Granfondo inquinate dai paraprofessionisti, sempre esaltati dagli organizzatori.

cacciatorino

Scalatore
12 Agosto 2012
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201
Porto Recanati, ma con l'appennino nel cuore
www.stimarchetti.it
Bici
BTwin Triban 5
Guarda, questo non è un punto di vista, quì stiamo parlando di come funziona lo sport "ciclismo"....e se tu avessi voluto fare il ciclista agonista con queste "idee" nessuna squadra ti avrebbe preso e nessun ciclista ti avrebbe voluto in squadra....è come se tu volessi giocare a calcio ma decidi che la palla non deve essere mai passata ma ognuno dei giocatori quando entra in possesso della palla deve andare in porta da solo senza mai passarla....ho fatto questo paragone con il calcio perchè forse riesci a capire meglio come funziona, forse il calcio lo conosci meglio, visto che il ciclismo non lo conosci...

In realta' non e' proprio cosi'. Se parliamo di ciclismo professionistico e' pacifico che hai ragione tu.
Se parliamo di sport amatoriale, che si fa per divertimento, a me romperebbe passare tutta una stagione a farmi 10.000 km di allenamento per poi fare il portatore d'acqua per il mio compagno. Cosa c'e' di divertente e piacevole nel fare il gregario, la fedelta' al capo forse? Perche' negli sport di squadra vince la squadra e sui giornali ci finisce la squadra, nel ciclismo vince un corrridore e sul podio ci va lui da solo (gia' qui' vacilla un po' la definizione di sport di squadra), e cosi' anche sui siti e sui giornali specializzati. Il gregario di cui sopra che si e' fatto il mazzo tutto l'anno non ha neanche l'onore della menzione, e allora perche' sacrificarsi, se non per soldi?

P.S. Piu' che io a non conoscere il ciclismo, forse sei tu che applichi le logiche "pro" anche allo sport amatoriale del dopolavoro, che si dovrebbe fare a scopo ricreativo, e la ricreazione io non ce la vedo nell'esaurirmi a fare scatti per preparare il terreno ad un certo capitano x.
 

RicktheQuick

Apprendista Cronoman
30 Giugno 2013
2.926
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Arezzo
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wilier zero.7,wilier 501
Una gara ciclistica a funziona cosí, una squadra si organizza per provare a vincere......il fatto che i gregari siano pagati ve lo siete inventato voi,mi sembra? Ma magari ci sonno cose che non conosco e allora vi chiedo chi viene pagato e quanto viene pagato?

di certo mi stupirebbe pensare che qualcuno decida di rovinare la propria gara di vertice per cercare di far vincere il compagno senza che la squadra gli abbia passato neanche una biciclettina ina ina...
 

gymartino

Apprendista Velocista
8 Luglio 2010
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Luicciana (Prato)
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Pinarello FP 4:13
tante cose si "possono" fare nella vita per motivi vari (come dici tu se è prevista perchè no...) ciò non vieta che molte di queste cose possano essere trovate sbagliate (per meglio dire ridicole) da molti

il giorno che deciderò di non avere più voglia/tempo/non essere in grado di disputare dignitosamente i lunghi appenderò sicuramente la bici al chiodo

IMHO
Mi dispiace frejus ma questo concetto (nel suo completo, non solo la frase qui sopra) è davvero fuori dal mondo, non si può lasciar passare.
E se chi fa i corti si mettesse a scrivere che trova ridicoli quelli che fanno i lunghi perchè con tutta evidenza non sanno che altro diavolo fare se non pedalare, che è ben oltre il limite comprensibile del divertimento stare in bici più di un tot di ore? E dicesserro loro di levarsi di torno e andare a fare le ultra marathon, stai pur tranquillo che sarebbero di gran lunga di più dei "molti" a cui ti riferisci.
Però....avrebbero ragione?
Dal loro punto di vista senza dubbio si. Ma in assoluto, avrebbero ragione?
No, non ce l'avrebbero, perchè così come fai tu in questo caso si ergono senza alcun diritto reale e nessuna reale autorità a giudici di motivazioni, prestazioni, disponibilità altrui. Questo si chiama presunzione, snobismo, classismo. Ed è deleterio in qualsiasi aspetto della vita, figuriamoci su un aspetto sportivo, ludico, amatoriale.
E' normalissimo trovare sbagliato un approccio, non condividerlo, non applicarlo. Ma additarlo come ridicolo, indegno, da eliminare è decisamente tutto un altro paio di maniche.
Fra le altre cose, vorrei anche far notare che chi si allena troppo, va troppo forte usa mezzi e metodi semiprofessionistici non va bene, deve andarsene..assieme a chi non si allena abbastanza non ha la gamba per determinate imprese, va troppo piano e rovina le partenze.
Resterebbero solo degli eletti che san loro come si fa, quanto ci si allena, cosa si mangia, che mestiere si fa....tutti gli altri, via, andate altrove.
A me pare un po' troppo. A te no?
Poi ripeto quanrto già detto, se dai corti si vogliono cacciare quelli che li fanno a 45 kmh e che sarebbero decisamente in grado di fare i lunghi allora la questione assume un aspetto differente.
Ma come l'hai detta tu è decisamente non condivisibile.
 

stefano2013

Apprendista Passista
25 Marzo 2013
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In realta' non e' proprio cosi'. Se parliamo di ciclismo professionistico e' pacifico che hai ragione tu.
Se parliamo di sport amatoriale, che si fa per divertimento, a me romperebbe passare tutta una stagione a farmi 10.000 km di allenamento per poi fare il portatore d'acqua per il mio compagno. Cosa c'e' di divertente e piacevole nel fare il gregario, la fedelta' al capo forse? Perche' negli sport di squadra vince la squadra e sui giornali ci finisce la squadra, nel ciclismo vince un corrridore e sul podio ci va lui da solo (gia' qui' vacilla un po' la definizione di sport di squadra), e cosi' anche sui siti e sui giornali specializzati. Il gregario di cui sopra che si e' fatto il mazzo tutto l'anno non ha neanche l'onore della menzione, e allora perche' sacrificarsi, se non per soldi?

P.S. Piu' che io a non conoscere il ciclismo, forse sei tu che applichi le logiche "pro" anche allo sport amatoriale del dopolavoro, che si dovrebbe fare a scopo ricreativo, e la ricreazione io non ce la vedo nell'esaurirmi a fare scatti per preparare il terreno ad un certo capitano x.

Quì siamo alla follia pura....non è che passando da professionismo ad amatoriale le regole di uno sport cambiano....
Inoltre non so perchè fai sport tu, ma io non ho mai fatto sport per finire sui giornali, nemmeno quando era la mia professione.....
Il lavoro di squadra e le soddisfazioni ed emozioni che derivano da esso sono l'anima del ciclismo agonistico....

Se fai agonismo ti consiglio di cambiare sport, se invece non lo fai continua a non farlo....se non prima di avere imparato come si corre in bici....
 

stefano2013

Apprendista Passista
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di certo mi stupirebbe pensare che qualcuno decida di rovinare la propria gara di vertice per cercare di far vincere il compagno senza che la squadra gli abbia passato neanche una biciclettina ina ina...

A me sembra che quì molti spaccino per appassionati di ciclismo, non rendendosi conto che il ciclismo come sport agonistico non lo conoscete molto bene....forse è più giusto dire che siete appassionati di bicicletta, che è cosa ben diversa dal ciclismo agonistico...
 

cacciatorino

Scalatore
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Quì siamo alla follia pura....non è che passando da professionismo ad amatoriale le regole di uno sport cambiano....
Inoltre non so perchè fai sport tu, ma io non ho mai fatto sport per finire sui giornali, nemmeno quando era la mia professione.....
Il lavoro di squadra e le soddisfazioni ed emozioni che derivano da esso sono l'anima del ciclismo agonistico....

Se fai agonismo ti consiglio di cambiare sport, se invece non lo fai continua a non farlo....se non prima di avere imparato come si corre in bici....

Va bene, scusa se mi sono permesso, vado a stracciare la tessera e segare la bici. :mrgreen:
 

Tizlook

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9 Dicembre 2008
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Secondo me non è follia semplicemente ognuno interpreta le granfondo a proprio modo per me sono agonistiche ma io non mi sacrificherei mai per altri. Ovvio che magari se mi trovo nel finale bei primi posti e va via un amico non gli riporto sotto il gruppo. Per me il bello delle GF e motivo del loro successo è proprio il fatto che interessino i piu agonisti che le svolgono con il coltello tra i denti e chi invece pedala solo per piacere e magari le svolge con il gruppo di amici al ritmo del più lento e fermandosi a tutti i ristori, e tutte le sfumature nel mezzo. Non sbaglia nessuno.
 

RicktheQuick

Apprendista Cronoman
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A me sembra che quì molti spaccino per appassionati di ciclismo, non rendendosi conto che il ciclismo come sport agonistico non lo conoscete molto bene....forse è più giusto dire che siete appassionati di bicicletta, che è cosa ben diversa dal ciclismo agonistico...

io sono appassionato di ciclismo agonistico come di formula1: li guardo in televisione con gli sponsor, il professionismo, i soldi.
poi ci sono gli amatori...
io sono appassionato di calcio ma se al calcetto tra amici vedo uno che cerca di rubare una rimessa laterale (cosa che pretendo dalla mia squadra) o non ammette un fallo, me ne vado.
è la differenza tra professionismo e dilettantismo, non tra agonismo e non.
io ho fatto da gregario in vita mia, ad amici reduci da infortuni dei quali andavo più forte e che ho aiutato ad arrivare al traguardo. e io invece che 200esimo su 400 sono arrivato 250esimo su 400.
se posso arrivare decimo, col cavolo che arrivo centesimo per permettere al mio compagno di sperare di arrivare terzo.

io ho aiutato un AMICO ad ARRIVARE IN FONDO, mai e poi mai aiuterei un COMPAGNO DI SQUADRA, ad ARRIVARE SUL PODIO.
perchè sul podio, e qui sta la differenza col calcio che non consideri, non ci finiamo tutti a sollevare la coppa, ma solo lui.
i bmc da gregari a gilbert a questo tour gliel'hanno fatto perchè pagati, sennò col cavolo.
il ciclismo è uno sport individuale, tra professionisti il risultato del singolo è talmente importante che si pagano altre persone per farlo raggiungere ad uno.
le granfondo sono manifestazioni amatoriali, lo spirito del gregario a testa bassa è delirio puro, non agonismo.
è, come le ammiraglie, una storpiatura che non può appartenere al mondo delle granfondo ma deve avere una serie tutta per sè, ma non è una questione di "cosa" ma di "perchè".

il problema non è cioè l'ammiraglia o la bici in comodato in quanto tale, ma la testa di chi ragiona così, che ha la testa di un pro ma non le gambe e invece che scontrarsi coi pro e perdere, scende a scontrarsi con noi e dominare.
e sarebbe bene fare il massimo per trovare una categoria per queste persone perchè stanno inquinando (sì, inquinando) il ciclismo fracassone e divertente che le granfondo vorrebbero e dovrebbero avere come target.
e da questa esasperazione nasce il doping: dal non capire che si sta andando in bicicletta e quello che vince fa una vita da pro ma non vale il più scarso dei pro. da questo ordine mentale si trovano negozi che falliscono perchè regalano le biciclette (zona mia), dopati di ogni ordine e categoria, ammiraglie, rifiuti gettati, urla in corsa, salti di griglie e deliri vari tipici di chi non capisce che sta portando avanti un semplicissimo hobby e che se è vero che un hobby si può curare con diversi gradi di attenzione, tra iprimi 20 delle gf quasi tutti sono andati oltre l'hobby!

per chiosare: sì, quello che faccio io (non quello di cui sono appassionato), è la bicicletta, non il ciclismo agonistico, ed è per questo che faccio le gf e non il tour de france, cosa che fanno invece coloro che fanno ciclismo agonistico.
gioco a calcetto con gli amici perchè mi piace il calcio, volessi fare il "calcio agonistico" andrei a giocare in can D. se in can D non sono in grado di giocarci, ricalibro la mia vita da quella di un pro a quella di un amatore e gioco a calcetto o in seconda o in terza, m'alleno quando mi pare e mi godo il pallone.
 
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mpierdo

Gregario
1 Giugno 2011
598
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Bianchi CarbonTech
.....Il lavoro di squadra e le soddisfazioni ed emozioni che derivano da esso sono l'anima del ciclismo agonistico....

Da semplice amatore senza passato agonistico nelle categorie giovanili il "gioco di squadra" nelle corse l'ho vissuto molto "di striscio"...
Nelle GF il livello di difficoltà è così alto che per una squadra anche numerosa ma senza un'organizzazione "simil-pro" è veramente difficile mettere in piedi un gioco di squadra tranne forse in qualche caso particolare ed eccezionale.
Nelle corse a circuito invece è un po' diverso e anche un atleta che non ha i mezzi per ottenere un buon piazzamento può essere utile per i compagni e devo dire che fra tutte le gare cui ho preso parte quelle che ricordo con più piacere sono quelle in cui si è riusciti a mettere in campo qualcosa di simile.
La maggior parte delle volte si fanno errori bestiali e si può anche finire con il corrersi contro ma quando ci si riesce...
Recentemente ho letto un libro di ciclismo e mi hanno colpito queste parole:

"Presto diventammo amici e scoprimmo una verità sul nostro sport: non c'è amicizia al mondo come quella che si crea in una squadra di ciclismo. Il motivo? In una parola dare. Dai tutto, tutta la tua forza: durante le corse proteggi un compagno, ti consumi per l'interesse di un compagno e un compagno fa lo stesso per te....(omissis).... In altri sport le squadre amano definirsi famiglie. Nel ciclismo non è una metafora" - da "La corsa segreta" di T. Hamilton
 

nyx

Pignone
13 Maggio 2013
223
7
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GOOMAH G733
Non c'è bisogno di essere pagati per sentirsi parte di qualcosa ed essere orgogliosi di aver dato il proprio contributo ad un amico compagno di squadra.
Quante decine, centinaia, migliaia di persone dedicano tutto il proprio tempo libero a cause di vario tipo senza ricevere qualcosa in termini economici ma ricevendo moltissimo da un punto di vista emozionale? Capisco che chi non abbia mai provato la gioia di aver aiutato un compagno di squadra non possa capire, e per questo ritengo che a volte sarebbe meglio evitare certi commenti, questo non perché non degno di farne, ma perché semplicemente ignaro di cosa significhi realmente.
 

stefano2013

Apprendista Passista
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Secondo me non è follia semplicemente ognuno interpreta le granfondo a proprio modo per me sono agonistiche ma io non mi sacrificherei mai per altri. Ovvio che magari se mi trovo nel finale bei primi posti e va via un amico non gli riporto sotto il gruppo. Per me il bello delle GF e motivo del loro successo è proprio il fatto che interessino i piu agonisti che le svolgono con il coltello tra i denti e chi invece pedala solo per piacere e magari le svolge con il gruppo di amici al ritmo del più lento e fermandosi a tutti i ristori, e tutte le sfumature nel mezzo. Non sbaglia nessuno.

Concordo con le tue parole: ognuno interpreta la granfondo come meglio crede, è proprio questo il bello delle granfondo.....sempre però rispettando il modo in cui le interpretano gli altri, senza dare dei falliti, ladri, disonesti....rispetto....
 

stefano2013

Apprendista Passista
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Da semplice amatore senza passato agonistico nelle categorie giovanili il "gioco di squadra" nelle corse l'ho vissuto molto "di striscio"...
Nelle GF il livello di difficoltà è così alto che per una squadra anche numerosa ma senza un'organizzazione "simil-pro" è veramente difficile mettere in piedi un gioco di squadra tranne forse in qualche caso particolare ed eccezionale.
Nelle corse a circuito invece è un po' diverso e anche un atleta che non ha i mezzi per ottenere un buon piazzamento può essere utile per i compagni e devo dire che fra tutte le gare cui ho preso parte quelle che ricordo con più piacere sono quelle in cui si è riusciti a mettere in campo qualcosa di simile.
La maggior parte delle volte si fanno errori bestiali e si può anche finire con il corrersi contro ma quando ci si riesce...
Recentemente ho letto un libro di ciclismo e mi hanno colpito queste parole:

"Presto diventammo amici e scoprimmo una verità sul nostro sport: non c'è amicizia al mondo come quella che si crea in una squadra di ciclismo. Il motivo? In una parola dare. Dai tutto, tutta la tua forza: durante le corse proteggi un compagno, ti consumi per l'interesse di un compagno e un compagno fa lo stesso per te....(omissis).... In altri sport le squadre amano definirsi famiglie. Nel ciclismo non è una metafora" - da "La corsa segreta" di T. Hamilton

Bellissime parole....questa è l'essenza del ciclismo agonistico....l'essenza che mi ha formato come persona...

Aggiungo un aneddoto che mi riguarda alle tue parole: da dilettante avevo un carissimo amico con cui ho diviso allenamenti e squadre, tranne un anno in cui militavamo in squadre diverse, ad una corsa internazionale forai in un momento cruciale della corsa, lui mi vide, sapeva che potevo fare bene quel giorno, non ci penso un attimo, si fermò e mi diede la sua ruota....lui era di un'altra squadra, se l'avessero visto, lo stipendio quel mese lo vedeva col binocolo....ma quel gesto ha emozionato entrambi....questo è il ciclismo...ed è la parte più bella....più bella delle vittorie, della gloria, dei soldi....
 

RicktheQuick

Apprendista Cronoman
30 Giugno 2013
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Non c'è bisogno di essere pagati per sentirsi parte di qualcosa ed essere orgogliosi di aver dato il proprio contributo ad un amico compagno di squadra.
Quante decine, centinaia, migliaia di persone dedicano tutto il proprio tempo libero a cause di vario tipo senza ricevere qualcosa in termini economici ma ricevendo moltissimo da un punto di vista emozionale? Capisco che chi non abbia mai provato la gioia di aver aiutato un compagno di squadra non possa capire, e per questo ritengo che a volte sarebbe meglio evitare certi commenti, questo non perché non degno di farne, ma perché semplicemente ignaro di cosa significhi realmente.

voi continuate a non rendervi conto che fate i professionisti in mezzo agli amatori: fai gioco di squadra per fare cosa? per permettere al tuo compagno di battere uno che invece corre da solo?
che senso ha misurarsi ad armi dispari?
non c'entra niente l'emozione, è che siete assolutamente nel posto sbagliato: vi comportate come professionisti in un ambiente amatoriale.

più vi leggo e più sono certo che si debba fare il possibile per trovarvi una categoria apposita e "levarvi dai piedi", perchè state completamente mandando al macero lo spirito amatoriale!!!

quel "dare" che indichi è quel che faccio io, che aiuto un amico ad arrivare in fondo senza demoralizzarsi, o accanto (non davanti, accanto) ad un'amica per chiacchierare e farle compagnia; correre col gregariato a una granfondo (magari pure con le radioline, ne conosco...) non è "dare", è "dare di matto"!!!
 

RicktheQuick

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30 Giugno 2013
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Bellissime parole....questa è l'essenza del ciclismo agonistico....l'essenza che mi ha formato come persona...

Aggiungo un aneddoto che mi riguarda alle tue parole: da dilettante avevo un carissimo amico con cui ho diviso allenamenti e squadre, tranne un anno in cui militavamo in squadre diverse, ad una corsa internazionale forai in un momento cruciale della corsa, lui mi vide, sapeva che potevo fare bene quel giorno, non ci penso un attimo, si fermò e mi diede la sua ruota....lui era di un'altra squadra, se l'avessero visto, lo stipendio quel mese lo vedeva col binocolo....ma quel gesto ha emozionato entrambi....questo è il ciclismo...ed è la parte più bella....più bella delle vittorie, della gloria, dei soldi....

appunto: confondete professionisti ed amatori...sembra che si parli di tiralongo-contador. qui da noi dovrebbe esserci uno spirito completamente diverso.
ad una gran fondo l'altro non ti dava la ruota, ti aspettava mentre usavi il fast o ti aiutava a cambiare la camera d'aria, "dare la ruota" non è una cosa da granfondo, è una cosa da professionismo!
 

nyx

Pignone
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voi continuate a non rendervi conto che fate i professionisti in mezzo agli amatori: fai gioco di squadra per fare cosa? per permettere al tuo compagno di battere uno che invece corre da solo?
che senso ha misurarsi ad armi dispari?
non c'entra niente l'emozione, è che siete assolutamente nel posto sbagliato: vi comportate come professionisti in un ambiente amatoriale.

più vi leggo e più sono certo che si debba fare il possibile per trovarvi una categoria apposita e "levarvi dai piedi", perchè state completamente mandando al macero lo spirito amatoriale!!!

quel "dare" che indichi è quel che faccio io, che aiuto un amico ad arrivare in fondo senza demoralizzarsi, o accanto (non davanti, accanto) ad un'amica per chiacchierare e farle compagnia; correre col gregariato a una granfondo (magari pure con le radioline, ne conosco...) non è "dare", è "dare di matto"!!!

Non penso avere la tua stessa visione delle cose evidentemente.Togliamo le ammiraglie e va bene, togliamo i corridori pagati e va benissimo, togliamo anche il materiale in comodato e pure le iscrizioni pagate, non datemi nemmeno la maglia della squadra e va benissimo, ma non potrete mai togliermi lo spirito di appartenere ad un gruppo e la mia disponibilità a dare una mano, se posso e se ne ho i mezzi, ad un mio amico che quel giorno, per varie ragioni, si è preparato o si sente meglio di me. Non ha nulla a che vedere con amatore o professionista. Questo è agonismo come da altri già scritto.
Qui abbiamo chi vuole escludere i forti, chi gli squadroni e addirittura, nelle ultime ore, quelli che vogliono andare per il medio o perché troppo deboli o troppo forti. Alla fine mi chiedo solo chi dovrebbe restare? Siamo sicuri che tolta tutta questa gente non rimarranno i famosi 4 gatti?
Io leggo e scrivo, ma alla fine non mi lamento, quello che oggi c'è mi va più che bene. Il giorno che non sarà così non scriverò probabilmente più e mi dedicherò ad altro. Oggi scelgo, ci sono gare che mi interessano e altre meno. Lo decido io come e se partecipare. Qualche anno fa decisi di partire per ultimo assoluto alla MdD. Passai per ultimo sotto al traguardo della partenza e mi godetti l'evento in quel modo. Questo per dire che ognuno può e deve scegliere. Niente è obbligatorio, ma escludere, escludere e escludere è un semplicemente un po' infantile secondo me.
 

RicktheQuick

Apprendista Cronoman
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Non penso avere la tua stessa visione delle cose evidentemente.Togliamo le ammiraglie e va bene, togliamo i corridori pagati e va benissimo, togliamo anche il materiale in comodato e pure le iscrizioni pagate, non datemi nemmeno la maglia della squadra e va benissimo, ma non potrete mai togliermi lo spirito di appartenere ad un gruppo e la mia disponibilità a dare una mano, se posso e se ne ho i mezzi, ad un mio amico che quel giorno, per varie ragioni, si è preparato o si sente meglio di me. Non ha nulla a che vedere con amatore o professionista. Questo è agonismo come da altri già scritto.
Qui abbiamo chi vuole escludere i forti, chi gli squadroni e addirittura, nelle ultime ore, quelli che vogliono andare per il medio o perché troppo deboli o troppo forti. Alla fine mi chiedo solo chi dovrebbe restare? Siamo sicuri che tolta tutta questa gente non rimarranno i famosi 4 gatti?
Io leggo e scrivo, ma alla fine non mi lamento, quello che oggi c'è mi va più che bene. Il giorno che non sarà così non scriverò probabilmente più e mi dedicherò ad altro. Oggi scelgo, ci sono gare che mi interessano e altre meno. Lo decido io come e se partecipare. Qualche anno fa decisi di partire per ultimo assoluto alla MdD. Passai per ultimo sotto al traguardo della partenza e mi godetti l'evento in quel modo. Questo per dire che ognuno può e deve scegliere. Niente è obbligatorio, ma escludere, escludere e escludere è un semplicemente un po' infantile secondo me.

non c'è verso, proprio questa cosa non la digerite: non si tratta di regole, si tratta di testa, le regole non dovrebbero servire perchè dovrebbero arrivarci le teste da sole.
il "passare la ruota" non è "spirito di squadra", l'aiutare a cambiare il tubolare lo è. avete portato logiche da professionista in un mondo diverso e manco ve ne siete accorti.
ad oggi si rende necessario il trovarvi una categoria apposta perchè in una gran fondo non ci sapete stare, la mandate a ramengo con un approccio mentale che non è adatto all'evento. il problema è che io capisco che il "mio" approccio non è adatto a gareggiare tra i professionisti, "rumsas" (ne piglio uno a caso) non capisce che il suo approccio non è adatto a gareggiare nelle granfondo.
non ti deve essere tolta la squadra, la maglia, lo stipendio o quello che vuoi, devi essere tolto "te" dalla granfondo, c'è bisogno di trovare una manifestazione adatta a te perchè la granfondo non lo è e per parteciparvi, la danneggi a coloro che la prendono con lo spirito giusto.
e lo spirito giusto non è "mi porto le salsicce nella tasca" ma semplicemente "quando posso, e ho voglia, mi alleno, altrimenti me ne frego. quando posso mi riguardo a tavola, quando non ho voglia, mangio come un disperato. quando arrivo in griglia aspetto che tutti partano e quando c'è lo spazio sorpasso, se lo spazio non c'è, aspetto. quando finisco l'acqua mi fermo al ristoro, riempio la borraccia, ringrazio e riparto. quando trovo un gruppetto mi ingarello, attacco, tiro, ma anche parlo, broccolo le donne, chiedo indicazioni sul luogo. quando arrivo alla fine faccio la volata, o l'attacco, anche se siamo ultimi."
"voi" avete un'impostazione che non c'entra niente, che prevede le ripetute in allenamento (ma per piacere, è una rottura allucinante, non un divertimento), allenamenti e non uscite (io in bici vado perchè mi piace, non perchè mi serve l'allenamento per la prossima gara. vado a fare i percorsi che mi piacciono, non quelli importanti per quel momento della stagione), allenamenti col bagnato, sveglie faticose, rinunce a tavola (anche io ne faccio, ma perchè sono obeso, non ho da perderli per la gara, ma per la vita), tempo sottratto ai figli.
questo è un approccio al ciclismo da professionista, non da amatore, non a caso vi si sente spesso parlare di "sacrifici" fatti per allenarsi mentre per un amatore andare in bici non è un sacrificio, l'amatore i sacrifici li fa al lavoro, in bici si diverte!!!

non si tratta di togliervi delle cose, si tratta di rogliere voi dalle gf perchè non c'entrate niente, avete bisogno di una manifestazione da professionisti di serie B e speriamo che ve la si riesca a dedicare il prima possibile, più per noi che per voi, perchè a voi va bene anche incasinare le nostre granfondo, a noi un po' meno...
 

nyx

Pignone
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non c'è verso, proprio questa cosa non la digerite: non si tratta di regole, si tratta di testa, le regole non dovrebbero servire perchè dovrebbero arrivarci le teste da sole.
il "passare la ruota" non è "spirito di squadra", l'aiutare a cambiare il tubolare lo è. avete portato logiche da professionista in un mondo diverso e manco ve ne siete accorti.
ad oggi si rende necessario il trovarvi una categoria apposta perchè in una gran fondo non ci sapete stare, la mandate a ramengo con un approccio mentale che non è adatto all'evento. il problema è che io capisco che il "mio" approccio non è adatto a gareggiare tra i professionisti, "rumsas" (ne piglio uno a caso) non capisce che il suo approccio non è adatto a gareggiare nelle granfondo.
non ti deve essere tolta la squadra, la maglia, lo stipendio o quello che vuoi, devi essere tolto "te" dalla granfondo, c'è bisogno di trovare una manifestazione adatta a te perchè la granfondo non lo è e per parteciparvi, la danneggi a coloro che la prendono con lo spirito giusto.
e lo spirito giusto non è "mi porto le salsicce nella tasca" ma semplicemente "quando posso, e ho voglia, mi alleno, altrimenti me ne frego. quando posso mi riguardo a tavola, quando non ho voglia, mangio come un disperato. quando arrivo in griglia aspetto che tutti partano e quando c'è lo spazio sorpasso, se lo spazio non c'è, aspetto. quando finisco l'acqua mi fermo al ristoro, riempio la borraccia, ringrazio e riparto. quando trovo un gruppetto mi ingarello, attacco, tiro, ma anche parlo, broccolo le donne, chiedo indicazioni sul luogo. quando arrivo alla fine faccio la volata, o l'attacco, anche se siamo ultimi."
"voi" avete un'impostazione che non c'entra niente, che prevede le ripetute in allenamento (ma per piacere, è una rottura allucinante, non un divertimento), allenamenti e non uscite (io in bici vado perchè mi piace, non perchè mi serve l'allenamento per la prossima gara. vado a fare i percorsi che mi piacciono, non quelli importanti per quel momento della stagione), allenamenti col bagnato, sveglie faticose, rinunce a tavola (anche io ne faccio, ma perchè sono obeso, non ho da perderli per la gara, ma per la vita), tempo sottratto ai figli.
questo è un approccio al ciclismo da professionista, non da amatore, non a caso vi si sente spesso parlare di "sacrifici" fatti per allenarsi mentre per un amatore andare in bici non è un sacrificio, l'amatore i sacrifici li fa al lavoro, in bici si diverte!!!

non si tratta di togliervi delle cose, si tratta di rogliere voi dalle gf perchè non c'entrate niente, avete bisogno di una manifestazione da professionisti di serie B e speriamo che ve la si riesca a dedicare il prima possibile, più per noi che per voi, perchè a voi va bene anche incasinare le nostre granfondo, a noi un po' meno...

A volte mi sembra di capire che le GF sono una cosa vostra e che altri non desiderati siano arrivati senza che nessuno l'abbia richiesto. Io mi limito a pensare che le GF siano di tutti i ciclisti e che ognuno le interpreta come meglio gli garba senza dover chiedere ad altri se può partecipare. Mi domando a volte da dove arrivi questa idea. Dal fatto che 20 anni fa era così forse? Il mondo evolve (o involve a dipendenza dei punti di vista). 20 anni fa avevo sette (o forse sei) rapporti oggi ne uso 10. E onestamente non credo che coloro che affrontano con spirito agonista una GF siano 10, 20 e nemmeno 50...qualcuno in più di sicuro, e forse è il caso di rendersene conto perché il parco buoi non è composto esclusivamente di non agonisti, anzi.
 

lollo

Passista
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non c'è verso, proprio questa cosa non la digerite: non si tratta di regole, si tratta di testa, le regole non dovrebbero servire perchè dovrebbero arrivarci le teste da sole.
il "passare la ruota" non è "spirito di squadra", l'aiutare a cambiare il tubolare lo è. avete portato logiche da professionista in un mondo diverso e manco ve ne siete accorti.
ad oggi si rende necessario il trovarvi una categoria apposta perchè in una gran fondo non ci sapete stare, la mandate a ramengo con un approccio mentale che non è adatto all'evento. il problema è che io capisco che il "mio" approccio non è adatto a gareggiare tra i professionisti, "rumsas" (ne piglio uno a caso) non capisce che il suo approccio non è adatto a gareggiare nelle granfondo.
non ti deve essere tolta la squadra, la maglia, lo stipendio o quello che vuoi, devi essere tolto "te" dalla granfondo, c'è bisogno di trovare una manifestazione adatta a te perchè la granfondo non lo è e per parteciparvi, la danneggi a coloro che la prendono con lo spirito giusto.
e lo spirito giusto non è "mi porto le salsicce nella tasca" ma semplicemente "quando posso, e ho voglia, mi alleno, altrimenti me ne frego. quando posso mi riguardo a tavola, quando non ho voglia, mangio come un disperato. quando arrivo in griglia aspetto che tutti partano e quando c'è lo spazio sorpasso, se lo spazio non c'è, aspetto. quando finisco l'acqua mi fermo al ristoro, riempio la borraccia, ringrazio e riparto. quando trovo un gruppetto mi ingarello, attacco, tiro, ma anche parlo, broccolo le donne, chiedo indicazioni sul luogo. quando arrivo alla fine faccio la volata, o l'attacco, anche se siamo ultimi."
"voi" avete un'impostazione che non c'entra niente, che prevede le ripetute in allenamento (ma per piacere, è una rottura allucinante, non un divertimento), allenamenti e non uscite (io in bici vado perchè mi piace, non perchè mi serve l'allenamento per la prossima gara. vado a fare i percorsi che mi piacciono, non quelli importanti per quel momento della stagione), allenamenti col bagnato, sveglie faticose, rinunce a tavola (anche io ne faccio, ma perchè sono obeso, non ho da perderli per la gara, ma per la vita), tempo sottratto ai figli.
questo è un approccio al ciclismo da professionista, non da amatore, non a caso vi si sente spesso parlare di "sacrifici" fatti per allenarsi mentre per un amatore andare in bici non è un sacrificio, l'amatore i sacrifici li fa al lavoro, in bici si diverte!!!

non si tratta di togliervi delle cose, si tratta di rogliere voi dalle gf perchè non c'entrate niente, avete bisogno di una manifestazione da professionisti di serie B e speriamo che ve la si riesca a dedicare il prima possibile, più per noi che per voi, perchè a voi va bene anche incasinare le nostre granfondo, a noi un po' meno...

Mamma mia quanta acidità...

Quando imparerai a capire che non tutti sono uguali, vedrai che vivrai meglio. Te lo assicuro. Tolleranza prima di tutto.

Perché non ti iscrivi a una cicloturistica? Sul serio, senza polemica. Le gare ciclistiche sono competizioni, anche se non sono strettamente legate al mondo del professionismo. E' assolutamente normale che la gente si alleni per correre.

Non tutti vedono la bicicletta come la vedi te. Non ci vedo nulla di male in entrambi i casi. Nel mio caso, per esempio, dubito fortemente che uscirei in bici senza lo scopo di allenarmi per correre. E' un male? Dove è scritto?

Ripeto, cerca una cicloturistica o organizzati un giro con gli amici, vedrai che ti farai meno sangue marcio e vivrai più felice
 

RicktheQuick

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A volte mi sembra di capire che le GF sono una cosa vostra e che altri non desiderati siano arrivati senza che nessuno l'abbia richiesto. Io mi limito a pensare che le GF siano di tutti i ciclisti e che ognuno le interpreta come meglio gli garba senza dover chiedere ad altri se può partecipare. Mi domando a volte da dove arrivi questa idea. Dal fatto che 20 anni fa era così forse? Il mondo evolve (o involve a dipendenza dei punti di vista). 20 anni fa avevo sette (o forse sei) rapporti oggi ne uso 10. E onestamente non credo che coloro che affrontano con spirito agonista una GF siano 10, 20 e nemmeno 50...qualcuno in più di sicuro, e forse è il caso di rendersene conto perché il parco buoi non è composto esclusivamente di non agonisti, anzi.

quello che vi "contesto" non è lo "spirito agonistico", quello ce l'hanno tutti, è lo "spirito da professionista", e il professionista è un agonista per lavoro!
l'agonista è quello che in gara dà il massimo, il professionista è quello che vive per dare il massimo in gara.
l'agonista va in bicicletta e si impegna, il professionista fa preparazione. l'agonista va a vedere la partita del figlio, il professionista fa le ripetute, l'agonista va ad un compleanno e mangia due fette di torta, il professionista si porta la verdura lessa da casa. l'agonista cerca di perdere poco tempo ai ristori, il professionista usa l'ammiraglia e il meccanico a piedi sulla salita, l'agonista cerca di capire che fa parte della sua categoria, il professionista mette i gregari a tirare.

l'agonismo non c'entra niente con questa organizzazione, l'agonismo sta dentro una persona, è roba spontanea, si esprime in gara, la vita da professionista che "fate" voi top delle corse è una cosa che non c'entra niente con lo spirito, pure agonistico, di una granfondo, è perfettamente identico a quello che fa, invece, un professionista. voi non siete amatori forti, siete professionisti scarsi, il vostro posto è più tra loro che tra noi, sicuramente c'è bisogno di un "terzo posto" per voi, ma non è una serie "top" degli amatori, è una "serie b" dei professionisti perchè "voi" il ciclismo lo vivete come "loro", non come "noi".
 

RicktheQuick

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Quando imparerai a capire che non tutti sono uguali, vedrai che vivrai meglio. Te lo assicuro. Tolleranza prima di tutto.

Perché non ti iscrivi a una cicloturistica? Sul serio, senza polemica. Le gare ciclistiche sono competizioni, anche se non sono strettamente legate al mondo del professionismo. E' assolutamente normale che la gente si alleni per correre.

Non tutti vedono la bicicletta come la vedi te. Non ci vedo nulla di male in entrambi i casi. Nel mio caso, per esempio, dubito fortemente che uscirei in bici senza lo scopo di allenarmi per correre. E' un male? Dove è scritto?

Ripeto, cerca una cicloturistica o organizzati un giro con gli amici, vedrai che ti farai meno sangue marcio e vivrai più felice

acidità?
cicloturistica?
tu sei un altro che manca completamente il bersaglio:
1-l'anno prossimo le gf le scarterò ancora di più, proprio per l'impostazione che voi avete dato loro
2-il mio spirito non è quello della scampagnata, è quello di impegnarmi in gara. un amatore si impegna nella sua garetta, non si sorbisce degli allenamenti noiosi per andare meglio in gara. va in bicicletta perchè la ama e quando si trova in gara, fa il massimo con quel che si ritrova. l'amatore vero mai e poi mai si metterà a fare le ripetute in mezzo alla strada. chi passa a fare le ripetute ha già saltato il fosso, ha già la testa da professionista.
3-veramente quello che va in bici per gioia sembro essere io e tu quello che ci va per allenarsi per le gare. possibile che i problemi di felicità siano miei, ma nutro delle perplessità in proposito...
4-non è scritto da nessuna parte che andare in bici per allenarsi per una gara sia un male, è assolutamente evidente però che non è un atteggiamento da granfondo, è un atteggiamento da professionista. il vostro posto non è tra chi va in bici per amore per la bicicletta ma tra chi va in bici per amore per la vita da atleta. tu assomigli ben più a nibali che a me e se le alternative siamo io e nibali, dovresti correre con lui perchè gli somigli di più.

leggere che è normale prendere la bici per allenarsi per una gara è una cosa che non ha alcun senso per un amatore ed è invece perfettamente normale per un professionista.
oggi qui pioveva e me ne sono rimasto a casa e chi se ne frega. domani voglio andare comunque e uscirò, se pioverà, prenderò la mtb. figuriamoci se un preparatore mi concederà mai di uscire, ammalarmi, prendere la mtb, fare la salita sbagliata. avrei dovuto fare un certo lavoro oggi sui rulli e domani magari anche. non c'è niente di male nei rulli, ma l'impostazione non è quella dell'amatore, semplicemente le granfondo non sono il posto per voi.o-o