la squalifica è stata sì notificata a corridore e federazione di competenza, il problema è che non è arrivata subito a novembre ma ha seguito un iter temporale più lungo. Qui a noi non è arrivata notizia dall'uci (non ci spettava, non era nostro tesserato in quella gara) in più credo (sono mie supposizioni, ma delle due l'una, non ci sono molte alternative) che o l'interessato abbia tenuto la cosa per sè o comunque la notifica personale allo stesso sia arrivata alla sua residenza mentre lui era qui in Italia. Fatto sta che poi la squalifica è stata fatta partire sulla base dell'attività professionistica del corridore (è come se ci fosse stata un deduzione del presofferto con autosospensione, visto che l'uci ha ignorato l'attività cicloamatoriale).
Sinceramente non ho a disposizione i documenti dell'uci (nè potrei), ma purtroppo questa retrodatazione dell'inizio della sanzione ha portato alla sovrapposizione di squalifica e attività nel 2009.
Il corridore è stato allontanato una volta appreso il provvedimento (purtroppo tardivamente).
Nel 2010 non è stato tesserato con noi e non conosco bene le sue vicende personali di inizio anno (nè le riporterei qui: dove fosse, cosa stesse facendo o se fosse infortunato direi che sono fatti privati).
La uisp credo non abbia fatto obiezioni a rilasciare tessere nel 2009 e nel 2010 perchè non c'è un elenco internazionale degli squalificati.
La Bartoli credo sia stata la prima e l'ultima gara.. la gente bene o male ormai sapeva, ma organizzazione e giudici non hanno obiettato e il corridore è partito. Poi si son verificati i fatti ed è arrivata l'estromissione dall'ordine di arrivo.
Beh ... questo conferma il fatto che le federazioni sia internazionali che nazionali non sono minimamente interessate al problema ... Ci sta un pò dietro la WADA, in Italia il CONI ma più di tanto nessuno si è schierato in prima linea per la lotta al doping. Sta di fatto che anche la proposta di qualche tempo fa degli organizzatori del Tour de France di responsabilizzare le federazioni nazionali più che i singoli Teams è finita in un cassetto e non se ne parla più (almeno è da un bel pò che non ne sento parlare).
Continuo a provocare: ma è possibile che l' organizzatore di una GF debba accertarsi della "non squalifica" di tutti gli iscritti alla manifestazione? Sarebbe come a dire che ognuno di noi si dovesse autotutelare e/o difendere i propri diritti di fronte all' anarchia totale di un paese che non li garantisse più attraverso le sue istituzioni ...
Beh, però?!? Non ci siamo mica tanto lontani ...
dovrebbero essere gli enti amatoriali ad adattarsi agli ordinamenti della UCI, in molti casi invece sembra che i diversi enti amatoriali provinciali si facciano la guerra solo per avere un maggior numero di tesserati (e quindi di peso politico a livello nazionale).
