No Massimo, gli antidolorifici molti li prendono pregara per attutire o ritardare in gara la sensazione di dolore e fatica che ti "costringe" (per la tua salute) ad andare più piano.
Aldilà del deprecabile e diffuso fenomeno del doping, quello dell'ancora più diffusa medicalizzazione tra gli agonisti, è ancora più diffuso e preoccupante ed eticamente inquietante.
Lo sport fa bene alla salute (il ciclismo in particolare) anche se fatto a livello agonistico. Ma chi lo fa prendendo medicine vuol dire che non si vuole così bene. Per il podismo (sport traumatico che lascia i segni nel tempo) invece occorre un discorso diverso.
forse è più un problema di ignoranza che di volersi bene. Vista la medicalizzazione della società (perchè non è un problema dei ciclisti questo) probabilmente molti usano l'antidolorifico come un integratore (ammesso e non concesso che questi facciano bene....), ovvero ignorano totalmente l'utilità della sensazione di fatica.
Oggi un ragazzo ha aperto un 3d lamentando dei dolori muscolari dopo la prima uscita over 100 e chiedeva consigli su bcaa da prendere per "eliminare il problema". Questa è una buona sintesi sulla società in generale. Qualsiasi segnale del corpo va risolto con una pillola, non c'è la buona abitudine di chiedersi perchè il corpo abbia dato quel segnale. E' chiaro poi che questa ignoranza si applichi anche ai ciclisti, purtroppo.


nesuno dei 2
