Informazioni sui dilettanti...

costa

Pedivella
30 Gennaio 2008
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ivrea
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gentile enrico84 visto che sei così disponibile a rispondere alle tante domande te ne farei una anch'io forse meno tecnica ma(per me)non meno importante....come fate ad essere sempre super depilati proprio come i prof????? ciao e grazie
o ti fai la ceretta oppure 1 volta a sett prendi la lametta e via....

cmq il rimborso spese non è assolutamente fisso...varia da tanti fattori...anche da chi magari vince 5 gare all'anno e chi tira nella stessa squadra!!!!....si chiama rimboros spese ma di per se è un fisso mensile...poi ha anche ragione pivens che ci sono posti e squadre che promettono e poi magari da maggio nno pagano più...
 

costa

Pedivella
30 Gennaio 2008
358
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ivrea
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cmq generalmente è preferibile fare i lavori specifici in sedute di 3 orette perchè facendo le ripetute in uscite da 6 ore diventa molto molto pesante l'allenamento....si poi certo che gli allenamenti cambiano molto dalle squadre che vivono tutto l'anno(o gran parte) in ritiro e chi magari non è sempre li in ritiro tutta la squadra per diversi motivi.....tutti assieme ci si allena meglio!..ma ci sonoa cnhe qualche lato negativo..ma la cosa migliore e che il ds può seguire e vedere tutti tutti i giorni...
 

chicco82

Apprendista Passista
25 Giugno 2005
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Conosco alcuni dilettanti ed anche ex prof che una volta smesso di correre hanno avuto seri problemi nell'inserirsi nel mondo del lavoro.In particolare uno che ha corso fino a 24 anni , non riesce tuttora a conservarsi un lavoro.Lui stesso dice che il ciclismo mentalmente lo ha deviato.Personalmente penso che un giovane deve studiare almeno per un diploma , la colpa se cio non avviene per molti gira e rigira è dei genitori sopratutto e di ds senza un minimo di morale.
 

mormar02

Apprendista Scalatore
14 Febbraio 2008
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mah guarda, non ti saprei dire...la mentalità è quella del ragazzo...la bici penso centri il giusto....Tutti i dilettanto penso sappiano che andare nei prof è difficile ma sanno anche che se non ci provano non ci entreranno mai...logicamente(e se non è vero smentitemi) sanno che magari fra due o tre(nel caso non siano diventati prof) anni dovranno trovarsi un lavoro che non è ciclismo...

personalmente li ammiro molto, specialmente quelli che non hanno fatto tutta la trafila giovanile o che, come enrico riiniziano dopo una pausa da amatori...non tutti hanno questa occasione e loro(dal mio punto di vista)fanno bene a sfruttarla...ci vogliono più ******** a fare una scelta del genere che prendere e dire:"no ho l'univesità, faccio solo gf e circuiti"...
 

chicco82

Apprendista Passista
25 Giugno 2005
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Enrico84

Gregario
22 Luglio 2007
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Prato
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Bici
Specialized - Cube
il fatto dell'inserimento del lavoro credo dipenda ,che chi ha fatto un intensa attività dilettantistica fino a 26 anni e non sn riusciti a passare, è perchè il ciclismo di per se ti rende la vita un po asociale e quindi ti stacca molto dalla vita di tutti i gg..spesso una persona inizia la sua vita lavorativa ai 21 22 anni se no prima, magari prova un anno di università poi smette o viceversa, quindi entra prima nel mondo del lavoro ed è più facile inserirsi rispetto ad un ciclista che è abituato a fare lo sport come un lavoro, anche se nn hai da entrare alle 8 e uscire la sera..ma cmq t'impegna tantissimo di testa e ci sn un sacco di sacrifici da fare che spesso si rivoltano contro amici, fidanzata e mogli..le cose cmq sn molto cambiate negli ultimi anni, tanti ciclisti riescano a finire la scuola e a laurearsi e quindi ad avere qualcosa in mano..prima prima conoscevo un sacco di persona che la scuola nn la finivano, ma correvano e basta proprio perchè gia dal primo anno dilettante o ultimo juniores era stra stra impegnativo..bene o male ora le squadre ti danno la possibilità di terminare le superiori in tutta tranquillità in modo da andare in contro anche ai genitori che spesso nn sono molto daccordo per l'intensa attività che un ciclista fa rispetto magari ad un calciatore (tutto rispetto per chi fa calcio) che cmq ti permette di avere una vita sociale..
io per fortuna il diploma l'ho preso, ho avuto modo di lavorare sia come impiegato in un commerciale, sia come rappresentante per la solita ditta, naturalmente nn era una cosa fissa e infatti il contratto finì..
io mi ricordo ancora che quando Giovanni Visconti correva da juniores alla Giusti per l'edilizia, in quegli anni doveva terminare le superiori, abitava ancora a Palermo e praticamente tutti i venerdi prendeva l'aereo per venire a correre in toscana e la domenica per tornar a casa poichè studiava ancora..quindi questi sn i motivi per cui è davvero difficile la vita di un ciclista..
Cmq bene o male molti ex corridori anche dilettanti rimangano nell'ambiente, come ds o accompagnatori visto che cè sempre bisogno..oppure trovano qualcosa per quello che hanno studiato..
io stesso ammiro chi fa il dilettante e riesce a laurearsi...perchè non è facile per nulla..
 

Enrico84

Gregario
22 Luglio 2007
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gentile enrico84 visto che sei così disponibile a rispondere alle tante domande te ne farei una anch'io forse meno tecnica ma(per me)non meno importante....come fate ad essere sempre super depilati proprio come i prof????? ciao e grazie

ciao :)
come ha gia detto costa, la depilazione avviene o per ceretta o per lametta..io nn ho mai fatto la ceretta anche se qualche volta vorrei provare, preferisco la lametta anche se è una cosa noiosa poichè almeno io mi faccio i peli 2 volte a settimana..
i prof spesso si fanno la ceretta..cmq so che esisteva anche la tecnica del laser, ma nn ho mai saputo come funziona..

il discorso "rimborso" è più inteso come stipendio o fisso mensile che una squadra concorda alla firma del contratto..può capitare che ci siano delle incomprensioni tra corridore e squadra, ma questo può dipendere da molti fattori, in primis l'impegno che svolgi, se ti comporti in maniera regolare, o se fai il furbo..e se non prendi le cose con serietà..altrimenti vieni lasciato a piedi e senza possibilità di correre..o nei peggiori dei casi la squadra ha problemi di budget e gli sponsor nn rispettandoli metti in crisi un po tutti..
cmq il fattore comportamento è più un discorso sanzionativo, magari con delle multe :)
l'importante è prendere le cose con serietà e dimostrare impegno..le squadre lo notano in particolare
 

costa

Pedivella
30 Gennaio 2008
358
0
ivrea
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tutto vero!!!!!!!...per quanto riguada il lavoro..beh io studio ancora ma vi posso assicurare che già cosi il ciclismo comporta molti sacrifici e dè vero che "emargina"...nel senso buono ma fa parte dei sacrifici...e correndo in bici si vede chi davvero è legato a te e chi no!!!...un ragazzo è giusto che provi a sognare altrimenti cosa ci va a fare in bici a 20 anni????..cioè c'è gente che è da quando hanno 6 anni(non come me che ho iniziato nel 2006!) che vedono solo bici!!!!!e quindi vogliono provarci...al lavoro ci pensi dopo..qualcosa trovi..basta che hai voglia di cercare e accontentarti perchè una vita come il ciclista non esiste...cmq è giusto che almeno il diplomi si prenda!!se hai i numeri non sono quei 5-6 mesi che "perdi" da 1° anno under a comprometterti la carriera se vali davvero!posso assicurare che di gente che non va a scuola e non ne vuole sapere è pieno..beh se faccio la lista ne scrivo tanti tanti tanti...ma per fortuna pian piano stanno calando
 

Bassonsforever

Gregario
7 Novembre 2008
600
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Civitella Roveto
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Bici
sarto telai
beh ragazzi anch'io ho fatto il primo anno da under23 e seriamente(18000 km da gennaio a settembre non sono pochi considerando anche la scuola e gli esami per il diploma)..faccio un grande in bocca al lupo ad enrico e costa però dopo l'esperienza che ho avuto non riesco ad essere omertoso nei confronti dell'ambiente ciclismo,purtroppo è inutile parlare di sacrifici,fatica,coraggio,voglia ecc ecc perchè ad un certo punto bisogna comunque imbattersi col problema doping..purtroppo è cosi..e si sà però per chi si trova nell'ambiente è normalissimo...anch'io le prime corse pensavo che era questione di allenamento o esperienza ma poi non si può non capire che gli altri che si 'aiutano' sono di un altro livello..però sempre per esperienza personale consiglio a chiunque voglia provarci di farlo per non avere rimpianti..ah dimenticavo:ricordo spesso quando il signor riccò rideva in salita mentre altri Ragazzi e Atleti FATICAVANO e poi adex....vabbè il resto lo sapete.......Ciao a tutti
 

peggio

Mod da quasi kom
20 Aprile 2006
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Centumcellae - Terra di Cafoni
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Bici
Semiprofessionale con meccanismo ragazzo di campagna

Quoto il discorso dello studio, qnd ero dilettante eravamo veramente in pochi a studiare all'università, anche il diploma non era poi così diffuso...
Personalemente a me il ciclismo mi ha aiutato nell'inserimento del mondo del lavoro.
Io ho sempre fatto camminare parallelamente ciclismo e cultura, quando ho smesso ed ho iniziato a lavorare il fatto che fossi già abituato a vivere fuori ad affrontare i problemi mi ha dato una marcia in più, sono stato fuori casa diversi anni ma non ho mai sofferto più di tanto la lontananza a cui ero tra l'altro già abituato.
Mi ha dato la marcia in più, mi sono portato dietro il metodo e lo spirito di sacrifico, nulla mi ha mai spaventato...
C'è da dire che molti erano dei principini, ma nella vita reale si deve scendere dal trono e se non sei sveglio finisci con i c... x terra.
Molti con cultura nulla hanno trovato difficolta nel mondo del lavoro perché trovare chi ti "concede" certe somme pur non sapendo fare nulla è difficile da trovare, il risveglio è brutto.
Ma c'è da dire che per alcuni sarebbe stata dura a prescindere dalla bici.
Per questo molti restano nell'ambiente perché spesso non sono in grado di affrontare il mondo reale e spesso ci riescono a scamparla.
Poi non c'è da lamentarsi se il ciclismo viene condotto da certi personaggi e non riesce mai ad alzare la testa.
Ci sono società condotte da persone che non sono stati in grado di affrontare la vita reale eppure gestiscono budget milionari.
Alhoa
 

Niko85

Pignone

Io non darei tutta la colpa all'ambiente (anzi le squadre son sempre piu comprensive), piuttosto è colpa dei genitori che sognano di avere un campione e son disposti a tutto a scapito del benessere del figlio. Poi ripeto è questione di carattere. Come c'è chi si laurea in medicina in sei anni lavorando le notti per pagarsi gli studi allo stesso modo c'è chi vive sulle spalle di papà fino a quarant'anni e a malapena finisce il liceo.
Ma in fondo la vita è bella perchè è varia e non sta certo a noi giudicare le scelte di vita altrui.

Un altro discorso è se uno non muove la bici e vuole fare il corridore a tempo pieno fino a 26 anni (facendosi mantenere perchè se non va i rimborsi son ridicoli) in aggiunta da quando aveva 12 anni legge solo la gazzetta e qualche rivista del settore: almeno non si lamenti se a 27 anni si trova spiazzato. :angrymod:
 

Niko85

Pignone


parole sante
 

scale

Pedivella
18 Gennaio 2007
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Rovello Porro
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Io ho un diploma all'istituto tecnico, e ora frequento l'università.....naturalmente è un sacrificio perchè una volta che vai a scuola e poi in bici non ti rimane tempo per fare altro....cerco di frequntare i corsi il più possibile in inverno poi in primavera estate mi concentro più sullo studio e sugli esami a volte capita che di uscire 5 ore tornare dormire mezz'oretta e poi studiare ed è già sera....