Ho qualche dubbio sui punti 2 e 4, tirare in soglia o quasi (specie in pianura) è tutt'altro che facile soprattutto sul piano psicologico (sul piano "fisico" è ovvio) e non so se dannoso, ma certamente non necessario; arrivare a casa distrutti dopo ogni allenamento mi sembra quanto meno inopportuno.
Premesso che le mie opinioni sono
solo frutto di esperienza personale e da altri (in 30 anni di ciclismo amatoriale) e di qualche lettura (datata!) di manuali divulgativi sull'allenamento, credo però che - a parte gli eccessi cui ho fatto riferimento - il tuo allenamento sia senz'altro efficace.
E' vero, come è già stato detto, che all'inizio i miglioramenti sono rapidi e consistenti ed in seguito i progressi diminuiscono fino quasi ad annullarsi (con un andamento che ricorda una curva logaritmica), ma anche un allenamento "scientifico" (è ovvio!) non ti farà progredire illimitatamente!
Il punto allora è, a mio avviso, dove uno vuole arrivare e che "sacrifici" (virgolettato!) è disposto a fare.
Se uno vuole raggiungere i suoi limiti prima o poi dovrà percorrere la via dell'allenamento mirato e programmato (da un preperatore o in modo autodidattico previa uno studio adeguato), ma la mia esperienza mi ha confermato che con un allenamento a sensazione ed attuato con impegno e senza stress, come fai tu mi pare (anche se ad intensità eccessiva a mio parere), si arriva ad almeno il 90-95% delle proprie potenzialità.
A quel punto uno valuta se continuare così, rinunciando a raggiungere i priopri limiti ma allenandosi "divertendosi" (come ho fatto io), o se è più gratificato da un ulteriore miglioramento a prezzo di allenamenti più noiosi e psocologicamente "faticosi"*.
P.S. * S'intende che, poichè la noia e la fatica psicologica sono tipicamente soggettive, non è detto che quello che per me è un "prezzo" eccessivo per un altro lo sia molto meno!