Larghezza cerchio ideale 15c 17c ....

martin_galante

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Per fisica elementare intendi quella che hai studiato alle scuole elementari, vero? Leggi un po' qua, Einstein
Anche un po' dopo le elementari. Peró siccome la cosa é stata spiegata tante volte, ti rimando alle innumerevoli discussioni sul forum o un qualunque libro di meccanica. Per riassumere, il vantaggio delle masse rotanti dipende da quanto freni, in particolare se non freni è zero, mentre se freni molto - praticamente zero.
 
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Anche un po' dopo le elementari. Peró siccome la cosa é stata spiegata tante volte, ti rimando alle innumerevoli discussioni sul forum o un qualunque libro di meccanica. Per riassumere, il vantaggio delle masse rotanti dipende da quanto freni, in particolare se non freni è zero, mentre se freni molto - praticamente zero.
e in accelerazione no, vero? :mrgreen: quando sei in bici, sei praticamente sempre in accelerazione (in un verso o nell'altro), e lì le masse rotanti la differenza la fanno eccome. l'articolo che ho linkato lo spiega, ma tu continua pure a rimandare alle discussioni del bar...
 

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Non so se sia negativa, resta il fatto che la bdc con freno a disco richiede una dimensione di copertoni di almeno 28 i quali, a loro volta, meglio si accoppiano con cerchi più larghi, bici col carro più lungo ecc.
il punto è proprio quello.
L' evoluzione della bici e soprattutto l' adozione dei pp e dei freni a disco porta, sostanzialmente, a una teorica miglior rigidità del carro e all' utilizzo senza tutte le problematiche del caso di ruote in carbonio.
Eviterei di entrare in discorsi relativi a prestazioni, efficienza di questa ed altre soluzioni che per il livello medio degli utenti. me compreso sia chiaro, è un po' come parlare degli unicorni.
Proprio per questa ragione contesto chi magnifica le ruote con canale largo adducendo esoteriche dimostrazioni di miglior aerodinamicità e scorrevolezza. Sicuramente rendono la bici più democratica in quanto migliorano il comfort e la guidabilità, ma nessuno mi toglie dalla mente che un bel C15 sia più efficiente se dato nelle mani giuste...
Ecco il senso è proprio questo: la bici ha imboccato una direzione e si porta dietro le conseguenze del caso, ma permettetemi di dissentire dalla tanto sbandierata reale efficacia degli ultimi mezzi che pesano un mezzo chilo in più almeno e costano una fucilata rispetto alle top di gamma di qualche anno fa.
Esemplifico : essendo io wilierista vorrei capire quale vantaggio dia una slr0, bici ottima che posseggo, rispetto a una altrettanto valida zero.7 di qualche anno fa, considerando peso e, scusatemi aggravio di manutenzione, senza contare il prezzo che a parità di allestimento, per l' ultima nata richiede, più o meno 4000 euro in più
 
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e in accelerazione no, vero? :mrgreen: quando sei in bici, sei praticamente sempre in accelerazione (in un verso o nell'altro), e lì le masse rotanti la differenza la fanno eccome. l'articolo che ho linkato lo spiega, ma tu continua pure a rimandare alle discussioni del bar...
Non so perche' mi attacchi personalmente dicendomi che faccio discussioni da bar, se scadi in attacchi personali smetto proprio di rispondere. Evidentemente non sono io quello che parla senza cognizione di causa, ma viviamo in un mondo in cui spesso basta leggere una formula su internet per credere a quello che ci viene propinato. Interessarsi alle cose e' positivo, ma non bisogna pensare di sapere tutto dopo aver letto una riga, altrimenti finiamo nell'effetto 'tutti allenatori di serie A'.

Non mi va di stare a spiegare una cosa che e' scritta mille volte, perche' poi iniziano a venire giu' orde di troll che non so perche' difendono la leggerezza delle masse rotanti -forse per giustificare la frustrazione di acquisti che non potevano permettersi. Come dici, sei sempre in accelerazione (o in un verso o nell'altro), e guarda un po' gli effetti della leggerezza delle masse rotanti non possono che annullarsi vicendevolmente quando acceleri o deceleri. Di fatto, il (piccolissimo) vantaggio delle massi rotanti ce lo hai quando parti la prima volta, ed anche questo e' talmente trascurabile che pure nel kilo si usano bici piuttosto pesanti.

Puoi cercare su google qualche parola chiave tipo 'rotating mass myth' o simili. Poi prendere coscienza del fatto che a volte tutti cadiamo nei tranelli dell'informazione del XXI secolo. Basta rimanere cordiali e disposti a rivedere le proprie convinzioni per andare avanti. Io ad esempio sono disposto a rivedere le mie, ma di certo ti ci vorra' ben piu' di una paginetta con il momento di inerzia.
 
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io due conticini li ho fatti...è vero che le masse in rotazione incidono in misura maggiore...



allora con le accelerazioni (considerato 0.3 m/s^2) in gioco nel ciclismo, considerando solo i fenomeni d'inerzia a circa 35 km/h, 100g in più sulla ruota, tutti sul diametro più esterno richiedono 0.5 W in più...
su parti non rotanti 0.498 W...
ricordo che il sistema completo (circa 80 kg complessivi) la potenza totale richiesta è circa 400 W...

salvo errori ...con me, sempre possibili :yoga:
 

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. Come dici, sei sempre in accelerazione (o in un verso o nell'altro), e guarda un po' gli effetti della leggerezza delle masse rotanti non possono che annullarsi vicendevolmente quando acceleri o deceleri.
se sei in gruppo e quelli davanti rallentano o frenano devi farlo anche tu; poi, appena il gruppo rilancia, se tui hai ruote da 2kg e gli altri da 1.5kg, vai tranquillo che fai molta più fatica. sono cose che chiunque va in bici sa benissimo, altro che ricerche su google
 

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io due conticini li ho fatti...è vero che le masse in rotazione incidono in misura maggiore...



allora con le accelerazioni (considerato 0.3 m/s^2) in gioco nel ciclismo, considerando solo i fenomeni d'inerzia a circa 35 km/h, 100g in più sulla ruota, tutti sul diametro più esterno richiedono 0.5 W in più...
su parti non rotanti 0.498 W...
ricordo che il sistema completo (circa 80 kg complessivi) la potenza totale richiesta è circa 400 W...

salvo errori ...con me, sempre possibili :yoga:
Si, mi vengono risultati quasi identici.
Sotto un altro punto di vista, un paio di ruote da 100g in più l'una (concentrati alle estremità) danno una riduzione dell'accelerazione complessiva a parità di coppia espressa dello 0,5% per il sistema ciclista + bici di 80kg. La riduzione diventa dello 1,5% se prendiamo ruote di 300g in più l'una.
Se il sistema complessivo ha massa di 70kg le riduzioni di accelerazione sono rispettivamente dello 0,57% e 1,71%.
Questo non considerando altri eventuali effetti sull'aerodinamica o l'attrito di rotolamento
 
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Si, mi vengono risultati quasi identici.
Sotto un altro punto di vista, un paio di ruote da 100g in più l'una (concentrati alle estremità) danno una riduzione dell'accelerazione complessiva a parità di coppia espressa dello 0,5% per il sistema ciclista + bici di 80kg. La riduzione diventa dello 1,5% se prendiamo ruote di 300g in più l'una.
Se il sistema complessivo ha massa di 70kg le riduzioni di accelerazione sono rispettivamente dello 0,57% e 1,71%.
Questo non considerando altri eventuali effetti sull'aerodinamica o l'attrito di rotolamento
mi piacerebbe vedere questi calcoli per curiosità e istruzione mia personale, non perché ne dubiti
mi sembra veramente un delta irrisorio, del tutto trascurabile per chi va in bici pascolando o giù di li, e spero di non offendere nessuno.
Se non si toccassero i freni, l' energia in eccesso dovuta all' accelerazione , sarebbe recuperata, supponendo si sia in pianura, con le stesse condizioni atmosferiche e di manto stradale, ovvero in un caso praticamente teorico, in fase di decelerazione per il principio di conservazione della quantità di moto.
ovviamente con un gradiente di pendenza la ruota più leggera offre una miglior facilità di rilancio a parità di caratteristiche della ruota, ovvero rigidità trasversale e identica flessione della ruota, che nella realtà non si recupera poi in discesa per il principio di inerzia sia perché in discesa prima o poi qualche frenatina la dovrai pur fare, sia perché il potenziale energetico con cui inizi la discesa dipende solo dalla velocità con cui scollini, dal peso complessivo del sistema bici + ciclista, e dall' altezza da cui inizia la discesa ed è cioè del tutto indipendente dalle accelerazioni e dal tempo che hai impiegato a raggiungere lo scollinamento e l' energia profusa per effettuare la scalata.
Detto questo, alla fine le differenze fra ruota e ruota dipendono più dalle impostazioni progettuali della stessa che dal peso. 100, 200 ma anche 300 gr su un totale di 80 kg di sistema sono una percentuale del tutto trascurabile, tant'è che la mia esperienza mi dice che il tempo per effettuare un giro con salita e discesa utilizzando una r3 o una r0, cambia in maniera minima proprio perché le due ruote hanno una impostazione simile, e comunque la variazione puo' essere ampiamente assorbita dalle condizioni atmosferiche e di forma di chi pedala, rendendo in pratica le variazioni di difficile stima.
Per un agonista che fa cronoscalata invece la situazione può avere un significato diverso, ma a me impiegare 30 sec in piu su una scalata di 10 km al 7/8% non cambia proprio nulla
 
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mi piacerebbe vedere questi calcoli per curiosità e istruzione mia personale, non perché ne dubiti
mi sembra veramente un delta irrisorio, del tutto trascurabile per chi va in bici pascolando o giù di li, e spero di non offendere nessuno.
Se non si toccassero i freni, l' energia in eccesso dovuta all' accelerazione , sarebbe recuperata, supponendo si sia in pianura, con le stesse condizioni atmosferiche e di manto stradale, ovvero in un caso praticamente teorico, in fase di decelerazione per il principio di conservazione della quantità di moto.
ovviamente con un gradiente di pendenza la ruota più leggera offre una miglior facilità di rilancio a parità di caratteristiche della ruota, ovvero rigidità trasversale e identica flessione della ruota, che nella realtà non si recupera poi in discesa per il principio di inerzia sia perché in discesa prima o poi qualche frenatina la dovrai pur fare, sia perché il potenziale energetico con cui inizi la discesa dipende solo dalla velocità con cui scollini, dal peso complessivo del sistema bici + ciclista, e dall' altezza da cui inizia la discesa ed è cioè del tutto indipendente dalle accelerazioni e dal tempo che hai impiegato a raggiungere lo scollinamento e l' energia profusa per effettuare la scalata.
Detto questo, alla fine le differenze fra ruota e ruota dipendono più dalle impostazioni progettuali della stessa che dal peso. 100, 200 ma anche 300 gr su un totale di 80 kg di sistema sono una percentuale del tutto trascurabile, tant'è che la mia esperienza mi dice che il tempo per effettuare un giro con salita e discesa utilizzando una r3 o una r0, cambia in maniera minima proprio perché le due ruote hanno una impostazione simile, e comunque la variazione puo' essere ampiamente assorbita dalle condizioni atmosferiche e di forma di chi pedala, rendendo in pratica le variazioni di difficile stima.
Per un agonista che fa cronoscalata invece la situazione può avere un significato diverso, ma a me impiegare 30 sec in piu su una scalata di 10 km al 7/8% non cambia proprio nulla
tutto assolutamente condivisibile. ma nulla toglie al fatto che sparate come questa:
Comunque ragazzi, per onore della fisica elementare, la questione delle 'masse rotanti' non ha alcun significato a livello di prestazione. Nel senso di zero. Non si puo' ogni volta ritirar fuori questa storia.
rientrano nella categoria della "tuttologia da bar"
 

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mi sembra veramente un delta irrisorio, del tutto trascurabile per chi va in bici pascolando o giù di li, e spero di non offendere nessuno.
Se non si toccassero i freni, l' energia in eccesso dovuta all' accelerazione , sarebbe recuperata, supponendo si sia in pianura, con le stesse condizioni atmosferiche e di manto stradale, ovvero in un caso praticamente teorico, in fase di decelerazione per il principio di conservazione della quantità di moto.
ovviamente con un gradiente di pendenza la ruota più leggera offre una miglior facilità di rilancio a parità di caratteristiche della ruota, ovvero rigidità trasversale e identica flessione della ruota, che nella realtà non si recupera poi in discesa per il principio di inerzia sia perché in discesa prima o poi qualche frenatina la dovrai pur fare, sia perché il potenziale energetico con cui inizi la discesa dipende solo dalla velocità con cui scollini, dal peso complessivo del sistema bici + ciclista, e dall' altezza da cui inizia la discesa ed è cioè del tutto indipendente dalle accelerazioni e dal tempo che hai impiegato a raggiungere lo scollinamento e l' energia profusa per effettuare la scalata.
Detto questo, alla fine le differenze fra ruota e ruota dipendono più dalle impostazioni progettuali della stessa che dal peso. 100, 200 ma anche 300 gr su un totale di 80 kg di sistema sono una percentuale del tutto trascurabile, tant'è che la mia esperienza mi dice che il tempo per effettuare un giro con salita e discesa utilizzando una r3 o una r0, cambia in maniera minima proprio perché le due ruote hanno una impostazione simile, e comunque la variazione puo' essere ampiamente assorbita dalle condizioni atmosferiche e di forma di chi pedala, rendendo in pratica le variazioni di difficile stima.
Per un agonista che fa cronoscalata invece la situazione può avere un significato diverso, ma a me impiegare 30 sec in piu su una scalata di 10 km al 7/8% non cambia proprio nulla
La forza extra per accelerare di a la massa extra m è =m*a, la potenza sviluppata da questa forza è =m*a*v (1), con v la velocità del ciclista.
La coppia per accelerare la rotazione delle ruote con la massa extra è I*d(w)/dt, dove I è il momento d'inerzia extra e w la velocità angolare. La potenza generata da questa coppia è I*d(w)/dt*w = I*a/r*v/r (2).
Usando l'ipotesi che la massa extra sia distribuita all'estremità della ruota, il momento d'inerzia I = m*r^2, perciò la formula (2) si semplifica e diventa anch'essa = m*a*v.
La potenza extra complessiva è perciò =2*m*a*v, con i dati di never give up risulta =1,17 W
 
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se sei in gruppo e quelli davanti rallentano o frenano devi farlo anche tu; poi, appena il gruppo rilancia, se tui hai ruote da 2kg e gli altri da 1.5kg, vai tranquillo che fai molta più fatica. sono cose che chiunque va in bici sa benissimo, altro che ricerche su google
Ora non so se fosse dovuto alle masse rotanti o al peso maggiore del intera bicicletta che pur non avendola mai pesata era più pesante della media,ma la prima cosa che ho notato passando ad una bicicletta più leggera è stata la minor fatica fatta per rispondere ai rilanci o alle cosiddette frustate del gruppo

PS: ricordo che Cassani quando faceva ancora le telecronache disse che alle nuove leve in squadra per scherzo riempivano i tubolari non ricordo con cosa per fargli fare più fatica
 
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sheik yerbouti

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Ora non so se fosse dovuto alle masse rotanti o al peso maggiore del intera bicicletta che pur non avendola mai pesata era più pesante della media,ma la prima cosa che ho notato passando ad una bicicletta più leggera è stata la minor fatica fatta per rispondere ai rilanci o alle cosiddette frustate del gruppo

PS: ricordo che Cassani quando faceva ancora le telecronache disse che alle nuove leve in squadra per scherzo riempivano i tubolari non ricordo con cosa per fargli fare più fatica
magari la minor fatica è dovuta al fatto che ti sei "allenato" meglio,
 
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magari la minor fatica è dovuta al fatto che ti sei "allenato" meglio,
se uno scrive che è la prima cosa che ha notato, cosa c'entra l'allenamento?
al limite possiamo dire che è difficile quantificare le differenze dovute alle ruote, se, contestualmente, ha cambiato anche telaio, gruppo, manubrio...
ma se martedì esco con la bici vecchia e giovedì, con la nuova, noto come prima cosa che tutto l'insieme è più "reattivo", l'allenamento c'entra zero
 

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se uno scrive che è la prima cosa che ha notato, cosa c'entra l'allenamento?
al limite possiamo dire che è difficile quantificare le differenze dovute alle ruote, se, contestualmente, ha cambiato anche telaio, gruppo, manubrio...
ma se martedì esco con la bici vecchia e giovedì, con la nuova, noto come prima cosa che tutto l'insieme è più "reattivo", l'allenamento c'entra zero
capire roma per toma è la tua specialità,
 
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