Un altro professionista che come il più sprovveduto degli amatori incappa nel sovrallenamento.
Mi lasciano perplesso questo commenti, o ci sono problemi di testa o di preparatore.
Inutile spremersi se poi le prestazioni calano.
Non era assolutamente quello che intendevo.O forse era più facile non incappare in stanchezza quando bastavano un po’ di pere per evitarla....
Non era assolutamente quello che intendevo.
Io invece penso che il mondo professionistico del ciclismo sia arrivato in un momento storico molto critico dove c'è stata un esasperazione a 360gradi della preparazione e nella vita da atleta dove i cosiddetti "guadagni marginali " hanno influito in maniera preponderante sulla vita dell atleta costringendo tutti ad vivere una vita da atleti al limite dello stress psico fisico per 365 gg l anno, gli atleti che mi sembrano rendere meglio sono proprio quelli che prendono la vita in maniera più leggera concedendosi qualche divagazione fuori dalle gare e sulle gare cambiando anche disciplina
Anche.
Se ne parlava giusto in un altro topic e credo che oggi la componente mentale sia ancora più importante che nel passato, visto che il tipo di preparazione considerata ottimale oggi non è una cosa che si può conciliare facilmente con chiunque. Sono pro, ma non macchinette a gettoni.
Ultimamente, a parte i grossi nomi tipo Kittel, ci sono anche vari altri pro che si sono presi delle pause o hanno cambiato lavoro. Le doti fisiche da sole non bastano più.
la paura di finire dalle stella alle stalle... aggiungici la gogna dei Social, se sbagli o scrivi qualcosa di non politicamente corrette sei ito.
ormai un pò in tutti gli sport, vedi F1 e Motogp, ormai sembrano tutti chierichetti... non dico di arrivare al tamponamento in stile Nannini al DTM ma un pò di rivalità ci vuole.
A me non sembra proprio. Mi pare che sempre più serva essere professionisti e professionali e ci sia sempre meno spazio x le divagazioni....solo che c'è chi regge certi ritmi e chi no. Chi li regge vince chi non li regge scoppia. È selezione anche questa..... gli atleti che mi sembrano rendere meglio sono proprio quelli che prendono la vita in maniera più leggera concedendosi qualche divagazione fuori dalle gare e sulle gare cambiando anche disciplina
A me non sembra proprio. Mi pare che sempre più serva essere professionisti e professionali e ci sia sempre meno spazio x le divagazioni....solo che c'è chi regge certi ritmi e chi no. Chi li regge vince chi non li regge scoppia. È selezione anche questa.
Il discorso vale in misura diversa x un pò tutti gli sport. Un Maradona oggi con la vita che faceva non farebbe la differenza di allora. Vivrebbe probabilmente fra alti e bassi. Non a caso i vari Messi e Ronaldo che sono da molto i migliori, sono iperprofessionisti.
si' serve essere piu' professionali, qualcuno ce la fa, qualcuno no. e qualcuno rende meglio se non esaspera l'aspetto professionale.A me non sembra proprio. Mi pare che sempre più serva essere professionisti e professionali e ci sia sempre meno spazio x le divagazioni....solo che c'è chi regge certi ritmi e chi no. Chi li regge vince chi non li regge scoppia. È selezione anche questa..... gli atleti che mi sembrano rendere meglio sono proprio quelli che prendono la vita in maniera più leggera concedendosi qualche divagazione fuori dalle gare e sulle gare cambiando anche disciplina
Il discorso vale in misura diversa x un pò tutti gli sport. Un Maradona oggi con la vita che faceva non farebbe la differenza di allora. Vivrebbe probabilmente fra alti e bassi. Non a caso i vari Messi e Ronaldo che sono da molto i migliori, sono iperprofessionisti.
Io credo che le stagioni agonistiche si siano allungate troppo, probabilmente riceverò delle critiche ma lo vedo anche nel calcio. In inverno non c'erano gare, in estate non c'erano partite, ora si gareggia/gioca tutto l'anno, spesso con scarsa "qualità", tipo Giro del paese qualunque o Baffi contro Senza baffi. Tutto, credo, in nome della Televisione...
Sarò nostalgico, ma si stava meglio tempo fa, e credo lo pensino pure molti atleti, avevano più tempo per staccare, per prepararsi ecc.
Ma, ovviamente, potrei sbagliarmi...
Io invece penso che il mondo professionistico del ciclismo sia arrivato in un momento storico molto critico dove c'è stata un esasperazione a 360gradi della preparazione e nella vita da atleta dove i cosiddetti "guadagni marginali " hanno influito in maniera preponderante sulla vita dell atleta costringendo tutti ad vivere una vita da atleti al limite dello stress psico fisico per 365 gg l anno, gli atleti che mi sembrano rendere meglio sono proprio quelli che prendono la vita in maniera più leggera concedendosi qualche divagazione fuori dalle gare e sulle gare cambiando anche disciplina
non sono d'accordo. il primo caso che mi viene in mente è Froome. con una forza mentale non comune
ma credo sia la logica conseguenza dell'evoluzione nel mondo dello sport.
come il ciclismo, uguale nel calcio o nel basket (che seguo di più) ed in tutti gli altri sport, non basta avere doti atletiche di elitè, ci vuole anche la famosa "testa da atleta" e "vita da atleta" per 350 giorni all'anno
altro esempio: Tom Brady (per chi segue un po' l'NFL), non ha il braccio "più forte" di altri, non ha la mobilità o la corsa di altri, ma a 42 anni è ancora il migliore. anche durante le vacanze curava l'alimentazione, si teneva "in forma".....
A me non sembra proprio. Mi pare che sempre più serva essere professionisti e professionali e ci sia sempre meno spazio x le divagazioni....solo che c'è chi regge certi ritmi e chi no. Chi li regge vince chi non li regge scoppia. È selezione anche questa.
Il discorso vale in misura diversa x un pò tutti gli sport. Un Maradona oggi con la vita che faceva non farebbe la differenza di allora. Vivrebbe probabilmente fra alti e bassi. Non a caso i vari Messi e Ronaldo che sono da molto i migliori, sono iperprofessionisti.
Le regole che tutelano i giocatori talentuosi contro i falli sistematici, lo aiuterebbero. La Var però gli avrebbe tolto qualche gol............
Riguardo Maradona... non ne sono sicuro. Forse inciderebbe piu' di prima. Credo che abbia ragione Bergami nel dire che con le regole di adesso farebbe 200 gol (esagerando)
La grossa differenza la fa internet, i social, gli smartphone e la conseguente morbosa a volte oppressiva attenzione mediatica. Ora devi stare sempre sul pezzo, non puoi sgarrare mai e se lo fai tempo zero lo sa tutto il mondo. Tutto ciò si tramuta in costante pressione mentale. Una volta, magari ti facevi la sbronza, la serata in discoteca, l'amante o similia e si sapeva solo se ti diceva sfiga che in quel momento lì c'era un paparazzo. Se ora un professionista qualsiasi si tira una piomba, o fa qualsiasi sgarro, tempo zero qualche smartphone ti riprende e in un'ora da Tokio a New York lo sanno tutti. Sempre che non sei tu stesso, che ubriaco, ti autoriprendi mentre fumi, bevi e bestemmi e poi posti il tutto su internet. C'è Strava. Magari il DS pignolo ti dice di mandargli i file, non puoi mica più dirgli che hai fatto 4 ore se non è vero perchè magari reduce dalla disco ti sei alzato a mezzogiorno con un chiodo piantato in testa. Reperibilità e passaporto biologico: non solo non puoi più ""aiutarti"" liberamente specie lontano dalle gare (il che è anche un bene), ma stare sempre attento a mail, dire dove sei, quello che bevi, che mangi ecc.ecc.ecc...........
Cè anche da osservare che professionisti attuali, sembrano mentalmente meno solidi di generazioni precedenti..
Vero che hanno a che fare con fattori che i loro colleghi piu' anziani dovevano affrontare in modi meno estremi....
We use cookies and similar technologies for the following purposes:
Do you accept cookies and these technologies?
We use cookies and similar technologies for the following purposes:
Do you accept cookies and these technologies?