Ci sono notti calde e intense come carezze. Ci sono notti interminabili, gelide, che hanno quasi paura a vestirsi di alba. Notti come quella del due gennaio 1960, quando in un ospedale di Tortona, una strana febbre africana che poi si scoprì malaria, portò via allItalia e al mondo Faustino Coppi: malinconico eroe tutto spigoli, soldatino di una Patria ferita che sul suo esile cavallo di ferro aveva radunato ancora le risate e i fazzoletti per le strade.
Forse sarebbe piaciuta, quella notte, a Fausto: fredda, nebbiosa, con il gelo invernale che zittiva tutte le cose. Soffriva terribilmente il caldo, mentre era in corsa, e le sue più grandi imprese le ha abbracciate sotto la pioggia, quando gli altri tremavano per il freddo fin nelle ossa. Probabilmente perché era nato da contadini e chi sta a contatto con la terra, si sa, ha la tempra dura, è abituato alle pareti spesse delle cascine e alle stanze grandi, difficili da riscaldare. Ma il Faustin non era fatto per laratro e nemmeno per fare il garzone in una salumeria.
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Bellissimo pezzo , 53 anni sono passati, ma i Grandi Campioni, quelli veri, sono sempre qui tra noi.





chiedete il suo segreto a Sempre 62
Cento chili e in salita và come uno scoiattolo !! Mi ha fatto cambiare la guarnitura perchè il 50-34 era.......troppo " mollo " per lui !!
altro che SEMPRE ......