Che dire....
mi è piaciuta Forlì con Piazza Saffi a festa per l'evento del Prestigio....
Da Don Abbondio nonostante se la prenda con molta flemma ho mangiato benissimo, alla fine 30 euro non sono pochi però senza il buono nel pacco gara sarebbero stati 35,00.
L'alloggio lo avevo in un b&b vicino l'obelisco dove stavano anche altri ciclisti.
La mattina avendo un numero di pettorale che mi dava diritto alla prima griglia ho fatto tutto con calma arrivando ai box di partenza qualche minuto prima delle sette.
A diferenza della 9 Colli mi è parso che i primi chilometri siano stati affrontati ad un'andatura più ragionevole.
Fino alla cantoniera del Carpegna avevo una buona gamba, però non riuscivo a guadagnare ulteriori posizioni a causa della mia paura nell'affrontare le discese che questa volta erano davvero moto tecniche. Prima del bivio per il Cippo sono rimasto indietro per via della discesa e ho fatto un pò di confusione all'incrocio, per fotuna senza perdere molto tempo. Una volta sul Carpegna ho provato a non perdere di vista il gruppetto che avevo a un centinaio di metri davanti. Ho pagato il fatto di non fermarmi ai ristori, avevo decisom che la prima sosta l'avrei fatta dopo i primi cento chilometri. Così ho saltato anche il rifornimento idrico lungo la salita. Qua sono iniziati i miei guai !!! Ho avvertito l'aumento delle pulsazioni e un senso di sete e per non pegiorare la situazione ho dovuto mettere il piede a terra e vedermi superare da coloro che avevo lasciato indietro. Dopo un attimo di sosta e un gel ho ripreso a pedalare svalicando il colle. Devo ammettere che anche questa volta il ricordo del Pirata accompagnava gli esausti cicloamatori sulle salite dove era solito allenarsi.
Una sosta al ristoro di Carpegna per mangiare qualcosa, purtroppo c'erano solo cibi dolci. Pazienza. Ho continuato la mia marcia verso Torriana, pendenze severe, ma sono salito senza problemi, successivamente San Marino ha inflitto il colpo di grazia e pertanto ho preferito evitare gli strappi che che portano a Sogliano, taglindo per i campi. Al ristoro mi sono fermato per rifocillarmi non riuscendo ad evitare una bella sdraio sulla quale mi sono concesos qaulche minuto di relax. Una gentile signora alla quale era demandato il compito di accudire i ciclisti vedendomi un pò afflitto si è preoccupata consigliandomi di prendere la deviazione per Cesena e quindi la via Emilia. Devo riconoscere che mi aveva quasi convinto, soprattutto perchè ero al corrente che il muro di Ardiano non concedeva sconti; poi però un gentile collega mi ha detto che non dovevo mollare perchè non potevo darla vinta ai soliti ciarlatani. Allora con uno slancio di orgoglio ho deciso di procedere, anche perchè l'ascesa verso Monteleone l'avrei dovuta affrontare comunque. Davanti al muro di Ardiano mi sono armato di coraggio e sono salito senza mettere piede a terra. Una volta in cima il peggio era passato e non restava che fare ancora un pò di salita e un tratto di sterrato. Il tempo che fino a quel momento era stato clemente aveva deciso di rendere ancora più Magnifica una gara che lo era già di nome e di fatto. Pertanto ha cominciato a piovere copiosamente lungo la discesa verso Meldola e sulla strada per Forlì. Avendo le mani sensibili al freddo già cominciavo ad accusare qualche problema, ma trovandomi in un gruppetto mi sono fatto coraggio anche se la luminosità non era più perfetta e dopo undici ore e quarantacinque minuti ho tagliato il traguardo ai piedi del velodromo reso viscido dalla pioggia. In fretta ho riconsegnato il chip per riavere la caparra e sono andato nella pensione dove alloggiavo per cambiarmi e rifocilarmi con una tazza di quel latte contenuto nel pacco gara. Alla fine sono soddisfatto per via della durezza della prova che forse è la più dura a livello di gran fondo fatte finora, un tempo così alto non l'ho mai impiegato A tale proposito ricordo alla fine degli anni novanta senza avere l'espereinza e la preparazione di adesso per finire la Campagnolo ci misi meno di dieci ore. In questo caso pur non avendo la crisi il mio tempo sarebbe stato superiore in ogni caso archiviata un'altra impresa epica, anzi... magnifica.
