Ho fatto il dilettante fino al 2000, durante l'ultima stagione ho fatto 4 corse con i professionisti, una volta smesso di correre a quei livelli mi sono iscritto all'università, mentre studiavo per qualche anno ho fatto l'amatore, nel 2002 ho creato una squadra amatoriale, facendo il giro di tutte le attività commerciali della zona ho raccolto circa 20.000 euro di sponsorizzazioni con i quali riuscivo a pagare vestiario completo, iscrizioni alle gare in circuito, prodotti di consumo a 10 corridori e organizzavo 3 gare a stagione.....nel frattempo mi sono laureato in biologia, quindi ho aperto un'attività in quel campo e non ho più avuto tempo per la bici, ora ho cambiato vita, 3 anni fa ho aperto una falegnameria per seguire una passione. Dal 2005 non sono salito in bici fino ad aprile di quest'anno, ora mi sto allenando duramente saltando il pranzo e sto tornando ad alti livelli tra gli amatori, non lo faccio per soldi ma per passione...passione per la fatica per la competizione, e tutto ciò che ruota attorno a questo meraviglioso sport.....
Ora sono tornato al mondo amatoriale delle competizioni, l'ho fatto perchè mi piace competere e prepararmi per questo, il livello del ciclismo amatoriale è molto alto, non è per ciclisti delle domenica ma per atleti che si allenano con serietà e metodo, c'è chi è più fortunato ed è ricco di famiglia e quindi ha più tempo per prepararsi, e c'è chi lavora 8 ore al giorno (come il sottoscritto) e invece si pranzare si allena e poi torna al lavoro, c'è chi lavora part
time e riesce ad arrotondare perchè la squadra gli da qualcosa (naturalmente se va forte), come c'è chi non ha tempo di allenarsi e non può competere.....questa è la realtà, e a me non viene nemmeno in mente di dire che non è giusto che quello che ha più tempo di me per allenarsi non è giusto che partecipi alle mie stesse gare.
Negli ultimi 8 anni in cui sono stato fermo l'ho fatto perchè ero consapevole di non potermi allenare per competere, quindi ho fatto di tutto per crearmi una situazione che mi permettesse di allenarmi...mi sono creato un nuovo lavoro...anche questo fa parte dei sacrifici e delle sfide che uno fa per vivere la propria passione. Ora potrei anche aspirare ad entrare in una di quelle squadre che pagano qulcosa, ma questo significa impegno maggiore e disponibilità a correre dove ti chiede la squadra, ma ti assicuro che non conosco nessun amatore che sia in grado di mantenere una famiglia con i soldi che ti da una squadra amatoriale.
Io quando intervengo in una discussione lo faccio solo se conosco bene l'argomento, e come puoi notare dalla mia storia puoi immaginare che conosco bene il mondo del professionismo, il mondo amatoriale, so cosa significa gestire una squadra e organizzare una manifestazione
Mi dispiace averti dato sensazioni di presunzione, ma ti assicuro è l'aggettivo più sbagliato per descrivermi.....purtroppo non sopporto chi si lamenta, ma soprattutto chi si lamenta senza fare nulla per cambiare ciò che non gli piace, questo in tutti gli ambiti delle vita.
Per tornare al discorso granfondo io credo che in questa discussione ci sia un errore di fondo, nel considerare cosa sono diventate le granfondo: oggi le granfondo sono competizioni di alto livello, in cui l'ex professionista non fa quello che vuole ma deve allenarsi seriamente per competere (o doparsi ) , esistono anche riviste specializzate che trattano solo l'argomento granfondo, a volte vengono trasmesse anche in tv, quindi chi partecipa ad una granfondo deve essere consapevole si questo e parteciparci con lo spirito giusto per affrontare una competizione di alto livello, senza quindi lamentarsi se c'è qualcuno che arriva 2 ore prima al traguardo.