Ciclisti over 50 (vol.3)

bob1972

Apprendista Velocista
8 Maggio 2025
1.451
1.907
54
Moncalieri - TO
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Bici
In arrivo...
Intanto farei una riflessione sul fatto di passare al tubeless, detto questo, in quasi 15 anni di bici non ho mai avuto bisogno di più di 2 bombolette, se poi ti senti più sicuro con la pompetta, fai bene, ho amici che la portano dietro e sembra efficace.
La mia prima bici ha compiuto un anno giusto oggi ed ho percorso circa 5.800 km, peraltro solo seriamente da maggio a novembre: per l'uso limitato che ne faccio io, da turista e nemmeno amatore, credo che le TPU rappresentino un ottimo compromesso. Anche perché poi bisogna sostituire il liquido ogni tot, se per caso buchi ti immerdi tutto, etc, etc.

Prima cosa, vedi se i tuoi cerchi possono essere trasformati in tubeless e già ti togli un pensiero, poi lascia perdere le bombolette, quella pompa va benissimo, io ne ho una simile decathlon, altra cosa, lascia fare le differenze di peso di qualche grammo e allenati di più
Grazie anche a te per il riscontro sulla pompetta: credo che sostituirò la bomboletta con quella. Per i tubeless, come scritto sopra troppo sbattimento non giustificato dal mio scarso utilizzo e performance. Per ora TPU perfette!
Per l'allenamento verissimo, mentre per i grammi aggiungendo 100g a botta si fa in fretta ad arrivare al chilo e mezzo!
 

yagone64

Maglia Iridata
29 Settembre 2015
12.169
20.270
Elblag (Polonia)
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Bici
Factor Ostro Vam v2 Dura Ace Di2 11v, Carbonda CFR696 Shimano grx, BMC Roadmachine 02 Shimano 105 11
Domenica piovosa, ne approfitto per cambiare discorso e chiedere un consiglio.
Premessa: ieri mi è scazzato tantissimo interrompere il giro con quadi tutto il dislivello già fatto, rinunciando a buona parte di discesa e agli ultimi 35 km di rientro a casa. Ieri non era evitabile ma, avendolo provato, adesso vorrei evitarlo per una situazione che so già essere a rischio: la foratura!

Avendo una bici da povero abbastanza pesante faccio, come tutti, abbastanza attenzione al peso. Dietro mi posto una camera di scorta in TPU, brugola per smontaggio ruota, cacciagomme, un adattatore Presta-Schrader ed UNA bomboletta con relativo adattatore, fidandomi di ciò che mi disse il venditore (i.e. "una bomboletta ti è più che sufficiente per gonfiare la ruota").

Con UNA bomboletta (102g con l'adattatore) mi reputo a rischio. Ma anche con due, considerando che in cima al Braida avevo assistito ad un Pro in preda al panico poichè aveva "sprecato" ben due bombolette ed aveva la gomma ancora a terra.

Vedi l'allegato 519701

Pertanto mi chiedo: se al posto della bomboletta+adattatore mi portassi una mini-pompetta tipo questa, di peso equivalente o addirittura inferiore, secondo voi faccio bene?


La danno addirittura per 11 bar. Del tempo frega nulla, tanto si tratterebbe di smontare gomma e camera d'aria. Frega niente se devo pompare 5 minuti. Finora in 5.700 km non mi è mai capitato, e lo sto scrivendo con una mano sola.

Il requisito è che il peso non sia superiore e che stia dentro la finta borraccia.
Avevo già chiesto un consiglio simile, ma sono vecchio ed amo ripetermi!

Nota: il piccolo adattatore Presta-Schrader mi consentirebbe di gonfiare la gomma dal benzinaio o con una pompa da auto in caso di insufficiente pressione con la bomboletta singola. Ma, se la pompetta è affidabile, quasi quasi tolgo la CO2 me metto questa, che pesa pure meno.

Pareri?
Ma dai la pompetta, davvero? IMG_20260510_193220213.jpg
 
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GAZZA71

Velocista
13 Marzo 2012
4.907
11.249
LA SPEZIA
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Bici
Colnago v1r
La mia prima bici ha compiuto un anno giusto oggi ed ho percorso circa 5.800 km, peraltro solo seriamente da maggio a novembre: per l'uso limitato che ne faccio io, da turista e nemmeno amatore, credo che le TPU rappresentino un ottimo compromesso. Anche perché poi bisogna sostituire il liquido ogni tot, se per caso buchi ti immerdi tutto, etc,
Non insisto ma i tubeless tolgono dei problemi non li creano, leggo spesso, anche in questa discussione, tanti di voi che usate camere d'aria, di tante forature con conseguenti disagi.
Io rabbocco il liquido quando mi ricordo, niente di così complicato come tanti pensano.
Come ho scritto prima, se ti senti più a tuo agio con camere e pompetta, bene.
Non ti curare troppo del peso i n più da portare dietro, è meglio avere qualcosa in più e non usarlo che in meno.
 

EugeBal

Apprendista Velocista
18 Settembre 2018
1.515
2.070
63
Brisighella
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Bici
Rossin, Cannondale, Legend, FRM e Corratec
Domenica piovosa, ne approfitto per cambiare discorso e chiedere un consiglio.
Premessa: ieri mi è scazzato tantissimo interrompere il giro con quadi tutto il dislivello già fatto, rinunciando a buona parte di discesa e agli ultimi 35 km di rientro a casa. Ieri non era evitabile ma, avendolo provato, adesso vorrei evitarlo per una situazione che so già essere a rischio: la foratura!

Avendo una bici da povero abbastanza pesante faccio, come tutti, abbastanza attenzione al peso. Dietro mi posto una camera di scorta in TPU, brugola per smontaggio ruota, cacciagomme, un adattatore Presta-Schrader ed UNA bomboletta con relativo adattatore, fidandomi di ciò che mi disse il venditore (i.e. "una bomboletta ti è più che sufficiente per gonfiare la ruota").

Con UNA bomboletta (102g con l'adattatore) mi reputo a rischio. Ma anche con due, considerando che in cima al Braida avevo assistito ad un Pro in preda al panico poichè aveva "sprecato" ben due bombolette ed aveva la gomma ancora a terra.

Vedi l'allegato 519701

Pertanto mi chiedo: se al posto della bomboletta+adattatore mi portassi una mini-pompetta tipo questa, di peso equivalente o addirittura inferiore, secondo voi faccio bene?


La danno addirittura per 11 bar. Del tempo frega nulla, tanto si tratterebbe di smontare gomma e camera d'aria. Frega niente se devo pompare 5 minuti. Finora in 5.700 km non mi è mai capitato, e lo sto scrivendo con una mano sola.

Il requisito è che il peso non sia superiore e che stia dentro la finta borraccia.
Avevo già chiesto un consiglio simile, ma sono vecchio ed amo ripetermi!

Nota: il piccolo adattatore Presta-Schrader mi consentirebbe di gonfiare la gomma dal benzinaio o con una pompa da auto in caso di insufficiente pressione con la bomboletta singola. Ma, se la pompetta è affidabile, quasi quasi tolgo la CO2 me metto questa, che pesa pure meno.

Pareri?
Io giro con questo che pes come un bomboletta e permette di gonfiare un paio di ruote:


e

questa per prercarica ed emergenza


e 2 camere TPU
 

loiety

Passista
8 Agosto 2007
3.986
4.140
Piemonte
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Portati tutte e 2, dai retta a me
La bomboletta è solitamente sufficiente per gonfiare una gomma a un'alta pressione.
Nel caso però che faccia cilecca oppure che si disperda perché l'adattatore malfunziona o non funziona proprio (una volta mi è successo che avessi l'adattatore ma la guarnizione si fosse persa da qualche parte), hai la pompa

E poi io mi porto solitamente dietro 2 camere d'aria (una la metto in tasca), perché mi è capitato di forare entrambe le gomme in una sola volta, in una buca

Quindi io ho in falsa borraccia: una camera d'aria, 2 cacciagomme, bomboletta CO2, erogatore per bomboletta con adattatore innestato e pompetta

Nelle tasche dietro un'altra camera, più in una borsina un'altra bomboletta
Idem. Oo ho ina pompa anche più scarsa, ma funziona. La posto asap.
 
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loiety

Passista
8 Agosto 2007
3.986
4.140
Piemonte
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Io giro con questo che pes come un bomboletta e permette di gonfiare un paio di ruote:


e

questa per prercarica ed emergenza


e 2 camere TPU
Ecco, era questa.
 

jacknipper

Diversamente scalatore
9 Febbraio 2013
15.003
13.888
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Bici
Colnago per la strada & Kona per il fango
Oggi con la tusa alla GF Gimondi (ora si chiama bgy Airport ma per me sarà sempre La Gimondi), in griglia anche @GAZZA71
Come da tradizione da pioggia ma poca cosa: invece dopo il Colle dei Pasta inizia a piovere, tanto; siamo completamente fradici, su per il Selvino, complice il freddo, la tusa inizia a non stare bene. Arriviamo in cima e fa un freddo assurdo, in discesa non fa che peggiorare tanto che, da lì, iniziamo a battere i denti: continueremo a farlo fino al traguardo.
Arrivati sfatti, infreddoliti tanto da faticare a cambiare: alcuni hanno le coperte termiche, beviamo bicchieri di tè caldo uno dietro l'altro, a fatica perché le mani tremano.
Qualcuno parla di giornata memorabile: io mi volto e dico alla tusa "la prossima volta che ad una gara danno pioggia, e io sono così stupido da voler partire, sei autorizzata a menarmi".
Peccato perché l'organizzazione è di altissimo livello: polizia, volontari, tutto presidiato, ultimi km strada chiusa fino al termine, ma questa gara è sfigata.
Infine un'ultima considerazione sui dischi: prima gara sotto l'acqua con freni a disco e coperture generose, non c'è paragone coi rim; nostalgici fatevene una ragione
 

lupin IV

Maglia Iridata
21 Settembre 2008
14.870
14.208
Basilicata del sud
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Bici
Rose X-Lite Six, Canyon Ultimate CF10
ottimo, non l'hai mai provata, però, giusto?


Grazie per il riscontro, ma qual è la tua esperienza? Ovvero, l'hai già usata e si riesce a raggiungere una pressione accettabile? Io sono pesante e viaggio sui 6,5-7 bar. Ma mi è sufficiente gonfiarla un minimo per proseguire.
Sei sicuramente meno pesante di me.
A 5/6 bar ci arriva tranquillamente, per una ruota da 28 è più che sufficiente
 
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pancia di ghisa

Apprendista Velocista
1 Dicembre 2011
1.449
495
Zena
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Bici
dieeffegiaccai...
Io giro con questo che pes come un bomboletta e permette di gonfiare un paio di ruote:


e

questa per prercarica ed emergenza


e 2 camere TPU
anche io minipompa e due cartucce co2, e sto pensando di prendere la pompetta elettrica (è già nel carrello di aliex).
p.s. sono un ex utilizzatore tubeless pentito e tornato alle camere, ora tpu
 
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SoftMachine

Maglia Iridata
10 Ottobre 2010
12.833
7.467
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Bici
Agente Bike
Parto da qui per rispondere alla tua spiegazione che diciamo mi aspettavo sia nella forma che nel contenuto e posso dire che il tutto è comprensibile, sebbene la mia comprensione sia "tecnica" (nel senso che la accosto al modo che ho vissuto per apprendere)

Ma qui parliamo di musica/arte, qualcosa che riguarda l'emotività del genere umano (sebbene potremmo dire che anch'essa sia frutto di una certa struttura di ciò che siamo, cioè un rapporto di ciò che abbiamo ricevuto in dote alla nascita e ciò che abbiamo acquisito nel tempo con le nostre esperienze di vita vissuta)
L'emotività è legata a molti aspetti tra i quali il momento, il luogo, ciò che ci circonda, come ci predisponiamo ecc ecc.
In poche parole un insieme di sensazioni/emozioni che nasce in primis dalla propria sensibilità per arrivare alla consapevolezza che ognuno ha di sè stesso.

Questo per dire che ognuno di noi può avere piacere ad ascoltare brani/musica di diversa tipologia o astrazione ed è proprio quest'ultima che diviene un processo mentale che consiste nel separare, isolare o prescindere da particolari concreti su caratteristiche universali, strutture o concetti essenziali.

In poche parole non è necessario studiare o acculturarsi per godere di opere che magari, per l'appunto, nascono spontanee da chi in pratica non sarebbe neppure preparato tecnicamente.. lo fa è basta perchè è una dote.

Tant'è che la musica o la pittura/scultura (arte) si fanno da sempre e da sempre regalano emozioni sebbene in modi diversi.
È l’ultima volta che ti rispondo perché, come hai già mostrato in altre occasioni, non vuoi, e probabilmente non puoi, capire il punto del discorso.
Quello che scrivi infatti sembra cercare continuamente un’autoconferma: l’idea rassicurante che la tua mancanza di strumenti specifici non limiti davvero la comprensione. Ed è esattamente il tipo di atteggiamento che avevo già associato all’Effetto Dunning-Kruger: avere competenze limitate senza percepire il limite della propria preparazione.
Detto questo, il problema più evidente è che continui a rispondere a qualcosa che non ho scritto.
Nessuno ha detto che serva studiare per provare emozioni davanti all’arte. Sarebbe una banalità, oltre che una tesi assurda. Io ho parlato di comprensione dei linguaggi artistici e della differenza tra sensibilità, tecnica e capacità espressiva.
Tu invece sposti continuamente il discorso sull’idea molto generica che “l’arte emoziona tutti”, che è ovvia ma non c’entra col punto.
Per non parlare del passaggio sull’“astrazione”, semanticamente confuso: prima usi il termine come qualità della musica, subito dopo come definizione di un processo mentale generale, senza collegare realmente le due cose. Sembra più l’inserimento di terminologia filosofeggiante (“astrazione”, “concetti essenziali”, “universali”) per dare profondità a un concetto banalissimo: che persone diverse possano emozionarsi con musiche diverse.
Anche chi non conosce l'armonia può emozionarsi ascoltando Bach, così come chi non conosce il cinema può commuoversi guardando Tarkovskij. Ma questo non significa cogliere davvero struttura, linguaggio, scelte formali o profondità dell’opera. Ed è anche il motivo per cui molti grandi artisti, compositori o registi restano spesso incompresi, marginali o percepiti come “difficili”: non per elitismo, ma perché una parte del pubblico semplicemente non possiede gli strumenti necessari ad ascoltare oltre il livello più immediato e superficiale della fruizione.
L’utente medio tende naturalmente a privilegiare ciò che è immediatamente accessibile, riconoscibile e consumabile senza sforzo interpretativo. Ma l’accessibilità immediata non è il criterio con cui si misura il valore o la profondità di un’opera.
Ed è qui che il tuo ragionamento collassa: romanticizzi la “dote” come se bastasse da sola a spiegare il fenomeno artistico. Ma “lo fa e basta perché è una dote” non è un’argomentazione: è semplicemente fermare il ragionamento nel punto in cui andrebbe approfondito.
Dire “mi emoziona” non equivale a capire perché funziona, né tantomeno a saper produrre qualcosa dello stesso livello.
In sintesi: hai trasformato una riflessione sul linguaggio artistico in un generico “l’arte è emozione”, cioè una semplificazione talmente ovvia da non rispondere minimamente a ciò che avevo scritto. Finisci così per ridurre l’arte a pura reazione emotiva immediata, cancellando tutto ciò che riguarda linguaggio, forma, storia e complessità espressiva.
A questo punto però la discussione diventa inutile, perché per discutere seriamente di un linguaggio bisogna almeno riconoscere che esiste una differenza tra percepirlo superficialmente e comprenderlo davvero. Tu quella differenza continui ostinatamente a negarla. E, diventando la discussione inutile, la chiudo qui.
 

peppe59

Ammiraglia
6 Luglio 2011
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roma / milano
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Moser (acciaio); Bianchi (acciaio)
La bomboletta puo' fare cilecca, con la pompa sei tranquillo.

A 11 bar ci credo poco, ma a 5/6 ci arriva anche la pompetta del Deca da 5 Euro (provato), che però ingombra più di questa; poi giustamente ti porti dietro anche l'adattatore per la pompa del benzinaio, se vuoi arrivare a pressione più alta (sempre che il suo compressore ci arrivi... sono fatti per pompare tanta aria, non necessariamente a pressione alta).

E, anche io mi porterei dietro due camere: puoi bucare due volte (successo), ma sopratutto puoi fare uno sbaglio nel montare e pizzicare (dici che non succede? a me è successo a oltre 50 km da casa, bucando in agosto alle due di pomeriggio sotto un sole bestia e senza un filo d'ombra... e non mi sento tanto scemo per aver sbagliato in quelle condizioni). Poi certo, se giri in posto pieni di ciclisti puoi sempre fermare uno e chiedere se ha una camera "in più". Personalmente, se faccio giri in zone poco frequentate, me ne porto tre: quella volta della pizzicata, poi ho trovato da comperarne un'altra per arrivare a casa tranquillo, ma l'ho pagata a peso d'oro...
 

golias

Factotum :-)
28 Marzo 2018
35.048
26.301
.
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Bici
mia
l’idea rassicurante che la tua mancanza di strumenti specifici non limiti davvero la comprensione.
Limita la comprensione tecnica forse.. di certo non l'emozione e non credo che chi suoni/canti lo faccia per far sapere quanto è bravo a suonare o cantare, credo invece voglia quanto più emozionare (in tal senso ricordo ancora le parole di un certo Lucio B.)
Poi che un artista (come tale già dovrebbe essere dotato di un qualcosa in più) ami perfezionarsi e quant'altro ci può stare.
Nessuno ha detto che serva studiare per provare emozioni davanti all’arte. Sarebbe una banalità, oltre che una tesi assurda.
Difatti non ho scritto ne inteso ciò, e qui scusa ma è l'idea che oramai ti sei fatto che non ti permette di leggere ciò che ho scritto.
Io ho parlato di comprensione dei linguaggi artistici e della differenza tra sensibilità, tecnica e capacità espressiva.
Tu invece sposti continuamente il discorso sull’idea molto generica che “l’arte emoziona tutti”, che è ovvia ma non c’entra col punto.
Centra eccome dato che il fine ultimo sarebbe quello di emozionare.
Per non parlare del passaggio sull’“astrazione”, semanticamente confuso: prima usi il termine come qualità della musica, subito dopo come definizione di un processo mentale generale, senza collegare realmente le due cose. Sembra più l’inserimento di terminologia filosofeggiante (“astrazione”, “concetti essenziali”, “universali”) per dare profondità a un concetto banalissimo: che persone diverse possano emozionarsi con musiche diverse.
Ammetto che certi concetti non è semplicissimo spiegarli tanto meno scriverli, più facile sarebbe parlarne a voce sempre se l'interlocutore non ha già preconcetti spesso indisponenti.
Ma questo non significa cogliere davvero struttura, linguaggio, scelte formali o profondità dell’opera. Ed è anche il motivo per cui molti grandi artisti, compositori o registi restano spesso incompresi, marginali o percepiti come “difficili”: non per elitismo, ma perché una parte del pubblico semplicemente non possiede gli strumenti necessari ad ascoltare oltre il livello più immediato e superficiale della fruizione.
E' un emozione e come tale andrebbe vissuta, non è che dobbiamo sapere vita morte e miracoli di chi l'ha scritta o eseguita per far si che la stessa si manifesti, se non comprendi questo concetto hai ragione ogni parola oltre è inutile.
L’utente medio tende naturalmente a privilegiare ciò che è immediatamente accessibile, riconoscibile e consumabile senza sforzo interpretativo.
Non è elitario ma classifichi altri come utenti medi, che poi dimmi: chi compie un opera (qualunque essa sia) lo fa per un pubblico ristretto o per chiunque sappia apprezzare nel modo e come può ?
Ma l’accessibilità immediata non è il criterio con cui si misura il valore o la profondità di un’opera.
Ma è ciò che spesso ne caratterizza il successo, vedasi in questo caso i Pink.
Ed è qui che il tuo ragionamento collassa: romanticizzi la “dote” come se bastasse da sola a spiegare il fenomeno artistico.
No non romanticizzo un bel nulla, dico solo che chi ha la dote ce l'ha a prescindere, tant'è che anche chi la cerca con studi, prove, e quant'altro spesso non la trova (tralasciando il contesto attuale dove a quanto pare non conta la dote ma chi ti sponsorizza)
Dire “mi emoziona” non equivale a capire perché funziona,
Ma non è qualcosa di tecnico, fisico.. è e resta un emozione che come tale quando la comprendi a volte svanisce (qui si mi puoi dare l'etichetta del romantico ;-) )
Finisci così per ridurre l’arte a pura reazione emotiva immediata, cancellando tutto ciò che riguarda linguaggio, forma, storia e complessità espressiva.
Non cancello mi limito ad usufruirne, se interessato approfondisco ma non essendo incline all'arte la cosa mi risulta assai ostica.
perché per discutere seriamente di un linguaggio bisogna almeno riconoscere che esiste una differenza tra percepirlo superficialmente e comprenderlo davvero. Tu quella differenza continui ostinatamente a negarla.
Non la nego ne mai l'ho fatto, ho sempre riconosciuto che ovviamente per gli addetti ai lavori o chi interessato ha un altra chiave di lettura.
Sei tu piuttosto che ti ostini a non capire cosa invece intendo quando lasci che un emozione pervada la tua mente, il corpo e chissà cos'altro senza a stare a farsi tante domande del perchè si-no ecc ecc ecc
 

SoftMachine

Maglia Iridata
10 Ottobre 2010
12.833
7.467
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Bici
Agente Bike
Limita la comprensione tecnica forse.. di certo non l'emozione e non credo che chi suoni/canti lo faccia per far sapere quanto è bravo a suonare o cantare, credo invece voglia quanto più emozionare (in tal senso ricordo ancora le parole di un certo Lucio B.)
Poi che un artista (come tale già dovrebbe essere dotato di un qualcosa in più) ami perfezionarsi e quant'altro ci può stare.

Difatti non ho scritto ne inteso ciò, e qui scusa ma è l'idea che oramai ti sei fatto che non ti permette di leggere ciò che ho scritto.

Centra eccome dato che il fine ultimo sarebbe quello di emozionare.

Ammetto che certi concetti non è semplicissimo spiegarli tanto meno scriverli, più facile sarebbe parlarne a voce sempre se l'interlocutore non ha già preconcetti spesso indisponenti.

E' un emozione e come tale andrebbe vissuta, non è che dobbiamo sapere vita morte e miracoli di chi l'ha scritta o eseguita per far si che la stessa si manifesti, se non comprendi questo concetto hai ragione ogni parola oltre è inutile.

Non è elitario ma classifichi altri come utenti medi, che poi dimmi: chi compie un opera (qualunque essa sia) lo fa per un pubblico ristretto o per chiunque sappia apprezzare nel modo e come può ?

Ma è ciò che spesso ne caratterizza il successo, vedasi in questo caso i Pink.

No non romanticizzo un bel nulla, dico solo che chi ha la dote ce l'ha a prescindere, tant'è che anche chi la cerca con studi, prove, e quant'altro spesso non la trova (tralasciando il contesto attuale dove a quanto pare non conta la dote ma chi ti sponsorizza)

Ma non è qualcosa di tecnico, fisico.. è e resta un emozione che come tale quando la comprendi a volte svanisce (qui si mi puoi dare l'etichetta del romantico ;-) )

Non cancello mi limito ad usufruirne, se interessato approfondisco ma non essendo incline all'arte la cosa mi risulta assai ostica.

Non la nego ne mai l'ho fatto, ho sempre riconosciuto che ovviamente per gli addetti ai lavori o chi interessato ha un altra chiave di lettura.
Sei tu piuttosto che ti ostini a non capire cosa invece intendo quando lasci che un emozione pervada la tua mente, il corpo e chissà cos'altro senza a stare a farsi tante domande del perchè si-no ecc ecc ecc
Ma non ti riesce di fare un discorso compiuto senza la necessità di stravolgere il senso di cio’ che gli altri scrivono senza scegliere frasi alle quali rispondere e banalizzando il tutto? Eh no, chissà’ perché...
Hai capito ben poco di quello che ho scritto e lo evinco dalle risposte, inutile spiegarti dove e come, naturalmente. Certi concetti, come dici, "non è semplicissimo spiegarli tanto meno scriverli”: capita quando si parla o si scrive di cio’ che ignoriamo o che si conosce a malapena o quando ci si lancia in concetti o discorsi che nons iamo in grado di comprendere ma ci ostiniamo a credere di esserne in grado.
Comunque, nessuno nega la fruizione emotiva dell’arte. Quello che non stai affrontando è la distinzione tra emozione e comprensione del linguaggio che la genera. Continuare a riportare tutto al “lasciarsi pervadere dall’emozione senza farsi domande” non è una confutazione: è semplicemente un’altra modalità di fruizione, che non entra minimamente nel tema che ho posto.
E qui si chiude il cerchio con la tua ultima frase: “sei tu che non capisci cosa intendo quando lasci che l’emozione pervada senza farti domande”.
In realtà è esattamente il contrario: sei tu che stai scambiando l’assenza di analisi per comprensione completa dell’opera, e stai trasformando questa posizione in una specie di superiorità esperienziale.
Emozionarsi non è “capire senza domande”: è reagire. Capire è un’altra attività, che non smette di esistere come livello distinto. Riduci tutto a “sentire o non sentire”, stai eliminando proprio il punto che distingue un linguaggio artistico da una reazione emotiva generica. Ti riporto quello che ho già scritto e che forse non hai letto: quello che scrivi infatti sembra cercare continuamente un’autoconferma: l’idea rassicurante che la tua mancanza di strumenti specifici non limiti davvero la comprensione. Ed è esattamente il tipo di atteggiamento che avevo già associato all’Effetto Dunning-Kruger: avere competenze limitate senza percepire il limite della propria preparazione.
Lo hai detto tu stesso, non capisci una fava. Ed io non amo perdere il mio tempo. Le mie consulenza sono costose e, ancor peggio, le riservo a chi decido di riservarle. Au revoir :°°(:yoga: