andry96
Ammiraglia
siSe parliamo di aerodinamica (uso civile e militare) sicuramente quella zona in UK è un punto di riferimento. Non perché chi nasce lì ha dei geni particolari ma per il semplice fatto che nei decenni si è formato un hub dove esistono infrastrutture, fornitori, percorsi specializzati per fa sì che fare determinate così li sia più semplice. Poi ovviamente tutto è relativo, in F1 Ferrari le prendeva quando aveva un polo tecnologico in Uk e le ha date ha tutti quando l’ha chiuso.
Diciamo che circoscrivendo il tutto alla bici, in quella zona è più facile accedere a strumenti e conoscenze in modo probabilmente più efficace economico. Semplicemente perché l’offerta è maggiore.
Sono anche convinto che in ambito “ciclistico” siamo ancora molto lontani dal raggiungere il massimo dall’aerodinamica. Sia perché i costi non sarebbero giustificati, sia perché parliamo di oggetti che si muovono comunque a 50 km/h.
Diciamo che quando inizieremo a vedere bici tutte identiche saremo vicini, come succede in F1.
il campo ciclistico ha qualche difettuccio per l'aerodinamica, in primis che conta molto quella del ciuco sopra al veicolo che non si può modificare in galleria del vento, o meglio ci si può provare con ampio budget ma sull'amatore è dura
poi sulla bici ci sono un po' di regole, in primis la forma a diamante del telaio per ricordare gli 8 tubi saldati ma che per carbonio e aerodinamica è solo un limite prestativo e e poco interesse economico rispetto ad altri settori imho
la velocità è l'ultimo dei problemi, nel senso che è limitata non tanto dall'aerodinamica ma dall'avere un motore scadente, ma bisogna ottimizzare i limiti e l'aerodinamica che sia a 50 o a 300 è sempre il limite maggiore, ovviamente cambia il comportamento del fluido ma questo in realtà facilita le cose, oltre al fatto che qui conta solo il drag e della portanza ci importa zero quindi si semplifica anche parecchio lo studio
in più il settore bdc è da sempre restio all'innovazione