La prima volta che avete pedalato. Ve la ricordate? :-)

Nobicinoparty

Novellino
18 Settembre 2009
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Torino/Liguria
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I miei pensieri:

Che stanchezza!! Che ore sono? Caspita son già le undici. Bon vado a dormire!
Guarda qua che mani peste che ho, son tutte viola. Domani vado a prendere il casco e i guanti, cosi domani sera provo ancora a pedalare.


Uvv… non vado a nanna, vado un attimo in cantina a vedere la mia bici.

Che bella bici che ho! Ohh c’è la polvere qui sotto. Fammela spolverare va. Ok adesso si è pulita. Eh.. qua ho graffiato il manubrio e il gommino nella caduta. E va bhe, si è fatta male come me.
Umm chissà se risalendo in sella vedo se ho conservato quello che ho imparato domenica… dai la porto fuori un attimo e vedo se riesco a pedalare. Non vado in giro però che sono senza casco.


Che emozione… son di nuovo in sella. Il culo fa ancora male ma dai è sopportabile. Proviamo a partire, un bel respiro e vado! Azz cado… riproviamo! No vado giù… di nuovo giù… ummm o mamma lo sapevo… è finito il miracolo. Ma porca *****…

Ufff, concentrati! Anzi no… libera la mente. Rilassa il corpo, non stringere il manubrio. Respira.. Raddriza il pedale destro. Ok poggia il piede, ok… adesso tira su la testa, guarda avanti e parti. Si sto andando vai, vai, vai, si, si! Cosi! Oh cado…! Niente male però, ho fatto almeno venti metri.

Wow… mi sono fatto ameno due km di partenze e tentativi di sterzate. Non va a fatto male, adesso posso andare a dormire tranquillo dai! Dove ho messo le chiavi della cantina? O guarda che bella la strada che va in città… e se andassi di la invece… ma si dai… non ci sono macchine in giro, se ne sento una mi fermo accosto e la lascio passare. E meglio che vada a dormire dai, non ho manco il casco… maledetta scimmia ma stai un po’ zitta!!! Ok, ok! Andiamo fino al bar in fondo alla strada. Poi torniamo indietro, scimmietta mia bella.

Su in sella e via!! Pedala piano mira comando, va piano, piano e non rischiare niente! Sto andando veramente bene! Dritto, rilassato a velocità costante!

Non c’è nessuno in giro. Oh no.. si sono due ragazze li e due signori che arrivano sulla destra. Che figura che faccio. Aspetta scemo si accorgono di cosa, che stai andando in bici normalmente? Mio Dio sto andando in bici normalmente!

Ecco la curva, come cavolo la faccio adesso? Seguo la strada e basta… sto andando sempre dritto eppure sto seguendo la curva ma non ho girato il manubrio… ma che figata!!!

Che favola! Cosa c’è adesso? La strada è in salita ma si, deve essere leggermente in salita sto faticando, pedala, pedala oh, oh piano, piano, qui va in discesa e si! Non pedalare più… che spettacolo!! Sto andando senza pedalare come una moto!!

Come lo dirò alla mia ragazza? Gia oggi la sentivo perplessa, mai sentito parlare di bici in 4 anni mo sono 3 giorni che tiro fuori l’argomento. Sai che scena “ ma cosa è sta fissa della bici adesso, non ti si è mai sentito e adesso non parli di altro?” “ e sai amore… prima non ci sapevo andare e adesso che ho imparato ho la scimmia in testa che salta!” Nahhh mi sa che mi ammazza! eheheh

Fammi fermare… scendo un attimo va. Che male al culo ragazzi. Uhhh . Ma dove cavolo sono? Aspetta ma li c’è l’hotel. Non è possibile è almeno a 5 km. Ohi bho… Che ho fatto 3km di fila senza poggiare i piedi è impossibile! Ahahahaha e me la rido si. Tu cosa guardi ,cosa vuoi!!?? Ma si sarò un drogato che di notte va in giro a ridere in bici come uno scemo, che ti frega a te??!!.

“Buona sera”

“buona sera a lei”


“bella serata eh?”


“ma un po’ nuvola”


“bella, bella serata! Buona notte.”

Si sono drogato! Ehehe e vai tranquillo nel portone a dormire che io me ne torno a casa in bici!!!!!!!!!! o-o
 
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rapportoagile

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Settequerce (Bolzano)
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Bici
Scapin Dyapason
Vediamo se ho il "dono della sintesi":

Era il 1989, avevo 28 anni ed ero cicciotello e per nulla sportivo. Ero un biker, ma con l'Harley Davidson, il mio tempo libero lo passavo cavalcandola. Poi dovetti farmi operare il legamento del ginocchio e riabilitazione prevedeva esercizi tra cui pedalare. Pedalare io?? Ma se le bici mi fanno schifo?
Eppure dovetti! Stavano uscendo i primi rampichini e ne acquistai uno. Allora non c'era molta scelta. Telaiazzo in acciaio, il manubrio era un enorme triangolo cromato. Ma dei molti rapporti si raccontavano miracoli: "con questa bici vai su dappertutto" Questa frase mi rimbomba ancora nelle orecchie.
I primi giri erano in città o appena fuori città. Al massimo una ventina di km per tornare a casa "cotto". La salita di Cornaiano (3 km facili facili) la facevo in 20 minuti con almeno tre soste. Ora, senza tirare, ci metto 10 minuti.
Un giorno di marzo in città si sentiva giá aria di primavera e un mio amico, molto più sportivo di me propose un tour pomeridiano sulla montagna del Salto, il monte dei Bolzanini. Alle 13.30 abbiamo preso la funivia che ci ha portato ai 1.100m di San Genesio e da qui abbiamo iniziato allegramente a pedalare......per poche centinaia di metri, perchè poi è iniziata una rampona. Che fatica! Ma come? Non dovevano andare su quasi da sole queste cavolo di bici? In qualche maniera raggiungiamo quota 1500. incomincio a finire la benzina, anche perchè non avevo mangiato nulla prima di partire. Il mio amico mi rassicura:"tra un po' arriviamo alla Möltner Kaser e lì ci rifocilliamo" Si tratta di una malga e la stanchezza ci fa scordare che è aperta solo in estate, ma lo scopriamo quando ci arriviamo e la vediamo desolatamente deserta. Per raggiungerla però abbiamo percorso almeno 2 km spingendo la bici lungo un sentiero ancora sepolto dalla neve....con le scarpe da ginnastica. Infreddoliti, stanchi e affamati, abbiamo un attimo di disperazione. Che facciamo ora? Per nostra fortuna è stata lasciata aperta, come si usa in montagna (per gli sprovveduti come noi). Entriamo nel locale cucina e troviamo solo un po' di zucchero che divoriamo a cucchiaiate. Nel frattempo si era annuvolato e il termometro appeso all'esterno segna un poco confortante + 4°. E non avevamo neppure la mantellina.
Rovistiamo tra le cianfrusaglie della malga e l'unica cosa utile che troviamo sono dei sacchetti neri delle immondizie. Li tagliamo collo e maniche e ce li indossiamo. Si è fatto tardi e iniziamo la discesa verso Bolzano. L'inizio è tutto a spinta perchè c'é ancora molta neve. Poi è battuta e ci azzardiamo a salire in sella, per cadere praticamente ad ogni curva a causa del ghiaccio. È un incubo. Raggiungiamo Bolzano che è già buio. Ci salutiamo velocemente e ognuno si dirige verso casa." Mai più, mai più, mai più!!"
Nell'acqua piacevolmente calda della vasca da bagno i pensieri viaggiano e il precedente "mai più" si offusca. Al suo posto:" Però con uno zainetto con qualche panino, e una giacca a vento......?"
È nata una passione!!!!
 

M*A*S*H

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Zullo Bianchi Colnago
...zitto... zitto... piano...piano....,di notte, 5 km all'andata e 5 al ritorno ;nonzo% fanno 10 e, senza piede a terra... bravo! o-o

Mi permetto di darti il mio primo consiglio pratico poichè nessuno finora te l'ha raccomandato, vista l'ora delle tue uscite: luci accese e casco in testa.. sempre:mrgreen:

Buona notte !!!!!!!!!
 

shivashanty

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Bici
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io ho incominciato molto presto circa a 6 anni ma la prima bicicletta da corsa è arrivata il 23 marzo del 1977 .compivo 10 anni e mio padre mi regalò una olmo colore blu elettrico .
non vi dico che emoziuone e da quel giorno ne hanno fatti di km le mie gambe ..........
 

Lanerossi

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Su in sella e via!! Pedala piano mira comando, va piano, piano e non rischiare niente! Sto andando veramente bene! Dritto, rilassato a velocità costante!

Non c’è nessuno in giro. Oh no.. si sono due ragazze li e due signori che arrivano sulla destra. Che figura che faccio. Aspetta scemo si accorgono di cosa, che stai andando in bici normalmente? Mio Dio sto andando in bici normalmente!

Complimenti, se devo essere sincero non mi aspettavo tu imparassi così in fretta!
Sono proprio contento per te, ora ti si apre un nuovo mondo davanti.

E a sto punto dillo alla tua ragazza che... sai andare in bici come tutti gli altri :mrgreen:
 

Angelo.2701

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Ostia, 1962: da una parte la ferrovia Roma-Ostia, dall'altra il "pantano": un metro e più d'acqua, un paio di metri sotto il piano stradale, dove andavamo a navigare con le zattere fatte con le assi di legno prese dai cantieri dei palazzi in costruzione e che a Gennaio si ghiacciavano e ci andavamo a camminare sopra...
Le strade vuote, ho 7 anni ed una biciclettina nuova con ruote da 22", mio padre mi corre dietro tenendomi per la sella: "guarda avanti e pedala...!" "mi tieni?" "si...!". Passa mezz'ora e comincio a reggermi: accenno una curva e... via, dentro il "pantano" con tutta la bicicletta e l'acqua fino alla cintola! :rosik:
 
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dino67

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Cinelli,Giant e cinesina
Estate 73, vacanze in casa di campagna, ancora bambini, papà compro due bici, una per me l'altra per mio fratello, ricordo che non era facile stare in equilibrio perchè le strade erano sterrate.
All'inizio abbiamo tentato, non era facile, ma poi abbiamo preso la decisione di partire con la bici in leggera discesa senza pedalare, comunque in poco tempo siamo diventati bravi, forse spinti dal reciproco agonismo di essere il più bravo e il più spericolato.
Ricordo che con quelle bici, senza cambio, ci recavamo al paese che dista 9 Km , con salite e discese (zone collinari), a fare le acrobazie tipo pedalare con una ruota o andare in piedi sulla bici (ricordate le bici con il portapacchi dietro).
Eravamo diventati famosi tra i bambini del luogo per le acrobazie con la bici, infatti all'epoca la bravura era pedalare su una ruota e chi pedalava di più era il più bravo, cioè io.
 
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ranocchia62

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Milano sud ... giù dritto per Melegnano :)
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Già...e poi domandargli "mi tieni?"
"Ti tengo".
E poi chiederlo ancora, sentire il "ti tengo" da una voce lontana e...finire per terra!
Non avrei creduto, allora, che potesse essere dolce il ricordo di me che finivo per terra!

non ho questi ricordi... a casa mia vigeva la regola del ... cavatela!!!

ma ricordo i miei 8 anni e la mia prima bici, una graziella (da bimba) arancione comperata in Abruzzo mentre ero dalla mia nonna in vacanza

non avendo le rotelle e nemmeno nessuno che mi tenesse andavo a spinta, abbassata la sella e spingevo con i piedi per prendere velocità e poi li tenevo sollevati per qualche metro
fino a che ho preso coraggio e ho provato a mettere i piedi sui pedali e a spingerci sopra
così ho imparato ad andare in bici o-o
le cadute sono state mille e più ma mi son sempre rialzata e mai detto niente, anche la volta che volevo rifiutare l'aiuto dei passanti per esser portata in ospedale perchè in una gara di velocità tra bimbi mi sono aperta una gamba a causa di una caduta rocambolesca, finendo sul cofano di un citroen squalo e scivolando mi son tagliata contro gli speroni del paraurti
..... un altra regola che vigeva a casa mia era ... stai attenta perchè se ti fai male ti prendi pure il resto! :wacko:
 

Stepe47

Novellino
10 Luglio 2009
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Veneto
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Grazie per l'emozione provata nel partecipare a questo incipit ciclistico... come ho letto per altri, anche a me risveglia ricordi ahime' lontani. Di quando con il mio babbo - primi anni sessanta - andammo da Marciano a Formia per comperare la mia prima vera bicicletta: una Ganna azzurra con la borsettina in pelle attaccata sotto al sellino. Si doveva pero' tornare alla vicina Gaeta, dove eravamo in vacanza, cosi io tornai in autobus e il babbo dietro sulla mia bicicletta nuova... e' un ricordo indelebile e nostalgico anche ora che ho superato gli anta (sess-) :)