Domenica 17.05 9a tappa 2026 Cervia - Corno alle Scale

bicilook

Ammiraglia
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ORBEA Orca Omx -Colnago C60

sembola

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verde
Cioè praticamente Bartali andava più forte di coppi, ma era costretto a vendere la corsa?
Parlo di Bartali all' inizio della sua carriera giovanile. La famiglia non voleva che corresse in quanto considerato un mestiere pericoloso e che non poteva garantire la sussistenza, i genitori si arresero quando iniziò a portare i premi a casa, talvolta "a doppio" perchè nelle corse di paese lui cercava di portarsi in fuga un corridore locale che fosse tentato di "comprarsi" la vittoria davanti a familiari ed amici, così incassava il primo ed il secondo premio.
Insomma, i soldi contavano anche allora... e la famiglia aveva ragione di aver paura dei pericoli delle corse, sia Bartali che Coppi hanno perso un fratello per incidenti in gara.
 
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sembola

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l’unica cosa è che magari, tutti i calciatori conoscono Maradona: tutti i ciclisti hanno quantomeno sentito parlare di Marckx
Maradona ha smesso nel 1997, trent'anni fa, Pelè nel 1977, Merckx nel 1978.
Coppi è morto nel 1960, quando Bartali aveva già smesso. L'orizzonte temporale è oggettivamente diverso, per dire i padri di Vingegaard, Pogacar o Remco neanche erano nati...
 
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grimpeur75

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Bianchi Specialissima disc
Maradona ha smesso nel 1997, trent'anni fa, Pelè nel 1977, Merckx nel 1978.
Coppi è morto nel 1960, quando Bartali aveva già smesso. L'orizzonte temporale è oggettivamente diverso, per dire i padri di Vingegaard, Pogacar o Remco neanche erano nati...
Vabbe ma quasi nessuno di noi ha visto Coppi e Bartali…ma sappiamo chi sono…nn devi essere vissuto con loro x sapere chi sono…Napoleone sappiamo chi è…Garibaldi pure…
 
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FRNK

Ciclista molesto
26 Dicembre 2021
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Pepino R09
Si ma dietro una scritta c'è la storia di un uomo e di quello che ha rappresentato...non ho scelto un tennista a caso altrimenti potevo dire Rafael Osun̈a.
 

FRNK

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Pepino R09
Si ma se corri in F1 e non conosci Nuvolari meriti che ti tolgano la patente a vita.
Guarda dal 1981 al 2007 penso di avere visto tra dirette e videoregistratore almeno il 90% dei GP trasmessi. Sono cresciuto con la F1 anni 80/90. Adoravo Mansell, Prost e il mio idolo era Alesi. Poi ho fatto una scorpacciata di vittorie con Schumacher, ovviamente ricordo Senna e ho visto le gesta di Villeneuve Sr. (incluso Digione 1979...vado a memoria spero di non sbagliare). Nuvolari per me è un nome e il titolo di una canzone...sia ben chiaro ignoranza mia, però questo non limitava la mia sfrenata passione adolescenziale (poi mi sono abbastanza rotto il....ma questa è un'altra storia).
 
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sembola

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Vabbe ma quasi nessuno di noi ha visto Coppi e Bartali…ma sappiamo chi sono…nn devi essere vissuto con loro x sapere chi sono…
Sappiamo chi sono stati ma non li abbiamo "vissuti" e questo è plausibile che ne abbiamo una visione diversa da chi c'era.

Un ragazzo di vent'anni può aver sentito parlare di Tomba, ma difficilmente potrà capire cosa ha significato a livello sportivo, mediatico e di costume nell' Italia di quarant'anni fa.


Napoleone sappiamo chi è…Garibaldi pure…
Beh, la portata delle guerre napoleoniche mi pare un tantino più importante delle imprese sportive. Non a caso di Napoleone e di Garibaldi (spesso in modi agiografici) se ne parla a scuola ;-)


Si ma se corri in F1 e non conosci Nuvolari meriti che ti tolgano la patente a vita.
Mi sfugge perchè Verstappen o Norris dovrebbero conoscere Nuvolari, che ha avuto il momento migliore novant'anni fa e che è morto nel 1953 senza mai aver partecipato ad una gara di F1, e che comunque praticava uno sport completamente diverso da quello che conosciamo oggi. Più facile che conoscano Fangio o Stewart, Lauda l'hanno avuto tra i piedi fino a che è stato vivo per cui lo conoscevano.

Mi ripeto, c'è un elemento anagrafico ma anche uno legato all'appartenenza nazionale e alla narrazione conseguente. Se chiediamo ad una campione di italiani sessantenni chi sia stato il più grande sciatore la maggioranza dirà Tomba, mentre Stenmark e La Vonn hanno un numero di vittorie quasi doppio. Semplicemente la prospettiva è diversa.
 
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pastronef

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Infatti si chiedeva chi fosse sempre quel signore alle premiazioni al Tour........ dopo un pò venne anche il dubbio che fosse un ciclista del passato allo slovacco, alla fine Hinault non lo conosceva nessuno e non aveva vinto niente nella sua vita gandalf

per pedalare forte bisogna saper fare una cosa: pedalare forte. o almeno, questo è quello che io chiedo agli atleti che guardo in tv. un ragazzino slovacco passato pro con la Liquigas può anche non sapere chi fosse Hinault. poi dopo che vinci varie tappe al Tour e alla Parigi-Nizza magari il direttore sportivo ti dice che quello li ha vinto 5 Tour, ma a chi tifa Sagan non so quanto possa inyteressare/shockare che lui fino ai vent'anni non conoscesse Hinault o De Vlaeminck
 
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Maremonti76

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Wilier GTR disc
Meravigliosa la scena, me la ricordo quella San Remo
Aveva anche ragione, le macchine si fermarono poco dopo il traguardo, imbottigliate. Fu pericoloso perché facevano la volata per il quarto posto e se ne accorsero a ridosso e dovettero frenare.
La macchina a cui sfondo' il lunotto era quella del direttore di corsa, Castellano, che poco prima si vede cercare di fare desistere Cipo dal tirargli la bicicletta contro. Tutto inutile

P.s.: si fosse trovato un Pogi in volata, la scena che mi viene più in mente è quella di Sagan Vs Cavendish al TdF...a quei tempi le volate erano roba da assassini nati
 

sembola

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Guarda dal 1981 al 2007 penso di avere visto tra dirette e videoregistratore almeno il 90% dei GP trasmessi. Sono cresciuto con la F1 anni 80/90. Adoravo Mansell, Prost e il mio idolo era Alesi. Poi ho fatto una scorpacciata di vittorie con Schumacher, ovviamente ricordo Senna e ho visto le gesta di Villeneuve Sr. (incluso Digione 1979...vado a memoria spero di non sbagliare).
Non sbagli ;-)

Nuvolari per me è un nome e il titolo di una canzone...sia ben chiaro ignoranza mia...
La canzone di Lucio Dalla secondo me aiuta a capire la questione di cui parliamo. Gli sportivi sono sempre stati dei personaggi pubblici e quelli più forti diventavano degli eroi popolari, specialmente quando aiutavano la gente a dimenticare per qualche ora le difficoltà della vita. Coppi e Bartali, ma anche il Grande Torino e i piloti della Mille Miglia (la F1 arrivò dopo) erano un simbolo di rinascita e di riscatto dopo gli anni bui della guerra, erano una distrazione dalle macerie in cui ci trovavamo.
Per questo il valore di queste figure per noi italiani è assoluto, e in parte prescinde dalla rilevanza sportiva a livello globale, sono stati importantissimi per noi all'epoca e la loro memoria è stata tramandata nella cultura sportiva del paese. Ma ad un inglese il "grande Torino" dice poco o nulla, a meno che si tratti di un tifoso del Manchester United (nel 1958 mezza squadra morì in un incidente aereo a Monaco).
 

bicilook

Ammiraglia
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Sappiamo chi sono stati ma non li abbiamo "vissuti" e questo è plausibile che ne abbiamo una visione diversa da chi c'era.

Un ragazzo di vent'anni può aver sentito parlare di Tomba, ma difficilmente potrà capire cosa ha significato a livello sportivo, mediatico e di costume nell' Italia di quarant'anni fa.



Beh, la portata delle guerre napoleoniche mi pare un tantino più importante delle imprese sportive. Non a caso di Napoleone e di Garibaldi (spesso in modi agiografici) se ne parla a scuola ;-)



Mi sfugge perchè Verstappen o Norris dovrebbero conoscere Nuvolari, morto nel 1953 senza mai (tra l'altro) aver mai partecipato ad una gara di F1, e che comunque praticava uno sport completamente diverso da quello che conosciamo oggi. Più facile che conoscano Fangio o Stewart.

Mi ripeto, c'è un elemento anagrafico ma anche uno legato all'appartenenza nazionale e alla narrazione conseguente. Se chiediamo ad una campione di italiani sessantenni chi sia stato il più grande sciatore la maggioranza dirà Tomba, mentre Stenmark e La Vonn hanno un numero di vittorie quasi doppio. Semplicemente la prospettiva è diversa.
Va beh... è inutile parlare con te...uno sport appassiona anche per la sua storia,i campioni che l'hanno scritta quella storia,le imprese epiche...
Ma a te non te ne frega una mazza.
 

pastronef

Apprendista Velocista
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Va beh... è inutile parlare con te...uno sport appassiona anche per la sua storia,i campioni che l'hanno scritta quella storia,le imprese epiche...
Ma a te non te ne frega una mazza.

certo. tutto è soggettivo. TUTTO. ci sono infiniti motivi per cui una persona sceglie uno sport e decide si farlo e poi diventa il suo mestiere. il fatto che si DEBBABO conoscere imprese e miti è SOGGETTIVO. magari quando Vingo smette si metterà leggere la storia del ciclismo. io più leggo ste cose e più lo tifo. è fuori dal mondo, è un grande, ammazza completamente la visione beppecontiana dello sport.
a me fa venire la pelle d'oca la canzone di Paoli su Coppi? SI
Vingeggard non sa chi siano né Coppi né Paoli
e gli voglio bene comunque
W VINGO