L'altra volta c'aveva il marcheseavendo letto la stoccata l'altra volta pensavo lo rifacesse, contento di essermi sbagliato...

L'altra volta c'aveva il marcheseavendo letto la stoccata l'altra volta pensavo lo rifacesse, contento di essermi sbagliato...

devo dirti che nella zona dove vado spesso dei campi agricoli (la chiamo cosi) trentola ducenta e zone limitrofe le strade sono buone, in città e zone tipo caserta ci sono voraginiMai visto un trattore scansare le buche.. ma che buche avete in quel di Napoli ?![]()
ma kill o' ten semp ma non vuole darlo a vedereL'altra volta c'aveva il marchese![]()

Ero in mezzo, ma volevo solo farmi portare fino ad un incrocio, invece il traino è durato poco. Dietro si stava bene, pedalavo poco.......rimane il fatto che avevo paura.basta che non ti piazzi proprio in mezzo altrimenti non vedi le buche, mettiti dietro le ruote perchè se scansa lui le buche le scansi anche te, a meno che non becchi quello che ci va a finire dentro in tal caso lo fai anche te
e allora evita, personalmente quando non sono sicuro 1-evito di buttarmi in discesa alla suicide style 2 - dietromotore tanto non è che mi cambi molto, perchè quel poco che guadagno lo perdo nel traffico perchè si a volte invece della bici sembro avere l'autorimane il fatto che avevo paura.
Non se l'avesse vista.. ma se l'avesse guardata finiva dritto nel chiulo del trattore, oramai lo sai quando parte non lo ferma più nessuno![]()
mi sa che ti sei fatto autogol da solo... perchè adesso va a rinvangare il fatto tuo dell auto...![]()
basta che non ti piazzi proprio in mezzo altrimenti non vedi le buche, mettiti dietro le ruote perchè se scansa lui le buche le scansi anche te, a meno che non becchi quello che ci va a finire dentro in tal caso lo fai anche te
In questo caso @golias non ha sbagliato, l' istinto mi porta ad alzarmi sui pedali sia quando passano altri ciclisti, sia quando passa un trattore o un camion, però da quando ho ripreso a pedalare, ogni volta che mi sono attaccato ad un mezzo a motore ho avuto paura.Ma che centra.. lui era al gancio o quasi per di più sapeva il rischio che correva perchè dipendeva da lui, tutt'altra cosa.. io poco ho potuto fare se non alzare le ali.. ma non le avevo![]()
personalmente ho notato sempre che mi esprimo molto meglio da seduto, fuori sella solo in casi estremi e/o eccezionalil' istinto mi porta ad alzarmi sui pedali sia quando passano altri ciclisti, sia quando passa un trattore o un camion
diciamolo chiaro, è tutta una questione di culo, per quanto uno possa avere tutte le accortezze dovute c' sempre il fattore x che non è imputabile a chi ci sta sopra... fattore 1- traffico auto / auto che non rispettano la propria parte di strada e si allargano specie nelle curve (più di una volta stavo beccando i cofani in faccia scendendo dal monte di procida in curva o discese simili vesuvio bus turistici e taxi/casertavecchia etc etc non ti dico curve strette e cieche 2- condizioni stradali sabbia bagnato umido ghiaccio 3- condizioni pneumatico ma anche con condizioni ottimali può capitare 4-insetti beccati a velocità alta in faccia (pensa sul casco quel rumore che fanno all'impatto) inutile proseguire son cose che sai perchè hai molta più esperienza di meIn discesa vado piano, c' è chi va molto più piano per carità, ma, come ho già scritto, non voglio andar giù......
con il passare dei mesi, vedrò se mi diverto come un tempo o no.
questo dipende dai tuoi stati d'animo solo te puoi saperlo, comunque sappi che nulla sarà come allora, tutto cambiaRimane una domanda: se non dovessi più divertirmi nemmeno alle corse cosa farò ?
capita quando non si è predisposti mentalmenteIeri, per l' ennesima volta, mi sono rotto le palle.......
Io credo che tutti cambiamo, le passioni/hobby sono belli per quello, li fai finchè ti danno soddisfazione poi si è liberi di cambiare e passare ad altro.questo dipende dai tuoi stati d'animo solo te puoi saperlo, comunque sappi che nulla sarà come allora, tutto cambia
mi divertivo ad andare ai concerti, da anni non più, mi divertivo a giocare ai videogames adesso mi danno senso di frustrazione non riesco ad andare avanti, mi divertivo a fare molte cose che adesso mi arrecano noia e non mi stimolano più eppure son sempre le cose che facevo, ma sono io che decisamente sono cambiato e/maturato oppure regredito
cos'è ti sono arrivate già le catene di sant' antonio da condividere?Buona lettura e Buone Feste
Da quando sono un ciclista il Natale è sempre stato un giorno speciale.
Spesso sono uscito in bici il 24 o il 25 dicembre, ma non per allenarmi.
Il Natale è la festa della famiglia, anche per chi non ne ha una nel senso canonico.
Una famiglia è chi vive insieme a te.
I tuoi genitori, i tuoi amici, il tuo cane, i tuoi affetti.
Vado in bici il 24 o il 25 dicembre perché voglio gustarmi il ritorno a casa.
Che è il momento in cui riesco ad esultare per i miei affetti e per i legami profondi che ho.
Sono piccole cose che riempiono il cuore.
Sgancio i pedali, poggio la bici, la mano è sulla maniglia della porta e sto per entrare in casa.
Attendo un attimo.
Un pensiero mi ferma.
Le persone che non hanno una famiglia.
Che non hanno degli affetti solidi sui quali contare.
O che ne vorrebbero di diversi e, appunto, più solidi.
Oppure che non sono felici, perché il lavoro, perché la vita, perché lo so io e basta.
Perché nel cuore non ci sono quegli affetti.
Quella felicità.
Mi viene da pensare alla salita.
Al freddo di oggi.
O ai 38 gradi di qualche mese fa.
A quelle volte assurde in cui avrei voluto mollare.
Alle volte in cui ho perso di vista l’obiettivo e ho mollato per davvero.
Mi sono fermato e ho lanciato via la bici.
E ho smesso di cercare ciò che mi faceva stare bene.
La mano è ancora sulla maniglia e attende.
Se oggi il mondo mi ascoltasse direi questo.
Io vado in bici per stare bene.
La fatica e addirittura il dolore che la bici infligge sono diventati la struttura portante dei miei obiettivi.
Niente è gratis.
Niente è facile.
E niente sembra funzionare, a volte.
Ma quello che di grandioso ti spetta non è alla luce del sole.
E’ invisibile, anche a te.
Inizi a vederlo quando smetti di fuggire da fatica, dolore e paura.
Accettale.
Impara da loro.
E per dirla come un ciclista, alzati sui pedali e tieni duro.
Io ho scelto la bici (o, chissà, lei ha scelto me), ma gli strumenti e le strade a disposizione sono infinite.
L’augurio che un ciclista oggi farebbe è questo: non spaventarti della fatica e puntala verso la felicità.
Apro la porta, entro e sono pronto per la festa.
Un ciclista qualunque in un posto qualunque nel giorno di Natale.
(Cit.)

Molto bellaBuona lettura e Buone Feste
Da quando sono un ciclista il Natale è sempre stato un giorno speciale.
Spesso sono uscito in bici il 24 o il 25 dicembre, ma non per allenarmi.
Il Natale è la festa della famiglia, anche per chi non ne ha una nel senso canonico.
Una famiglia è chi vive insieme a te.
I tuoi genitori, i tuoi amici, il tuo cane, i tuoi affetti.
Vado in bici il 24 o il 25 dicembre perché voglio gustarmi il ritorno a casa.
Che è il momento in cui riesco ad esultare per i miei affetti e per i legami profondi che ho.
Sono piccole cose che riempiono il cuore.
Sgancio i pedali, poggio la bici, la mano è sulla maniglia della porta e sto per entrare in casa.
Attendo un attimo.
Un pensiero mi ferma.
Le persone che non hanno una famiglia.
Che non hanno degli affetti solidi sui quali contare.
O che ne vorrebbero di diversi e, appunto, più solidi.
Oppure che non sono felici, perché il lavoro, perché la vita, perché lo so io e basta.
Perché nel cuore non ci sono quegli affetti.
Quella felicità.
Mi viene da pensare alla salita.
Al freddo di oggi.
O ai 38 gradi di qualche mese fa.
A quelle volte assurde in cui avrei voluto mollare.
Alle volte in cui ho perso di vista l’obiettivo e ho mollato per davvero.
Mi sono fermato e ho lanciato via la bici.
E ho smesso di cercare ciò che mi faceva stare bene.
La mano è ancora sulla maniglia e attende.
Se oggi il mondo mi ascoltasse direi questo.
Io vado in bici per stare bene.
La fatica e addirittura il dolore che la bici infligge sono diventati la struttura portante dei miei obiettivi.
Niente è gratis.
Niente è facile.
E niente sembra funzionare, a volte.
Ma quello che di grandioso ti spetta non è alla luce del sole.
E’ invisibile, anche a te.
Inizi a vederlo quando smetti di fuggire da fatica, dolore e paura.
Accettale.
Impara da loro.
E per dirla come un ciclista, alzati sui pedali e tieni duro.
Io ho scelto la bici (o, chissà, lei ha scelto me), ma gli strumenti e le strade a disposizione sono infinite.
L’augurio che un ciclista oggi farebbe è questo: non spaventarti della fatica e puntala verso la felicità.
Apro la porta, entro e sono pronto per la festa.
Un ciclista qualunque in un posto qualunque nel giorno di Natale.
(Cit.)
Quando devi menare davvero ti alzi...... oh se ti alzi.......personalmente ho notato sempre che mi esprimo molto meglio da seduto, fuori sella solo in casi estremi e/o eccezionali
E' vero, ci vuole molta fortunadiciamolo chiaro, è tutta una questione di culo, per quanto uno possa avere tutte le accortezze dovute c' sempre il fattore x che non è imputabile a chi ci sta sopra... fattore 1- traffico auto / auto che non rispettano la propria parte di strada e si allargano specie nelle curve (più di una volta stavo beccando i cofani in faccia scendendo dal monte di procida in curva o discese simili vesuvio bus turistici e taxi/casertavecchia etc etc non ti dico curve strette e cieche 2- condizioni stradali sabbia bagnato umido ghiaccio 3- condizioni pneumatico ma anche con condizioni ottimali può capitare 4-insetti beccati a velocità alta in faccia (pensa sul casco quel rumore che fanno all'impatto) inutile proseguire son cose che sai perchè hai molta più esperienza di me
in più di un occasione in gruppo me ne sono scansato di cadute perchè in un momento mi sono messo a lato o per prendere la borraccia o per altro e in quell attimo li ho visti a terra, 2 volte volato per aria la prima mi hanno spinto durante una volta in cui non c'entravo un belino la seconda strada vuota l'unica auto mi prende da dietro
poche le volte per mia distrazione cadute sceme quasi da fermo in cui mi son fatto male per aver avuto errori di valutazione ma ricordo l'ultima mentre rientravo dal vesuvio in zona piazza garibaldi a causa delle auto che non mi facevano passare dove dovevo andare feci una deviazione e l'anteriore andò proprio nel binario tram e mi trovai a scivolare in ginoccio fino sul marciapiede dall altra parte recando danno sotto al telaio movimento centrale
Eh lo so.......vedremo.......questo dipende dai tuoi stati d'animo solo te puoi saperlo, comunque sappi che nulla sarà come allora, tutto cambia
mi divertivo ad andare ai concerti, da anni non più, mi divertivo a giocare ai videogames adesso mi danno senso di frustrazione non riesco ad andare avanti, mi divertivo a fare molte cose che adesso mi arrecano noia e non mi stimolano più eppure son sempre le cose che facevo, ma sono io che decisamente sono cambiato e/maturato oppure regredito
E' vero anche questo, purtroppo il gruppo del PICIO si è disgregato, quelli dell' altro gruppo vanno sempre a far salite e non ho proprio voglia di rincorrere per 4 ore.capita quando non si è predisposti mentalmente
Non ho altro da fare....... ho la bici e la moto. Se avessi dei nipotini pianterei tutto volentieri.Io credo che tutti cambiamo, le passioni/hobby sono belli per quello, li fai finchè ti danno soddisfazione poi si è liberi di cambiare e passare ad altro.
Bella. E vale non solo per la bici, ma per la vitanon spaventarti della fatica e puntala verso la felicità.
sta cosa non l'ho mai capita anche qui le squadre si fanno e si disfano, gente che va, gente che entra, poi chiudono i battenti poi riaprono con altre spoglie ma la gente è la medesima, qui insistevano per farmi entrare chi in una chi in un altra, ma dissi che ero libero di non voler aderire con nessuno ma se capitava di uscire con persone piacevoli (ok raramente è capitato le piacevoli) ma comunque scelsi una squadra fuori mano di quartiere per non essere legato a vincoli perchè si perchè no e come mai, non ho mai ben compreso il perchè certe persone si fanno più domande e perchè su di me, di quanto me ne faccia io realmente a me stesso, se non mi creo problemi io ci pensano gli altri a farseli per me bohpurtroppo il gruppo del PICIO si è disgregato
Non era una squadra, era un gruppo che partiva il sabato alle 13, alcuni ( come il sottoscritto ) lo vedevano come un buon allenamento a buon ritmo, partendo e restando uniti per la maggior parte del giro ( circa 100 km ) altri lo vedevano come una corsa vera e propria. Poi c' era uno che predicava bene e razzolava male, infatti, alla prima occasione, ha fatto di tutto per restare con due ciclisti molto forti arrivando a Valenza con i "crampi fino alle orecchie" (citazione di uno dei due). Quando gli hanno fatto notare che non era poi così forte si è offeso, si è tolto dal gruppo whatsapp e non si è più presentato. La volta dopo, invece di rimanere insieme, a Frassineto eravamo già sparpagliati........ una volta si partiva in 30-40 da Valenza e tante volte arrivavamo quasi tutti, ma avevamo 20 anni di meno, adesso partivamo in 10 per arrivare 2-3 per volta......Non so se sono io il rimbambito o loro.......sta cosa non l'ho mai capita anche qui le squadre si fanno e si disfano, gente che va, gente che entra, poi chiudono i battenti poi riaprono con altre spoglie ma la gente è la medesima, qui insistevano per farmi entrare chi in una chi in un altra, ma dissi che ero libero di non voler aderire con nessuno ma se capitava di uscire con persone piacevoli (ok raramente è capitato le piacevoli) ma comunque scelsi una squadra fuori mano di quartiere per non essere legato a vincoli perchè si perchè no e come mai, non ho mai ben compreso il perchè certe persone si fanno più domande e perchè su di me, di quanto me ne faccia io realmente a me stesso, se non mi creo problemi io ci pensano gli altri a farseli per me boh
si ne ho trovati un bel pò di queste tipologiePoi c' era uno che predicava bene e razzolava male
sai come mi divertivo io a rispondere quando venivo preso in giro così?Quando gli hanno fatto notare che non era poi così forte si è offeso, si è tolto dal gruppo whatsapp e non si è più presentato.
questo capita sempre, in genere restavo tra i primi 15 e a volte mi voltavo anche per segnalare chi non c'era ma poi ho smesso visto che non se ne fregavano loro perchè dovevo farlo ioLa volta dopo, invece di rimanere insieme, a Frassineto eravamo già sparpagliati........
rimbambito no, ma il tuo errore è quello che vorresti che anche le persone fossero come prima ma non lo sarà mai, cambiano molte cose esigenze diverse e non si collima più come prima, prova a essere meno nostalgicoNon so se sono io il rimbambito o loro.......
dai, meglio in mano che davanti sotto la magliaÈ un caso che il panettone lo abbia tu in mano ??
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definisci quel meglio in manodai, meglio in mano che davanti sotto la maglia![]()

