Colnago Club - Capitolo 8

toni77

Apprendista Scalatore
30 Aprile 2017
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Holzkirchen, Baviera
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Bici
Colnago C64 Rim Mapei "La Pina" , Canyon Endurace CFR "The Black Pearl"
Sono attratto anche io dalla gravel 3T che è costruita interamente in Italia con una tecnica innovativa di avvolgimento delle fibre attorno a stampi con tecnologia proprietaria. Non la compro perche’ sarebbe proprio un capriccio, non saprei quando usarla rispetto alla bdc e alla mtb hardtail … tu hai trovaro uno scenario di utilizzo per la gravel?
Rispondo a questa domanda lasciata in sospeso, cercando di rimanere in topic, anche perché l'acquisto della 3T Exploro e' intrecciato a doppio filo con quello della V3RS... chiedo scusa per il ritardo, ma, ultimamente, sono preso dallo studio della chitarra, leggo velocemente il forum e scrivo poco (il che non e' un male, anzi... ;-)).

Oggi che ho tempo, rispondo prendendola mooolto larga, anche per condividere qualcosa di un po' più personale e, si spera, più interessante dei soliti dilemmi dietro la scelta di piega, ruote e copertoni.

Premetto che alle bici di 3T faccio la corte da tempi non sospetti (2018). Mi piace il marchio, i prodotti e le idee che Gerard Vroomen porta avanti, con voglia e coraggio di innovare (ad appassionati e curiosi consiglio caldamente la lettura del Blog 3T, pieno zeppo di spunti).

Appena scoppiata la pandemia (inizio 2020), nell'intento di dare il mio piccolo contributo, non a caso, proprio a un'industria con sede a Bergamo, letteralmente all'epicentro del disastro, stavo per ordinare una splendida Strada in edizione limitata. Vroomen in persona mi aveva risposto circa un paio di domande in merito alle rapportature di SRAM (di li' a poco sarebbe uscita la cassetta AXS 10-36, che avrebbe ulteriormente avvalorato la fattibilità del monocorona su strada, uno dei cardini della filosofia di 3T). Non se ne fece niente, perché nel frattempo maturo' l'interesse per Colnago, grazie anche a questa stanza del forum e, onestamente, i tempi non erano ancora del tutto maturi per fare il grande passo verso il monocorona su una bici con manubrio a presa bassa, soluzione l'1x, che, comunque, avevo già cominciato ad apprezzare in MTB.

La scelta di rimandare l'acquisto si rivelo' fortuita, ma del tutto felice, anche perché a Giugno 2020 3T avrebbe presentato la nuova Exploro Race Max e a Settembre 2020 Campagnolo avrebbe lanciato l'Ekar, il gruppo che Vroomen aspettava da cinque anni, per sdoganare del tutto l'idea del monocorona. Allego due post di Vroomen sulle implicazioni per uso stradale e gravel, pubblicati poco dopo l'uscita del gruppo: considerato il numero di estimatori di Campagnolo che frequentano regolarmente questa stanza, qualcosa di interessante ci potrebbe essere, a prescindere che uno abbia provato o meno l'Ekar, e/o voglia credere alla fruibilità del monocorona su asfalto. Il concetto qua e' un altro: si parla di visioni (3T come Campagnolo) e coraggio di investire, mettendo a punto soluzioni tecniche che permettano alle visioni di diventare prodotti finiti. Non so voi, ma in questo ci rivedo al 100% lo spirito di Colnago e di Ferrari, giusto per citare due Giganti dell'Industria Italiana.

L'ultima riserva che dovevo sciogliere prima di avventurarmi in ordini "importanti" era capire quale sarebbe stato il parco-bici ottimale per soddisfare tutte le mie esigenze ciclistiche, e qua torniamo anche alla domanda di @Lumi sul campo di impiego di una gravel. Sulla base delle esperienze fatte battendo in lungo e in largo la mia zona (prealpi Bavaresi, 30 km a sud di Monaco) ero giunto alle seguenti conclusioni:
  • dopo sei anni di onorato servizio era tempo di sostituire la mia Focus Cayo con una fuoriserie Italianissima: sui motivi particolari che mi hanno portato a optare per il V3RS, nella configurazione da me scelta, pubblicai un post lunghetto qua , che linko nuovamente, sperando possa essere utile a... confondere le idee a futuri potenziali acquirenti del V3RS.
  • per la zona dove abito, una gravel ha assolutamente senso, considerato che posso usarla nelle centinaia di km di forestali che attraversano boschi e campagne attorno a Monaco, sulle ciclabili miste asfalto/sterrato (valle dell'Inn, via Claudia, via Bavarica-Tyrolensis, giusto per citarne alcune abbastanza famose) e come sostituta di una MTB hard-tail per andare per malghe, laddove ci siano trasferimenti veloci in on/off e dove scendere a bomba non sia una priorità.
  • per uso specialistico XC (anche Marathon) / Trail meglio upgradare la MTB da hard-tail a full-suspended, usando la gravel come sostituta della hard-tail, purché supporti coperture generose (vedi 3T Exploro).
Fast forward di qualche mese e, a fine 2020, in piena seconda (o terza...) ondata Covid, e mi ritrovo, da Italiano residente all'Estero, ad avere piazzato non uno, ma due ordini, per due bici Italianissime: in un mare di parole e' stato il mio "piccolo" contributo, senz'altro oneroso per le mie tasche, ma minuscolo, se raffrontato alle difficoltà attraversate da singoli e aziende in questo biennio, per provare a sostenere l'economia Italiana. Sottolineo che le bici sono Italianissime , con buona pace di chi "la bici Italiana deve avere un telaio fatto a mano in Italia". Onestamente, non sono interessato a sottigliezze del genere. Il mio obiettivo era pedalare su oggetti di primissima qualità, con connotati originali, e contribuire fattivamente agli incassi di aziende Italiane.

All'epoca (fine 2020) 3T, per quel che riguarda il carbonio, produceva a Bergamo solo la guarnitura Torno. I telai, anche quello dell'ultima nata, la Exploro Race Max, venivano prodotti in oriente. Ripeto: per me nulla di scandaloso, fintanto che il controllo di qualità fa quello che deve e il risultato sono forme, geometrie, pesi e feeling di guida assolutamente originali. Quando ho letto che 3T comincerà a "filare" telai in carbonio anche a Bergamo mi ha fatto molto piacere. Notare, tuttavia, che, a parte l'edizione limitata di lancio, tutti i telai attualmente ordinabili sul loro sito, come bici assemblate, o come kit, sono ancora quelli prodotti all'estero. Personalmente, non ho alcun tipo di motivo per desiderare il nuovo telaio "Made in Italy" su una Exploro Race. Sara' anche qualche grammo piu' leggero, il che conta relativamente su una gravel sopra gli 8 kg, sarà ancora piu' rigido, nelle sezioni dove conta, grazie alla tecnica di deposizione della trama in carbonio, ma parliamo di migliorie per me impercettibili su un telaio davvero già entusiasmante.

In molti mi chiedono: "Ma cosa te ne fai della Exploro, quando puoi pedalare su una V3RS?" Beh, innanzitutto con la V3RS non posso fare la meta' dei percorsi che faccio con la gravel (mentre e' vero il contrario, vedi vacanze in Romagna, fatte pedalando anche sulle strade disastrate della 9C con la 3T gommata Pirelli Cinturato Velo... da 35 mm), e, poi, e' come paragonare una Ferrari (la V3RS), con una Delta Integrale (l'Exploro). Si tratta di due concetti diversi di velocità ed emozioni su due ruote. Potendo pedalare in contesti che mi permettono di apprezzare entrambe le soluzioni (anzi tutte e tre, mettendoci anche la MTB dura e pura), perché rinunciarci?

PS: il difficile verra' se e quando vorrò regalarmi un acciaio... si tratterà di fare delle scelte, visto che, oggettivamente, più di tre bici non riesco a ruotare durante una stagione e, IMHO, le bici sono fatte per essere pedalate, non collezionate.
 
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toni77

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Credo che cercare la posizone di un V3RS su un Master o qualsiasi telaio tradizionale in acciaio non sia il massimo (mia opinione).
Fai come facevano i telaisti di una volta.......
Partirei da altezza movimento-piano sella e definirei quanto fuorisella vorrei, poi definirei il dislivello sella manubrio che sopporto.
Con il dislivello si può ricavare dove si posiziona il piano superiore della piega rispetto al centro ruota anteriore.
A questo punto puoi confrontare i vari piani con il tuo telaio V3RS se le cose tornano hai quasi individuato la misura per il Master.
Se hai individuato l'altezza del Master scoprirai la lunghezza del telaio che puoi ipotizzare.
Per individuare la lunghezza dell'attacco misura la distanza tra puntasella e centro attacco-sulla piega della tua bici, se i conti tornano
avrai la lunghezza dell'attacco.

Perchè il fuorisella? perchè se vuoi farti una bici stile anni ' 60 o '70 o '80 o '90 o 2000 lo svettamento del fuori sella esteticamente
negli anni è cambiato e di conseguanza anche la lunghezza attacco perchè nonostante tutto i telai acciaio sono sempre più o meno quadrati.
Il dislivello sella-manubrio idem negli anni è passato da 2-3cm a 12-15cm.

Ovvio che si pedala con sensazioni diverse a parità di riferimenti inalterati.

un po' di chiacchere che magari aiutano

Bye
Ottime considerazioni e suggerimenti! Molto apprezzati e ne terrò senz'altro conto, se dovessi muovermi in quella direzione. Grazie! o-o
 

toni77

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Hai considerato quanto stack ti fornisce una serie sterzo con calotte esterne? Se prendi la forcella filettata e monti una Chris King GripNut da 1", hai circa 18 mm di stack per la parte superiore e 14 mm di stack per quella inferiore, per un totale di 32mm in più. 519mm + 32mm = 551 mm, cioè sei già 9 mm più alto del V3RS.

Lo stesso vale per la s.s. non filettata https://www.performancebike.com/chr...5.4-ec30-26-hsj1s/p-fqhrsc9c5qqctqhe?v=432546

hai già considerato calotta superiore, coperchio SS e lo spessore "obbligatorio" da mettere? la calotta sono 12-13 mm, il suo corperchio 6-7 mm.
Come detto sopra, scusate entrambi per il ritardo alla risposta... grazie mille per i suggerimenti e le osservazioni sulla serie sterzo o-o . Ho preso attentamente nota ;-)
 
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Kaiser Jan

Recordman
19 Maggio 2010
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prov. BS
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colnago eps
Rispondo a questa domanda lasciata in sospeso, cercando di rimanere in topic, anche perché l'acquisto della 3T Exploro e' intrecciata a doppio filo con quello della V3RS ... chiedo scusa per il ritardo, ma , ultimamente sono preso dallo studio della chitarra, leggo velocemente il forum e rispondo poco (il che non e' un male, anzi... ;-)).

Oggi che ho tempo, rispondo prendendola mooolto larga, anche per condividere qualcosa di un po' più originale e, si spera, interessante dei soliti dilemmi dietro la scelta di piega, ruote e copertoni.

Premetto che alle bici di 3T faccio la corte da tempi non sospetti (2018). Mi piace il marchio, i prodotti e le idee che Gerard Vroomen porta avanti, con voglia e coraggio di innovare (ad appassionati e curiosi consiglio caldamente la lettura del Blog 3T, pieno zeppo di spunti).

Appena scoppiata la pandemia (inizio 2020), nell'intento di dare il mio piccolo contributo, non a caso, proprio a un'industria con sede a Bergamo, letteralmente all'epicentro del disastro, stavo per ordinare una splendida Strada in edizione limitata. Vroomen in persona mi aveva risposto circa un paio di domande in merito alle rapportature di SRAM (di li' a poco sarebbe uscita la cassetta AXS 10-36, che avrebbe ulteriormente avvalorato la fattibilità del monocorona su strada, uno dei cardini della filosofia di 3T). Non se ne fece niente, perché nel frattempo scoppio' l'interesse per Colnago, grazie anche a questa stanza del forum e, onestamente, i tempi non erano ancora del tutto maturi per fare il grande passo verso il monocorona su una bici con manubrio a presa bassa, soluzione l'1x, che, comunque, avevo già cominciato ad apprezzare in MTB.

La scelta di rimandare l'acquisto si rivelo' fortuita, ma del tutto felice, anche perché a Giugno 2020 3T avrebbe presentato la nuova Exploro Race Max e a Settembre 2020 Campagnolo avrebbe lanciato l'Ekar, il gruppo che Vroomen aspettava da cinque anni, per sdoganare del tutto l'idea del monocorona. Allego due post di Vroomen sulle implicazioni per uso stradale e gravel, pubblicati poco dopo l'uscita del gruppo: considerato il numero di estimatori di Campagnolo che frequentano regolarmente questa stanza, qualcosa di interessante ci potrebbe essere, a prescindere che uno abbia provato o meno l'Ekar, e/o voglia credere o meno alla fruibilità del monocorona su asfalto. Il concetto qua e' un altro: si parla di visioni (3T come Campagnolo) e coraggio di investire, mettendo a punto soluzioni tecniche che permettano alle visioni di diventare prodotti finiti. Non so voi, ma in questo ci rivedo al 100% lo spirito di Colnago e di Ferrari, giusto per citare due Giganti dell'Industria Italiana.

L'ultima riserva che dovevo sciogliere prima di avventurarmi in ordini "importanti" era capire quale sarebbe stato il parco-bici ottimale per soddisfare tutte le mie esigenze ciclistiche, e qua torniamo anche alla domanda di @Lumi sul campo di impiego di una gravel. Sulla base delle esperienze fatte battendo in lungo e in largo la mia zona (prealpi Bavaresi, 30 km a sud di Monaco) ero giunto alle seguenti conclusioni:
  • dopo sei anni di onorato servizio era tempo di sostituire la mia Focus Cayo con una fuoriserie Italianissima: sui motivi particolari che mi hanno portato a optare per il V3RS, nella configurazione da me scelta, pubblicai un post lunghetto qua , che linko nuovamente, sperando possa essere utile a... confondere le idee a futuri potenziali acquirenti del V3RS.
  • per la zona dove abito, una gravel ha assolutamente senso, considerato che posso usarla nelle centinaia di km di forestali che attraversano boschi e campagne attorno a Monaco, sulle ciclabili miste asfalto/sterrato (valle dell'Inn, via Claudia, via Bavarica-Tyrolensis, giusto per citarne alcune abbastanza famose) e come sostituta di una MTB hard-tail per andare per malghe, laddove ci siano trasferimenti veloci in on/off e dove scendere a bomba non sia una priorità.
  • per uso specialistico XC (anche Marathon) / Trail meglio upgradare la MTB da hard-tail a full-suspended, usando la gravel come sostituta della hard-tail, purché supporti coperture generose (vedi 3T Exploro).
Fast forward di qualche mese e, a fine 2020, in piena seconda (o terza...) ondata Covid, e mi ritrovo, da Italiano residente all'Estero, ad avere piazzato non uno, ma due ordini, per due bici Italianissime: in un mare di parole e' stato il mio "piccolo" contributo, senz'altro oneroso per le mie tasche, ma minuscolo, se raffrontato alle difficoltà attraversate da singoli e aziende in questo biennio, per provare a sostenere l'economia Italiana. Sottolineo che le bici sono Italianissime , con buona pace di chi "la bici Italiana deve avere un telaio fatto a mano in Italia". Onestamente, non sono interessato a sottigliezze del genere. Il mio obiettivo era pedalare su oggetti di primissima qualità, con connotati originali, e contribuire fattivamente agli incassi di marchi Italiani.

All'epoca (fine 2020) 3T, per quel che riguarda il carbonio, produceva a Bergamo solo la guarnitura Torno. I telai, anche quello dell'ultima nata, la Exploro Race Max, venivano prodotti in oriente. Ripeto: per me nulla di scandaloso, fintanto che il controllo di qualità fa quello che deve e il risultato sono forme, geometrie, pesi e feeling di guida assolutamente originali. Quando ho letto che 3T comincerà a "filare" telai in carbonio anche a Bergamo mi ha fatto molto piacere. Notare, tuttavia, che, a parte l'edizione limitata di lancio, tutti i telai attualmente ordinabili sul loro sito, come bici assemblate, o come kit, sono ancora quelli prodotti all'estero. Personalmente, non ho alcun tipo di motivo per desiderare il nuovo telaio "Made in Italy" su una Exploro Race. Sara' anche qualche grammo piu' leggero, il che conta relativamente su una gravel sopra gli 8 kg, sarà ancora piu' rigido, nelle sezioni dove conta, grazie alla tecnica di deposizione della trama in carbonio, ma parliamo di migliorie per me impercettibili su un telaio davvero già entusiasmante.

In molti mi chiedono: "Ma cosa te ne fai della Exploro, quando puoi pedalare su una V3RS?" Beh, innanzitutto con la V3RS non posso fare la meta' dei percorsi che faccio con la gravel (mentre e' vero il contrario, vedi vacanze in Romagna, fatte pedalando anche sulle strade disastrate della 9C con la 3T gommata Pirelli Cinturato Velo... da 35 mm), e, poi, e' come paragonare una Ferrari (la V3RS), con una Delta Integrale (l'Exploro). Si tratta di due concetti diversi di velocità ed emozioni su due ruote. Potendo pedalare in contesti che mi permettono di apprezzare entrambe le soluzioni (anzi tutte e tre, mettendoci anche la MTB dura e pura), perché rinunciarci?

PS: il difficile verra' se e quando vorrò regalarmi un acciaio... si tratterà di fare delle scelte, visto che, oggettivamente, più di tre bici non riesco a ruotare durante una stagione e, IMHO, le bici sono fatte per essere pedalate, non collezionate.
Complimenti per il post!
 
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bicilook

Ammiraglia
15 Giugno 2008
21.132
19.588
Genova
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Bici
ORBEA Orca Omx -Colnago C60
Penso che l'ergonomia dei comandi attuali sia invece migliore di quella degli ergopower precedenti (credo ante 2008). Va quindi benissimo qualsiasi gruppo Campagnolo, anche a 10 vel., l'importante è che gli ergopower siano quelli con la conformazione moderna.
L'erogonomia non si discute,è fuori di dubbio che sia migliorata nel tempo,è sicuramente meglio quella dei gruppi 11 e 12V,però per un telaio a tubi sottili in acciaio come l'Arabesque trovo davvero che siano troppo distanti come estetica il telaio e il gruppo...poi rimane un appunto puramente estetico dettato da miei gusti personali.
 

palmer

Apprendista Scalatore
20 Ottobre 2005
2.443
1.858
vicino a Milano
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Bici
Due in carbonio, due in titanio, ma otto in acciaio
Che spettacolo!!!anche se sostengo sempre che il gruppo perfetto per questa tipologia di bici sarebbe il Record 10V...
Il 12 V lo vedo qualcosa di troppo moderno per un telaio in acciaio così classico.

Sono d'accordo, e mi permetto di aggiungere la versione silver (con il parallelogramma e le leve in carbonio)
 
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GM_90

Novellino
29 Luglio 2021
2
1
35
Padova
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Bici
Colnago V1R Disc
Buongiorno a tutti! avrei una domanda da porre a voi colleghi Colnaghisti: c'è qualcuno oltre a me che ha una V1R Disc che vuole utilizzare sui rulli?? tradizionali, non diretti..perchè con il sistema di perni Hexlock i perni/adattatori Tacx in vendita non si montano sulla V1R e non voglio credere che nessun'altro abbia avuto questo problema e l'abbia risolto!
Spero di non aver sbagliato sezione, datemi una mano che sono disperato!!
GM