Ciclisti over 50 (vol.3)

VADABRUT

Ammiraglia
7 Aprile 2006
19.720
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Tecnotrat
basta che non ti piazzi proprio in mezzo altrimenti non vedi le buche, mettiti dietro le ruote perchè se scansa lui le buche le scansi anche te, a meno che non becchi quello che ci va a finire dentro in tal caso lo fai anche te
Ero in mezzo, ma volevo solo farmi portare fino ad un incrocio, invece il traino è durato poco. Dietro si stava bene, pedalavo poco.......rimane il fatto che avevo paura.
 
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VADABRUT

Ammiraglia
7 Aprile 2006
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Stavo rileggendo i messaggi di ieri sera perchè qualcosa mi sfugge sempre.

Non se l'avesse vista.. ma se l'avesse guardata finiva dritto nel chiulo del trattore, oramai lo sai quando parte non lo ferma più nessuno :mrgreen:

mi sa che ti sei fatto autogol da solo... perchè adesso va a rinvangare il fatto tuo dell auto... :ueh:

basta che non ti piazzi proprio in mezzo altrimenti non vedi le buche, mettiti dietro le ruote perchè se scansa lui le buche le scansi anche te, a meno che non becchi quello che ci va a finire dentro in tal caso lo fai anche te

Ma che centra.. lui era al gancio o quasi per di più sapeva il rischio che correva perchè dipendeva da lui, tutt'altra cosa.. io poco ho potuto fare se non alzare le ali.. ma non le avevo :-P
In questo caso @golias non ha sbagliato, l' istinto mi porta ad alzarmi sui pedali sia quando passano altri ciclisti, sia quando passa un trattore o un camion, però da quando ho ripreso a pedalare, ogni volta che mi sono attaccato ad un mezzo a motore ho avuto paura.
La storia dell' auto di @golias non c' entra nulla, in occasione di quella discussione se non ricordo male ero intervenuto perchè definiva patetici ( o qualcosa del genere ) i ciclisti che si cimentano in competizioni. Ma è inutile allungare sempre le corna alle lumache, lui è stato sfortunato ma anche imprudente, lo stesso vale per me quando mi attacco ad un mezzo a motore. In discesa vado piano, c' è chi va molto più piano per carità, ma, come ho già scritto, non voglio andar giù.......non voglio ne rompermi ne grattugiarmi, quindi farò il tesserino, mi schiererò al via di qualche circuito qui vicino e, con il passare dei mesi, vedrò se mi diverto come un tempo o no. Rimane una domanda: se non dovessi più divertirmi nemmeno alle corse cosa farò ? Ieri, per l' ennesima volta, mi sono rotto le palle.......
 

bikernat

Ammiraglia
8 Luglio 2013
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BDC Wilier GTR Team / Zero9 - MTB Wilier 409XB
l' istinto mi porta ad alzarmi sui pedali sia quando passano altri ciclisti, sia quando passa un trattore o un camion
personalmente ho notato sempre che mi esprimo molto meglio da seduto, fuori sella solo in casi estremi e/o eccezionali
In discesa vado piano, c' è chi va molto più piano per carità, ma, come ho già scritto, non voglio andar giù......
diciamolo chiaro, è tutta una questione di culo, per quanto uno possa avere tutte le accortezze dovute c' sempre il fattore x che non è imputabile a chi ci sta sopra... fattore 1- traffico auto / auto che non rispettano la propria parte di strada e si allargano specie nelle curve (più di una volta stavo beccando i cofani in faccia scendendo dal monte di procida in curva o discese simili vesuvio bus turistici e taxi/casertavecchia etc etc non ti dico curve strette e cieche 2- condizioni stradali sabbia bagnato umido ghiaccio 3- condizioni pneumatico ma anche con condizioni ottimali può capitare 4-insetti beccati a velocità alta in faccia (pensa sul casco quel rumore che fanno all'impatto) inutile proseguire son cose che sai perchè hai molta più esperienza di me
in più di un occasione in gruppo me ne sono scansato di cadute perchè in un momento mi sono messo a lato o per prendere la borraccia o per altro e in quell attimo li ho visti a terra, 2 volte volato per aria la prima mi hanno spinto durante una volta in cui non c'entravo un belino la seconda strada vuota l'unica auto mi prende da dietro
poche le volte per mia distrazione cadute sceme quasi da fermo in cui mi son fatto male per aver avuto errori di valutazione ma ricordo l'ultima mentre rientravo dal vesuvio in zona piazza garibaldi a causa delle auto che non mi facevano passare dove dovevo andare feci una deviazione e l'anteriore andò proprio nel binario tram e mi trovai a scivolare in ginoccio fino sul marciapiede dall altra parte recando danno sotto al telaio movimento centrale

con il passare dei mesi, vedrò se mi diverto come un tempo o no.

Rimane una domanda: se non dovessi più divertirmi nemmeno alle corse cosa farò ?
questo dipende dai tuoi stati d'animo solo te puoi saperlo, comunque sappi che nulla sarà come allora, tutto cambia
mi divertivo ad andare ai concerti, da anni non più, mi divertivo a giocare ai videogames adesso mi danno senso di frustrazione non riesco ad andare avanti, mi divertivo a fare molte cose che adesso mi arrecano noia e non mi stimolano più eppure son sempre le cose che facevo, ma sono io che decisamente sono cambiato e/maturato oppure regredito
Ieri, per l' ennesima volta, mi sono rotto le palle.......
capita quando non si è predisposti mentalmente
 

FlavioB

Apprendista Scalatore
27 Settembre 2012
1.821
2.899
vicino a Savona
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Specialized Roubaix SL4
questo dipende dai tuoi stati d'animo solo te puoi saperlo, comunque sappi che nulla sarà come allora, tutto cambia
mi divertivo ad andare ai concerti, da anni non più, mi divertivo a giocare ai videogames adesso mi danno senso di frustrazione non riesco ad andare avanti, mi divertivo a fare molte cose che adesso mi arrecano noia e non mi stimolano più eppure son sempre le cose che facevo, ma sono io che decisamente sono cambiato e/maturato oppure regredito
Io credo che tutti cambiamo, le passioni/hobby sono belli per quello, li fai finchè ti danno soddisfazione poi si è liberi di cambiare e passare ad altro.
 
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Omino

Passista
9 Settembre 2008
4.505
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Fornoli (LU)
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Colnago V4Rs /Trek Emonda SLR7
Buona lettura e Buone Feste

Da quando sono un ciclista il Natale è sempre stato un giorno speciale.
Spesso sono uscito in bici il 24 o il 25 dicembre, ma non per allenarmi.
Il Natale è la festa della famiglia, anche per chi non ne ha una nel senso canonico.
Una famiglia è chi vive insieme a te.
I tuoi genitori, i tuoi amici, il tuo cane, i tuoi affetti.

Vado in bici il 24 o il 25 dicembre perché voglio gustarmi il ritorno a casa.
Che è il momento in cui riesco ad esultare per i miei affetti e per i legami profondi che ho.
Sono piccole cose che riempiono il cuore.
Sgancio i pedali, poggio la bici, la mano è sulla maniglia della porta e sto per entrare in casa.
Attendo un attimo.
Un pensiero mi ferma.
Le persone che non hanno una famiglia.
Che non hanno degli affetti solidi sui quali contare.
O che ne vorrebbero di diversi e, appunto, più solidi.
Oppure che non sono felici, perché il lavoro, perché la vita, perché lo so io e basta.
Perché nel cuore non ci sono quegli affetti.
Quella felicità.

Mi viene da pensare alla salita.
Al freddo di oggi.
O ai 38 gradi di qualche mese fa.
A quelle volte assurde in cui avrei voluto mollare.
Alle volte in cui ho perso di vista l’obiettivo e ho mollato per davvero.
Mi sono fermato e ho lanciato via la bici.
E ho smesso di cercare ciò che mi faceva stare bene.

La mano è ancora sulla maniglia e attende.

Se oggi il mondo mi ascoltasse direi questo.
Io vado in bici per stare bene.
La fatica e addirittura il dolore che la bici infligge sono diventati la struttura portante dei miei obiettivi.
Niente è gratis.
Niente è facile.
E niente sembra funzionare, a volte.
Ma quello che di grandioso ti spetta non è alla luce del sole.
E’ invisibile, anche a te.
Inizi a vederlo quando smetti di fuggire da fatica, dolore e paura.
Accettale.
Impara da loro.
E per dirla come un ciclista, alzati sui pedali e tieni duro.
Io ho scelto la bici (o, chissà, lei ha scelto me), ma gli strumenti e le strade a disposizione sono infinite.
L’augurio che un ciclista oggi farebbe è questo: non spaventarti della fatica e puntala verso la felicità.

Apro la porta, entro e sono pronto per la festa.

Un ciclista qualunque in un posto qualunque nel giorno di Natale.

(Cit.)
 

bikernat

Ammiraglia
8 Luglio 2013
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Napoli
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Buona lettura e Buone Feste

Da quando sono un ciclista il Natale è sempre stato un giorno speciale.
Spesso sono uscito in bici il 24 o il 25 dicembre, ma non per allenarmi.
Il Natale è la festa della famiglia, anche per chi non ne ha una nel senso canonico.
Una famiglia è chi vive insieme a te.
I tuoi genitori, i tuoi amici, il tuo cane, i tuoi affetti.

Vado in bici il 24 o il 25 dicembre perché voglio gustarmi il ritorno a casa.
Che è il momento in cui riesco ad esultare per i miei affetti e per i legami profondi che ho.
Sono piccole cose che riempiono il cuore.
Sgancio i pedali, poggio la bici, la mano è sulla maniglia della porta e sto per entrare in casa.
Attendo un attimo.
Un pensiero mi ferma.
Le persone che non hanno una famiglia.
Che non hanno degli affetti solidi sui quali contare.
O che ne vorrebbero di diversi e, appunto, più solidi.
Oppure che non sono felici, perché il lavoro, perché la vita, perché lo so io e basta.
Perché nel cuore non ci sono quegli affetti.
Quella felicità.

Mi viene da pensare alla salita.
Al freddo di oggi.
O ai 38 gradi di qualche mese fa.
A quelle volte assurde in cui avrei voluto mollare.
Alle volte in cui ho perso di vista l’obiettivo e ho mollato per davvero.
Mi sono fermato e ho lanciato via la bici.
E ho smesso di cercare ciò che mi faceva stare bene.

La mano è ancora sulla maniglia e attende.

Se oggi il mondo mi ascoltasse direi questo.
Io vado in bici per stare bene.
La fatica e addirittura il dolore che la bici infligge sono diventati la struttura portante dei miei obiettivi.
Niente è gratis.
Niente è facile.
E niente sembra funzionare, a volte.
Ma quello che di grandioso ti spetta non è alla luce del sole.
E’ invisibile, anche a te.
Inizi a vederlo quando smetti di fuggire da fatica, dolore e paura.
Accettale.
Impara da loro.
E per dirla come un ciclista, alzati sui pedali e tieni duro.
Io ho scelto la bici (o, chissà, lei ha scelto me), ma gli strumenti e le strade a disposizione sono infinite.
L’augurio che un ciclista oggi farebbe è questo: non spaventarti della fatica e puntala verso la felicità.

Apro la porta, entro e sono pronto per la festa.

Un ciclista qualunque in un posto qualunque nel giorno di Natale.

(Cit.)
cos'è ti sono arrivate già le catene di sant' antonio da condividere? :))): :))): :))):
 
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Cillo

Maglia Amarillo
10 Gennaio 2008
8.684
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62
Torino
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Wilier 110 Pro -
Buona lettura e Buone Feste

Da quando sono un ciclista il Natale è sempre stato un giorno speciale.
Spesso sono uscito in bici il 24 o il 25 dicembre, ma non per allenarmi.
Il Natale è la festa della famiglia, anche per chi non ne ha una nel senso canonico.
Una famiglia è chi vive insieme a te.
I tuoi genitori, i tuoi amici, il tuo cane, i tuoi affetti.

Vado in bici il 24 o il 25 dicembre perché voglio gustarmi il ritorno a casa.
Che è il momento in cui riesco ad esultare per i miei affetti e per i legami profondi che ho.
Sono piccole cose che riempiono il cuore.
Sgancio i pedali, poggio la bici, la mano è sulla maniglia della porta e sto per entrare in casa.
Attendo un attimo.
Un pensiero mi ferma.
Le persone che non hanno una famiglia.
Che non hanno degli affetti solidi sui quali contare.
O che ne vorrebbero di diversi e, appunto, più solidi.
Oppure che non sono felici, perché il lavoro, perché la vita, perché lo so io e basta.
Perché nel cuore non ci sono quegli affetti.
Quella felicità.

Mi viene da pensare alla salita.
Al freddo di oggi.
O ai 38 gradi di qualche mese fa.
A quelle volte assurde in cui avrei voluto mollare.
Alle volte in cui ho perso di vista l’obiettivo e ho mollato per davvero.
Mi sono fermato e ho lanciato via la bici.
E ho smesso di cercare ciò che mi faceva stare bene.

La mano è ancora sulla maniglia e attende.

Se oggi il mondo mi ascoltasse direi questo.
Io vado in bici per stare bene.
La fatica e addirittura il dolore che la bici infligge sono diventati la struttura portante dei miei obiettivi.
Niente è gratis.
Niente è facile.
E niente sembra funzionare, a volte.
Ma quello che di grandioso ti spetta non è alla luce del sole.
E’ invisibile, anche a te.
Inizi a vederlo quando smetti di fuggire da fatica, dolore e paura.
Accettale.
Impara da loro.
E per dirla come un ciclista, alzati sui pedali e tieni duro.
Io ho scelto la bici (o, chissà, lei ha scelto me), ma gli strumenti e le strade a disposizione sono infinite.
L’augurio che un ciclista oggi farebbe è questo: non spaventarti della fatica e puntala verso la felicità.

Apro la porta, entro e sono pronto per la festa.

Un ciclista qualunque in un posto qualunque nel giorno di Natale.

(Cit.)
Molto bella
 
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VADABRUT

Ammiraglia
7 Aprile 2006
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Tecnotrat
personalmente ho notato sempre che mi esprimo molto meglio da seduto, fuori sella solo in casi estremi e/o eccezionali
Quando devi menare davvero ti alzi...... oh se ti alzi.......
diciamolo chiaro, è tutta una questione di culo, per quanto uno possa avere tutte le accortezze dovute c' sempre il fattore x che non è imputabile a chi ci sta sopra... fattore 1- traffico auto / auto che non rispettano la propria parte di strada e si allargano specie nelle curve (più di una volta stavo beccando i cofani in faccia scendendo dal monte di procida in curva o discese simili vesuvio bus turistici e taxi/casertavecchia etc etc non ti dico curve strette e cieche 2- condizioni stradali sabbia bagnato umido ghiaccio 3- condizioni pneumatico ma anche con condizioni ottimali può capitare 4-insetti beccati a velocità alta in faccia (pensa sul casco quel rumore che fanno all'impatto) inutile proseguire son cose che sai perchè hai molta più esperienza di me
in più di un occasione in gruppo me ne sono scansato di cadute perchè in un momento mi sono messo a lato o per prendere la borraccia o per altro e in quell attimo li ho visti a terra, 2 volte volato per aria la prima mi hanno spinto durante una volta in cui non c'entravo un belino la seconda strada vuota l'unica auto mi prende da dietro
poche le volte per mia distrazione cadute sceme quasi da fermo in cui mi son fatto male per aver avuto errori di valutazione ma ricordo l'ultima mentre rientravo dal vesuvio in zona piazza garibaldi a causa delle auto che non mi facevano passare dove dovevo andare feci una deviazione e l'anteriore andò proprio nel binario tram e mi trovai a scivolare in ginoccio fino sul marciapiede dall altra parte recando danno sotto al telaio movimento centrale
E' vero, ci vuole molta fortuna
questo dipende dai tuoi stati d'animo solo te puoi saperlo, comunque sappi che nulla sarà come allora, tutto cambia
mi divertivo ad andare ai concerti, da anni non più, mi divertivo a giocare ai videogames adesso mi danno senso di frustrazione non riesco ad andare avanti, mi divertivo a fare molte cose che adesso mi arrecano noia e non mi stimolano più eppure son sempre le cose che facevo, ma sono io che decisamente sono cambiato e/maturato oppure regredito
Eh lo so.......vedremo.......
capita quando non si è predisposti mentalmente
E' vero anche questo, purtroppo il gruppo del PICIO si è disgregato, quelli dell' altro gruppo vanno sempre a far salite e non ho proprio voglia di rincorrere per 4 ore.
Io credo che tutti cambiamo, le passioni/hobby sono belli per quello, li fai finchè ti danno soddisfazione poi si è liberi di cambiare e passare ad altro.
Non ho altro da fare....... ho la bici e la moto. Se avessi dei nipotini pianterei tutto volentieri.
 

bikernat

Ammiraglia
8 Luglio 2013
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purtroppo il gruppo del PICIO si è disgregato
sta cosa non l'ho mai capita anche qui le squadre si fanno e si disfano, gente che va, gente che entra, poi chiudono i battenti poi riaprono con altre spoglie ma la gente è la medesima, qui insistevano per farmi entrare chi in una chi in un altra, ma dissi che ero libero di non voler aderire con nessuno ma se capitava di uscire con persone piacevoli (ok raramente è capitato le piacevoli) ma comunque scelsi una squadra fuori mano di quartiere per non essere legato a vincoli perchè si perchè no e come mai, non ho mai ben compreso il perchè certe persone si fanno più domande e perchè su di me, di quanto me ne faccia io realmente a me stesso, se non mi creo problemi io ci pensano gli altri a farseli per me boh
 

VADABRUT

Ammiraglia
7 Aprile 2006
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sta cosa non l'ho mai capita anche qui le squadre si fanno e si disfano, gente che va, gente che entra, poi chiudono i battenti poi riaprono con altre spoglie ma la gente è la medesima, qui insistevano per farmi entrare chi in una chi in un altra, ma dissi che ero libero di non voler aderire con nessuno ma se capitava di uscire con persone piacevoli (ok raramente è capitato le piacevoli) ma comunque scelsi una squadra fuori mano di quartiere per non essere legato a vincoli perchè si perchè no e come mai, non ho mai ben compreso il perchè certe persone si fanno più domande e perchè su di me, di quanto me ne faccia io realmente a me stesso, se non mi creo problemi io ci pensano gli altri a farseli per me boh
Non era una squadra, era un gruppo che partiva il sabato alle 13, alcuni ( come il sottoscritto ) lo vedevano come un buon allenamento a buon ritmo, partendo e restando uniti per la maggior parte del giro ( circa 100 km ) altri lo vedevano come una corsa vera e propria. Poi c' era uno che predicava bene e razzolava male, infatti, alla prima occasione, ha fatto di tutto per restare con due ciclisti molto forti arrivando a Valenza con i "crampi fino alle orecchie" (citazione di uno dei due). Quando gli hanno fatto notare che non era poi così forte si è offeso, si è tolto dal gruppo whatsapp e non si è più presentato. La volta dopo, invece di rimanere insieme, a Frassineto eravamo già sparpagliati........ una volta si partiva in 30-40 da Valenza e tante volte arrivavamo quasi tutti, ma avevamo 20 anni di meno, adesso partivamo in 10 per arrivare 2-3 per volta......Non so se sono io il rimbambito o loro.......
 
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bikernat

Ammiraglia
8 Luglio 2013
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BDC Wilier GTR Team / Zero9 - MTB Wilier 409XB
Poi c' era uno che predicava bene e razzolava male
si ne ho trovati un bel pò di queste tipologie
Quando gli hanno fatto notare che non era poi così forte si è offeso, si è tolto dal gruppo whatsapp e non si è più presentato.
sai come mi divertivo io a rispondere quando venivo preso in giro così?
lo so che sono una chiavica ma se mi volete sempre per uscire con voi vuol dire che siete più chiavica per questo mi fate tirare per tutto il percorso :))): :))): :))):
La volta dopo, invece di rimanere insieme, a Frassineto eravamo già sparpagliati........
questo capita sempre, in genere restavo tra i primi 15 e a volte mi voltavo anche per segnalare chi non c'era ma poi ho smesso visto che non se ne fregavano loro perchè dovevo farlo io
Non so se sono io il rimbambito o loro.......
rimbambito no, ma il tuo errore è quello che vorresti che anche le persone fossero come prima ma non lo sarà mai, cambiano molte cose esigenze diverse e non si collima più come prima, prova a essere meno nostalgico
 
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