e cosa starebbe alla base di questa "teoria"? penso proprio che un consumo "normale" non dia alcuno di questi problemi... io a colazione anche se devo uscire mi faccio un mega tazzone di caffè americano e i crampi non so cosa siano.
Leggevo su non so più quale quotidiano, tempo fa, un articolo in cui si riportava uno studio della Birmingham University in cui si sfatava questa credenza.
a 45°C hai già dei bei danni e non so se torni a casa sulle tue gambe.. o sulle tue
ruote.
Con alte temperature esterne, da quel che ricordo, si ha una maggiore vasodilatazione dei capillari periferici, in modo da disperdere più calore (un po' come avere un radiatore che diventa più grande con l'aumentare delle temperature... che grande macchina il nostro corpo), di conseguenza si riduce il ritorno venoso, cala la pressione e aumenta la FC, con conseguente maggiore affaticamento. E pure il recupero diventa più lungo e meno efficace.
Quindi sì, maggiore consumo di energia, maggior consumo di glicogeno, maggior produzione di acido lattico.
E' vero che se ci si abitua ad allenarsi in ambiente caldo interviene quella che si chiama "acclimatazione", per cui si aumenta la sudorazione ma con il sudore se ne vanno meno sali (concentrazione salina nel sudore più bassa di un non acclimatato), termolisi più efficace, quindi ci si "surriscalda" meno e di conseguenza FC che resta a valori più normali... e quest'anno c'è il "rischio" di acclimatarsi anche troppo! :-)
Non penso faccia molti danni... alla fine se è Polase sport questo ha già fruttosio e maltodestrine... si aggiunge uno zucchero in più... alla fine non so se dia però anche qualche concreto vantaggio. Con i sali non penso via alcuna interazione.