A me sembra che le disposizioni dell'art.1, ovvero quelle riguardanti le zone a rischio siano abbastanza chiare. Per quanto riguarda il nostro ambito, probabilmente, ai fini del contagio non sarebbe un problema uscire in bici, ma appare vietato e non credo gli si possa fare una colpa non averlo specificato espressamente come casistica. Le disposizioni dell'art.2, ossia quelle delle zone al momento meno a rischio, lasciano maggior margine di interpretazione e direi che quella più corretta sia integrarle con le normali norme di profilassi in vigore da giorni (evitare di stare vicino a troppa gente in luoghi chiusi soprattutto, lavarsi le mani ecc.ecc.).
Si io mi riferivo all'art 2 essendo di quella zona! Si fa confusione quando si scrive delle sedute
Stesso giudizio che mi è stato dato da un paio di studi legali.
Il documento che autocertifica l'esigenza di spostarsi. vuol dire tutto e nulla.. Situazione di necessità cosa significa..? La necessità scaturisce da un bisogno.. Chi/cosa determina quel bisogno?
In situazioni di emergenza, ma probabilmente per il governo Involtini Primavera non lo è..
Le istruzioni devono essere poche e univoche...
Esatto : il termine situazione di necessità se lo interpreti estensivamente (cosa vietata solo nelle leggi formali che disciplinano la materia penale) e non è questo è il caso visto che è un dpcm e quindi di fatto un provvedimento amministrativo, necessario può voler dire "tutto ciò che non puoi fare non muovendoti". Esempio : posso mangiare a casa invece di spostarmi e mangiare al ristorante, in questo caso non è necessario lo spostamento. Allenarmi in bici : devo uscire e spostarmi per allenarmi in quel modo senza
rulli, ergo lo posso fare. Interpretando restrittivamente necessario può voler dire : solo ciò che serve alla sopravvivenza, le attività di base, solo lo stretto necessario, ma tutto ciò lo stiamo dicendo noi, non c'è scritto. Come dicevo prima, serve una circolare attuativa a breve che ci dica con chiarezza cosa si può e cosa non si può fare, anche perché i commi sono tanti e ripetere le cose in più punti con parole diverse crea problemi. Io parlo per l'art 2 essendo fuori dalle zone rosse. Poi è inutile che i giornalisti dicano Lombardia zona rossa e le province Venete per esempio, zona arancione, perché al momento le province venete sono nell'art 1 assieme alla Lombardia. Io sono di Vicenza e per ora continuo ad allenarmi, ovviamente da solo e non appogiandomi più con la mano ai semafori, ma sganciando il piede, doppia borraccia per non dover rabboccare alla fontanelle, porto le carte dei paninetti /
barrette a casa per non buttarleij giro nei cestini. Tutto serve