Favero Assioma

lorenzom89

Gregario
1 Febbraio 2012
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Ma no, come ho scritto ai watt bisogna fare la tara con FC ed RPE.
Proprio se vuoi fare le cose fatte bene se un lavoro di z2 diventa difficile da sostenere, magari a causa di una misurazione errata di watt, ad esempio perché come dici sei in z3 reale anche se sul garmin leggi z2, a quel punto avrai sia una FC fuori scala che una RPE maggiore, quindi basta fare meno watt e riportare gli altri due indicatori nel regime corretto.
Ma non solo, i lavori di bassa intensità vanno sempre fatti dando priorità a FC ed RPE rispetto ai watt, ragion per cui ormai il concetto di watt è un po’ superato dal lattato.

Il problema grosso di avere misuratori diversi semmai secondo me nasce più su lavori al VO2, dove la FC non è un parametro utile per via della latenza del cuore a salire e tararsi sulla RPE quando si tende al cianotico non è per nulla facile.
A quel punto meglio scegliere una bici per fare alta intensità, mentre per lavori più lunghi ed a bassa intensità basta proprio un briciolo di esperienza per farli bene o-o
mah non è detto

FC non è detto che sia fuori scala, il motivo per cui tutti usiamo il PM è proprio che la FC non è molto affidabile , puoi pensare di fare Z2 quando in realtà sei in Z3 ma il cuore può comunque essere "basso" perché sei stanco e in over reaching, oppure può essere alto perché sei disidratato o nervoso
per la RPE ancora peggio, la caffeina ad esempio abbassa la RPE , magari un giorno hai già preso 2 caffè più ti prendi un gel alla caffeina e la RPE ti si abbassa, non senti la fatica ma sei comunque "oltre" Z2 e piano piano ti cuoci

il problema come dici te nasce anche in VO2, ma nasce anche in Z1, 2, 3, 4, 5 , 6 ,7 , ogni zona ha la sua importanza, anche in sweet spot è importante stare bene in quella zona, non sopra e non sotto, anche in Z3, anche in Z6 ecc... ecc..
 

Lumi

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Nì… l’accumulo di lattato non ha latenza, e la dimostrazione è il bruciore di gambe dopo 10/15 secondo facendo uno sprint massimale ad esempio.
Il problema è che con la tecnologia attuale non è possibile misurarlo istantaneamente al pari dei watt, e quindi su interval training di breve/brevissima durata non è al momento un’unità di misura utile e fruibile.

Nel mio messaggio precedente però infatti parlavo dell’utilità del misuratore di lattato su intervalli lunghi ed a bassa intensità, leggasi z2, o meglio ancora sub LT1.

In ogni caso non è che volevo dire che il misuratore di potenza non serve e che bisogna guardare solo il lattato, anzi… per noi amatori la misurazione del lattato in allenamento non ha proprio senso per me.
Ma oggettivamente è uno strumento, con le sue criticità, per alcune cose migliore del powermeter o-o
Premesso che non sono un esperto.

Siamo d'accordo che per gli intervalli brevi la misura istantanea del PM è necessaria.

I duebbi che ho sono due:
-per z2 io uso la FC, a naso mi sembra la misura migliore perchè è la sintesi della risposta fisiologica del corpo, non mi sono chiari i casi in cui potrei essere in Z2 "reale", ma con il cuore fuori da z2 (z1 o z3?) e con il lattato che invece mi dice correttamente z2
-io ho fatto il test del lattato quando correvo, con il prelievo di una goccia di sangue dal lobo dell'orecchio, per definire le zone in "laboratorio" è sicuramente utile, non so se i misuratori disponibili oggi che non prevedono il prelievo di una goccia di sangue sono altrettanto precisi, non ho proprio idea su quale principio si basino