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CIAUUU canserbero

Sul tuo ragionamento personale ho ben presente il criterio con cui hai scelto di privilegiare una geometria più progressiva, soprattutto in relazione al tuo modo di utilizzare la bici e alla possibilità di dover modificare l'assetto nel tempo.
Io però, personalmente, faccio fatica a considerare una geometria con piantone a 75-76° come una soluzione preferibile in generale su una bici da strada. Non perché ritenga sbagliato utilizzarla, né perché non possa funzionare bene in determinati casi, ma perché non mi convince l'idea di partire da una geometria del telaio che nasce già orientata verso una posizione così avanzata, soprattutto quando esistono alternative che lasciano maggiore libertà di costruire l'assetto attraverso la combinazione dei componenti.
E qui, secondo me, diventa interessante guardare non tanto il solo numero dell'angolo piantone, quanto la posizione longitudinale che si può realmente ottenere della seduta rispetto al movimento centrale e, soprattutto, quale margine di regolazione rimane nelle due direzioni.
Ciao Juri, grazie della risposta. Il fatto è che ognuno, credo, in una certa misura parte da un condizionamento; con questo non voglio mettere in dubbio la validità delle prove/conoscenze acquisite nel corso del tempo che hanno portato a quel punto. Cerco di rispondere per punti (tengo solo i titoli ai vari punti e alcuni passaggi cruciali, non per voler distorcere o altro, ma per poterci stare in un messaggio)
ANTROPOMETRIA: IL PROBLEMA DELLA RELAZIONE TAGLIA → PIANTONE
C'è poi un altro aspetto del tuo ragionamento sul quale la vedo diversamente: non sono convinto che, aumentando la taglia del telaio e quindi, tendenzialmente, la statura del ciclista, abbia necessariamente senso rendere progressivamente più verticale il piantone.
...
Per questo faccio fatica a vedere una relazione così diretta tra taglia → altezza → piantone sempre più verticale.
Rischiamo di confondere una scelta geometrica del telaio con una caratteristica antropometrica della persona.
Io posso rispondere che, allo stato attuale delle cose, la relazione speculare è invece quella dominante e, ad oggi, non ho trovato una risposta argomentata che supporti lo stato di fatto. Quel che voglio dire, tolte alcune eccezioni di cui sono a conoscenza (e quindi non escludo che ve ne siano molte di più) come la S5 e l’Aeroad, i telai attualmente presenti sul mercato prevedono che il piantone diventi meno inclinato mano a mano che la taglia del telaio aumenta. Una geometria come quella della 525R tende a diminuire la differenza di arretramento che c’è tra una persona “bassa” su telaio piccolo (con piantone più verticale) rispetto ad una persona “alta” su telaio grande (con piantone meno verticale); condivido pienamente il ragionamento sulle proporzioni (mio malgrado ne so qualcosa), ma parlo di basso e alto, piccolo e grande per rendere le cose semplici e concentrarmi sul concetto fondamentale. A titolo di esempio, se prendi due persone, una che pedala a 68cm (chiamiamo la persona A) ed una a 80cm (chiamiamo la persona B) si ha che
- su una S5: A avrà arretramento di 19.8cm, mentre B 23.3cm.
- su una 525R: ipotizzando di mettere A su una taglia XS, mentre B su una L, avremo che A avrà arretramento di 18.1cm, mentre B di 19.3cm
come si vede si passa da una differenza di più di 3cm ad una di circa 1cm. Cosa sia più giusto non lo so e non credo ci sia una risposta univoca, ma al momento quello che sento, anche dalla tua risposta, è che una persona più alta ha più bisogno di arretramento; rispetto la risposta, ci mancherebbe, ma risposte senza argomentazioni solide sono opinabili; tant'è che tra le proposte di geometrie (525R) ce n'è una che sembra prendere le distanze da questo "dogma". Oggi sembra scontato che una persona bassa abbia più diritto, secondo la maggioranza delle geometrie disponibili, di stare più sopra al MC, ma la vera domanda è perché è così?
DALL'ANTROPOMETRIA ALLA FRUIBILITÀ DELLA PIATTAFORMA
E proprio qui, secondo me, il discorso diventa più ampio: una piattaforma non dovrebbe essere valutata soltanto in base alla posizione estrema che consente di ottenere, ma anche in base a quante tipologie antropometriche e quanti assetti differenti riesce ad accogliere senza introdurre compromessi inutili.
Provo allora a guardare la questione attraverso alcune moderne piattaforme aero race, mettendo a confronto non soltanto l'angolo del piantone, ma anche le possibilità offerte dai relativi reggisella.
La FACTOR ONE ...
La CERVÉLO S5 ...
La COLNAGO Y1Rs ...
La GIANT PROPEL ...
...
Mi interessa invece osservare una cosa: anche tra moderne bici aero race di vertice non esiste una sola interpretazione progettuale del rapporto tra dimensionamento del telaio, angolo del piantone, reggisella e posizione della seduta.
Alla fine credo che stiamo guardando le due facce della stessa medaglia: se devo confrontare più telai sulla base di quello che mi interessa, e nel mio caso particolare è sapere quanto potrò andare avanti, faccio un primo confronto sulla base dell'angolo piantone e poi, se si riesce ad avere le informazioni necessarie, il resto. Di sicuro per qualsiasi bici si riuscirà a conoscere "comodamente" da casa l'offset dei reggisella disponibili e questo va poi messo in conto in quello che definisco "l'hardware" che si porta a casa con il telaio; ovviamente l'informazione sull'offset non la dice tutta, perché a voler essere precisi si dovrebbe anche conoscere l'estensione del supporto su cui va adagiata la forchetta della sella (per esempio il reggisella della SL7 permette certamente di guadagnare qualcosa in termini di avanzamento e arretramento). Qui poi va secondo il gusto di ognuno basare la propria scelta di progetto su ciò che offre telaio+hardware di serie, che direi essere granitico nel tempo, oppure fare una scelta più articolata che dipende anche da altri componenti.
E questo, secondo me, è già sufficiente per mettere in discussione l'idea che esista una relazione necessariamente lineare tra aumento della taglia, verticalizzazione del piantone e posizione finale del ciclista.
Questo è, come ho già scritto, il fatto più importante: allo stato attuale delle cose il dogma è un altro.
IL VALORE DEL POTER ANDARE IN ENTRAMBE LE DIREZIONI
Il vantaggio principale di un piantone molto verticale è quello di facilitare il raggiungimento di una posizione più avanzata della seduta.
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Ed è per questo che personalmente preferisco avere una piattaforma con un campo di regolazione ampio, piuttosto che una piattaforma che parta già da una posizione molto avanzata.
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Ogni telaio ha un suo carattere e quando parliamo di quanto si potrà andare avanti e indietro, si fa presto a fare i conti. Con una S5 in taglia 56 non arriverai agevolmente a replicare il piantone effettivo di una 525R in taglia L (76 gradi): assumendo un'altezza sella di 800mm (misurando l'altezza lungo il tubo sella e mettendo la sella con la seduta sulla proiezione del tubo sella in entrambe le bici) avrai che per ottenere un piantine effettivo di 76 radi sulla S5 dovresti avanzare la sella di circa 43 mm; 43 mm che devono tutti essere compensati dallo spostare la seduta in avanti di 43mm. Direi non pochi e qui stiamo parlando no di arrivare ad una posizione estrema, ma semplicemente alla posizione di default che otterresti acquistando una 525R. Che una persona abbia bisogno di una 525R o meno, è un altro paio di maniche, la questione che emerge è proprio che i telai hanno un loro carattere, si sta aprendo una nuova era - spero - e siamo fortunati ad avere possibilità di scelta.
Non rispondo puntualmente anche all'altro messaggio, perché in parte sarebbe ridondante. Chiudo dicendo che condivido il discorso sul range di regolazione che può offrire una piattaforma, ma questo non può prescindere da valutazioni personali: per te una S5 è una piattaforma più flessibile e avrai i tuoi motivi, alcuni dei quali li immagino, per un'altra persona, vedi il sottoscritto, una 525R è una piattaforma più adatta. Come dicevo prima, ben venga essere in un periodo in cui abbiamo possibilità di scelta e spero che questo scambio di vedute abbia dato spunti di riflessione a chi si accinge all'acquisto di una bici e che lo faccia con meno superficialità
