Alla Parigi Tour corrono con bici da strada e gomme da strada su strade uguali al mondiale gravel.
Forse occorrerà vedere qualche cosa nei regolamenti.
Forse occorrerà vedere qualche cosa nei regolamenti.
Ad un certo punto ha detto a quello che guidava di andar piano quando seguivano Oss e il belga su una stradina sterrata.gli operatori sulla moto che prendono i rami in faccia è pura poesia![]()
Se vogliono fare le gare gravel che siano una via di mezzo tra le classiche e le marathon di MTB, devono andare a cercare strade sterrate dove possano passare anche le moto e l'assistenza. Che ne so, qualcosa tipo la Roubaix ma con 100 km di pavè, oppure le sterrate militari tipo l'Assietta dove si pedala 30 km sterrati oltre i 2000 metri e per arrivarci tra l'altro si sale dallo sterrato del Finestre.Mamma mia percorso noioso (non brutto) e sicuramente non adattissimo alle riprese TV. Se si vuole che lo sport cresca bisogna scegliere anche in base a questo..
L’anno prossimo si correrà vicino casa mia (ho la sfortuna di essere a Glasgow), credo che il percorso sarà simile a quanto descrivi tu, ovviamente con salite più corte.Se vogliono fare le gare gravel che siano una via di mezzo tra le classiche e le marathon di MTB, devono andare a cercare strade sterrate dove possano passare anche le moto e l'assistenza. Che ne so, qualcosa tipo la Roubaix ma con 100 km di pavè, oppure le sterrate militari tipo l'Assietta dove si pedala 30 km sterrati oltre i 2000 metri e per arrivarci tra l'altro si sale dallo sterrato del Finestre.
Questo secondo me è l'unico modo per avere anche i pro in gara. Circuiti corti non li puoi fare perchè altrimenti diventa CX, secondo me devono fare quello che facevano anni fa con le gare di MTB marathon ma allungarne la distanza...il che giustificherebbe anche l'uso di bici gravel vere e proprie con gomme da 40 mm circa.
Io non vedrei male la possibilità di mettere nel calendario UCI un paio di classiche l'anno dedicate alle gravel, dove puoi far correre le squadre del World Tour e magari qualche selezione nazionale per portare qualcuno che arriva dalla MTB o dal CX. Per esempio, come già detto, si potrebbe correre una sorta di Strade Bianche sulle Alpi, sfruttando sterrate militari come l'Assietta.
Devo quotarmi… a quanto pare a Cittadella sono passate anche le fuoriclasse eclettiche, NON in crisi di identità, come la Prevot, che ieri ha vinto il mondiale Gravel e oggi la Roc d’Azur… chapeau.Ricapitolando... gli stradisti buoni sono al Lombardia, i manici della MTB-Marathon sono alla Roc d'Azur e per campioni sul viale del tramonto (Sagan, Lakata), gregari in cerca di gloria o fuoriclasse in crisi d'identità (MVDP) c'e' il primo Mondiale Gravel. Bene, non benissimo.
D’accordo al 100%Io credo che la specialità Gravel abbia mostrato i suoi limiti sotto l'aspetto televisivo.
Il percorso, ove troppo dissestato o disturbato dalla vegetazione, ha messo in difficoltà gli operatori e gli atleti come si è visto dalle immagini. Credo sia meglio mettere una moto da enduro con GoPro o simile sul petto del pilota (come nelle competizioni di MTB).
Forse sarebbe meglio un percorso interamente a circuito (magari più impegnativo) da ripetere n volte e con lunghezza totale inferiore ai 100km altrimenti tocca vedere comitive a spasso come oggi. Oltretutto permetterebbe uso dei droni ad ogni passaggio con riprese anche dall'alto. Ovviamente questa soluzione andrebbe a discapito della promozione turistica del territorio, unica cosa per me oggi apprezzabile visti i luoghi di interesse artistico/storico mostrati in corsa.
Resto comunque dell'idea che la filosofia Gravel si sposa poco con l'agonismo, gli atleti oggi l'hanno sottolineato con Sagan che pascola per non disturbare OSS e MVDP che sta a cuccia per proteggere il compagno di squadra Vermeesch. (Non era un mondiale?)
magari come competizione ci sta, ci sono parecchie "gare" gravel, il problema è vederle in televisione, non rende per nulla.Io credo che la specialità Gravel abbia mostrato i suoi limiti sotto l'aspetto televisivo.
Il percorso, ove troppo dissestato o disturbato dalla vegetazione, ha messo in difficoltà gli operatori e gli atleti come si è visto dalle immagini. Credo sia meglio mettere una moto da enduro con GoPro o simile sul petto del pilota (come nelle competizioni di MTB).
Forse sarebbe meglio un percorso interamente a circuito (magari più impegnativo) da ripetere n volte e con lunghezza totale inferiore ai 100km altrimenti tocca vedere comitive a spasso come oggi. Oltretutto permetterebbe uso dei droni ad ogni passaggio con riprese anche dall'alto. Ovviamente questa soluzione andrebbe a discapito della promozione turistica del territorio, unica cosa per me oggi apprezzabile visti i luoghi di interesse artistico/storico mostrati in corsa.
Resto comunque dell'idea che la filosofia Gravel si sposa poco con l'agonismo, gli atleti oggi l'hanno sottolineato con Sagan che pascola per non disturbare OSS e MVDP che sta a cuccia per proteggere il compagno di squadra Vermeesch. (Non era un mondiale?)
Ho fatto ieri un pezzo del tracciato in mtb e mi chiedevo appunto come avrebbero fatto le moto a fare le riprese tv visto il percorso stretto e pieno di buche che fanno saltare in aria una moto. Oltretutto in quei punti c'era anche gente e una caduta avrebbe potuto fare un bel danno.Io credo che la specialità Gravel abbia mostrato i suoi limiti sotto l'aspetto televisivo.
Il percorso, ove troppo dissestato o disturbato dalla vegetazione, ha messo in difficoltà gli operatori e gli atleti come si è visto dalle immagini. Credo sia meglio mettere una moto da enduro con GoPro o simile sul petto del pilota (come nelle competizioni di MTB).
Forse sarebbe meglio un percorso interamente a circuito (magari più impegnativo) da ripetere n volte e con lunghezza totale inferiore ai 100km altrimenti tocca vedere comitive a spasso come oggi. Oltretutto permetterebbe uso dei droni ad ogni passaggio con riprese anche dall'alto. Ovviamente questa soluzione andrebbe a discapito della promozione turistica del territorio, unica cosa per me oggi apprezzabile visti i luoghi di interesse artistico/storico mostrati in corsa.
Resto comunque dell'idea che la filosofia Gravel si sposa poco con l'agonismo, gli atleti oggi l'hanno sottolineato con Sagan che pascola per non disturbare OSS e MVDP che sta a cuccia per proteggere il compagno di squadra Vermeesch. (Non era un mondiale?)

Ad altre gare gravel.In mezzo tutto questo mezzo flop, la mia domanda è:
Ma quando mai vedremo la maglia di campione del mondo in qualche gara?????
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Si,questo lo sapevo.Ad altre gare gravel.
Ad esempio venerdì ci sarà la “Serenissima gravel” (quella vinta da Lutsenko l’anno scorso) e se Veermersch ci sarà indosserà la maglia…
pienamente d'accordo. Per quanto riguarda le critiche al percorso, io lo ho trovato coerente con la tipologia di percorsi che faccio. Per le riprese a membro di segugio, anche la produzione ci dovrà prendere la mano, ma abbiamo visto di peggio anche su strada.Posto che secondo me, come già espresso in altro post, dare in mano l'organizzazione di un evento gravel ad un ex pro su strada non poteva che creare un evento "snaturato" rispetto al panorama della categoria, e che l'ovvia ricerca di visibilità passava dall'attirare qualche "star" del bitume con un percorso favorevole ai pro... ecco, detto questo non comprendo tutte queste critiche sull'evento, la disciplina e la poca attitudine ad essere mandata in tv.
A me pare che il movimento gravel abbia trovato il suo spazio (bello grande per altro) e la sua fetta di mercato senza andare in TV, e anche se non si troverà mai un metodo o un percorso che rendano giustizia all'evento... beh, pace. Non è il movimento gravel ad aver bisogno dell'UCI, ma viceversa. L'UCI non si è svegliata un giorno dicendo "diamo un po' di visibilità a questi poverini altrimenti il movimento muore"...anzi: hanno preso la tavola e hanno cercato di salire anche loro sull'onda del successo.
Il mondiale di Gravel è stata una palla infinita da vedere in TV? Lo sarebbero anche la Dirty Kanza o la Unbound... ma questo non vuol dire che non siano manifestazioni di successo.
Ma infatti come dici tu il movimento Gravel ha la sua dignità ed il suo bacino di appassionati grande o piccolo che sia.Posto che secondo me, come già espresso in altro post, dare in mano l'organizzazione di un evento gravel ad un ex pro su strada non poteva che creare un evento "snaturato" rispetto al panorama della categoria, e che l'ovvia ricerca di visibilità passava dall'attirare qualche "star" del bitume con un percorso favorevole ai pro... ecco, detto questo non comprendo tutte queste critiche sull'evento, la disciplina e la poca attitudine ad essere mandata in tv.
A me pare che il movimento gravel abbia trovato il suo spazio (bello grande per altro) e la sua fetta di mercato senza andare in TV, e anche se non si troverà mai un metodo o un percorso che rendano giustizia all'evento... beh, pace. Non è il movimento gravel ad aver bisogno dell'UCI, ma viceversa. L'UCI non si è svegliata un giorno dicendo "diamo un po' di visibilità a questi poverini altrimenti il movimento muore"...anzi: hanno preso la tavola e hanno cercato di salire anche loro sull'onda del successo.
Il mondiale di Gravel è stata una palla infinita da vedere in TV? Lo sarebbero anche la Dirty Kanza o la Unbound... ma questo non vuol dire che non siano manifestazioni di successo.