Abbiamo commentato nei giorni scorsi la vicenda Juventus-doping con la sentenza della Cassazione che ha, riconoscendo luso-abuso di farmaci, dichiarato prescritto il reato. Questa sentenza era in qualche modo nellaria. Vi propongo un articolo di Marco Travaglio scritto due mesi prima della decisione della Cassazione. La legge è davvero uguale per tutti, o per alcuni è un pò più
uguale? Seguono gli altri interventi di Travaglio su questa vicenda.
Accadono cose strane, in Cassazione. Cose strane che riguardano la Juventus vecchia gestione, quella della famigerata triade Moggi-Giraudo-Bettega, e il processo per doping e per abuso di farmaci dellex amministratore delegato Antonio Girando e del capo dello staff medico (tuttora in servizio) Riccardo Agricola. Un processo che,manzonianamente, «non sha da fare».
Ricapitolando, accade questo. Nellestate del 1998 in seguito a una clamorosa intervista di Zdenek Zeman allEspresso sul «calcio in farmacia», il procuratore aggiunto di Torino Raffaele Guariniello apre unindagine sulla Juventus e Torino. E scopre, soprattutto nello spogliatoio bianconero, centinaia di specialità farmaceutiche. In più ci sono i dati ematici sballatissimi di alcuni calciatori. Agricola e Girando vengono rinviati a giudizio. Nel 2004 arriva la sentenza di I grado: il giudice Giuseppe Casalbore condanna Agricola a 2 anni per frode sportiva e uso di medicinali su atleti sani in modo pericoloso per la loro salute, e assolve Girando per insufficienza di prove. Nel dicembre 2005 la Corte dappello di Torino, presidente Gustavo Witzel, ribalta la sentenza, sostenendo che la legge 401 del 1989 sulla frode sportiva ha una falla: non contempla il doping tra gli «atti fraudolenti atti ad alterare il risultato delle competizioni sportive», ma solo scommesse clandestine, corruzione degli arbitri, cose così. Labuso di farmaci è provato, ma non era reato quando fu commesso: lo sarebbe oggi, in virtù della legge sul doping del 2001. La Procura e la Procura generale (la firma è del Pg Gian Carlo Caselli) ricorrono in Cassazione, facendo a brandelli la sentenza dappello. Al Palazzaccio il fascicolo galleggia per un anno, assegnato alla II sezione penale. Poi finalmente viene fissata ludienza il 23 gennaio 2007. Il relatore che istruirà la pratica per gli altri 4 colleghi e motiverà la sentenza è il giudice Francesco Monastero, che a Roma sera occupato dì doping e aveva firmato una sentenza (sul caso di positività del calciatore, romanista Andrea Carnevale) in linea con linterpretazione della legge 401 data dal giudice Casalbore e dalla Procura di Torino, piuttosto che con la sentenza della Corte dappello. Insomma, la partita per la Juventus era tuttaltro che chiusa. Ma, alla vigilia del processo, si scopre che la Cassazione sè dimenticata di spedire la notifica al difensore di Girando, Cesare Zaccone: errore grave e insolito, visto che gli imputati sono 2 e gli avvocati al massimo 4. Non è un maxiprocesso con centinaia di parti. Lerrore provoca un rinvio delludienza al 29 marzo. Ma laltroieri, allimprovviso, si apprende dallAnsa che il presidente della II sezione ci ha ripensato: la competenza sul processo non è sua, ma della I sezione, alla quale è trasmesso ora il fascicolo. Poteva pensarci un anno fa, quando ricevette il processo, o tre mesi fa, quando fissò ludienza. Invece ci pensa adesso, col risultato che bisogna fissare unaltra udienza in I sezione, dove il nuovo relatore (non più Monastero) dovrà studiare migliaia di carte, poi le notifiche andranno ripetute per la terza volta, insomma si andrà alle calende greche.
Qual è il problema? Stando ai calcoli dei magistrati, i reati cadono in prescrizione il 1 aprile 2007. Decidere prima o dopo il 1 aprile non è la stessa cosa. Se i ricorsi contro le assoluzioni fossero respinti, non cambierebbe nulla. Ma se fossero accolti cambierebbe parecchio. Sentenziando prima del 1 aprile, la Suprema Corte dovrebbe annullare le assoluzioni di Agricola e Girando con rinvio ad altro appello; sentenziando dopo, dovrebbe prescrìvere il reato. E in Italia, si sa, per i potenti la prescrizione viene spacciata per assoluzione. Qualche anno fa, il I presidente della Cassazione, Marvulli, diramò una circolare a tutte le sezioni per raccomandare massima priorità ai processi a rischio prescrizione. Quindi, delle due luna. O sè trattato di un equivoco, e allora va risolto subito. O qualcuno penserà che il fatto che alla sbarra ci sia il club più potente dItalia non sia puramente casuale.
Sul sito di Politica on line, Travaglio ha così commentato la vicenda:
Dopo il 7 volte presidente del Consiglio Andreotti, prescritto per mafia, e il due volte presidente del Consiglio Berlusconi, prescritto 7 volte per corruzione e falso in bilancio, anche
Laltroieri la Cassazione ha annullato la sentenza dappello che dichiarava non applicabile al doping la legge 409/1991 sulla frode sportiva; ha stabilito che avevano ragione il pg Caselli e il pm Guariniello a ricorrere contro lassoluzione; e ha affermato che il danno fatto dalla Corte dappello è ormai irreparabile, perché proprio domani (pesce daprile!) scatterà la prescrizione. Naturalmente la cosiddetta Signora del Calcio sè ben guardata dal rinunciare comera suo diritto, e forse suo dovere dinanzi agli sportivi di tutto il mondo alla prescrizione, per essere assolta nel merito. Alla prescrizione rinunciano glinnocenti: infatti né Berlusconi né Andreotti hanno rinunciato.
Va detto che la Cassazione ha contribuito da par suo a far decorrere i termini: la II sezione ha covato il processo Juve per un anno, ha fissato ludienza per il 16 gennaio 2007, ma ha dimenticato di avvisare un avvocato (su quattro), così ludienza è slittata al 29 marzo (due giorni prima della scadenza dei termini), poi il presidente della II sezione sè accorto, dopo un anno, che forse era competente la I e le ha trasmesso il fascicolo, dopodiché ha cambiato idea, se lè ripreso e finalmente è arrivata la sentenza. Forse, con qualche sforzo in più, si sarebbe potuto celebrare anche il nuovo appello. Ora si attendono le motivazioni. Ma qualcosa già si può arguire dal dispositivo.Se una sentenza riforma in peggio la precedente, sostituendo lassoluzione con la prescrizione, vuol dire che il reato è accertato:limputato è colpevole, anche se non più punibile. In questo caso, il dottor Riccardo Agricola, tuttora capo dello staff medico bianconero, e Antonio Giraudo, ex amministratore delegato, hanno commesso il reato di frode sportiva dopando i giocatori e alterando i risultati delle gare della Juventus. Hanno vinto col trucco nelle stagioni tra il 1994 e il ?98.
Se i giudici di appello avessero adottato la corretta interpretazione della Cassazione, oggi parleremmo di condanne definitive. Insomma avevano ragione Zeman, Guariniello e i suoi consulenti (tra i quali il professor Gianmartino Benzi, illustre farmacologo scomparso da poco), e il giudice Casalbore che in primo grado condannò Agricola e assolse Giraudo per insufficienza di prove. Se i supremi giudici non hanno annullato anche lassoluzione per luso di Epo, è solo perché avrebbero dovuto entrare nel merito del verdetto dappello che giudicava insufficiente la perizia DOnofrio, e questo il giudice di legittimità non può farlo. Dopo una sentenza del genere, il dottor Agricola dovrebbe andare a nascondersi per sempre, la Juventus dovrebbe allontanarlo e il suo ordine professionale dovrebbe esaminare attentamente la sua compatibilità con il giuramento di Ippocrate (la «giustizia» del Coni ha fatto melina per 8 anni, per garantirgli la prescrizione).
Questo naturalmente accadrebbe in un paese normale dove il prescritto a vita Andreotti non frequentasse più il Senato e il Bellachioma che marcia contro la criminalità dallalto delle sue 7 prescrizioni venisse spernacchiato dalla gente perbene. In Italia invece le prescrizioni, almeno per i potenti, sono spacciate per assoluzioni. Così ora la Juventus tripudia perché «vengono riconosciute al dr. Agricola moralità e qualità professionali». Agricola canta vittoria dopo la sconfitta. I legali bianconeri esultano per il processo perso fingendo di averlo vinto («un grande successo dopo anni di gogna mediatìca»). Tornano in mente le scemenze dichiarate due anni fa, dopo lappello ora fatto a pezzi dalla Cassazione. «Giustizia è fatta», «demoliti i teoremi», «chi ripagherà gli imputati?». Intervennero persino i deputati dello Juventus Club Montecitorio, dal forzista Paniz al ds Buglio: «Avevamo visto giusto, la verità è emersa in tutta la sua evidenza, non si può più dubitare che i successi della Juve siano solo frutto di fatica e bravura». Avevano dimenticato che le partite durano 90 minuti. E che lerrore giudiziario non è solo la condanna dellinnocente, ma anche lassoluzione del colpevole.
Onde evitare scemenze del tipo i giudici sono interisti e varie, rimarco come proprio per colpa dell errore (voluto?) della Cassazione si è passati da una condanna a una precrizione.
E ancora, dal sito de LUnità:
Il 15 aprile scorso ben quattro avvocati della Juventus F.C. scrivono a l?Unità per «rettificare i fatti non corrispondenti al vero» e i «gravi errori lesivi della onorabilità dei nostri assistiti» contenuti nel mio articolo sulla sentenza di Cassazione a carico del medico Riccardo Agricola e dell?ex ad Antonio Giraudo. Che cos?avevo scritto? Che la Suprema Corte aveva riconosciuto i due colpevoli di frode sportiva da doping, annullato l?assoluzione generosamente concessa dalla Corte d?appello di Torino e dichiarato prescritti i reati. Ma secondo gli avvocati Zaccone, Chiappero, Krogh e Trofino, «la notizia non corrisponde al vero» perché la prescrizione avrebbe «impedito alla Cassazione di pronunciarsi sul ricorso» dell?accusa. Nessun «giudizio di colpevolezza», ma una sorta di limbo giudiziario nel quale è impossibile sapere se Agricola e Giraudo fossero colpevoli o innocenti. L?altro giorno, purtroppo per loro, sono uscite le motivazioni: 49 pagine scritte fitte. La II sezione del Palazzaccio (presidente Morelli e relatore Monastero) ha confermato che avevamo capito bene: Agricola e Giraudo sono colpevoli di frode sportiva (art.1 legge 401/89) e di somministrazione di farmaci pericolosi per la salute dei giocatori (art. 445 codice penale). Testuale: «Questo collegio ha ritenuto che la condotta degli imputati integri il delitto di cui all?articolo 1 della legge 401/89 (
). La condotta del reato di cui all?art. 445 cod. pen. risulta commessa, in esecuzione del medesimo disegno criminoso, dal luglio ?94 al settembre ?98>. Le prime quattro stagioni della «triade? Moggi-Giraudo-Bettega, quella delle grandi vittorie della Juve di Lippi, erano viziate da un «disegno criminoso» con la somministrazione di sostanze proibite (cioè comprese nella lista Coni dei farmaci dopanti vietati) e con l?uso illecito su atleti sani di farmaci leciti. Esattamente come sostenevano i pm torinesi Guariniello, Colace e Panelli, come sentenziò il giudice Casalbore, come ribadiva il Pg Caselli nel ricorso contro l?assoluzione d?appello e come confermava il Pg di Cassazione, Monetti. Purtroppo quei delitti sono caduti in prescrizione il 12 febbraio 2007: se il processo, iniziato nel ?98 dopo la famosa intervista di Zeman all?Espresso, fosse durato un po? meno o se la Corte d?appello avesse applicato correttamente la legge, Agricola e Giraudo sarebbero stati condannati. Anche il doping infatti è un «atto fraudolento» capace di alterare la regolarità delle competizioni e costituisce reato per la legge 401. Sbagliavano dunque i giudici d?appello quando assolvevano gl?imputati perché «il fatto non costituisce reato». Ne va dice la Cassazione della «regolarità e correttezza delle gare, poste in pericolo dalla sleale alterazione chimica delle capacità di prestazione». L?assoluzione di Giraudo e Agricola dunque «va annullata» per i farmaci leciti e anche per gli illeciti. I legali bianconeri, commentando la sentenza, parlano di «uso di farmaci leciti». Fingono di dimenticare che la Cassazione parla pure di sostanze proibite dal Coni perché dopanti: il perito del tribunale Eugenio Muller «si era occupato dei corticosteroidi, categoria cui appartengono le sostanze vietate» trovate nello spogliatoio bianconero: «Depomedrol fiale, Deflan compresse, Flantadin compresse, Flebocortid fiale, Solumedrol flale, Bentelan fiale e compresse» ecc. Anche su questo punto, l?assoluzione d?appello è «carente e generica». E va annullata «in ordine alle sostanze non vietate e vietate diverse dall?Epo». Quanto all?Epo, certa per il perito Giuseppe d?Onofrio e non sufficientemente dimostrata per la Corte d?appello,la Cassazione non può entrare nel merito e solo su questo punto conferma l?assoluzione. In attesa che gli eccellentissimi avvocati chiedano una rettifica alla Cassazione, ce ne sarebbe abbastanza per revocare i trofei (due scudetti, una Champions League e una Coppa Italia) vinti dalla Juve nel ?94-?98. O per allontanare dalla società il dr. Agricola, del quale dovrebbe occupassi l?Ordine dei medici. Pare che non accadrà nulla: come già per Berlusconi, Andreotti e un lungo corteo di miracolati, la prescrizione viene spacciata per assoluzione. È un prlvilegio per i «galantuomini». Invece per l?imam di viale Jenner prescrizione vuol dire espulsione.
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