..... voleva esprimere un concetto ne a favore e neanche contro, riducendo molti di questi discorsi a cose più soggettive che oggettive e quindi non modificabili nella testa di ognuno di noi...tutto qua.
Paolo
Non stiamo, o almeno io non sto, argomentando di cose soggettive. Soggettivo è: mi piace la frenata dei dischi/non mi piace la frenata dei dischi. Mi piace esteticamente la bici disc/non mi piace esteticamente la bici disc.
Quando uno mi dice con la bici disc vado più piano perchè pesa di più, di oggettivo non c'è nulla. E' una cazzata. Ovvero, su una cronoscalata, potrebbe anche starci. Li conta, se parliamo squisitamente del mezzo, della sua idoneità alla salita pura. Tra gli elementi importanti c'è il peso, ma non solo, visto che un peso troppo ridotto, se ottenuto a danno della rigidità del mezzo, telaio o
ruote che siano, porta a una dispersione dell'energia impressa sui pedali perchè la bici flette e diventa controproducente. Ovviamente il sistema frenante in salita non serve. Nessun sistema frenante.
Su un giro con tante salite (e ovviamente altrettante discese) i dati oggettivi (OGGETTIVI) ci dicono che in salita mezzo kg (ma la differenza di solito è minore tra due bici che abbiano come unica variante il sistema frenante) porta a una differenza cronometrica A PARITA' DI SFORZO molto limitata. Nell'ordine di 1 secondo al km su un 6% e con una potenza di 250w....ossia per chi ne capisce un pò, una potenza che fa ridere e con la quale non arrivi nemmeno a metà classifica in un GF (tralasciamo per semplicità che poi il tutto va rapportato anche al peso. Con 250w per arrivare avanti abbastanza avanti devi pesare meno di 55kg).
Ora questa così limitata differenza, chi abbia una minima esperienza di cosa possono darti i dischi, sa che viene pressappoco pareggiata dal guadagno in discesa...secondo più secondo meno. In ogni caso, se non sei in gara, non ha senso misurare pochi secondi. Se sei in gara, la dinamica di gara in sè annulla differenze così minimali (facendo al limite salvi arrivi in salita). Parliamo di amatori, perchè i prò al peso limite ci arrivano comunque, disc o rim che siano. Se poi piove la differenza può essere molta a favore dei dischi anche se, per le già citate dinamiche di gara, di fatto viene spesso annullata (salvo arrivi in discesa), visto che lontano dal traguardo, se stacchi tutti di 1 o 2 minuti in discesa, da solo non arrivi lo stesso. A tutto questo si unisce la questione sicurezza. Al di là del filmato postato pochi post fa del confronto rim/disc, che può lasciare il tempo che trova (basta che uno freni più o meno energicamente o blocchi o meno la ruota, cose su cui influisce la sensibilità di chi agisce), a parità di capacità tecniche col disco ti fermi in meno spazio. Anche questo è oggettivo, non soggettivo. Col bagnato in tanto meno spazio. Ovviamente in entrambi i casi mantenendo il controllo del mezzo senza farlo slittare. Ciò cosa vuol dire? Che di fronte a un qualsiasi ostacolo improvviso quella differenza può significare un impatto o meno.
Tutte queste cose, che qualcuno vuole spacciare per soggettive, non lo sono affatto e le contestano massimamente chi i dischi non li ha mai usati e non sa di che parla ovvero chi pur sapendo che è così, ritiene che la sicurezza non sia una sua priorità o magari non fa gare ma solo uscite con amici il cui obiettivo non è la percorrenza del giro, ma scannarsi in salita e poi in cima aspettarsi. Lecito.....fintanto che non si dice che nel complesso del giro fa prima o altre amenità. Chi vive il ciclismo come una perenne cronoscalata, si disinteressa del sistema frenante (fintanto che non gli capita di rimpiangerlo quando scende).