Informazioni sul carbonio

cyclist88

via col vento
20 Gennaio 2009
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Bici
FINOTTI
Apro questa discussione con l'intenzione di diffondere un po' di cultura riguardo ad alcuni aspetti tecnici della telaistica, che penso possano interessare ai più curiosi, e nella speranza di fare un po' di chiarezza....
il testo completo è qui:http://www.bdc-forum.it/showthread.php?t=101930&highlight=chiarimenti+sulla+biomeccanica

.............nn è dal test di laboratorio che si evince la vera qualità, solitamente sono test che servono per valutare solo la resistenza e per potere applicare la targhetta EN14xxx che serve per la commercializzazione, ma come ho già detto il telaio top nn deve eccellere solo in una caratteristica, è indubbio che anche la bassa e media gamma devono essere resistenti, con ciò nn anno tutte le carotteristiche di un top
forse per te è difficile da comprendere solo perchè avendo usato solo telai duri, puoi pensare che il massimo del carbonio sia quello, bhe allora pensa ad un telaio più comodo del tuo, tanto che sul pavè ti sembra di avere le gomme grasse ma anche tanto reattivo che quando ti alzi sui pedali ti sembra che sia la bici stessa ad accellerare
quando dico che vengono usati materiali nn al top nn voglio mica dire che il telaio si debba per forza rompere, in base al materiale vi è lo studio del progetto, se quest'ultimo è sbagliato allora allora si che viè il rischio di cedimenti di struttura. Con un materiale scadente invecesi avrà solo meno performance perchè nn si deve per forza di cose sacrificare 1 o 2 delle caratteristiche fondamentali
ma nn vi siete mai chiesti perchè le chiamano fibre ad alto modulo e nn fibre ad alta resistenza?????
innanzi tutto bisogna capire di cosa si sta parlando e nn bisogna usare termini inappropriati.
Dire trama unidirezionale è sbagliato visto che nn si tratta di bidirezionale e quindi nn si può parlare ne di trama ne di ordito.
Come è improprio dire che il telaio è in carbonio, meglio dire che è in materiale composito ovvero due materiali differenti combinati che sono la matrice (resina epossidica termo indurente) nel quale vi è annegato il rinforzo che nel nostro caso è il carbonio in quantità variabile dal 40% del peso nei telai di bassa gamma fino a circa un 70% nei top.
Il carbonio di per se è una fibra estremamente resistente e rigida, l'aramide invece è resistente ma più elastica, la fibra di vetro invece pesa di più, è meno resistente e molto meno costosa del carbonio (va benissimo per fare i modellini d'aereo o carene delle moto.

La maggiore azienda produttrice di fibre di carbonio è la Torayca, nel suo catalogo sono presenti circa una decina di tipologie di fibra ognuna con caratteristiche differenti.
Le fibre di carbonio si ricavano da due materie prime, chiamate precursori: il PAN ( acronimo di poliacrilonitrile) da cui si ricavano ( dopo i trattamenti termici di carbonizzazione e grafitizzazione) delle fibre ad alta resistenza, la cui struttura chimica è di tipo cristallino, mentre dal PITCH ( catrame ) si ricavano fibre ad alto modulo la cui struttura chimica è di tipo grafitico.
Tutto ciò è per capire che, anche se viene chiamiamo sempre con il nome di carbonio in realtà è come se stassimo parlando di due materiali diversi con caratteristiche completamente diverse.

Ed ora arriviamo al dunque, cosa dobbiamo sapere? bhe innazitutto bisogna capire che fragile nn è sinonimo di poco resistente: esempio l'acciaio temprato, e viceversa il ferro dolce nn è resistente ma nn ha un comportamento fragile.
la fibra di carbonio, a differenza dei metalli nn ha deformazione plastica per cui una volta superato il limite si spezza, con ciò nn vuol dire che "il carbonio si rompe" ( come mi sento spesso dire), se il carbonio si rompesse nn verrebbe utilizzato per fare ne telai ne aerei, sono i telai in carbonio fatti male che si rompono, come pure il telaio in lega di alu o lega di titanio o d'acciaio se fatti male si rompono.

premessa: i dati che riporterò riquardano esclusivamente prove meccaniche di trazione misurate in kgf/mm2 che trovo sia la misura più facile da comprendere

cominciamo col fare qualche paragone:
acciaio al carbonio: carico rottura 360 / carico snervamento 235 / modulo 206000 / allungamento 8,7% / densità 7,9 g/cm3

T300 (carbonio-pan, inizio produzione nel 1971)
carico rottura 360 / modulo 235000 / allungamento 1,53% / densità 1,8 g/cm3

quello che salta subito all'occhio è che il rapporto resistenza / peso dell'acciaio al carbonio è di appena 41 mentre quello del T300 è di 200 ovvero 4,8 volte più resistente, questo vuol dire che se io faccio 2 telai uno in acciaio e l'altro in carbonio entrambi che pesano 1 kg, quello in carbonio sarà molto più resistente

ma ora spieghiamo cosa indicano gli altri dati in particolare il modulo che è strettamente legato con l'allungamento percentuale.
Il modulo di Young o modulo di elasticità lineare, definisce la capacità del materiale di deformarsi, sottoposto ad una forza e tornare nella posizione originaria. più il valore è elevato e più il materiale
è rigido.
Detto in altre parole, il modulo è la forza che occorrerebbe per allungare del 100% il provino in esame
c'è però una bruttissima notizia per quanto riguarda il carbonio: più il modulo è alto e meno è resistente la fibra

bene ora direi che abbiamo le conoscenze sufficienti per sfatare qualche presa per il culo made in taiwan
sicuramente molti avranno letto sulle riviste di settore, pubblicità dicenti " telaio in fibra di carbonio 60 ton cioè con resistenza a 60 tonnellate per mm2" .......ALT...... ditemi se questa nn è una presa per il c..o? io direi che sta volta l'anno sparata bella grossa!
ma allora cosa vuol dire quel 60 tonnellate?
stanno parlando della M60J la fibra con più alto modulo elastico, vuol dire che per allungare del 100% un trefolo avente come sezione 1 mm2 occorrerebbero 60 tonnellate, peccato che quella fibra abbia solo un allungamento dello 0, 65% ovvero un carico di rottura di 390 kgf/mm2, appena superiore del carbonio base T300

(lo so che la verità fa male)

" è sbagliato mettere troppo alto modulo nelle strutture chiuse, come quelle del telaio, va messo solo nelle strutture aperte come il manubrio o la forcella per limitarne le flessioni......io so come lavoro e nn ho bisogno di nascondere nulla perchè lavoro onestamente...."

queste parole mi sono rimaste impresse, me le ha dette un anno fa chi ha progettato il telaio in carbonio fasciato della Ducati e che nel 2007 ha fatto anche 2 telai top di gamma per noi
un'altra curiosità, le fibre Torayca che vengono definite ad alta resistenza per uso aereo spaziale sono 3:
T700 che è la più resistente delle fibre a modulo standard con 500 di rottura (ottima per chi come me predilige il confort piuttosto che un etto in meno) T800 a modulo intermedio con 560 di rottura ( un po' più rigida con le sue 30 tonnellate di modulo è ideale per chi vuole il telaio da 1 kg senza sacrificare la resistenza) ed infine la T1000 la più resistente e la più costosa tanto che in pochi la usano ( il nostro telaista ne fa solo un modello) con i suoi 650 di rottura, e pensate un po', questa fibra esisteva già nell'86

detto tutto ciò mi spiace informarvi che comunque nn saprete mai e poi mai con esattezza cosa ci sia dentro ai vostri telai dato che la maggior parte dei produttori nn ha la ben che minima conoscenza di ciò che vi ho detto perchè sono solo degli importatori.
spero di avere questa volta dato un contributo gradito al forum, aspetto commenti..........
 
S

sante pollastri

Guest
grazie,ho letto con molto interesse e,da acciaiofilo convinto,posso almeno dire con quale tipo d'acciaio è costruito il mio telaio.
nel caso del carbonio,invece,mistero.
 

cyclist88

via col vento
20 Gennaio 2009
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Bici
FINOTTI
hehe nn sei il primo che mi fa questa domanda, purtroppo " carbonio oclv" nn significa nulla, è una sigla inventata dall'azienda, è un modo molto furbo per nn fare sapere cosa viene usato e da quale azienda si fornisce in modo da nn dare trasparenza sulle caratteristiche meccaniche.
bhe si potrebbe sempre chiedere cortesemente all'azienda stessa ma dubito che risponderebbero, in caso contrario con le info che vi ho dato sareste in grado di valutare la risposta e saprete cosa chiedere:vox:
 

EMAC

Scalatore
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Trek Emonda
hehe nn sei il primo che mi fa questa domanda, purtroppo " carbonio oclv" nn significa nulla, è una sigla inventata dall'azienda, è un modo molto furbo per nn fare sapere cosa viene usato e da quale azienda si fornisce in modo da nn dare trasparenza sulle caratteristiche meccaniche.
bhe si potrebbe sempre chiedere cortesemente all'azienda stessa ma dubito che risponderebbero, in caso contrario con le info che vi ho dato sareste in grado di valutare la risposta e saprete cosa chiedere:vox:
Quindi non si puo' sapere nulla se non direttamente da Trek?
 

lonewolf86

Cronoman
26 Luglio 2010
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Messina
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Bici
Ridley Noah mod. 2013
O__O io sono davvero senza parole............ci prendono per i fondelli come vogliono!!!!!!!!comunque sia, grazie per averci illuminato con questa tua accuratissima e precisissima descrizione!!!o-o
PS: cosa mi sai dire in merito alla fibra di carbonio utilizzata da Scott nei telai Addict???parlo della fibra HMX-Net (carbonio unidirezionale ad alto modulo top di gamma utilizzato nella RC ed R1) ed HMF (carbonio unidirezionale dal modulo inferiore utilizzato su R15, R2 ed R3). te lo chiedo perchè mi deve arrivare l'Addict R2 con carbonio HMF..... GRAZIE!!!:mrgreen:
 

ste85

Passista
29 Giugno 2007
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Caltignaga (NO) - Montecchio M. (VI)
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Cervèlo S2 + C'dale CAAD9 + Ridley Scandium + Trek Superfly AL 29"
Qualche precisazione o-o

Il modulo di Young o modulo di elasticità lineare, definisce la capacità del materiale di deformarsi, sottoposto ad una forza e tornare nella posizione originaria. più il valore è elevato e più il materiale
è rigido.
Detto in altre parole, il modulo è la forza che occorrerebbe per allungare del 100% il provino in esame
c'è però una bruttissima notizia per quanto riguarda il carbonio: più il modulo è alto e meno è resistente la fibra

Il Modulo di Young si definisce come la pendenza di una curva sforzo/deformazione nel primo tratto (lineare); ritengo concettualmente sbagliato (anche se numericamente esatto) vedere il modulo di Young come la forza necessaria per ottenere un allungamento del 100% (impossibile per questo tipo di materiale; non stiamo parlando di elastomeri), piuttosto è da intendere come la forza (normalizzata sulla sezione del provino) necessaria per ottenere un determinato allungamento nel campo elastico del materiale.
Non è poi vero che un alto modulo significhi bassa resistenza, in quanto l'energia necessaria per portare alla rottura del pezzo è pari all'integrale sotteso alla curva che non dipende direttamente dal modulo di Young; è invece vero che supponendo che due provini si rompano applicando lo stesso sforzo allora quello più rigido (modulo maggiore) si rompe ad allungamenti minori e con minore energia, ma se ad esempio il modulo di A è doppio del modulo di B, ma l'allungamento a rottura di B è solo 1.5 volte quello di A allora ilo provino A ha modulo maggiore, ma anche resistenza maggiore (richiede più energia per essere portato a rottura.

bene ora direi che abbiamo le conoscenze sufficienti per sfatare qualche presa per il culo made in taiwan
sicuramente molti avranno letto sulle riviste di settore, pubblicità dicenti " telaio in fibra di carbonio 60 ton cioè con resistenza a 60 tonnellate per mm2" .......ALT...... ditemi se questa nn è una presa per il c..o? io direi che sta volta l'anno sparata bella grossa!
ma allora cosa vuol dire quel 60 tonnellate?
stanno parlando della M60J la fibra con più alto modulo elastico, vuol dire che per allungare del 100% un trefolo avente come sezione 1 mm2 occorrerebbero 60 tonnellate, peccato che quella fibra abbia solo un allungamento dello 0, 65% ovvero un carico di rottura di 390 kgf/mm2, appena superiore del carbonio base T300

Tutto questo è vero, ma secondo me è visto in un'ottica sbagliata. La sollecitazione generata dalla pedalata (che sia di Cancellara o di uno scarso amatore) è inferiore di ordini di grandezza rispetto alle sollecitazioni necessarie per portare a rottura il pezzo (salvo ovviamente difetti di fabbricazione), per cui un telaio fatto con fibra ad alto modulo dissipa minore energia per deformarsi rispetto ad uno con un modulo minore. Confrontare i carichi a rottura è un errore logico, perchè le sollecitazioni a cui sono soggetti i telai sono enormemente minori
 

green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
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Ecco per esempio un'azienda che da sempre mette in chiaro con cosa lavora, e come lavora:
[URL]http://www.kestrelbicycles.com/Explore/Technology.aspx[/URL]

Azienda pionieristica per quanto riguarda la tecnologia del carbonio, tanto che la tecnologia di Giant e la famigerata OCLV di Trek pare derivino direttamente dagli studi e dalle soluzioni proposte da Kestrell già a metà degli anni '90.

In questo modo, di riflesso, abbiamo anche qualche informazione sulla tecnologia di Trek, in aggiunta a quelle canoniche e molto essenziali riportate sul sito ufficiale.
 

cyclist88

via col vento
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FINOTTI
Qualche precisazione o-o



Il Modulo di Young si definisce come la pendenza di una curva sforzo/deformazione nel primo tratto (lineare); ritengo concettualmente sbagliato (anche se numericamente esatto) vedere il modulo di Young come la forza necessaria per ottenere un allungamento del 100% (impossibile per questo tipo di materiale; non stiamo parlando di elastomeri), piuttosto è da intendere come la forza (normalizzata sulla sezione del provino) necessaria per ottenere un determinato allungamento nel campo elastico del materiale.
Non è poi vero che un alto modulo significhi bassa resistenza, in quanto l'energia necessaria per portare alla rottura del pezzo è pari all'integrale sotteso alla curva che non dipende direttamente dal modulo di Young; è invece vero che supponendo che due provini si rompano applicando lo stesso sforzo allora quello più rigido (modulo maggiore) si rompe ad allungamenti minori e con minore energia, ma se ad esempio il modulo di A è doppio del modulo di B, ma l'allungamento a rottura di B è solo 1.5 volte quello di A allora ilo provino A ha modulo maggiore, ma anche resistenza maggiore (richiede più energia per essere portato a rottura.



Tutto questo è vero, ma secondo me è visto in un'ottica sbagliata. La sollecitazione generata dalla pedalata (che sia di Cancellara o di uno scarso amatore) è inferiore di ordini di grandezza rispetto alle sollecitazioni necessarie per portare a rottura il pezzo (salvo ovviamente difetti di fabbricazione), per cui un telaio fatto con fibra ad alto modulo dissipa minore energia per deformarsi rispetto ad uno con un modulo minore. Confrontare i carichi a rottura è un errore logico, perchè le sollecitazioni a cui sono soggetti i telai sono enormemente minori

:mrgreen: ohhhh, finalmente qualcuno che ha capito di cosa sto parlando:mrgreen:
quello che dici è tutto vero, ma i tuoi ragionamenti hanno senso se parliamo di un metallo, cosa che la fibra dibonio nn è. Quest'ultima nn presenta un grafico curvo perchè nn la si può deformare in modo permanente, il grafico sarà quindi rappresentato da una linea rettilinea alla cui sommità vi è la immediata rottura del materiale coincidente con il suo allungamento %.
Capisci ora perchè ho detto che è la forza che occorrerebbe per allungare del 100% il provino?

Altra cosa che va capita bene è il concetto di FRAGILITà: un manufatto si definisce fragile quando nn ha la flssibilità necessaria per dissipare l'energia di un urto, ecco perchè la fibra di carbonio, avendo allungamenti molto ridotti (essendo una fibra molto rigida), si può definire un materiale fragile se confrontato con i metalli ma è estremamente più resistente.
Facciamo un'altro esempio pratico parlando sempre di differenze tra le fibre della Torayca:
T300: resistenza 360 allungamento 1,5%
M60J: resistenza 390 allungamento 0,6%
se realizziamo un telaio con l'M60J sarà un po' più resistente rispetto allo stesso telaio realizzato con del T300, ma anche molto più fragile nei confronti di un'urto
la fibra che dona meno fragilità al telaio è la T700 che ha un allungamento del 2,1% e permette di realizzare una struttura più flessibile con il migliore assorbimento degli urti.
 

ste85

Passista
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:mrgreen: ohhhh, finalmente qualcuno che ha capito di cosa sto parlando:mrgreen:
quello che dici è tutto vero, ma i tuoi ragionamenti hanno senso se parliamo di un metallo, cosa che la fibra dibonio nn è. Quest'ultima nn presenta un grafico curvo perchè nn la si può deformare in modo permanente, il grafico sarà quindi rappresentato da una linea rettilinea alla cui sommità vi è la immediata rottura del materiale coincidente con il suo allungamento %.
Capisci ora perchè ho detto che è la forza che occorrerebbe per allungare del 100% il provino?

Al contrario, proprio perchè la rottura avviene in campo elastico è ancora più facile vedere il modulo di Young come pendenza della retta; se iniziassero a presentarsi fenomeni di deformazione plastica o snervamento sarebbe ben più difficile determinare l'esatto modulo, in quanto la perfetta linearità si ha solo nel primissimo tratto della curva; interpolare il modulo dalla pendenza della curva su tutto l'intervallo di "quasi-linearità" è un'approssimazione (anche se spesso accettabile tale resta, infatti per fare le cose fatte bene di solito si prende solo in considerazione l'allungamento di pochi %).
Resto convinto che parlare di forza (o meglio sforzo) che provoca un allungamento del 100% abbia poco senso, perchè tale sforzo è ben maggiore del carico di rottura del materiale (che come dici bene si allunga solo di pochi %)

Altra cosa che va capita bene è il concetto di FRAGILITà: un materiale è fragile quando presenta poco allungamento, ecco perchè la fibra di carbonio si può definire un materiale fragile se confrontato con i metalli ma è estremamente più resistente.

Non è esattamente così. Il concetto di fragilità è legato al modo in cui il materiale si frattura. Se la rottura avviene senza (o con minima) deformazione plastica allora si ha una frattura fragile, viceversa si ha una frattura duttile. Ma nulla vieta in linea di principio che si abbia allungamento elastico, ma trascurabile deformazione plastica (e quindi rottura fragile). Pensa ad un normalissimo elastico: se lo tiri fino a romperlo cede di schianto, recuperando in toto la sua lunghezza iniziale senza allungarsi
 

cyclist88

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Al contrario, proprio perchè la rottura avviene in campo elastico è ancora più facile vedere il modulo di Young come pendenza della retta; se iniziassero a presentarsi fenomeni di deformazione plastica o snervamento sarebbe ben più difficile determinare l'esatto modulo, in quanto la perfetta linearità si ha solo nel primissimo tratto della curva; interpolare il modulo dalla pendenza della curva su tutto l'intervallo di "quasi-linearità" è un'approssimazione (anche se spesso accettabile tale resta, infatti per fare le cose fatte bene di solito si prende solo in considerazione l'allungamento di pochi %).
Resto convinto che parlare di forza (o meglio sforzo) che provoca un allungamento del 100% abbia poco senso, perchè tale sforzo è ben maggiore del carico di rottura del materiale (che come dici bene si allunga solo di pochi %)
guarda che hai detto esattamente quello che ho detto io solo utilizzando altre parole;nonzo%
è ovvio che l'allungamento del 100% nn avviene, ma serve a capire cosa diavolo significano quelle 60 tonnellate.....
 

cyclist88

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Non è esattamente così. Il concetto di fragilità è legato al modo in cui il materiale si frattura. Se la rottura avviene senza (o con minima) deformazione plastica allora si ha una frattura fragile, viceversa si ha una frattura duttile. Ma nulla vieta in linea di principio che si abbia allungamento elastico, ma trascurabile deformazione plastica (e quindi rottura fragile). Pensa ad un normalissimo elastico: se lo tiri fino a romperlo cede di schianto, recuperando in toto la sua lunghezza iniziale senza allungarsi
e io cosa ho detto? ;nonzo%
lo stesso discorso vale anche e soprattutto per le resine, che se troppo "secche" si romperanno prima loro della fibra, provocando delaminazione
PS: l'esempio dell'elastico nn mi sembra proprio azzeccato, in quanto gli elastici hanno tutt'altro comportamento rispetto ai materiali strutturali
 

cyclist88

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Tutto questo è vero, ma secondo me è visto in un'ottica sbagliata. La sollecitazione generata dalla pedalata (che sia di Cancellara o di uno scarso amatore) è inferiore di ordini di grandezza rispetto alle sollecitazioni necessarie per portare a rottura il pezzo (salvo ovviamente difetti di fabbricazione), per cui un telaio fatto con fibra ad alto modulo dissipa minore energia per deformarsi rispetto ad uno con un modulo minore. Confrontare i carichi a rottura è un errore logico, perchè le sollecitazioni a cui sono soggetti i telai sono enormemente minori

quello che hai appena detto è la stessa cosa che dicono anche a Taiwan, ed è per questo che la frase "carbonio ad alto modulo" è così diffusa, come sono diffuse anche queste sezioni esageratamente over size che ci fanno dire:"ah quello si che è un telaio reattivo" .... si, ma sarà anche scomodo, cosa che in un telaio da strada è un grande difetto. Uno può pensare che la comodità in un telaio sia meno importante rispetto alla reattività, ma io posso dire che l'affaticamento del ciclista nn è dovuto solo allo sforzo compiuto nella pedalata ma anche dallo stress che il fisico subisce dalle sollecitazioni provenienti dal terreno.
Ma allora cosa schiegliere? reattività o comodità?
Il bello del carbonio è proprio questo, nn si scende a compromessi, si può avere entrambi proprio utilizzando diversi tipi di fibra all'interno dello stesso telaio, ad esempio in un tubo si userà della fibra ad alta resistenza disposta longitudinalmente e della fibra ad alto modulo disposta +45°e -45° rispetto la normale.....si avrà in questo modo un tubo estremamente resistente e "flessibile" (a seconda della sezione) ma al tempo stesso estremamente "resistente" alle torsioni, senza contare che si possono apportare ispessimenti longitudinali o veri e propri traversini all'interno dei tubi (tubi a doppia camera), cosa impossibile da farsi con dei trafilati metallici
 

ste85

Passista
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e io cosa ho detto? ;nonzo%
lo stesso discorso vale anche e soprattutto per le resine, che se troppo "secche" si romperanno prima loro della fibra, provocando delaminazione
PS: l'esempio dell'elastico nn mi sembra proprio azzeccato, in quanto gli elastici hanno tutt'altro comportamento rispetto ai materiali strutturali

Tu sostieni che rigidità e fragilità vadano di pari passo, cosa che NON è necessariamente vera (e l'elastico ne è un esempio). La rigidità riguarda il modulo del materiale, la fragilità il modo in cui esso si rompe. I compositi in fibra di carbonio si rompono in modo fragile, sia che siano HM che viceversa
La delaminazione è un problema differente, dovuto allo "scollamento" dei diversi strati di tessuto e dipende solamente dalla resina, in quanto avviene nella direzione in cui il rinforzo della fibra non è presente

quello che hai appena detto è la stessa cosa che dicono anche a Taiwan, ed è per questo che la frase "carbonio ad alto modulo" è così diffusa, come sono diffuse anche queste sezioni esageratamente over size che ci fanno dire:"ah quello si che è un telaio reattivo" .... si, ma sarà anche scomodo, cosa che in un telaio da strada è un grande difetto. Uno può pensare che la comodità in un telaio sia meno importante rispetto alla reattività, ma io posso dire che l'affaticamento del ciclista nn è dovuto solo allo sforzo compiuto nella pedalata ma anche dallo stress che il fisico subisce dalle sollecitazioni provenienti dal terreno.
Ma allora cosa schiegliere? reattività o comodità?
Il bello del carbonio è proprio questo, nn si scende a compromessi, si può avere entrambi proprio utilizzando diversi tipi di fibra all'interno dello stesso telaio, ad esempio in un tubo si userà della fibra ad alta resistenza disposta longitudinalmente e della fibra ad alto modulo disposta +45°e -45° rispetto la normale.....si avrà in questo modo un tubo estremamente resistente e "flessibile" (a seconda della sezione) ma al tempo stesso estremamente "resistente" alle torsioni, senza contare che si possono apportare ispessimenti longitudinali o veri e propri traversini all'interno dei tubi (tubi a doppia camera), cosa impossibile da farsi con dei trafilati metallici

Il fatto di privilegiare la reattività o la comodità penso sia un fatto molto soggettivo, a ciascuno il suo telaio! Il fatto che utilizzando diversi tipi di fibra orientati in modo diverso penso che chi progetta telai lo sappia meglio di te e di me; poi per forza di cose quando dall'ingegneria si passa al marketing secondo me si fanno molte semplificazioni (è molto più d'impatto fare una pagina pubblicitaria in cui si sbandiera un carbonio iperfigo piuttosto che stare a spiegare tutto nei minimi dettagli)
 
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cyclist88

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altra cosa che può senz'altro interessare è cosa significa 1K-3K-12K.....
K significa 1000 e sta ad indicare il numero di filamenti che formano il trefolo, sapere ciò è però alquanto riduttivo, oltre al numero andrebbe specificato il tipo di intreccio.....
ne vengono solitamente usati tre tipologie:
-plain quando 1 trama intreccia 1 ordito e viceversa, questo tipo di tessuto offre un comportamento piuttosto isotropico, ed avendo un gran numero di oscillazione è anche il più pesante (è il più comune e si riconosce facilmente perchè sembra una scacchiera)
-twill è come il plain ma con un minor numero di incroci quindi più leggero, 2x2 quando 2 trame intrecciano 2 orditi (usato sui componeti Campagnolo), 4x4 quando 4 trame intrecciano 4 orditi (finitura del Fondriest tf2)
-satin quando 1 trama incrocia più orditi, questo tipo di intreccio nn viene quasi mai usato come finitura e da al manufatto una incredibile flessibilità

ora voi vi chiederete ma che cosa è meglio? la risposta e nessuno......
bisogna fare alcune premesse, inanzi tutto sappiate che il prezzo dei prepeg è in base al loro peso al m2, meno pesa e più costa......
poi bisogna sapere a cosa serve la finitura, cioè lo strato superficiale che sta sempre in bella vista.....serve a contenere e a proteggere come una cintura gli stati interni che sono la parte strutturale del telaio.
Quindi se confrontiamo due tessuti plain 1K e 3K si avrà che l'1K è più spesso, quindi più pesante, ma offre più protezione (solitamente viene messo su i telai che hanno meno strati interni e che hanno bisogno di più protezione essendo più delicati) rispetto ad un 3K che è più leggero
 

cyclist88

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Tu sostieni che rigidità e fragilità vadano di pari passo, cosa che NON è necessariamente vera (e l'elastico ne è un esempio). La rigidità riguarda il modulo del materiale, la fragilità il modo in cui esso si rompe. I compositi in fibra di carbonio si rompono in modo fragile, sia che siano HM che viceversa
La delaminazione è un problema differente, dovuto allo "scollamento" dei diversi strati di tessuto e dipende solamente dalla resina, in quanto avviene nella direzione in cui il rinforzo della fibra non è presente



Il fatto di privilegiare la reattività o la comodità penso sia un fatto molto soggettivo, a ciascuno il suo telaio! Il fatto che utilizzando diversi tipi di fibra orientati in modo diverso penso che chi progetta telai lo sappia meglio di te e di me; poi per forza di cose quando dall'ingegneria si passa al marketing secondo me si fanno molte semplificazioni (è molto più d'impatto fare una pagina pubblicitaria in cui si sbandiera un carbonio iperfigo piuttosto che stare a spiegare tutto nei minimi dettagli)

mi spiace che tu nn riesca a capire il mio discorso, forse se rileggi con più attenzione quello che ho scritto e provi a rifletterci magari arrivi ad altre conclusioni, cmq puoi sempre provare a documentarti per conto tuo se proprio nn vuoi credermi, ma nn sei neanche obbligato a farlo ;-)
 

cyclist88

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FINOTTI
tutto il discorso che ho fatto sulle tipologie di carbonio nn serve a dire che i telai fatti con materiale scadente si rompono e gli altri no, ma solo che quelli con materiali scadenti hanno meno prestazioni e costano molto meno ma nn vuol dire che si debbano rompere, il cedimento della struttura è sempre dovuto ad un difetto di realizzazione o a un difetto di progettazione.

si può realizzare un telaio completamente in fibra di vetro senza che questo si debba per forza rompere, ma sarà certamente più pesante e più molle di un qualunque telaio in alluminio, quindi nn ha nessun senso produrne alcuno
 

g_gallo

Apprendista Cronoman
5 Settembre 2008
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Acate
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BMC SLC01
e dell'unidirezionale che hai accennato nel primo post che mi dici?

Visto che lavori sul campo, e visto che siamo in una piazza virtuale, secondo te quali sono i telai migliori attualmente in commercio (parliamo di top di gamma, ma in certi casi, tipo il bianchi infinito, secondo me, la media gamma è superiore al top in catalogo)

E del mio bmc promachine con forcella easton ec90slx che mi dici?
 

ste85

Passista
29 Giugno 2007
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Bici
Cervèlo S2 + C'dale CAAD9 + Ridley Scandium + Trek Superfly AL 29"
mi spiace che tu nn riesca a capire il mio discorso, forse se rileggi con più attenzione quello che ho scritto e provi a rifletterci magari arrivi ad altre conclusioni, cmq puoi sempre provare a documentarti per conto tuo se proprio nn vuoi credermi, ma nn sei neanche obbligato a farlo ;-)

Onestamente qualcosina penso di saperne e resto convinto di quel che ho scritto o-o