Io sono favorevole alle maxi-cronometro; io sono favorevole a maxi-tutto, purchè ci sia equilibrio.
Mi spiego meglio.
Per me, una corsa a tappe di 23 giorni ha senso solo se questi 23 giorni sono per la maggior parte dedicati alla battaglia fra chi lotta per la vittoria finale; pertanto, dovrebbe essere un continuo susseguirsi di tappe che, in alternanza, danno la possibilità di guadagnare a specialisti di percorsi diversi, avendo quindi continui avvicendamenti in classifica.
Dovremmo quindi avere tappe a cronometro compeltamente piatte, seguite da arrivi in salita, ma anche tappe a cronometro ondulate (come quella delle 5 terre, bellissima) e tappe di montagna con arrivi posti a 10-20 km di discesa a pianura dal culmine dell'ultima salita.
E' sì vero che se uno è nettametne superiore agli altri, in una settimana ammazza la concorrezna, però è anche vero che:
- se avviene questo, poi deve difendersi per 15 giorni; anche questo può avere il proprio interesse;
- sempre in questo caso, non è detto che il picco di forma delle prima settimanan possa essere tenuto per le 2 successive;
- e infine: ha un senso dire che, per evitare che il più forte uccida la corsa, togliamo le difficoltà e quelle poche che mettiamo le concentriamo negli ultimi 3 giorni?
In conclusione: mai lamentarsi di una tappa troppo dura o che potrebbe dare troppo vantaggio a qualcuno. Ben vengano le tappe dure, e tante; l'unica regola da osservare, ovvio, è il corretto equilibrio fra le varie difficoltà (ricordo ancora con disgusto :bleah:i giri d'italia senza salite disegnati da compare enzo per l'amico francesco ...)
Mi spiego meglio.
Per me, una corsa a tappe di 23 giorni ha senso solo se questi 23 giorni sono per la maggior parte dedicati alla battaglia fra chi lotta per la vittoria finale; pertanto, dovrebbe essere un continuo susseguirsi di tappe che, in alternanza, danno la possibilità di guadagnare a specialisti di percorsi diversi, avendo quindi continui avvicendamenti in classifica.
Dovremmo quindi avere tappe a cronometro compeltamente piatte, seguite da arrivi in salita, ma anche tappe a cronometro ondulate (come quella delle 5 terre, bellissima) e tappe di montagna con arrivi posti a 10-20 km di discesa a pianura dal culmine dell'ultima salita.
E' sì vero che se uno è nettametne superiore agli altri, in una settimana ammazza la concorrezna, però è anche vero che:
- se avviene questo, poi deve difendersi per 15 giorni; anche questo può avere il proprio interesse;
- sempre in questo caso, non è detto che il picco di forma delle prima settimanan possa essere tenuto per le 2 successive;
- e infine: ha un senso dire che, per evitare che il più forte uccida la corsa, togliamo le difficoltà e quelle poche che mettiamo le concentriamo negli ultimi 3 giorni?
In conclusione: mai lamentarsi di una tappa troppo dura o che potrebbe dare troppo vantaggio a qualcuno. Ben vengano le tappe dure, e tante; l'unica regola da osservare, ovvio, è il corretto equilibrio fra le varie difficoltà (ricordo ancora con disgusto :bleah:i giri d'italia senza salite disegnati da compare enzo per l'amico francesco ...)
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