mi piacerebbe vedere questi calcoli per curiosità e istruzione mia personale, non perché ne dubiti
mi sembra veramente un delta irrisorio, del tutto trascurabile per chi va in bici pascolando o giù di li, e spero di non offendere nessuno.
Se non si toccassero i freni, l' energia in eccesso dovuta all' accelerazione , sarebbe recuperata, supponendo si sia in pianura, con le stesse condizioni atmosferiche e di manto stradale, ovvero in un caso praticamente teorico, in fase di decelerazione per il principio di conservazione della quantità di moto.
ovviamente con un gradiente di pendenza la ruota più leggera offre una miglior facilità di rilancio a parità di caratteristiche della ruota, ovvero rigidità trasversale e identica flessione della ruota, che nella realtà non si recupera poi in discesa per il principio di inerzia sia perché in discesa prima o poi qualche frenatina la dovrai pur fare, sia perché il potenziale energetico con cui inizi la discesa dipende solo dalla velocità con cui scollini, dal peso complessivo del sistema bici + ciclista, e dall' altezza da cui inizia la discesa ed è cioè del tutto indipendente dalle accelerazioni e dal tempo che hai impiegato a raggiungere lo scollinamento e l' energia profusa per effettuare la scalata.
Detto questo, alla fine le differenze fra ruota e ruota dipendono più dalle impostazioni progettuali della stessa che dal peso. 100, 200 ma anche 300 gr su un totale di 80 kg di sistema sono una percentuale del tutto trascurabile, tant'è che la mia esperienza mi dice che il tempo per effettuare un giro con salita e discesa utilizzando una r3 o una r0, cambia in maniera minima proprio perché le due
ruote hanno una impostazione simile, e comunque la variazione puo' essere ampiamente assorbita dalle condizioni atmosferiche e di forma di chi pedala, rendendo in pratica le variazioni di difficile stima.
Per un agonista che fa cronoscalata invece la situazione può avere un significato diverso, ma a me impiegare 30 sec in piu su una scalata di 10 km al 7/8% non cambia proprio nulla