L'italiano esterofilo

sepica

Ammiraglia
10 Agosto 2004
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Roma Eur
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Bici
BMC slr01 TREK Madone
<<Cicli Olympia è, oggi, una forte realtà che vanta una notevole e consistente specializzazione produttiva, realizzata interamente nel modernissimo stabilimento di Piove di Sacco>>
Questo è ciò che scrivono sul sito, quindi forse la risposta alla tua domanda è: tutto. Oppure sono dei felloni menzogneri, che giacceranno all'inferno sempiternamente...
in verità, non me ne importa 'na mazza dove producono che cosa... :mrgreen: vado solo dietro al discorso del 3d... e la suddetta olympia l'ho "accattata" solo perchè costava poco...
o-o
per la produzione dei telai in alluminio leggi cosa scrivono invce per le bici in carbonio
Da sempre Olympia ha, inoltre, creduto nel carbonio e oggi, dopo anni di verifiche e successi sui più impegnativi campi di gara, è sempre più convinta della bontà delle doti di questo versatile elemento (resistenza, leggerezza, rigidità ed elasticità): proprio per questo Olympia si è fortemente dedicata all'ottimizzazione della qualità dei propri telai in carbonio, collaborando con le maggiori aziende produttrici per implementare al massimo lo sviluppo delle tecnologie e delle applicazioni.


questo non vuol dire che non siano seri o che i loro prodotti non siano buoni era solo per rafforzare le tesi assurde del nostro amico ....
 

peppeviner

via col vento
20 Settembre 2009
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La Spezia,circondato da salite..... :-)
www.peppeviner.altervista.org
Bici
Scarsa secondo i fanatici.....
No, la faccenda è molto più complicata, anzi paradossalmente è proprio comprando una bici cinese che sostengo il mercato italiano, visto che i grandi produttori nazionali si appoggiano a fabricanti cinesi.
A parte questo, il problema è che anche quando pensi di comprare italiano, in realtà compri un prodotto cinese marchiato italiano, le norme attuali permettono di applicare il "made in italy" con molta facilità, anche se il prodotto viene solamente finito o assemblato nel nostro paese.
Se vuoi il vero made in italy deve cercare piccoli produttori, artigiani che ancora lavorano e producono in casa. :azz
Comunque non capisco bene questa cosa del volere per forza un prodotto italiano, uno compra a seconda del proprio gusto e della propria disponibilità, ci sono diversi fattori da considerare, quello della provenienza mi sembra proprio uno degli ultimi, capisco sia brutto vedere un impoverimento generale, ma non ne farei una crociata.

questo nn devi dirlo,perche:
- in questo istante hai deluso decine di persone che hanno speso fior di eurini per un top di gamma dal marchio italiano,convinti che è stato fatto tutto il lavoro in italia.........
-sei proprio sicuro che solo i piccoli telaisti riescano a fare il vero made in italy?
prima di parlare fatevi un giro nelle aziende.....ad esempio: i top di gamma di casa calnago,viner,cipollini,bartoli........fatti su misura sicuramente i primi 2,sei convinto che nn nascano in italia? proprio sicuro? io dico che hai le idee confuse.....
 

Lanerossi

Maglia Iridata
22 Settembre 2004
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Recoaro Terme (VI)
lanerossi.altervista.org
Credo che Ambatula, pur sbagliando forse esempi e con un ragione un po' forzato a mio parere, ha colto tutto sommato una realtà...

L'estero e lo straniero ci affascina sempre un po'... quanti marchi italiani hanno oggi nomi stranieri per "far figo"?

E poi anche gli altri sono esterofili, vedi americani, australiani e giapponesi che stravedono per le bici italiane e per Campagnolo :mrgreen:

L'erba del vicino, è sempre più buo... verde :mrgreen:
 
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sante pollastri

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No, la faccenda è molto più complicata, anzi paradossalmente è proprio comprando una bici cinese che sostengo il mercato italiano, visto che i grandi produttori nazionali si appoggiano a fabricanti cinesi.
A parte questo, il problema è che anche quando pensi di comprare italiano, in realtà compri un prodotto cinese marchiato italiano, le norme attuali permettono di applicare il "made in italy" con molta facilità, anche se il prodotto viene solamente finito o assemblato nel nostro paese.
Se vuoi il vero made in italy deve cercare piccoli produttori, artigiani che ancora lavorano e producono in casa.
Comunque non capisco bene questa cosa del volere per forza un prodotto italiano, uno compra a seconda del proprio gusto e della propria disponibilità, ci sono diversi fattori da considerare, quello della provenienza mi sembra proprio uno degli ultimi, capisco sia brutto vedere un impoverimento generale, ma non ne farei una crociata.
se compri cinese qualche operaio italiano andrà a spasso,e questo non aiuta certo il mercato.
inoltre per me,a questo punto,è fondamentale sapere dove cavolo viene costrita la mia bici prima che la compri,è una questione di trasparenza.
 

novi

Novellino
11 Luglio 2010
69
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Novi Ligure
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Bici
Bdc
se compri cinese qualche operaio italiano andrà a spasso,e questo non aiuta certo il mercato.
inoltre per me,a questo punto,è fondamentale sapere dove cavolo viene costrita la mia bici prima che la compri,è una questione di trasparenza.
il concetto è teoricamente giusto e apprezzabile. in realtà, nel terzo millennio, è impensabile pensare di praticare "politiche di massa" di boicottaggio dei prodotti stranieri per favorire quelli nazionali. secondo il tuo pensiero, bisognerebbe allora auspicare la reintroduzione di dazi doganali elevati, che fungano da barriera economica contro le produzioni straniere. abbiamo l'europa unita, la moneta unica, i presidenti di USA e Russia che mangiano insieme al fastfood, e dovremmo andare noi a boicottare le produzioni straniere per scelta di politica economica "ad applicazione individuale"? il consumatore compra ciò che si addice a lui come qualità e prezzo. le politiche economiche le fanno i governi.
e poi, ricordo tutto quanto già segnalato in questi post: è l'imprenditore il primo che, per il suo lucro, esternalizza all'estero, fottendosene dei lavoratori italiani (la Fiat che produrrà in Serbia, ti dice niente?). e allora, io devo vincolare le mie scelte in termini di qualità e di prezzo, limitandole alla produzione italiana, quando l'imprenditore fa i soldi grazie al mercato globale? suvvia!

invece, all'autore di questo 3d interessante: che fai? ;nonzo% lanci il sasso e poi nascondi la mano? su, sostieni la tua idea! ci lasci tutti soli a discutere?
:-)
 
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sante pollastri

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il concetto è teoricamente giusto e apprezzabile. in realtà, nel terzo millennio, è impensabile pensare di praticare "politiche di massa" di boicottaggio dei prodotti stranieri per favorire quelli nazionali. secondo il tuo pensiero, bisognerebbe allora auspicare la reintroduzione di dazi doganali elevati, che fungano da barriera economica contro le produzioni straniere. abbiamo l'europa unita, la moneta unica, i presidenti di USA e Russia che mangiano insieme al fastfood, e dovremmo andare noi a boicottare le produzioni straniere per scelta di politica economica "ad applicazione individuale"? il consumatore compra ciò che si addice a lui come qualità e prezzo. le politiche economiche le fanno i governi.
e poi, ricordo tutto quanto già segnalato in questi post: è l'imprenditore il primo che, per il suo lucro, esternalizza all'estero, fottendosene dei lavoratori italiani (la Fiat che produrrà in Serbia, ti dice niente?). e allora, io devo vincolare le mie scelte in termini di qualità e di prezzo, limitandole alla produzione italiana, quando l'imprenditore fa i soldi grazie al mercato globale? suvvia!

invece, all'autore di questo 3d interessante: che fai? ;nonzo% lanci il sasso e poi nascondi la mano? su, sostieni la tua idea! ci lasci tutti soli a discutere?
:-)
io dico a e tu rispondi b.....
ho detto solo che vorrei sapere dove viene costruito il telaio che vorrei acquistare,è lecito?
non discuto le scelte degli imprenditori,loro badano al massimo profitto,io,in questo caso,non approvo ma mi adeguo,e compro ciò che piu' mi piace.
riguardo alla fiat,era meglio non tirarla in gioco:per quel che vale,massima solidarietà ai suoi operai.
 

magicady

Passista
15 Agosto 2009
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Doha Qatar
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Bici
FM 028 Horse with no name Nome Ady
Se fosse cosi' dovremmo tutti guidare una Fiat vestiti Benetton avere una bici italiana con cambio Campagnolo e via dicendo. Sai che tristezza! Meno male che ognuno ha gusti ed esigenze diverse e che l'offerta e' vasta.
eh no se compri la fiat panda hai un prodotto polacco fin'ora, se compri benetton hai di sicuro un prodotto non made in italy, la maggior parte delle bici italiane sono prodotte all'estero, ti rimane solo il cambio campagnolo
di cui non so
AUGURI
 

round

Apprendista Passista
26 Giugno 2007
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Credo che Ambatula, pur sbagliando forse esempi e con un ragione un po' forzato a mio parere, ha colto tutto sommato una realtà...

L'estero e lo straniero ci affascina sempre un po'... quanti marchi italiani hanno oggi nomi stranieri per "far figo"?

E poi anche gli altri sono esterofili, vedi americani, australiani e giapponesi che stravedono per le bici italiane e per Campagnolo :mrgreen:

L'erba del vicino, è sempre più buo... verde :mrgreen:
Ciao Lane ,
in realtà gli altri comprano italiano per il prestigio e il blasone che certi marchi hanno forse non tanto per il prodotto in sè , in italia molti comprano estero perchè fa figo anche senza il blasone e il prestigio.
 

rapportoagile

Moderatoren
20 Agosto 2008
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Settequerce (Bolzano)
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Bici
Scapin Dyapason
Ahhhh, l'esterofilia....che brutta malattia, diceva il mio insegnante di inglese.
Tutti che ascoltano musica inglese, ma quasi nessuno ne capisce il testo....
In effetti aveva ragione, molti testi delle canzoni inglesi che andavano per la maggiore dicevano caxxate mostruose. Solo che spesso la stessa canzone con testo italiano NON era la stessa cosa.
Oè rapportoagile, qui si parla di bici, non di musicaaaaaa:rosik:
Per la verità si parla di esterofilia, che comprende vari settori.
Personalmente ero parecchio esterofilo: musica, moto (Harley), auto (Simca..:oops:, sì ho avuto una Simca e allora??) poi Ford, poi Alfasud con un sacco di rogne, che mi ha ancora piú convinto che i prodotti italiani facessero schifo, rafforzando la mia esterofilia). Ma era tanto tempo fa (25-30 anni fa).
Ora le cose sono cambiate. Non si sa più chi-produce-dove. Marchi italianissimi, come Bianchi sono in realtà svedesi. L'americanissima Cannondale produce a Taiwan, ma con l'adesivo "Handmade in the USA" (c'é ancora?). Ma poi perchè Roger o Johnny, dovrebbero saldare meglio di Huang Feng?
La Ducati è passata in mani americane, per poi tornare italiana. Fiat che produce....dove conviene di più......Marchi di abbigliamento italiani, soprattutto di calzature, famosissimi e costosissimi, che producono in Sri Lanka, salvo poi scrivere sulla scatola MADE in ITALY, perchè basta che rifiniscano un minimo particolare in Italia, che la legge consente loro di farlo.
'nsomma, un casino. Quindi anche la fedeltá al "prodotto nazionale" lascia il tempo che trova. Personalmente con l'età sono cambiato e ora sono orgoglioso che la mia Scapin in acciaio, sia stata prodotta ancora in Italia. Ma sono stra-contento della mia Toyota Yaris Verso. Quando dovró sostituirla, dato che non è più in produzione, chissà, forse una FIAT Doblò, o una Qubo a Gas? (per me le auto devono essere pratiche e spaziose, prima ancora che belle)
Insomma oggigiorno ognuno acquista ciò che gli pare senza far torto a nessuno.
 
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Rox

Apprendista Passista
28 Luglio 2008
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Caserta provincia
www.scuoladiwingtsun.it
Bici
Bianchi - Battaglin - Ducati
Per non fare torto a nessuno ho montato una catena KMC (non italiana) sul mio centaur 10v carbon (italiano). Ma a pensarci mi viene un dubbio ;nonzo% se è "carbon" allora è sicuramente produzione orientale. Quindi... boh? Qualcuno mi suggerisce che anche le catene marchiate campagnolo sono prodotte da KMC... Impossibile oggi stare dietro a questa faccenda del made in Italy! E poi le realizzazioni "cinesi", "taiwanesi", ecc... vengono vendute in Italia, da personale italiano...
Per quanto mi riguarda, mi interesse che il prodotto che acquisto sia il più possibile funzionale e abbia un prezzo accettabile. Se proprio c'è da boicottare qualcosa, sono le produzioni industriali basate sullo sfruttamento delle risorse umane, senza rispettarne i diritti... pratica comune anche in Italia.
 

Abu Yasin

Passista
30 Novembre 2008
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LOOK 595 Ultra
...
Ma siamo italiani!!!! Vantiamo i migliori costruttori di biciclette, siamo invidiati da tutto il mondo, siamo un modello per costruttori e designer stranieri, storicamente siamo stati tra i primi in praticamente tutto..........e poi leggo e vedo gente che denigra la Campagnolo, compra robaccia cinese, compra roba tedesca a poco prezzo, denigra e parla male di marchi storici italiani (Bianchi su tutti!!!!).
Insomma a me questa situazione mi fa veramente inc......are!
Soprattutto perchè chi compra bici cinesi, poi si lamenta della cassaintegrazione e della mancanza di lavoro!!!!!!!!!!


... e abbiamo pure il 70% del patrimonio artistico mondiale... :sborone:

:)))::)))::))):
 

GiacomoOPERA

Apprendista Passista
25 Dicembre 2006
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Il punto è che oggi, a causa o per merito della globalizzazione il miglior prodotto non è più quello italiano, tedesco, o cinese. Il miglior prodotto è quello che viene sviluppato e realizzato unendo i migliori profili di vari popoli e di varie culture.

Affermare che il prodotto italiano è il migliore del mondo è pateticamente anacronistico, un' affermazione simile si poteva infatti fare qualche decina di anni fa, quando la globalizzazione era un fenomeno ancora agli arbori e quindi il prodotto veniva interamente sviluppato in un paese, in quel caso quindi noi italiani in molti campi eravamo i migliori in quanto avevamo quel mix di know-how e creatività che altri paesi non avevano.

Ad oggi però il mondo è cambiato ed è diventato estremamente facile scambiare le competenze con altre culture, a questo punto ci troviamo in una situazione in cui non serve più l' insieme di conoscenze di base per fare un prodotto, ma serve che ogni paese si specializzi in ciò che gli riesce meglio facendo in modo quindi che il miglior prodotto, rimanendo in tema biciclette, sia la bici che viene disegnata da designer italiani, progettata da ingegneri tedeschi, costruita nella terra madre del carbonio (Taiwan), e montata in indonesia perchè costa meno. In questo modo arriviamo a un prodotto finito che concentra le migliori capacità di ogni paese, trovando quindi l' utente finale a dover scegliere non tra prodotti fatti meglio o peggio, ma sviluppato seguendo percorsi di ricerca diversi.
 

Ser pecora

Diretur
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Affermare che il prodotto italiano è il migliore del mondo è pateticamente anacronistico, un' affermazione simile si poteva infatti fare qualche decina di anni fa

Concordo sul tuo discorso e aggiungo che tanti altri discorsi sono pateticamente falsi.
Semplicemente perchè tanta gente ignora come andassero veramente le cose una volta. La delocalizzazione è iniziata ben più di 10 anni fa.
L'utilizzo dei terzisti e le bici rimarchiate sono cose che avvenivano già 70 anni fa. Anche fuori dal territorio nazionale.
Molte persone non hanno nessuna conoscenza delle tradizioni telaistiche aldifuori dell'Italia. Come se le tradizioni francesi o inglesi fossero marginali...
E' ancora comune sentire gente che pensa che il cambio lo abbia inventato campagnolo, etc...

Il vero shock della globalizzazione è stato internet e la diffusione e condivisione delle notizie. In un mondo (quello del ciclismo) costruito storicamente di retorica i fatti sono spesso cose inaccettabili.
Dalle bici al doping.
 

lupo solitario

Ammiraglia
3 Febbraio 2008
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Quelle che testo.
...e con il titolo non dico niente di nuovo.
Ma io non riesco a rassegnarmi a vedere gente che giustifica acquisti scegliendo marchi stranieri dicendo che sono i migliori.
Fossimo neozelandesi......
Ma siamo italiani!!!! Vantiamo i migliori costruttori di biciclette, siamo invidiati da tutto il mondo, siamo un modello per costruttori e designer stranieri, storicamente siamo stati tra i primi in praticamente tutto..........e poi leggo e vedo gente che denigra la Campagnolo, compra robaccia cinese, compra roba tedesca a poco prezzo, denigra e parla male di marchi storici italiani (Bianchi su tutti!!!!).
Insomma a me questa situazione mi fa veramente inc......are!
Soprattutto perchè chi compra bici cinesi, poi si lamenta della cassaintegrazione e della mancanza di lavoro!!!!!!!!!!

la globalizzazione sta impoverendo e affamando il mondo. E mi fermo qui altrimenti dovremo toccare l'economia e altro.
Ma di marchi esteri buoni ce ne sono, anche perchè non dimenticare, che tutto il carbonio e parlo dei filamenti che poi vengono tessuti nelle pelli del carbonio che lavorati diventano tubi, forcelle ecc., viene dall'oriente.
Quindi sono d'accordo che i marchi italiani storici siano un patrimonio per il mondo tecnologico, ma non dobbiamo pensare che siamo solo noi a sapere fare i prodotti. La concorrenza è alta. Quello che conta è che il consumatore acquisti prodotti di qualità che funzionino bene e che non siano solo una novità, perchè è quello che uccide il mercato è la novità a tutti i costi, anche dell'affidabilità. Dobbiamo evitare di comprare un prodotto solo perchè è nuovo; dobbiamo verificare che sia stato elevato lo standard e la qualità.
Io sono per gli incentivi statali anche per i produttori nazionali del settore perchè sono un patrimonio nazionale e mondiale.
 

GiacomoOPERA

Apprendista Passista
25 Dicembre 2006
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la globalizzazione sta impoverendo e affamando il mondo.


Non sono d' accordo.

La globalizzazione non sta impoverendo il mondo, lo sta cambiando, e finchè tutti, dall' operaio all' imprenditore, non si adeguano ai nuovi standard del mondo globalizzato, essi saranno esclusi dal mercato, provocando una reazione a catena che indebolisce l' economia del paese.

La globalizzazione sta quindi impoverendo chi non è così dinamico da adeguarsi alle nuove leggi del mercato, ed essendo noi un paese, dal punto di vista dell' industria, molto conservatore, non possiamo che risentirne.

Riguardo la tua ultima frase sugli aiuti..si è vero, e va benissimo, ma è una medicina in grado di rallentare il dolore, non di annientarlo per sempre.
 
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Ambatula

Apprendista Scalatore
15 Marzo 2010
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Milano
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Bici
Olmo Alu + Olmo Carbo
Non rispondo a tutti quelli che non sono d'accordo perchè ci vorrebbe un papiro.
Però, visto che ho letto risposte che non corrispondono a quello che volevo dire, ci tengo a precisare il mio pensiero, che forse ho espresso in modo passionale e frettoloso.

Tra un telaio, di uguale gamma, italiano e uno straniero, non credo che ci siano differenze sostanziali. Tra un gruppo, di uguale gamma, italiano e uno straniero, non credo che ci siano delle differenze sostanziali. E così via.....
Con queste premesse, di cui sono fermamente convinto, allora io, personalmente, sceglierò sempre un prodotto italiano. Lo sceglierò perchè, a parità di tecnica costruttiva e a parità di prestazioni, quello italiano mi regala vantaggi in termini nazionalistici (che comprende il blasone, la storia, il sostenere la produzione italiana).

Quindi, se non doveste essere d'accordo, non mi fate esempi sulle auto, perchè non calzano. Le bici italiane e straniere (a mio avviso), della stessa gamma, offrono le stesse prestazioni (sintetizzo in "prestazioni" la lista completa delle caratteristiche......per i più pignoli, di cui il forum è satollo). Le auto no. La Fiat non è la BMW, l'Alfa non è la Mercedes, la Ferrari non è la Porsche (esempi....sono solo esempi)

La globalizzazione è un altro esempio che non calza con il mio concetto.
La globalizzazione è un fenomeno di sviluppo in cui le relazioni a livello mondiale danno come effetto uno scambio economico e culturale tra diversi Paesi nel mondo (spero che almeno su questo siamo d'accordo....)
La globalizzazione ci permette di ampliare la nostra scelta (e teoricamente di alzare il rapporto qualità/prezzo........ma questo è tutto da discutere).
Ma tornando al mio concetto, la globalizzazione non mi aiuta, nè economicamente nè qualitativamente, perchè i prodotti che io devo scegliere (stiamo parlando esclusivamente di ciclismo) sono allineati tra loro, sono uguali, hanno lo stesso prezzo (e se non è uguale, è molto simile).

Quindi perchè io dovrei scegliere un prodotto straniero anzicchè uno italiano? Ecco l'esterofilia.

Per tutti quelli che hanno messo una valutazione negativa al post: mi dispiace che per voi esprimere un parere sia una cosa negativa, solo perchè non corrisponde con le vostre idee. Oppure significa che l'essere esterofili la considerate un'offesa....e allora siete anche ipocriti.