... e intanto un noto cantautore compie 80 anni e ci racconta che: 1) non era di quella certa idea politica, 2)certe sue canzoni di successo non gli piacevano granche', 3)l'altra canzone con cui ha infiammato 30 anni di concerti NON voleva essere rivoluzionaria: eravamo noi a considerarla tale per un errore che non ha mai capito...

cosi', alla soglia dei 61 anni, me ne sto sul divano a riflettere su quante me ne hanno date a intendere...

P.s. per i mod.: e' solo una considerazione esistenziale da digestione avanzata... se la trovate troppo politica cancellatela pure...
Ho sempre amato canzoni e libri di Guccini fregandomene delle frasi politiche sparse qua e là, mi piace lo stile ballata, provengo da Dylan Donovan Baez Peter Paul&Mary Byrds e via via Poco, Dire Straits, Springsteen LedZ.... ovvio che tra gli Italiani Guccini abbia la pole, poi Branduardi e Zucchero...
Dylan, molti decenni fa e ancor giovane, disse che si ispirava ai fatti sociali nelle prime ballate ma questo non significava una posizione politica definita, anzi disse che non gli interessava affatto.
Apriti cielo... ma io lo trovai naturale.
Era il 1975 ca.
Le posizioni politiche espresse da Guccini hanno avuto sede in conferenze, talks pubbliche varie, dove ha nascosto nulla del suo credo, mentre penso che nelle canzoni non voglia subire connotazioni troppo nette. Come dire due mondi poco apparentati.
I collegamenti vengono creati e imposti dai critici, i poeti spesso ne provano fastidio.
Poi il giovane Francesco si infiammava per Auschwitz e per l'anarchico sulla locomotiva, ma non ha mai detto che avrebbe fatto lo stesso.
Impressionismo poetico non è politica, sempre imho.
Se per es. compongo una poesia sul Vajont, esprimo collegamenti spirituali con la gente, con lo schianto del monte e la morte violenta che invade la valle, ma in quel momento di commozione, momento che mi ispira un po' di versi, sono completamente avulso da agganci politici.
Poi se la poesia fa il giro del mondo e viene commentata, saltano fuori tutte le visioni politico-sociali che l'autore non sentiva e spesso non condivide.
E per finire, con l'età cambia la scala di importanza delle cose, se pensi che oggettivamente ti resta un 20% di vita se sarai fortunato, nel suo caso il 10% se va bene... quanti problemi più o meno esistenziali non senti più validi né attuali?
E quanti dubbi, su tutto... arrivi ad un punto che non è che smentisci le idee avute ed espresse da giovane, bensì smentisci che sia necessario farne drammi e vivere di drammi. Se poi il corpo e la salute cedono...
Ma che vada tutto a... dico talvolta, solo un tantino, non sempre, finché mi va di mantenermi vivo.
Ma poi è solo un tarlo per chi ha tempo e il lusso di sprecarlo...
Buon compleanno, maestrone!