Se i rifornimenti in corsa fossero veramente vietati mi sa che le squalifiche in cima al gruppo pullulerebbero!!!!
I rifornimenti al volo da mezzi in movimento SONO vietati, togli pure il congiuntivo. Che poi i direttori di corsa talvolta chiudano uno, e più spesso tutti e due gli occhi, è un dato di fatto. Ricordo però un corridore di vertice che se non sbaglio a causa di una borraccia presa al volo in corsa a una Gimondi due anni fa prese ben una settimana di squalifica. I regolamenti ci sono.
Buona pedalata........ Quando ti vedrò ti sgonfierò i tubolari



dato che qualcuno è arrivato a manomettere il cambio!!!!!


E questo cos'è se non super esasperazione agonistica?
Torno serio, humm humm hummmm la vedo dura!!!!
A me la storia dell'esasperazione agonistica mi può anche andare bene, purchè si parta tutti allo stesso piano, quindi fuori i pompati riconosciuti, e via le assistenze personalizzate. Se tizio si deve fermare per rifornirsi perchè una Campy, una Coppi o una Oetzy lo richiedono e ci perde dai 20 minuti alla mezz'ora non vedo perchè la signorina in testa non lo debba fare anche lei, a meno che non si carichi come un elefante. A me sembra che sia già falsare una gara, a mneo che non li si faccia partire ad handicap.
Io riconosco per primo che ci siano comportamenti esasperati, solo volevo sottolineare che questi possano essere propri anche di chi non vive la gara nella testa della corsa e come certi atteggiamenti di chi corre nelle prime porzioni del gruppo possano avere delle giustificazioni di plausibilità, che in alcuni casi mi sono limitato a fotografare, senza dire di approvarli personalmente o meno (è stato fatto assunto che scrivendo certe cose io le approvassi, ma di fatto non l'ho mai detto)
Al di la di come una squadra agisce o dice di agire, pultroppo un certo modo di porsi nei confronti della attivita' amatoriale, modo che sembra teso ad emulare la professionalita' di una squadra professionistica (da qui il temine simil-professionistica) a mia opinione alimenta l'accanimento (in accezzione non costruttiva) agonistico che si osserva nelle granfondo, accanimento che a mio parere la FSL (ed io, ed anche Andrea da quello che in parte scrive) vuole combattere.
Ribadisco, amare il dettaglio e voler essere presenti a soddisfare le esigenze dei tesserati nella pratica del ciclismo non vedo come alimenti l'accanimento agonistico. O quantomeno, se lo è questo, lo è altrettanto il singolo che si preoccupa di pianificare il mesociclo di allenamento, che si dota dei più sofisticati strumenti di misurazione di potenza, e chissà quali e quanti altri accorgimenti volti al miglioramento della prestazione.
Il concetto che vuole esprimere la mia realtà è semplicemente quello di identificazione in un gruppo e nella possibilità di trovare in esso le risposte commerciali alle proprie esigenze. Poi ognuno fa da sé. Nessuno è obbligato a correre, a far risultato o ad ultilizzare i materiali che siamo in grado di proporre. Se gli piacciono i servizi che offriamo, fa che pagare e gli vengono erogati (c'è chi ha apprezzato l'acquisto cumulativo degli a-chip, giusto per non doverlo fare personalmente)
Se questo è eccesso agonistico, e se FSL si propugna di limare tale eccesso, vuol dire che allora l'eccesso sta nella qualità dei fondelli che ho scelto per le divise, o per le varie scontistiche concordate con i nostri collaboratori. Probabilmente, vorranno farmi chiudere baracca!

Quello che mi sfugge è l'associazione del ben strutturato al professionistico, tanto più quando ho visto da vicino realtà professionistiche piuttosto scalcinate. Che la discriminazione stia nell'apparenza? Allora per sembrare amatori che dobbiamo fare, andare in giro con i buchi nelle scarpe e nelle divise vestiti uno diverso dall'altro?
Chiudo, senza polemica ulteriore, annotando che forse la percezione non sempre è la realtà. Forse è qui l'insuccesso (fino ad oggi almeno) di FSL. Non era del tutto errato il proposito, forse era sbagliato il target finale.
Sarà mai in grado di ricalibrare i tiro? (ammesso che sia possibile)
Se vi dico che ci sono almeno una quarantina di professionisti nelle granfondo sparse x l'Italia esagero?
Secondo me no,se volete in pochi giorni vi presento l'elenco.
A me va benissimo,ma allora finiamola di dire che sono gf x amatori,ma sono open,aperte a tutti
Nella MTB, nello sc di fondo, nel triathlon, vedo atleti
Elite che gareggiano nelle stesse manifestiazioni insieme ad altri appassionati.
Il ciclismo su strada, e in particolar modo il settore delle granfondo, vive di una bizzarria per cui un certo numero di atleti, che potrebbero definirsi anche Elite, hanno una tessera comunque da cicloamatore e si gareggia tutti insieme. Ora al lato pratico la cosa riporta anche nel ciclismo su strada quello che avviene in altre discipline, ma a questo punto perché non regolamentarlo? Perché non ci può essere una categoria Elite anche qui?
Perché pur non esistendo in qualche modo si è cercato di ricrearla fittizziamente, vuoi per isolarla nelle premiazioni dalle categorie per fasce d'età, vuoi più tardi per proscriverla da alcune gare?
Non sarebbe arrivato il moemnto di suddividere i cicloamatori per fasce di rendimento invece che per età e questa o quella gara limitarla solo ad alcune di esse, o eventualemente creare 2 competizioni legate allo stesso evento (leggasi una prova open e una cicloturistica)?
Secondo me prove come quelle della FSL avrebbero l'opportunità di sdoppiare la propria natura e creare in questo senso una vera e propria rivoluzione sportiva del settore.
Mia personale ed opinabilissima considerazione.
Ormai questa discussione stà bene nel bar..
