Ciclisti over 50 (vol.3)

VADABRUT

Ammiraglia
7 Aprile 2006
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Bici
Tecnotrat
Nessuno ha risposto perché il discorso è trito e titrito, ma anche complesso.
È anche un articolo molto negazionista e partigiano, di parte ideologica, non deriva da analisi scientifiche e soprattutto da test su strada ed enfatizza il ricarico economico.
Quindi l'ho scartato, pur avendolo letto.
il marketing che ti frega oltre il mille per cento, caso mai, è quello di certa moda, per fare un esempio, anni fa, alcune borse "La Bottega Veneta" erano prodotte in una fabbrica cinese al limite dello sfruttamento sita in Toscana, il mediatore le pagava 40 euro cad. alla fabbrica e il passaggio alla boutique avveniva a 150 euro, mentre... vendita al pubblico 3500!!!

Tornando alle bici:
Le differenze ci sono, ma per taluni sono irrinunciabili, per altri, me compreso, non così importanti, ma con dei "distinguo" netti, perché in certi casi non tornerei indietro.
esempi
Cambiando ruote il muletto va decisamente meglio perché ruote di qualità difficilmente nascono male mentre molte entry level si, o per lo meno sono pesanti.
Il 5% è poco? A pari fatica significa andare a 28,5/h invece di 30, direi che conta, ed ancor più l'ho sentita in salita.
La Bianchi infinito presa usata di 4-5 anni con ruote che nuove costavano più di quanto ho pagato la bici, va più del muletto, dopo diverse prove la differenza si aggirava sul 5% ca verso muletto con ruote vecchie, differenza molto sentita anche da un rustico come me, ma poi scese al 2-2,5% verso muletto con ruote buone. Se ne può fare a meno? Si, se devo prenderla nuova a 6keuri. E più del telaio, carbonio Bianchi e Alluminio il mulo, contano le ruote e la geometria.

Ma l'articolo parlava del marketing che ti fa sembrare astronomiche le differenze che nei test risultano spesso o sempre contenute. Anche questo è vero, ma le differenze COMUNQUE ci sono. Sono quelle che servono? Si, no, boh... dipende!

Infine dipende dal termine di paragone. La mia vecchia di ferro era un entry level totale facile scoprire un mondo nuovo, poi, mentre la tua con cui gareggiavi non era scarsa, anzi, se ben ricordo, e comunque hai su ruote buone.
Col mio vecchio "ferro" del 1989, pur col m.c. che balla e scricchiola, andavo esattamente come col muletto ruote ultrabasiche, ma la vera differenza, quella sì grande, era nella guidabilità in curva.
Se cambiassi le ruote (sempre al ferro '89) e montassi copertoni almeno da 25 credo che il gap-guida si ridurrebbe, mentre cambiare con le leve all'obliquo resta un fatto che mi deprime, e anche sbandavo un po' mentre cambiavo.
E poi, sempre sul ferro, i rapporti, da 52/42 v6 cassetta 14/24.... ma sono peggiorato io, perché col 42/24 andavo da casa a Oropa senza una minima sosta, idem Bielmonte. Adesso? Velo pietoso.

Et voilà, ho aggiunto l'ennesima tritata e ritritata... che servirà a nulla.
Infatti, non servirà a nulla, quando vedrò un panzone su una bici d'alta gamma che pedala con le ginocchia aperte, seduto come se fosse un boiler su una bicicletta, sfrecciarmi di fianco e mollarmi come un merdone, forse deciderò di cambiare mezzo o di smettere. Per il momento vedo che quelli come me vanno o andavano come me.
Discorso ruote: Scirocco del 2007 con copertoncini da 23 + camere e un' altra coppia di cui non ricordo nemmeno la marca con copertoncini da 25 + camere che probabilmente sono un po' meno rigide.
Telaio: a quell' epoca esisteva già il carbonio, ma avevo preferito comunque l' alluminio, chiedendo un telaio robusto......se non ricordo male erano (sono) tubi Dedacciai ma non ricordo il nome o la sigla.
Geometrie: non esiste una bicicletta come la mia in commercio e se un domani decidessi di farne fare una la vorrei leggermente più bassa e lunga, una via di mezzo tra quella che uso e quella che usavo prima di questa, rigorosamente meccanica e possibilmente senza dischi e cavi o tubi che passano internamente. Non ho voglia di sbattermi per fare l' ordinaria manutenzione.
Poi......non so che tipo di test tu abbia fatto ma se la bici non è in ordine non va......basta la catena lurida o le rotelline sporche o il Movimento Centrale che non gira bene e disperdi un sacco di energie......la mia bici adesso è in quelle condizioni, di tanto in tanto le do una pulita ma in questa stagione è dura.......

Fine della discussione.....a vag da me mari......
 

loiety

Passista
8 Agosto 2007
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Piemonte
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Non credo, è opinione generale che i nuovi telai in carbonio "vadano da soli" mentre io non ci credo.
A me non interessa nulla convincerti di qualcosa, però una discussione di 100 pagine era tanta roba.
L'alluvione era quella del 94. Ma da quelle parti anche il grue non scherza e in val borbera e curone ho visto franoni che anche se più piccoli fanno una simile impressione.
La ragazza è molto competente ma inciampa un pò nelle conclusioni perché sono cose un pò difficili da far capire. Fa degli accenni che ai non addetti messi così sembrano oscuri.
 
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Ammiraglia
15 Giugno 2008
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ORBEA Orca Omx -Colnago C60
Infatti, non servirà a nulla, quando vedrò un panzone su una bici d'alta gamma che pedala con le ginocchia aperte, seduto come se fosse un boiler su una bicicletta, sfrecciarmi di fianco e mollarmi come un merdone, forse deciderò di cambiare mezzo o di smettere. Per il momento vedo che quelli come me vanno o andavano come me.
Discorso ruote: Scirocco del 2007 con copertoncini da 23 + camere e un' altra coppia di cui non ricordo nemmeno la marca con copertoncini da 25 + camere che probabilmente sono un po' meno rigide.
Telaio: a quell' epoca esisteva già il carbonio, ma avevo preferito comunque l' alluminio, chiedendo un telaio robusto......se non ricordo male erano (sono) tubi Dedacciai ma non ricordo il nome o la sigla.
Geometrie: non esiste una bicicletta come la mia in commercio e se un domani decidessi di farne fare una la vorrei leggermente più bassa e lunga, una via di mezzo tra quella che uso e quella che usavo prima di questa, rigorosamente meccanica e possibilmente senza dischi e cavi o tubi che passano internamente. Non ho voglia di sbattermi per fare l' ordinaria manutenzione.
Poi......non so che tipo di test tu abbia fatto ma se la bici non è in ordine non va......basta la catena lurida o le rotelline sporche o il Movimento Centrale che non gira bene e disperdi un sacco di energie......la mia bici adesso è in quelle condizioni, di tanto in tanto le do una pulita ma in questa stagione è dura.......

Fine della discussione.....a vag da me mari......
Io non lo so ...ma a fare lo stesso giro con la bici nuova finisco meno affaticato...eppure le tengo pulite e in ordine entrambe,ho anche cercato di riportare più precisamente possibile le stesse misure di altezza /arretramento sella su entrambe,stessa sella su entrambe,stessa lunghezza pedivelle...ma non c'è niente da fare alternando l'utilizzo,quella nuova e' meglio...e la vecchia è cmq una Colnago C60 ,non proprio un cancello,va sempre bene...ma l'altra è meglio.
Io non posso non dire che c'è stata un evoluzione nell'ultima generazione di biciclette.
 
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golias

Factotum :-)
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Telaio: a quell' epoca esisteva già il carbonio, ma avevo preferito comunque l' alluminio, chiedendo un telaio robusto......
Inutile dire che sbagli sul discorso bici attuali e ruote+copertoni attuali (dove oramai il 30 mm la fa da padrone) ma vedo che hai idee confuse anche in fatto di robustezza, l'alluminio è l'ultimo della lista in fatto di robustezza dei vari materiali che possono comporre un telaio.
 

scamorza

Apprendista Scalatore
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Articolo preso da Facecù pubblicato da
Tutto MTB e Ciclismo



" : ̀
La questione del prezzo stratosferico dei telai in carbonio firmati dai grandi brand ciclistici rappresenta uno dei paradossi più evidenti del mercato contemporaneo: mentre il costo reale di produzione oscilla tra gli 800 e i 1.200 dollari, il consumatore viene invitato a sborsare 4.500, 5.000 o addirittura 6.000 euro per lo stesso prodotto, creando un divario di ricarico che supera il 300-400%. Questo non è un fenomeno accidentale, ma il risultato di una strategia commerciale calcolata dove il brand ha trasformato il prodotto in un simbolo di status e di appartenenza a una comunità d'élite. La narrazione ufficiale sostiene che il sovrapprezzo sia giustificato da ricerca e sviluppo, controllo di qualità e certificazioni di sicurezza, eppure questi costi vengono distribuiti su centinaia di migliaia di unità vendute annualmente, riducendo il costo medio per unità a poche decine di euro. La realtà è che il margine lordo su una bicicletta in carbonio di fascia alta oscilla tra il 30-40%, con il marchio stesso che incassa il 15-20% del prezzo finale, creando un sistema dove il consumatore paga almeno tre volte il costo effettivo del prodotto.
Ciò che è veramente inquietante è come questo sistema si perpetui attraverso una sofisticata architettura di marketing che ha reso il brand più importante della qualità intrinseca del prodotto. I grandi marchi hanno capito che il cicloturista dilettante non possiede le competenze tecniche per discriminare un telaio T700 da un T1000, non ha esperienza di test aerodinamici, e non sa distinguere una stratificazione ottimale da una mediocre. Quello che il consumatore vede è il logo, la reputazione, e l'approvazione di atleti vincenti esattamente come in altre industrie del lusso dove il brand vale quanto il prodotto stesso. Questa stratificazione di prezzi ha creato un'industria dove chi possiede risorse finanziarie limitate viene escluso dai prodotti di qualità eccellente, mentre al contempo chi paga 5.000 euro crede incorrettamente di acquistare un'eccellenza proporzionale alla spesa: quando in realtà sta principalmente acquistando un simbolo di status e una promessa di prestazioni che non si tradurranno mai in differenze percettibili rispetto a un telaio di qualità media a 1.500 euro.
La conseguenza di questa dinamica è stata la stagnazione dell'industria della bicicletta: con prezzi così elevati, il mercato si è compresso verso i segmenti estremi, mentre la fascia media si è progressivamente desertificata. I produttori cinesi, non vincolati dalla necessità di mantenere marchi storici o reti distributive complesse, hanno iniziato a offrire telai di qualità ragionevole a prezzi 40-50% inferiori, erosionando gradualmente la base clienti dei marchi europei. Questi ultimi si sono trincerati dietro la scusa della qualità superiore e della "cultura del brand", mentre il loro vantaggio competitivo principale rimane la capacità di raccontare una storia più credibile e di infiltrarsi nelle aspirazioni dei consumatori attraverso il marketing sofisticato. Come affermato senza giri di parole dagli esperti: il carbonio è diventato un ottimo affare per il settore, consentendo margini di guadagno top una dichiarazione che rivela come il prezzo finale sia principalmente una questione di profitto corporativo piuttosto che di superiorità tecnica reale."
Davide, ovviamente non ce l'ho con te, che hai solo riportato un articolo.
Ma tante fesserie messe assieme le leggo di rado.
Tralasciando i grossolani errori di grammatica, sembra la fiera dell'ovvio, come se i ricarichi siano una prerogativa del mondo del ciclismo, anzi dei soli telai in carbonio.
Come se nel resto del mercato sia invece facile capire la qualità "intrinseca" di ciò che stiamo acquistando.
Come se da sempre, il prodotto più costoso sia garanzia di qualità ( spesso in realtà lo è).
Come se davvero il telaio (tornando al nostro settore) fatto in cina ad un terzo del prezzo (solo per esempio), valga davvero quell'importo più basso.
Come se il controllo qualità di un'azienda di "marca" sia identico ad una fabbrichetta della quale non sappiamo nulla, operante nel far east.
Il paradosso è credere a questi articoli, che non offrono nulla di realmente utile al consumatore.
 

VADABRUT

Ammiraglia
7 Aprile 2006
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A me non interessa nulla convincerti di qualcosa, però una discussione di 100 pagine era tanta roba.
L'alluvione era quella del 94. Ma da quelle parti anche il grue non scherza e in val borbera e curone ho visto franoni che anche se più piccoli fanno una simile impressione.
La ragazza è molto competente ma inciampa un pò nelle conclusioni perché sono cose un pò difficili da far capire. Fa degli accenni che ai non addetti messi così sembrano oscuri.
Nel ' 94, giusto........ero andato 2 giorni ad aiutare un amico di Alessandria.
Per la discussione mi dispiace, ma non ci sarà, poi un domani chi lo sa ? Potrei tirare una lorda per terra, spaccare tutto ed essere costretto a prendere quel che trovo......
Io non lo so ...ma a fare lo stesso giro con la bici nuova finisco meno affaticato...eppure le tengo pulite e in ordine entrambe,ho anche cercato di riportare più precisamente possibile le stesse misure di altezza /arretramento sella su entrambe,stessa sella su entrambe,stessa lunghezza pedivelle...ma non c'è niente da fare alternando l'utilizzo,quella nuova e' meglio...e la vecchia è cmq una Colnago C60 ,non proprio un cancello,va sempre bene...ma l'altra è meglio.
Io non posso non dire che c'è stata un evoluzione nell'ultima generazione di biciclette.
Vedi, delle impressioni non so cosa farmene, capisco quello che vuoi dire ma se non c' è una differenza realmente tangibile non vedo perchè dovrei spendere una barca di soldi per delle sensazioni. Ho ottenuto molto di più perdendo buona parte del lardo che avevo addosso.......gratis.
Inutile dire che sbagli sul discorso bici attuali e ruote+copertoni attuali (dove oramai il 30 mm la fa da padrone) ma vedo che hai idee confuse anche in fatto di robustezza, l'alluminio è l'ultimo della lista in fatto di robustezza dei vari materiali che possono comporre un telaio.
A quell' epoca potevo decidere se prendere un telaio molto leggero o un telaio robusto, sempre restando sull' alluminio, ho scelto quello più robusto....... è ancora lì che fa strada....... stesso discorso per le ruote. Per quanto riguarda i copertoncini ho dovuto montare i 25 sulle ruote che ho trovato vicino al bidone e mi fanno cagare, sia come vista che come sensazioni, le gonfio sempre un po' di più delle altre, non mi piace sentirle "molli".
Davide, ovviamente non ce l'ho con te, che hai solo riportato un articolo.
Ma tante fesserie messe assieme le leggo di rado.
Tralasciando i grossolani errori di grammatica, sembra la fiera dell'ovvio, come se i ricarichi siano una prerogativa del mondo del ciclismo, anzi dei soli telai in carbonio.
Come se nel resto del mercato sia invece facile capire la qualità "intrinseca" di ciò che stiamo acquistando.
Come se da sempre, il prodotto più costoso sia garanzia di qualità ( spesso in realtà lo è).
Come se davvero il telaio (tornando al nostro settore) fatto in cina ad un terzo del prezzo (solo per esempio), valga davvero quell'importo più basso.
Come se il controllo qualità di un'azienda di "marca" sia identico ad una fabbrichetta della quale non sappiamo nulla, operante nel far east.
Il paradosso è credere a questi articoli, che non offrono nulla di realmente utile al consumatore.
Non è la qualità che discuto, è la resa. A me serve una bici da 3-4-5-10000 Euro ? No. Quindi non la compro, è semplice. Non ne ho bisogno nemmeno emotivamente. Però se ci tenete, per motivi vostri, fate bene a investire su qualcosa che vi appaga. L' articolo alla fine diceva quello......

Io quest' anno compirò 60 anni, sono solo un vecchio di merda e non vado avanti, non so nemmeno per quanto tempo pedalerò ancora, comunque se sarà necessario vedrò di prendere una bici che soddisfi le mie esigenze.
 

golias

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mia
Per quanto riguarda i copertoncini ho dovuto montare i 25 sulle ruote che ho trovato vicino al bidone e mi fanno cagare,
Non avevo dubbi.. se qualcuno le ha addirittura abbandonate un motivo ci sarà.
I copertoni da 25-28-30 vanno bene solo sui canali odierni con larghezza interna cerchio che spazia da 22 a 25-27 mm
E chi li prova -TUTTI- non torna indietro di certo.
fate bene a investire su qualcosa che vi appaga.
Oltre ad appagarci rende meglio, vuoi mettere un golf attuale ad una prima o seconda serie ?
Oggi le auto (che è pur vero costano un fottio) ma viaggi su un altro pianeta a livello comfort sicurezza godibilità ecc ecc.. vale lo stesso per le bici attuali.
 

VADABRUT

Ammiraglia
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Tecnotrat
Non avevo dubbi.. se qualcuno le ha addirittura abbandonate un motivo ci sarà.
I copertoni da 25-28-30 vanno bene solo sui canali odierni con larghezza interna cerchio che spazia da 22 a 25-27 mm
E chi li prova -TUTTI- non torna indietro di certo.

Oltre ad appagarci rende meglio, vuoi mettere un golf attuale ad una prima o seconda serie ?
Oggi le auto (che è pur vero costano un fottio) ma viaggi su un altro pianeta a livello comfort sicurezza godibilità ecc ecc.. vale lo stesso per le bici attuali.
Se siete contenti, buon per voi, io non devo andare da nessuna parte, vorrei solo fare qualche corsa amatoriale e quello che ho basta e avanza.
adesso però stacco, mi rilasso un po' davanti alla Tv perchè domani, se il meteo lo permette, mi aspettano 130 km.
Buona notte :ronf:
 

scamorza

Apprendista Scalatore
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Se siete contenti, buon per voi, io non devo andare da nessuna parte, vorrei solo fare qualche corsa amatoriale e quello che ho basta e avanza.
adesso però stacco, mi rilasso un po' davanti alla Tv perchè domani, se il meteo lo permette, mi aspettano 130 km.
Buona notte :ronf:
Mah, qui ad esempio, sarei combattuto.
Probabilmente per fare gare, in particolare tirate e brevi come quelle che piacciono a te, un copertoncino stretto su cerchi "vecchi" va benissimo.
Il fatto che galleggi meno sulle asperità è ininfluente su gare brevissime, mentre è un grosso vantaggio in una gran fondo e naturalmente per utilizzo ricreativo.
Io non gareggio, ma utilizzo comunque "roba vecchia" perchè sono più "merda" di te (come sai, dovrei perdere almeno 10 chili, ma sarebbe un primo step, non il punto di arrivo).
Potrei cambiare bici e/o ruote solo per una gratificazione personale, che al momento non cerco.
 
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Il fatto che galleggi meno sulle asperità è ininfluente su gare brevissime,
Non è solo una questione di galleggiabilità o comfort come viene definito spesso.. hai anche maggior guidabilità e controllo del mezzo, risponde molto meglio alla variazioni di tariettoria e con più stabilità che si traduce in sicurezza che ti permette di osare un pò oltre.
Me ne sono reso conto bene in discesa e velocità (non a caso la comparsa e affermazione dei dischi) tanto che mi sono dovuto dare una calmata perchè in discesa lasciavo spesso scorrere ed osavo un pò troppo (tolto che adesso non ho più la reattività e la giusta sensibilità di soli qualche anno fa)
 
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VADABRUT

Ammiraglia
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Mah, qui ad esempio, sarei combattuto.
Probabilmente per fare gare, in particolare tirate e brevi come quelle che piacciono a te, un copertoncino stretto su cerchi "vecchi" va benissimo.
Il fatto che galleggi meno sulle asperità è ininfluente su gare brevissime, mentre è un grosso vantaggio in una gran fondo e naturalmente per utilizzo ricreativo.
Io non gareggio, ma utilizzo comunque "roba vecchia" perchè sono più "merda" di te (come sai, dovrei perdere almeno 10 chili, ma sarebbe un primo step, non il punto di arrivo).
Potrei cambiare bici e/o ruote solo per una gratificazione personale, che al momento non cerco.
Io non lo so cosa va meglio, il materiale a mia disposizione è quello che ho descritto e ho sempre usato quel tipo di materiale, anche per fare le Gran Fondo quando si potevano chiamare così, adesso il "lungo" è 120 km...... li faccio oggi se va tutto bene da solo.........
Per quanto riguarda il tuo peso la cosa importante è partire, non è semplice all' inizio ma poi lo diventa con il passare del tempo, tenendo anche presente che di tanto in tanto ci si può lasciare andare.......ieri sera ho mangiato una decina di savoiardi, la vecchia rideva.....
Nemmeno io cerco la gratificazione personale, però, come scrivevo ieri sera, se uno ci tiene o se si sente a disagio con un mezzo vecchio fa bene a "fare il passo".

Adesso però mi preparo e vado perchè viene tardi e la giornata non è bellissima. Ciauz
 
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