Io invece sono abbastanza d'accordo con lollo (credo) e quindi rispondo al "perchè no?":
un amatore va in bici per passione, perchè gli piace. Fare sacrifici rubando tempo "alla vita" (lavoro, famiglia, sesso, altri hobby, etc..) per raggiungere i propri limiti o spremersi al massimo non lo considero coerente con il divertirsi "amatoriale". Poi è chiaro che uno si diverte come gli pare, pure non dormendo o disintegrandosi di allenamenti e non avendo una vita aldifuori della bici, ma farlo "scientificamente", ovvero con metodo, per raggiungere un obbiettivo cmq "relativo" per me è paragonabile a fare una qualunque forma di "autodisciplina" (tipo farsi 10 ore al giorno di yoga). E su questo mi ricollego al discorso di lollo: uno parte dal presupposto di sapere quali siano le proprie possibilità e relativamente a queste si sbatte.
Se uno ama il sacrificio fine a se stesso buon per lui. Ma il punto è che è molto difficile che qualcuno faccia sacrifici se non in vista di un qualche risultato. A questo punto ognuno valuti se la quantità di sacrifici che fa sono commisurati ai risultati che può ottenere. Se no, c'è poco da discutere, in quanto è pura irrazionalità.