La tesi, che ha alle sue spalle una sterminata letteratura, non riguarda i 'medici' ma i paleontologi e gli antropologi,in quanto non riguarda la maggiore o minore salubrità di una dieta sull'altra (che una dieta eccessivamente carnivora abbia gravi risvolti è cosa nota, ma è cosa nota che ogni dieta non equilibrata abbia gravi risvolti, sia vegana, carnivora et.).
Buona parte dei lavori in merito sono siti che richiedono accesso ma posso portarne uno, come esempio, di accesso libero
https://www.researchgate.net/publication/43019529_L'evoluzione_cerebrale_degli_ominidi_quando_antropologia_paleontologia_e_psicologia_convergono_su_una_domanda. Un altro testo che riassume il tema è
Giuseppe Pulina e Marcello Mele “Alimenti di origine animale e salute” (Franco Angeli Editore, Roma 2015) che tratta sia il tema 'paleontologico' che quello relativo agli aspetti medici dell'uomo contemporaneo (e riporta una ampia letteratura per entrambi gli aspetti). Di particolare interesse in una prospettiva di lungo periodo, rimane sempre la pietra miliare dell'antropologia,
Guns, Germs and Steel, di Jared Diamond. Molto interessanti sono anche i primi capitoli di
'Energy and Civilization: A History', di Vaclav Smil anche autore di un interessantissimo e molto distaccato
Should We Eat Meat?: Evolution and Consequences of Modern Carnivory che prospetta i vantaggi di una possibile alimentazione carnivora evoluta.
In poche parole il rapporto tra evoluzione e dieta carnivora è in questi termini. I primati, che in maggioranza avevano una dieta vegetale di raccolta, nella discesa dagli alberi e acquistando la posizione eretta, acquisirono due vantaggi: velocità nella corsa, maggior raffreddamento cerebrale e acquisizione di due arti non più necessari alla deambulazione. In una frase, acquisirono la capacità di diventare grandi cacciatori. E' quello che i paleontologi chiamano il 'Grande balzo' a cui corrisponde una crescita del volume cranico. Questa crescita non è solo la conseguenza 'biochimica' della dieta (vedi
Martin, R.D. 1996. Scaling of the mammalian brain: the maternal energy hypothesis. News Physiol. Sci ), ma la conseguenza della possibilità di acquisire un contenuto energetico ad alta concentrazione - ulteriormente associato alla invenzione della cottura circa 800k anni fa - che liberava l'uomo dai tempi totalizzanti dell'alimentazione vegetale (una animale carnivoro impiega una frazione del tempo necessario a un animale vegetariano per acquisire un pari contenuto calorico; inoltre nei periodi di glaciazione, il cacciatore aveva comunque più chances del vegetariano preagricolo di sopravvivere). Poiché il cervello utilizza circa il 25% de'l'energia spesa giornalmente (75% nel neonato), questo consentì di dedicarsi a tutta una serie di attività non di pura sopravvivenza, probabilmente contribuendo anche allo sviluppo del linguaggio. Da non trascurare, in ogni caso la presenza nella carne di discreti contenuti di Acido arachidonico,, di un acido grasso polinsaturo della famiglia degli Omega-6 e di acido docosaesaenoico, tutti elementi dimostrati come fondamentali per lo sviluppo neuronale.
Occorreranno più di 700k anni prima di assistere alla nascita dell'agricoltura (e della zootecnia...) uno stadio evoluto a cui l'uomo arriva grazie ai vantaggi di specie acquisiti fin là in quanto uomo cacciatore capace di cucinare e sociale in senso evoluto grazie allo sviluppo del linguaggio consentito dalle forti trasformazioni genetiche e relativo potenziamento delle funzioni cerebrali.
Io non credo che dietro quanto ho molto superficialmente, in questa sede, riportato, ci sia una posizione ideologica, un desiderio di convincere qualcuno. Al contrario rimango assai sorpreso da tutto l'apparato 'apostolico' che vedo dietro la maggioranza dei 'convertiti' vege-vegani, di quanti tappezzano i muri in prossimità delle feste con le faccine lacrimose degli agnelli tacciando di assassinio che festeggerà con il relativo arrosto. Facciano come credono, siamo nel terzo millennio e non dipendiamo, per sopravvivere da questa o quella dieta ma, per favore, lascino perdere considerazioni moralistiche come quelle citate sopra. E' risaputo che Adolf Hitler fosse vegetariano e che il 'santo e vegetariano ' Mahatma' si fece felicemente ritrarre a Roma insieme ai gerarchi fascisti... Troppo spesso vedo più interesse per gli animali che per gli uomini...