quoto il discorso dello studio, qnd ero dilettante eravamo veramente in pochi a studiare all'università, anche il diploma non era poi così diffuso...
Personalemente a me il ciclismo mi ha aiutato nell'inserimento del mondo del lavoro.
Io ho sempre fatto camminare parallelamente ciclismo e cultura, quando ho smesso ed ho iniziato a lavorare il fatto che fossi già abituato a vivere fuori ad affrontare i problemi mi ha dato una marcia in più, sono stato fuori casa diversi anni ma non ho mai sofferto più di tanto la lontananza a cui ero tra l'altro già abituato.
Mi ha dato la marcia in più, mi sono portato dietro il metodo e lo spirito di sacrifico, nulla mi ha mai spaventato...
C'è da dire che molti erano dei principini, ma nella vita reale si deve scendere dal trono e se non sei sveglio finisci con i c... X terra.
Molti con cultura nulla hanno trovato difficolta nel mondo del lavoro perché trovare chi ti "concede" certe somme pur non sapendo fare nulla è difficile da trovare, il risveglio è brutto.
Ma c'è da dire che per alcuni sarebbe stata dura a prescindere dalla bici.
Per questo molti restano nell'ambiente perché spesso non sono in grado di affrontare il mondo reale e spesso ci riescono a scamparla.
Poi non c'è da lamentarsi se il ciclismo viene condotto da certi personaggi e non riesce mai ad alzare la testa.
Ci sono società condotte da persone che non sono stati in grado di affrontare la vita reale eppure gestiscono budget milionari.
Alhoa