La mente e l'epigenetica

cipitoz

Gregario
3 Dicembre 2004
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A volte (i matti) ritornano.
@Vabadrut non è che non ti sai allenare è che hai perso l’istinto di andare in bicicletta.
Tutti noi nasciamo “imparati”, belli fighi, con un discreto corredo genetico e sotto sotto sappiamo anche nuotare ed andare in bicicletta. Poi con il passare degli anni, i genitori, l’ambiente esterno, rafforzano in noi LE CREDENZE che l’acqua fa paura, che andare in bicicletta come scalmanati fa male, che poi sotto sotto non siamo tanto adatti a fare sport, che tanto nostro cugino è dotato di natura e noi non andremo mai forte, che è meglio guardare la televisione che rompere le scatole giocando all’aperto. Queste false credenze unite a qualche esperienza negativa (batoste) ci fanno allontanare dal nostro istinto primordiale e per questo se vogliamo ottenere dei risultati ci dobbiamo basare su tabelle, preparatori e preparazioni.
Tutto qua, abbiamo “dimenticato” a lasciarci guidare dal NOSTRO ISTINTO, e siamo stati sopraffatti dalle credenze (FALSE).
Allenamento alla carlona, perché non funziona?
Mente conscia e mente inconscia devono funzionare parallelamente ed in sintonia. Quando la mente conscia da un comando alla mente inconscia, incerto, non coerente, non significativo c’è un calo di prestazioni. La cosa è documentata da tanti esperimenti. Prova a fare una prestazione sportiva e ripetere mentalmente: io sono Vadabrut. Prova a ripetere le stessa prestazione e ripetere mentalmente io mi chiamo Susanna. Vedrai che nella seconda prova ottieni la metà del risultato della prima. Cioè, se fai qualcosa ma non sei “sicuro” di quello che stai facendo, oppure mentre la stai facendo menti a te stesso (non segui il TUO ISTINTO), stai sicuro che non otterrai nessun risultato.
Scusate l’off topic.
 
In effetti la testa svolge sempre il suo ruolo fondamentale.

Due stagioni fa facevo SFR e ripetute al medio nella stessa seduta.
8x4 di sfr + 3x20 a 80 rpm + 3x8 a 100 rpm:questo è stato lo schema apice al quale sono riuscito ad arrivare portando da 8x2 + 3x5 + 3x4 dall'inizio della stagione.
Ha dato i suoi frutti, molto evidenti poi quando è stato il momento di tirare.

Ora non ne ho molta voglia e mi sembra di non poterlo più fare.
Per quanto riguarda la convinzione, motivazione le facevo volentieri anche sui rulli... Detto questo, mi sembra tutto.

Quindi se riuscivo a farle io, le può fare chiunque. Logicamente bisogna tenere in forte considerazione la supercompensazione, quindi la progressione del carico e il recupero.
 

VADABRUT

Ammiraglia
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Che il mio sia un problema mentale me lo ripetono tutti da anni, però mi ripetono anche non mi alleno..... è un po' difficile avere fiducia in se stessi quando si spinge al massimo e gli altri se ne vanno..... allora devo cercare di diminuire la differenza abissale che c' è tra me e molti altri, per poi pensare di fare qualcosa in più..... la cosa che mi frulla più frequentemente nella testa è: ma perchè prima pensavo di poter competere e ora penso solo ad arrivare alla fine ? mah.....
bisognerebbe aprire un Topic intitolato "la mente...."
 

Trinity77

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Pinarello fp5

sto leggendo un libro in merito a questo interessantissimo tema....e il punto cruciale è proprio quello che hai sotolineato..la risposta è già tra le tue parole....è che fondamentalmente...hai SMESSO di pensare di poter competere e il tuo pensiero invece è incentrato solo sul dover arrivare alla fine.....il PENSIERO indirizzato verso un certo DESIDERIO O OBIETTIVO che dir si voglia può MOLTO...a molti sembreranno stupidate da "santoni" senza logica e invece sto cominciando a capire tante cose....
aloha
 

sepica

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beh scusate in questa "casa matta" non posso che partecipare anch'io...
la mia sensazione e' che condizione fisica e' legata imprescindibilmente dalla condizione mentale la quale pero e' condizionata dalla prestazione e condizione fisica, in parole pover un cane che si morda la coda....
Come uscirne ??? a mio avviso non ce' modo o emglio il modo e' appunto la supercompensazione fisica che determina anche un equilibrio mentale .
o detto l'ovvio ? forse ma credo che molti di noi ne sono dipendenti..
 

ciclotrainer

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Non sono molto d'accordo sull'istinto, di certo non avrei mai potuto sapere che nell'ultima gara per la prima volta da quando uso il PT ho fatto 520watts medi per 1', per poco rimanevo in coda al gruppo su uno strappo di 1,4km fatto a tutta, e da queste situazioni dipende l'andamento successivo perchè sarei rimasto a ruota per altri 30km.
Il fatto di vedere che pian piano miglioro le prestazioni mi fa venire voglia di continuare ad allenarmi, nel mio piccolo naturalmente, con l'istinto io farei poca strada.
 

VADABRUT

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Non sono sicuro di aver capito tutto bene..... per allenamento alla carlona intendo un' uscita blanda di 20-25 km che, dopo la metà del tragitto, diventa una rottura di maroni..... se non c' è un gruppetto dove si fa un po' di velocità, se non faccio dei lavori specifici o se non gareggio, io in bici mi rompo tremendamente le balle....

Sto rileggendo quello che avete scritto, mi torna in mente una discussione aperta da BOSE circa un anno fa: http://www.bdc-forum.it/showthread.php?t=68234
La differenza è che, anche se la conseguenza a quel periodo in pantofole sdraiato sul divano è stata una stagione disastrosa, quest' anno non ho nessuna intenzione di smettere ne di fermarmi.....

Non sono molto d'accordo sull'istinto con l'istinto io farei poca strada.
Eppure è l' istinto che ti fa entrare in una fuga, che tu abbia 200 watt o 500 alla soglia senza l' istinto dell' attaccante non vai da nessuna parte, resti a fare la pecora in gruppo come me....
 

Ser pecora

Diretur
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Mah, anche io mi ritrovo poco in quello che dice cipitoz. Più che di "istinto" parlerei di "carattere": il carattere é sicuramente formato e rafforzato in parte dagli eventi della vita e dall'educazione, ma c'é una "tendenza naturale" propria di ogni persona secondo me.
Ad esempio le persone melanconiche, timide ed insicure possono sicuramente trarre dei benefici in termini di "sicurezza" se spronate nel modo giusto ed inserite in un certo ambiente (con qualche limite, qualcuno "si spezza" e basta), ma appena manca lo stimolo si ritorna quello che si é.

E' per questo che secondo me l'idea di "allenamento" deve essere omnicomprensiva. Non si tratta di ripetute ed sfr, ma di disciplina interiore. Una disciplina che non dovrebbe avere "zone franche". In fondo il senso della parola "dieta" in greco mi pare essere questo.

La mia personale opinione é che non é nemmeno essenziale raggiungere certi risultati. La propria "dieta" puo' essere benissimo una cosa fine a se stessa. Alla fine un modo di vivere. Un allenamento che non ha e non avrà mai fine. Un po' come un soldato che si prepari alla guerra: magari non arriverà mai (che é anche meglio), ma tu devi continuare a prepararti.

Una cosa importante pero' é la varietà che dovrebbe avere questo allenamento interiore. Fissarsi su un protocollo od una dieta particolare da una "rigidità" che non é positiva. Anzi, maschera molte "insicurezze": nella routine ci si sente a casa propria.
Invece bisognerebbe essere flessibili, adattabili. D'altronde lo dice anche Darwin: ci puo' essere una razza "perfetta", ma se non é adattabile ai cambiamenti si estingue (ok, lo dice meglio di me).
Perché i cambiamenti ci sono sempre. Per forza.

Almeno cosi' la penso io per quanto riguarda la mia esperienza. Chiaramente , aldilà del principio ci sono mille cedimenti ed é importante viverli con la giusta misura ovvero non come fallimenti, ma come esperienze da cui imparare (anche se a volte é davvero difficile).

La cosa bella sarebbe ovviamente sapere come mettere in pratica tutto cio', ma secondo me chiunque proponga "ricette" fallisce. Il "come" é soggettivo ed ogni persona é un universo a se. Universo che pero' comunica con le altre persone, si relaziona con gli altri (misantropi a parte) e di questo si deve tenere conto, perché la propria dieta deve essere anche in equilibrio con le persone che ci stanno vicino. Ok, prepararsi sempre "alla guerra", ma non viviamo in una caserma...

Fine delle strunzate.
 

sepica

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MIKE SCOTT

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nell'etere
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intervento bello denso e piano di spunti.............
però la routine a me non da sicurezza mi sta proprio sulle paxxe.......in più darwin ha detto un sacco di stronzate......troppo riduzionista è come tale non ha colto la meravigliosa semplicità di certe complessità (scusate).....leggendo "the mating mind" mi sono definitivamente convinto che darwin tralascia troppe cose........mi sa che sono andato off topic......o forse no

 

ciclotrainer

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Eppure è l' istinto che ti fa entrare in una fuga, che tu abbia 200 watt o 500 alla soglia senza l' istinto dell' attaccante non vai da nessuna parte, resti a fare la pecora in gruppo come me....

Ma veramente si stava discutendo di allenamento, io non riuscirei ad allenarmi per puro istinto.
Sul discorso gara sono d'accordissimo, ma quello fa parte dell'essere campione o meno, ci sono alcuni che capiscono al volo altri meno, sicuramente non faccio parte del primo gruppo visto che non so mai prendere le ruote giuste, e stare nella posizione giusta del gruppo ti fa risparmiare watts, moltissimi watts, per cui a parità di capacità ovviamente va meglio uno che sa stare in gruppo rispetto ad un altro che non sa stare, ma con il misuratore lo vedi subito, almeno io lo vedo subito ma purtroppo sulle salite perdo sempre le ruote.
 

caligola

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La mente e' tutto...nella competizione, nell'allenamento...nella vita. L'importante e' crederci, qualsiasi cosa tu voglia fare...
E se io mi sono alzato da un letto di ospedale dopo 2 anni quando tutti dicevano che non ce l'avrei mai fatta, e mi alzo alle 5 di mattina per potermi allenare e godermi la giornata...pensa a quello che puoi fare tu VADABRUT....pensaci....
 

mescal

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quelle che non usa Peggio
sì, ma come potremmo definire l'uomo (ciclista)"completo"?

colui che ha predisposizione fisica e mentale in che percentuali?

nello sport i campionissimi sono sempre stati preparati poco caratterialmente, cito:

maradona
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rodman
sorelle williams


pochi equilibrati

be like mike (M.J)
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FDG

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Bianchi Nirone
Io sono d'accordo con cipitoz, magari la "pianficazione" può essere effettuata per cercare di avere un picco di forma, cercando una "progressione" negli allenamenti da una certa data x ad una data x+a, ma stabilire con precisione come/quando/dove deve avvenire questa progressione mi ha sempre fatto sentire male...giornate perfette sprecate perchè non era programmato fare salitone, giornatacce terribile perchè mi ostinavo a fare quanto dovuto nonstante la gamba ed il fiato fossero da qualche altra parte...
 

peggio

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Semiprofessionale con meccanismo ragazzo di campagna

Oppure troppo
Lance Armstrong
A me sembra che ognuo guardi la cosa con i proprio occhi.
La tabelle ecc... possono essere utili all'insicuro per trovare le motivazioni interiori ad andare oltre quello che vale, con la certezza di fare la cosa giusta per migliorare, spazzando via le sue insicurezze perché le tabelle sono fatte da altri e quindi sono "giuste".
Alla fine l'allenamento è un condizionamento della mente e del fisico, ci prepara a reaggire in modo naturale a ciò che avvertiamo come innaturale.
Mi spiego meglio, l'allenamento modifica il nostro fisico e anche la nostra mente, a livello mentale ci prepara a stringere i denti e menare quando sentiamo dolore, normalente uno molla, ma l'allenamento ci insegna che possiamo resistere al dolore e se noi stiamo soffrendo anche gli altri soffrono e dobbiamo scattare, soffrendo di più (attegiamento innaturale).
Le cose noi le percepiamo per come le vediamo, leggero può essere positivo come negativo, mi rifaccio al pensiero di Kundera.
Stessa cosa allenarsi con le tabelle può essere positivo o negativo, sta a noi capire cos'è meglio per noi.
Per questo un allenatore o un preparatore esterno riesce a vedere le cose con più lucidità e spesso fa migliorare, non per un alchimia, ma perché vede come siamo da fuori.
La somma degli elementi fa il totale (bici, preparazione, alimentazione, testa ecc...)
Una grande testa 9 volte su 10 fa uno forte, una grande dote forse 3 su 10.
Dobbiamo capire realmente se vogliamo migliorare oppure se alla fine ci sta bene vivere in un limbo, per chi vuole migliorare poi c'è da capire cos'è meglio per lui.
Spesso è più difficile capire cosa vogliamo che migliorare.
Alhoa
 

VADABRUT

Ammiraglia
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Tecnotrat
Ma veramente si stava discutendo di allenamento, io non riuscirei ad allenarmi per puro istinto.
Perchè ? invece di stabilire a priori un uscita a un tot. di watt medi in pianura potresti improvvisare...... forse è questo che intende cipitoz..... a volte incontro dei gruppetti, giro la bici e provo a raggiungerli, il mio giro va a farsi benedire ma è l' unico modo che ho per divertirmi....

E se io mi sono alzato da un letto di ospedale dopo 2 anni quando tutti dicevano che non ce l'avrei mai fatta, e mi alzo alle 5 di mattina per potermi allenare e godermi la giornata...pensa a quello che puoi fare tu VADABRUT....pensaci....
Pensa che nel 2002 sono stato operato 3 volte agli occhi.... sono passato dal pensare:" provo ad andare in fuga " al sentirmi dire:" c' è una fuga fuori, vai ?"..... avrei voluto andare, ma non li vedevo.... vedevo solo ombre e avevo paura a stare in mezzo al gruppo.... è in quell' anno che sono tornato a stare in fondo..... e ci sono rimasto.....
però si può provare a recuperare
 

MIKE SCOTT

via col vento
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guarda che follia e grandezza sono spesso stretti parenti............
 

Abu Yasin

Passista
30 Novembre 2008
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Bici
LOOK 595 Ultra
Questo topic è veramente molto interessante ( di questi tempi una rarità, sul Forum come altrove )...

Personalmente credo molto nella componente mentale, ma un approccio per così dire "istintivo" può risultare proficuo se parliamo di qualcuno che ha un'idea di cosa significhi allenarsi in uno sport ( non necessariamente il ciclismo )....

In quel caso può eventualmente fare a meno di tabelle asfissianti, ma da quelli che sono certi fondamentali è praticamente impossibile prescindere... Sarebbe un po' come pretendere di suonare il sax e improvvisare senza aver mai fatto ( migliaia di volte :impic::impic: ) scale e arpeggi...

Solo diventando ciechi si riesce a vedere fino in fondo l'ambiente circostante...; e per diventare ciechi, bisogna sfinirsi di...
esercizi, tabelle, ripetute, scatti, progressioni.....

E coltivare quella che possiamo definire la memoria tattile ( negli strumenti a fiato, a corda o a percussione ), anche se non saprei bene come definirla applicata alle due ruote...

È tutto un po' generico, me ne rendo conto....