Ogni volta che qualcuno viene preso positivo ad un controllo antidoping si leggono su queste pagine cose davvero incredibili, frutto spesso di malcelati astio ed invidia.
Io sono convinto che uno che si dopa vada per prima cosa fermato, perche' e' un imbroglione e perche' fa male a se stesso. Personalmente sono propenso a fermarlo per sempre, radiandolo.
Detto questo non trovo sbagliato farsi delle domande sul perche' lo abbia fatto. La risposta a me personalmente induce alla esclamazione POVERINO, perche' deve sicuramente avere qualche problema per imbrogliare e farsi del male anche fosse per vincerla una gara, non per cercare il piazzamento. Per questo gli amici hanno l'obbligo morale di aiutarlo ad uscire da questa situazione e di fargli capire che la stupidaggine che ha fatto e' di portata enorme, proprio perche' sintomo di mancanza di equilibrio e valori reali.
Sottolineo che quanto appena detto non significa che il soggetto in questione non debba espiare la pena che gli e' stata comminata, anzi, secondo me le pene attuali non sono sufficienti come deterrente.
Sul tema squadre, a livello amatoriale non penso proprio che in generale si possano imputare loro responsabilita'. Nella maggior parte dei casi non possono proprio avere il controllo di quanto possono fare i loro tesserati.
Poi se guardiamo nel dettaglio, ci sono casi di societa' che sospendono autonomamente il loro tesserato quando viene accertato un suo coinvolgimento in caso di doping ancora prima che il tribunale antidoping si pronunci con una sentenza, ci sono casi evidenti a tutti in cui la squadra ha fatto di tutto per permettere ad un suo atleta di punta di continuare a correre nonostante la comunicazione della positivita'.
Non si puo' fare di ogni erba un fascio.
Alla fine la chiosa di qualcuno e' la classica sentenza: tutta colpa dell'agonismo e delle classifiche.
Per favore, se facciamo un serio esame di coscienza, vedremo che e' nello spirito umano quello di competere con gli altri e questo succede anche quando si fa la classica uscita tra amici. Poi c'e' chi ha doti migliori ed e' capace di imporsi dei sacrifici maggiori per migliorare le proprie prestazioni e competere coi piu' forti del gruppo. In questo non ci vedo proprio nulla di male.