Venerdì 1 Agosto | 18:57
Federciclismo: saremo parte civile contro chi si dopa
La Federciclismo sceglie la linea dura contro chi fa uso di doping. Costituzione di parte civile nei procedimenti penali contro i corridori e querela per i fatti commessi all'estero in modo da dare luogo all'azione penale in Italia; eventuale inibizione a un successivo ingresso nelle squadre nazionali; apertura di procedimenti per accertare responsabilità da parte di altri operatori sportivi; valutazione della possibilità di rifiutare il tesseramento o il rinnovo in caso di coinvolgimento, anche indiretto, in casi di doping. Sono le misure che la Federciclismo adotterà "con immediatezza" nei confronti dei corridori risultati positivi ai test antidoping.
La decisione, annunciata oggi, è stata presa nel consiglio federale di ieri che, si legge in una nota, ha varato le misure "in relazione ai recenti episodi che hanno avuto un rilevante effetto mediatico assolutamente negativo per l`immagine del ciclismo e offuscato l`esistenza di concreti risultati positivi del lavoro federale nella attività di controllo e di prevenzione, con rilevante abbattimento dei casi di positività nelle categorie giovanili e, in generale, nel settore non professionistico".
Quattro i provvedimenti che la federazione potrebbe prendere già nei confronti dei corridori risultati positivi nelle ultime settimane, come Riccardo Riccò. Il primo è il più rilevante: "costituzione di parte civile nei procedimenti penali che si instaureranno a loro carico o, nel caso di fatti commessi all`estero, proposizione di denuncia querela come parte offesa perché si dia luogo all`azione penale in Italia e successiva costituzione civile nel relativo procedimento, sempre ai fini di ottenere il risarcimento dei danni cagionati alla Federazione e all`intero movimento sportivo da detti comportamenti". Oltre al piano della giustizia ordinaria, provvedimenti severissimi potranno arrivare anche sul piano dell'ordinamento sportivo. Nel comunicato si parla infatti di "eventuale inibizione per gli atleti risultati positivi ad un successivo ingresso nelle squadre nazionali in relazione agli accertamenti emersi nel procedimento disciplinare" e di "valutazione della possibilità di rifiutare il tesseramento o il rinnovo in ipotesi di coinvolgimento anche indiretto di episodi di doping". A rischiare il pugno duro, inoltre, non saranno solo i corridori trovati positivi, ma anche "operatori sportivi a qualsiasi livello" su cui la Federazione potrebbe aprire "procedimenti disciplinari per l'accertamento di eventuali responsabilità concorsuali".
e adesso a chi dobbiamo credere? ha ragione Riccò forse c'è troppa ipocrisia nell'ambiente, questi scandali a mio avviso fanno bene al ciclismo