Ultimamente mi capita di leggere risposte, a domande perlopiù di neofiti o di persone che vanno in bici non da molto, su come migliorare le prestazioni, che consigliano esercizi specifici quali SFR, F&O o addirittura suggerendo di rivolgersi a preparatori. Devo dire che queste risposte mi lasciano parecchio perplesso. Ignorale, mi direte voi, ma mi capita di leggerne un po troppe.
Sarà che sono arrivato alle SFR dopo anni e solo dopo aver individuato con chiarezza quali fossero i miei limiti, non credo che suggerire esercizi specifici a persone che, con tutta probabilità non ne hanno bisogno, perché hanno ancora potenzialità inespresse e margini di miglioramento enormi, non sia la soluzione migliore.
Certo, capisco che lintento è quello di aiutare e la cosa è fatta in buona fede, ma spesso e volentieri chi pone le domande o fa pochi chilometri lanno (mai più di 6 mila) o ci va da non più di tre anni, spesso mai in gruppo.
Più che altro ritengo che suggerire esercizi tipo SFR e F&O a persone che hanno una preparazione di base scarsa sia controproducente. Questi esercizi sono noiosi (lo sappiamo benissimo tutti) e richiedono una buona dose di forza di volontà per portarli a termine, che non tutti sono disposti a sopportare, visto non durano solo una settimana. Cè il rischio di suggerire un esercizio non appropriato alle vere esigenze di chi chiede consigli, quando basterebbe dirgli di provare a fare la stessa salita con un rapporto più duro o, se ha il cardio, con una frequenza cardiaca più alta del solito. Per non togliergli il gusto delluscita in bicicletta. O ancora più semplice: suggerirgli di uscire in gruppo e provare a tenere le ruote. Sappiamo tutti che cè una differenza enorme fra le uscite solitarie e quelle in compagnia, solo per le semplici variazioni di ritmo.
Sarà che sono arrivato alle SFR dopo anni e solo dopo aver individuato con chiarezza quali fossero i miei limiti, non credo che suggerire esercizi specifici a persone che, con tutta probabilità non ne hanno bisogno, perché hanno ancora potenzialità inespresse e margini di miglioramento enormi, non sia la soluzione migliore.
Certo, capisco che lintento è quello di aiutare e la cosa è fatta in buona fede, ma spesso e volentieri chi pone le domande o fa pochi chilometri lanno (mai più di 6 mila) o ci va da non più di tre anni, spesso mai in gruppo.
Più che altro ritengo che suggerire esercizi tipo SFR e F&O a persone che hanno una preparazione di base scarsa sia controproducente. Questi esercizi sono noiosi (lo sappiamo benissimo tutti) e richiedono una buona dose di forza di volontà per portarli a termine, che non tutti sono disposti a sopportare, visto non durano solo una settimana. Cè il rischio di suggerire un esercizio non appropriato alle vere esigenze di chi chiede consigli, quando basterebbe dirgli di provare a fare la stessa salita con un rapporto più duro o, se ha il cardio, con una frequenza cardiaca più alta del solito. Per non togliergli il gusto delluscita in bicicletta. O ancora più semplice: suggerirgli di uscire in gruppo e provare a tenere le ruote. Sappiamo tutti che cè una differenza enorme fra le uscite solitarie e quelle in compagnia, solo per le semplici variazioni di ritmo.


