiero è evitare che mio figlio pensi che io sia morto da c****ne. Poi magari tutti preferiremmo evitare di passare 10 anni con l'altzeimer, meglio trapassare prima, ma no, non in quel momento. Sopravvivere in montagna, esattamente come fare una salita o una discesa emozionante, come vincere una gara, è massima espresione della vita, è uno dei momenti migliori della vita, non deve essere morte. Può esserlo perché fa parte del gioco.
Dei molti amici mancati ho buoni ricordi, ma le loro vicende finali mi rendono anche un po' melanconico. Voi sorridete pensando non so, a Scarponi o Rebellin ?
 

loiety

Passista
8 Agosto 2007
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Piemonte
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Dopo questi pensieri del piffero, una nota sui Depeche Mode e le conseguenze delle discussioni. Avendoli risentiti dopo quanto ci siamo detti sul tubo, oltre a riflettere che li sento più oggi che allora, l'algoritmo mi ha proposto musica degli anni "80 che non avrei mai sentito volontariamente allora (siamo sempre un po' succubi della radio e degli amici) e concerti cui non sarei mai andato. Una sorta di perversione musicale in cui, forse perché si invecchia, si valorizza qualsiasi cosa di quando eravamo giovani anche quelle cose che ai tempi ci facevano orrore. Ad esempio io mai avrei pensato nemmeno lontanamente di andare a questo concerto.
La cosa incredibile che è anche un concerto fatto bene !!!
 
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Umberto44

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22 Aprile 2009
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Bici
Cube Agree C:62 Pro, Cube Nurod C:62 Race, Specialized Epic, Legnano Hobo
A me è successo, in valle Maira alla Torre Castello, una fifa boia, i moschettoni facevano le scintille... ma sono qui, meno male, però che ricordi !
 

bicilook

Ammiraglia
15 Giugno 2008
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Genova
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Bici
ORBEA Orca Omx -Colnago C60
Sono 2 cose profondamente diverse...Scarponi o Rebellin è intervenuto l'omicida...che so in montagna appeso ad una parete ,o il maltempo o qualche altro imprevisto sono da mettere in conto senza che intervenga un omicida.
 

golias

Factotum :-)
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Bici
mia
Andare in montagna è cercare il controllo anche in situazioni difficili, è muoversi in un ambiente verticale in cui è vietato sbagliare, ma non è accettare e cercare romanticamente la dolce morte.
Non ho scritto questo però.
Mai mi è capitato su una parete di pensare boh, vado, se non passo meglio che morire di altzeimer.
Ad una certa e dopo aver superato certe esperienze attraverso altri ( c'è una sorta di dignità anche nella fine) a me capita invece di pensare se deve capitare il come e quando, l'ho già scritto potessi scegliere.. ma per fortuna o sfiga non lo è.
Dei molti amici mancati ho buoni ricordi, ma le loro vicende finali mi rendono anche un po' melanconico. Voi sorridete pensando non so, a Scarponi o Rebellin ?
Risposta banale e scontata.. ma tu hai mai assistito chi si spegne lentamente e inesorabilmente ?
Mia sorella maggiore dopo anni di cure e tentativi vari.. si è lasciata morire perchè realizzò che le speranze erano finite, c'è voluto più di un anno e mezzo e ora non me la sento di raccontare quel percorso.. ma quando uno ti scrive perchè non riusciva più a parlare.. aiutami a finire al più presto.. beh qualche considerazione sulla fine la fai.. eccome se la fai.
 
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loiety

Passista
8 Agosto 2007
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Piemonte
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A me è bastato vedere la parabola di mio padre che ad un certo punto non riusciva più ad andare in bagno, non capiva dove era etc ... per essere pienamente d'accordo con te sulla questione dignità della vita, tanto che io sostengo in ogni modo, ad esempio, la necessità di una legge sull'etaunasia. E ammetto, il giorno in cui è mancato, mi sono detto finalmente più per lui che per me. . Il migliore amico di mio padre morì in un intervento cardiaco a 75 anni, per cui si è perso tutto il declino, quel pezzo di vita fatto di pastigliette, dolori, perdita di contatto col mondo. Eh, in quel caso ti do ragione.
Però quel mio amico, come tutti quelli morti in montagna, ecco, avrebbero voluto sopravvivere quel giorno, poi capisco che sono rischi che si sono assunti. Per cui mantengo la faccina sad.

@bicilook
è vero, una cosa morire per un incidente e una cosa ammazzati, anche se spesso negli incidenti stradali non è che ci sia una volontarietà (capisco che sia particolare il caso di rebellin), ma di per se il fatto di rischiare un incidente fa parte dello stare sulla strada. Nel 2023 ci sono stati 197 morti in bici sulle strade e 81 in montagna. Però di per se questi due campioni sono morti facendo quello che amavano, così come ad esempio Wouter Weylandt se rende di più l'idea.