da www.sportpro.it
L'ultima offerta, stando alle rivelazioni della Gazzetta dello Sport, arriverebbe addirittura a 5 milioni di euro ed un contratto di quattro anni, ovvero quasi 10 miliardi di vecchie lire a stagione, quanto basterebbe a mantenere più che dignitosamente un paio di formazioni complete di primissimo livello (ProTour). E almeno 4 se non 5 di livello appena inferiore (Continental). Non è poco, se si pensa alla grave crisi che sta attanagliando il mondo dei pedali non meno che il resto dell'economia mondiale.
In Italia, ad esempio, c'è un'emorragia continua di corridori. Gente che deve smettere perché non riesce a trovare uno straccio di contratto neppure al minimo dello stipendio di un neo-pro (circa 23.000 euro l'anno). Sono una novantina almeno quelli rimasti a spasso e fra di loro anche atleti di una certa caratura: come Fortunato Baliani, vincitore a Camaiore nel 2007; Alessandro Bertolini, atleta capace di primeggiare in classiche come Appenino, Agostoni, Veneto e Placci nonché in una tappa al Giro d'Italia nel suo fortunato 2008; Leonardo Bertagnolli ex spalla di pregio di Gilberto Simoni (tappa di Faenza all'ultimo Giro); Enrico Franzoi, uno dei miglior ciclocrossisti nostrani (bronzo mondiale nel 2007); l'argentino Richeze, spesso fra i primi 5 in classiche prestigiose e piccole corse a tappe; i russi Kahlilov e Gusev, compagno, quest'ultimo, di Contador nell'Astana. Ma tant'è. E' la legge del mercato. Dieci milioni per quello che alcuni media già battezzano come il "canarino mannaro".
L'offerta per strapparlo alla kazaka Astana, con cui ha un contratto sottoscritto anche per il 2010, verrebbe dalla belga Quick Step, la formazione di Tom Boonen, il grande dominatore delle classiche del nord (tre Parigi-Roubaix). Quasi quattro volte e mezzo il suo sulfureo connazionale Valverde quotato 2,3 milioni, nonostante la spada di Damocle della squalifica doping che pende sul suo capo; cinque volte il belga Gilbert, dominatore di grandi classiche come due Parigi-Tours e un Giro di Lombardia (2); quasi sei volte il campione iridato in carica Cadel Evans (1,7); dieci volte il nostro attuale miglior specialista in classiche, il veneto Pozzato (1) e più di 12 rispetto al veronese già vincitore a soli 24 anni di un Giro, Damiano Cunego (800 mila).
L'ultima offerta, stando alle rivelazioni della Gazzetta dello Sport, arriverebbe addirittura a 5 milioni di euro ed un contratto di quattro anni, ovvero quasi 10 miliardi di vecchie lire a stagione, quanto basterebbe a mantenere più che dignitosamente un paio di formazioni complete di primissimo livello (ProTour). E almeno 4 se non 5 di livello appena inferiore (Continental). Non è poco, se si pensa alla grave crisi che sta attanagliando il mondo dei pedali non meno che il resto dell'economia mondiale.
In Italia, ad esempio, c'è un'emorragia continua di corridori. Gente che deve smettere perché non riesce a trovare uno straccio di contratto neppure al minimo dello stipendio di un neo-pro (circa 23.000 euro l'anno). Sono una novantina almeno quelli rimasti a spasso e fra di loro anche atleti di una certa caratura: come Fortunato Baliani, vincitore a Camaiore nel 2007; Alessandro Bertolini, atleta capace di primeggiare in classiche come Appenino, Agostoni, Veneto e Placci nonché in una tappa al Giro d'Italia nel suo fortunato 2008; Leonardo Bertagnolli ex spalla di pregio di Gilberto Simoni (tappa di Faenza all'ultimo Giro); Enrico Franzoi, uno dei miglior ciclocrossisti nostrani (bronzo mondiale nel 2007); l'argentino Richeze, spesso fra i primi 5 in classiche prestigiose e piccole corse a tappe; i russi Kahlilov e Gusev, compagno, quest'ultimo, di Contador nell'Astana. Ma tant'è. E' la legge del mercato. Dieci milioni per quello che alcuni media già battezzano come il "canarino mannaro".
L'offerta per strapparlo alla kazaka Astana, con cui ha un contratto sottoscritto anche per il 2010, verrebbe dalla belga Quick Step, la formazione di Tom Boonen, il grande dominatore delle classiche del nord (tre Parigi-Roubaix). Quasi quattro volte e mezzo il suo sulfureo connazionale Valverde quotato 2,3 milioni, nonostante la spada di Damocle della squalifica doping che pende sul suo capo; cinque volte il belga Gilbert, dominatore di grandi classiche come due Parigi-Tours e un Giro di Lombardia (2); quasi sei volte il campione iridato in carica Cadel Evans (1,7); dieci volte il nostro attuale miglior specialista in classiche, il veneto Pozzato (1) e più di 12 rispetto al veronese già vincitore a soli 24 anni di un Giro, Damiano Cunego (800 mila).
