Ergo, sebbene gli studi dicano che è altamente probabile che buona parte dei pazienti "non la riprenda", nessuno si prenderà mai la responsabilità di certificare una cosa che è probabile valga per molti, ma non è certa per tutti.
il che porta al vero problema di questa pandemia, ossia che NESSUNO nel mondo intero, nell'era dei social, col panico e il moralismo che viaggiano a ENNEmbps, si prende la responsabilità di essere lucidamente e spietatamente razionale, neanche le cd task force si assumono responsabilità non di comodo (anche dire chiudiamo tutto è una responsabilità, direttamente proporzionale al umore dell'opinione pubblica nell istante in cui la decisione va presa), chi ci ha provato è rimasto scottato.
Ci sono scelte che portano a morte e sofferenza di qualcuno, ma sembra che questo valga solo per il covid. Sembra che tutti improvvisamente abbiano scoperto l'analisi d'impatti...Come se altre politiche non producessero gli stessi impatti.
"La salute viene prima di tutto" è semplicemente una frase fatta, la salute è un compromesso, come tutto il resto. Presto torneremo a farcene una ragione di tutto questo, quando la gente si abituerà a convivere con questo nuovo virus. L'adattamento muoverà o smuoverà (sta già accadendo) l'opinione pubblica, la politica agirà di conseguenza "#"
Fino alla prossima puntata.
Credo che chi ha studiato questi temi di boh, sociologia, scienze politiche, comunicazione, conosca bene e approfonditamente questi meccanismi sociali.
La mia opinione (che non pretende di essere la verita' rivelata) e' che i disastri successi nelle ristrettissime parti del paese siano dovuti piu' alla incapacita' e inadeguatezza nella gestione dell'emergenza da parte di ALCUNE (per fortuna pochissime) strutture sanitarie nelle quali non a caso la magistratura sta indagando per OMICIDIO COLPOSO PLURIMO.
Chiaro che se tu cerchi di spegnere anche un piccolo incendio con la benzina, non puoi dare tanto la colpa al piccolo incendio se ti e'andata a fuoco la casa, in quanto magari tale focolaio poteva essere domato con sole due secchiate d'acqua...
Quindi la mia idea e' che le tragedie che conosciamo (impennata dei decessi in alcune piccole zone del nostro paese) non siano dovute alla virulenza del virus (che c'e' e va adeguatamente contrastato) ma a svariate ragioni comunque riconducibili all'errore umano.
Quello che io non riesco a capire e' il motivo della drammatizzazione estrema dell'epidemia in atto da parte dei media e degli organi istituzionali preposti alla sorveglianza di questo periodo emergenziale.
Questa cosa desta sospetto e induce a pensar male...
Poi il fatto di non rendere noti i dati statistici della mortalita' nazionale nel primo trimestre dell'anno in corso rende la vicenda davvero poco chiara e lascia spazio alle ipotesi di vario tipo sulla motivazione di questa scelta... senza contare il fatto di aver attribuito la causa di morte al COVID non solo per le persone positive al test, ma anche a quelle con sintomi simil influenzali certamente non depone a favore della chiarezza e della trasparenza.
D'altra parte ricordo l'intervento in questo forum (da utente) di un docente universitario esperto di statistica medica che lamentava l'impossibilita' di accesso ai dati statistici relativi al periodo epidemico in atto... Perche'?
è su quanto evidenziato che più di qualcuno di voi si inalbera e delegittima le proprie opinioni, per quanto già discutibili nel contenuto (parlo in generale non mi riferisco a te). Si esce dal campo della matematica, stastistica, informatica, epidemiologia, medicina ecc. si entra in quello della psicologia, di massa. E' anch'essa una disciplina e bisogna riconoscere la propria ignoranza (che non significa che non si possano esprimere opinioni o fare deduzioni, dato che siamo "al bar").
Però è chiaro anche senza avere una laurea che è ingenuo pensare che ci sia il cattivone di turno, bigpharma banche ecc. è tutto un gioco di pressioni ed equilibri. Se fai o hai mai fatto un lavoro di team, con un'organizzazione più o meno complessa, quando le cose vanno male (a volte c'è un principio, a volte partono male dall'inizio) si innesca un circolo vizioso in cui l'unico gioco possibile per la propria "sopravvivenza" è lo scarica barile e l'obbiettivo dell'attività o del programma passa solo in secondo piano. Si è semplicemente nel pieno di una valanga senza possibilità di arrestare la marcia. Questo accade a tutti i livelli e a tutte le latitudini, anche in campo scientifico.
E' lecito pensare che ci sia qualcosa che non torni, ma ciò dipende molto probabilmente da imperizie iniziali e da conseguenti reazioni a catena, riconducibili, sempre per ipotesi, in questo caso, alla pessima gestione cinese dell'epidemia.
I media con la drammatizzazione acchiappano click cosa ci aspettiamo che facciano? rinunciare al business? E' il loro lavoro. D'altro canto devono anche tenere conto del target cui si rivolgono ed evidentemente trovano terreno fertile, almeno qui in italia, per quel tipo di giornalismo. Questione di cultura, che non c'è. Non è che i tagli sono stati fatti solo alla sanità, purtroppo, anzi sono maggiormente amplificati per i tagli fatti (o più che altro investimenti mai fatti) anche ad educazione, formazione e cultura. Immagina solo quanti soldi pubblici risparmiati se si conducesse uno stile di vita (e alimentazione) mediamente più sano. Se fossimo stati meno "cagionevoli" non avremmo intasato le TI e messo in crisi il SSN, probabilmente. I tagli alla sanità non avrebbero pesato, a proposito delle politiche impattanti di cui sopra.
Vi siete resi conto (anche qui sul forum) di quanti non siano capaci di leggere nè un decreto nè delle faq esplicative? E vogliamo pretendere di non cadere vittime di un'informazione superficiale e sensazionalistica? e peggio delle fake news che circolano sui vari social? Non è possibile, non si guarisce da questo se non con politiche che diano importanza all'educazione e alla formazione, con risultati attesi dopo lustri. Politiche lungimiranti.
Ma d'altro canto ci vorrebbe una generazione illuminata e razionale per attuarli. Stiamo andando nella direzione opposta, ancora, senza possibilità di invertire la marcia.
Dunque, davvero, cosa non torna?