mi scuso se non ho letto tutti i post (76 pagg son tante..) e quindi potrei ripetere cose già dette ma leggendo le ultime pagine mi dispiace constatare la superficialità con cui si tratta l'argomento. Io non sono un medico e quindi non darò risposte scientifiche, ma mi sono interessato da anni a leggere libri fuori dal coro di giornalisti fuori dal coro (spesso messi anche fuori dal giro, spesso trattati come pezzenti dai corridori).
Che senso ha dire "sono (quasi) tutti ancora in piedi" per dire che il doping non fa più male di altro (vino ecc..)? Stiamo parlando di sport e di sportivi. Persone che dovrebbero avere un "equilibrio" anche mentale che li dovrebbe portare a vedere la sfida con se stessi come motivazione della fatica dell'allenamento per spostare i propri limiti e, soprattutto, ad accettare i propri limiti. In questo senso il doping è un problema innanzitutto culturale ed è qui il vero enorme problema: sdoganarlo con superficialità farà si che per un ragazzo sarà normale prendere del testosterone, tanto lo fanno tutti e non fa cosi' male..
E credo infine che sia necessario separare il mondo dei professionisti, dove girano soldi (ma anche medici che un minimo seguono gli atleti) da quello degli amatori, dove il 90% della gente che si "cura" lo fa da se, senza la minima idea di cosa prende.
Pensiamoci bene, molto bene, prima di fare certe affermazioni
Che senso ha dire "sono (quasi) tutti ancora in piedi" per dire che il doping non fa più male di altro (vino ecc..)? Stiamo parlando di sport e di sportivi. Persone che dovrebbero avere un "equilibrio" anche mentale che li dovrebbe portare a vedere la sfida con se stessi come motivazione della fatica dell'allenamento per spostare i propri limiti e, soprattutto, ad accettare i propri limiti. In questo senso il doping è un problema innanzitutto culturale ed è qui il vero enorme problema: sdoganarlo con superficialità farà si che per un ragazzo sarà normale prendere del testosterone, tanto lo fanno tutti e non fa cosi' male..
E credo infine che sia necessario separare il mondo dei professionisti, dove girano soldi (ma anche medici che un minimo seguono gli atleti) da quello degli amatori, dove il 90% della gente che si "cura" lo fa da se, senza la minima idea di cosa prende.
Pensiamoci bene, molto bene, prima di fare certe affermazioni
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