Domenica 17.05 9a tappa 2026 Cervia - Corno alle Scale

Ser pecora

Diretur
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Nel giorno di riposo Gall articola ancora sulla tappa di ieri:

"Mi sono girato varie volte perché volevo sapere quanto fosse il distacco alle nostre spalle, e poi, ovviamente, sarebbe stato bello se Jonas avesse collaborato un po’ con me. E forse era anche per vedere se stesse faticando, ma sembrava molto rilassato. Sarebbe stato bello magari vedere un po’ di sofferenza sul suo volto, ma non è stato così".

"Se fossi stato al suo posto nemmeno io avrei collaborato. E su una pendenza del genere, tanto non avrebbe fatto alcuna differenza. Capivo che stava aspettando di attaccarmi, ma io ero più concentrato a guadagnare tempo sui corridori dietro di me".

“È fantastico vedere che sono in ottima forma, e possiamo essere orgogliosi di aver dimostrato quanto siamo una squadra forte. Ma solo perché si lavora in squadra tutto il giorno non significa che la vittoria di tappa sia garantita"


Sulla crono di domani:

"Anch’io sono piuttosto curioso di vedere come andrà domani. Non mi aspetto miracoli, ma spero che vada tutto bene".
 

sembola

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Ma già,da uno che non sa chi sono Coppi e Bartali cosa ci si può aspettare.

Dal punto di vista puramente sportivo non comprendo le polemiche, la corsa è corsa ed ognuno fa i propri interessi. E sinceramente mi sfugge quale sarebbe stato l'interesse di Vingegaard ad aiutare Gall che è al momento il migliore dei suoi inseguitori. Poi che il danese non entusiasmi ci sta, ma non è che con lo sloveno c'è stato tanto più spettacolo, è stata comunque una corsa già finita dopo tre giorni e viva solo per il secondo posto.

Dopo di che vorrei soffermarmi su questa affermazione, che a mio parere denota quale sia uno dei problemi del ciclismo in Italia.

Davvero pensiamo che ad una multinazionale che produce software gestionali, e che a Vingegaard e Van Aert paga lo stipendio, interessi cosa siano stati Coppi o Bartali? O che interessi qualcosa a Ineos, alla Emirates o agli emirati? Davvero pensiamo che il tifoso del Benelux o della Francia abbia il santino di Coppi in casa?

Forse dovremmo smettere di ammirarci l'ombelico e credere che sia il centro dell' universo. Perchè lo sport, la tradizione, i valori, sono tutti concetti bellissimi, ma lo sport professionistico è tutta un'altra cosa. Ed è del tutto legittimo che non piaccia ma neanche si può ignorare la realtà.
 

Fill

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Dal punto di vista puramente sportivo non comprendo le polemiche, la corsa è corsa ed ognuno fa i propri interessi. E sinceramente mi sfugge quale sarebbe stato l'interesse di Vingegaard ad aiutare Gall che è al momento il migliore dei suoi inseguitori. Poi che il danese non entusiasmi ci sta, ma non è che con lo sloveno c'è stato tanto più spettacolo, è stata comunque una corsa già finita dopo tre giorni e viva solo per il secondo posto.

Dopo di che vorrei soffermarmi su questa affermazione, che a mio parere denota quale sia uno dei problemi del ciclismo in Italia.

Davvero pensiamo che ad una multinazionale che produce software gestionali, e che a Vingegaard e Van Aert paga lo stipendio, interessi cosa siano stati Coppi o Bartali? O che interessi qualcosa a Ineos, alla Emirates o agli emirati? Davvero pensiamo che il tifoso del Benelux o della Francia abbia il santino di Coppi in casa?

Forse dovremmo smettere di ammirarci l'ombelico e credere che sia il centro dell' universo. Perchè lo sport, la tradizione, i valori, sono tutti concetti bellissimi, ma lo sport professionistico è tutta un'altra cosa. Ed è del tutto legittimo che non piaccia ma neanche si può ignorare la realtà.
Se mi trovi concorde al 101% nella prima parte del tuo discorso

La seconda invece non la condivido per nulla, ma non è se sono daccordo o no con quello che scrivi.

Il Ciclismo ha poco di suo, non ha un suo luogo fisico, non ha uno stadio dove allestire un Circens e dove generare un reddito

Il Ciclismo è nomade, ospite, ospitato e a volte mal sopportato.

Di suo il Ciclismo ha solo una forte identità, che gli deriva dalla sua tradizione, dal suo passato.
E' quello che lo rende protagonista, come le gesta oramai antiche dei suoi attori
Che poi chi fosse che pagava gli stipendi al tempo Multimilionari a Coppi e Bartali non lo sa piu' nessuno e principalmente non interessa a nessuno.

Ciclismo senza la sua identità è Hula hoop senza cerchio.
 

bicilook

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Dal punto di vista puramente sportivo non comprendo le polemiche, la corsa è corsa ed ognuno fa i propri interessi. E sinceramente mi sfugge quale sarebbe stato l'interesse di Vingegaard ad aiutare Gall che è al momento il migliore dei suoi inseguitori. Poi che il danese non entusiasmi ci sta, ma non è che con lo sloveno c'è stato tanto più spettacolo, è stata comunque una corsa già finita dopo tre giorni e viva solo per il secondo posto.

Dopo di che vorrei soffermarmi su questa affermazione, che a mio parere denota quale sia uno dei problemi del ciclismo in Italia.

Davvero pensiamo che ad una multinazionale che produce software gestionali, e che a Vingegaard e Van Aert paga lo stipendio, interessi cosa siano stati Coppi o Bartali? O che interessi qualcosa a Ineos, alla Emirates o agli emirati? Davvero pensiamo che il tifoso del Benelux o della Francia abbia il santino di Coppi in casa?

Forse dovremmo smettere di ammirarci l'ombelico e credere che sia il centro dell' universo. Perchè lo sport, la tradizione, i valori, sono tutti concetti bellissimi, ma lo sport professionistico è tutta un'altra cosa. Ed è del tutto legittimo che non piaccia ma neanche si può ignorare la realtà.
Se uno ha passione per il suo sport ne conosce anche la storia e i campioni dello sport che pratica...Non penso ci sia un calciatore che non sa chi siano Maradona e Pelé.
 

gibo2007

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30 Agosto 2015
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Canyon
Se mi trovi concorde al 101% nella prima parte del tuo discorso

La seconda invece non la condivido per nulla, ma non è se sono daccordo o no con quello che scrivi.

Il Ciclismo ha poco di suo, non ha un suo luogo fisico, non ha uno stadio dove allestire un Circens e dove generare un reddito

Il Ciclismo è nomade, ospite, ospitato e a volte mal sopportato.

Di suo il Ciclismo ha solo una forte identità, che gli deriva dalla sua tradizione, dal suo passato.
E' quello che lo rende protagonista, come le gesta oramai antiche dei suoi attori
Che poi chi fosse che pagava gli stipendi al tempo Multimilionari a Coppi e Bartali non lo sa piu' nessuno e principalmente non interessa a nessuno.

Ciclismo senza la sua identità è Hula hoop senza cerchio.
Sì tutto molto bello e condivido sull'identitarietà del ciclismo.
Però il professionismo è professionismo. Non stanno giocando, sono lì per lavoro. Alcuni pensano anche a far divertire il pubblico (perché le gambe glielo permettono), altri badano al risultato.
 

Shadowplay

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Olmo Link Pro
La conoscenza e il sapere sono sempre fonte miglioramento, anche per un professionista, anzi soprattutto per lui visto che ci si guadagna da vivere: un amatore può anche fregarsene. Dubito che session men, tipo Jimmy Page nei primi anni della sua carriera, non conoscesse i maestri del blues o Mozart.
 

FRNK

Ciclista molesto
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Pepino R09
Ma veramente si sta criticando VingeGOD perché non conosce Coppi & Bartali (ammesso che sia vero)?

Per un musicista conoscere i "maestri" del suo settore può essere fondamentale dal punto di vista tecnico, non credo che per Jimmy Page fosse importante conoscere la vita privata di Mozart...a VingeGOD a cosa può servire conoscere la vita di Coppi & Bartali? Giurerei che tutti si pedali allo stesso modo....sono i risultati a cambiare.

Ovviamente scoprire che un pro non conosce dei monumenti del suo sport è strano però questo non cambia il valore dell'atleta, al più può cambiare la nostra percezione dell'uomo.
 

Masao1

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Castle of the river
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Specialized tarmac
E Vingegaard quante corse di un giorno e quanti mondiali ha vinto?
Manco si presenta...
Bettini ai grandi giri ci andava e le tappe dei giri le vinceva...
Poi non aveva le caratteristiche per i grandi giri,ma quelle o le hai o non le hai.
Vingegaard è il secondo scalatore più forte del mondo e ai mondiali per scalatori non si presenta nemmeno.
Ma già,da uno che non sa chi sono Coppi e Bartali cosa ci si può aspettare.
Perdonami, ma stiamo parlando del comportamento di un corridore, che ha l'ambizione di vincere la corsa a tappe a cui sta partecipando, e tu me lo paragoni ad un finisseur che mai e poi mai ne avrebbe avuta la possibilità. Certo che la condotta di corsa è diversa, ci mancherebbe altro. Cosa c'entra se Jonas abbia mai vinto una corsa di un giorno, si sta discutendo di tattiche in una corsa a tappe, in corso. Hai portato un esempio che non ci stava dai
 
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sembola

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Il Ciclismo ha poco di suo, non ha un suo luogo fisico, non ha uno stadio dove allestire un Circens e dove generare un reddito

Il Ciclismo è nomade, ospite, ospitato e a volte mal sopportato.

Di suo il Ciclismo ha solo una forte identità, che gli deriva dalla sua tradizione, dal suo passato.
E' quello che lo rende protagonista, come le gesta oramai antiche dei suoi attori
Che poi chi fosse che pagava gli stipendi al tempo Multimilionari a Coppi e Bartali non lo sa piu' nessuno e principalmente non interessa a nessuno.

Ciclismo senza la sua identità è Hula hoop senza cerchio.
Coppi è diventato Coppi perchè la Bianchi voleva/doveva strappare quote di mercato alla Legnano e per farlo creò una squadra ingaggiando il "giovane" contro il "vecchio" ex compagno di squadra. Bartali diventò Bartali solo perchè portava a casa i premi (in denaro) delle corse in provincia, spesso sia del primo che del secondo perchè si vendeva la vittoria all' "enfant du pays", e di fronte a quello Torello si arrese.

Bisogna avere la razionalità di ammettere che il lato economico nel ciclismo professionistico (in TUTTI gli sport pro) esiste ed è sempre esistito ed ha sempre avuto una grossa importanza.

Poi il tifoso ha tutto il diritto di fregarsene di chi paga, a patto di non illudersi di vivere in un mondo che non esiste e che forse non è mai esistito. Il corridore invece non può fregarsene, è pagato per portare a casa un risultato: per qualcuno è vincere, per qualcuno è andarci più vicino possibie, per tanti altri semplicemente esserci, aiutare quelli più bravi, far vedere "le scritte". Se questo collima con lo "spettacolo", con azioni "entusiasmanti" meglio, se no pazienza.

Il punto è che Vingegaard deve portare a casa il risultato, non essere simpatico o di dare spettacolo. Lo so che è un concetto un po' "allegriano" ed ammetto che di fronte ad una condotta di gara poco entusiasmante il tifoso ha il diritto di non essere soddisfatto. Però, di nuovo, senza immaginare un mondo che non esiste...
 
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Se uno ha passione per il suo sport ne conosce anche la storia e i campioni dello sport che pratica...Non penso ci sia un calciatore che non sa chi siano Maradona e Pelé.
Io Pelè non l'ho visto giocare, non l'ho "vissuto" . Maradona sì, ed è inevitabile che per la mia generazione Pelè sia lontano tanto quano Valentino Mazzola o Piola o Puskas o Di Stefano: non è questione di ignoranza o di mancanza di passione, è una questione anagrafica. Questo per gli appassionati, per i calciatori di oggi è grasso che cola (salvo eccezioni) che sappiano molto oltre ai nomi dei locali e dei tatuatori.

Detto questo sarebbe interessante sapere quando JV avrebbe detto di non conoscere Coppi e/o Bartali. Tra l'altro Vingegaard la Coppi e Bartali l'ha pure vinta nel 2021 ;-)

p.s. sono in Belgio da prima del Fiandre, per ora di santini ho visto quelli di VWA sulla ciclabile a Mechelen, quelli di REV, anche prematuri, ci sono dal 2019, quelli innumerevoli per Merckx (compresa una stazione della metro), uno per MVDP ed una vetrina di un piccolissimo negozio a Everberg con la bici, la maglia e la foto di De Vlaeminck del 1972.
 
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Ma già,da uno che non sa chi sono Coppi e Bartali cosa ci si può aspettare.

nemmeno Sagan sapeva chi fossero Coppi, Bartali, Gimondi, Hinault.
non è possibile PRETENDERE che gli altri osservino la realtà con i nostri occhi. io non sono affatto strupito che Vingo se ne FREGHI della storia dello sport. va forte in bici, pedala forte, è il suo mestiere, vive per quello, vve sulla bici, fa sacrifici e non ha tempo per il resto. ovvero non vuole dedicare tempo al resto. lo rispetto totalmente.
 

sembola

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non è possibile PRETENDERE che gli altri osservino la realtà con i nostri occhi.
Questo è esattamente il punto del mio post iniziale.

Per dire, io conosco Coppi ma soprattutto Bartali perchè mia nonna ha sempre seguito Giro e Tour alla radio prima ed in tv poi e mi ha sempre raccontato dei postumi dell' attentato a Togliatti; perchè il negoziante che ha messo in bici praticamente tutti i senesi ci aveva corso insieme (e raccontava sempre di non avere mai riavuto una ruota che gli aveva prestato); e per il libro scritto da Giancarlo Brocci con cui ho collaborato agli albori dell'avventura dell' Eroica.

Ecco, a pare irragionevole pensare che uno nato a Hillserlev o a Lubiana trent'anni dopo di me debba per forza avere lo stesso mio vissuto storico e culturale.
 

danieletesta79

Maglia Iridata
1 Settembre 2012
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Scott Addict rc - Pinarello Grevil
Valverde ha fatto storia perchè arrivato a 42 anni che ancora se la giocava con i ragazzini........ se arriva anche Vingegaard a 42 a giocarsi le sue gare allora farà storia pure lui.
Al momento resta il corridore più vicino a Pogacar per i GT e uno dei migliori di questi ultimi 50 anni, al pari di Indurain, Contador, Froome
Il problema di Vingegaard, come di Remco non sono tanto loro, ma di essersi trovati nel periodo del "mostro " Pogacar.
Per capirci senza Pogacar ad oggi Vingegaard avrebbe già 5 Tour in bacheca comodi comodi.
Vingegaard non viene criticato per le sue qualità, ma per il fatto che pur essendo un bravo ragazzo non riesce ad emozionare più di tanto, perchè anche se togliamo Pogacar, se prendiamo Remco,WVA o MVDP in qualche maniera riescono sempre a dare emozioni, lui invece sembra essere più sul genere Armstrong, squadra davanti e poi scatto ultimi km e sempre super controllato e mai una crisi.

Vingegaard nei GT può sempre vantare di aver battuto 2 volte Pogacar, ovviamente poi è stato battuto a sua volta, ma è l’unico che ci ha battagliato sul serio.
Lui ha trovato Pogacar, pensa Gimondi in che periodo capitò…
 
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danieletesta79

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Questo è esattamente il punto del mio post iniziale.

Per dire, io conosco Coppi ma soprattutto Bartali perchè mia nonna ha sempre seguito Giro e Tour alla radio prima ed in tv poi e mi ha sempre raccontato dei postumi dell' attentato a Togliatti; perchè il negoziante che ha messo in bici praticamente tutti i senesi ci aveva corso insieme (e raccontava sempre di non avere mai riavuto una ruota che gli aveva prestato); e per il libro scritto da Giancarlo Brocci con cui ho collaborato agli albori dell'avventura dell' Eroica.

Ecco, a pare irragionevole pensare che uno nato a Hillserlev o a Lubiana trent'anni dopo di me debba per forza avere lo stesso mio vissuto storico e culturale.

l’unica cosa è che magari, tutti i calciatori conoscono Maradona: tutti i ciclisti hanno quantomeno sentito parlare di Marckx
 

Lupin III

Apprendista Scalatore
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Che palle sta storia che Vingo non ha dato cambi. E cosa doveva fare? aiutare un suo avversario diretto? che ricordo, al momento, ha 35 secondi di svantaggio ( e nel corso della tappa ne aveva 22). Lo vincerâ facile ma al momento Gall è li a poco.
Come chi dice che Pogacar da sempre il cambio: mi sa che avete memoria corta...
Come non capisco chi si ostina a dare cambi allo sloveno: da che mondo è mondo non si danno cambi a chi va il doppio di te.
E, da ultimo, ricordo che lo scopo primo di chi prende parte ad una gara è 1 solo: vincere. E non fare il simpatico, regalare borracce o dare cambi inutilmente.
 

alespg

Passista
26 Dicembre 2017
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scapin eos 3