Vi lancio una sfida: come provereste a spiegare ad un caro amico - con una passione smodata per il ciclismo e, tra le altre cose, campione italiano 2010 e del mondo 2009 uisp - che ha già "piegato" (tra gli ultimi) due damocles ed ora sta "tritando" un noah che Dario "pur usando un materiale dai più considerato obsoleto"

potrebbe fornirgli una bici ancora più performante del suo attuale monoscocca ipertecnologico in carbonio?
Tra le altre cose il BLE sempre creato pensando a Lui ...
Se il tuo amico è davvero appassionato come dici, perchè non lo inviti qui sul forum a fare una chiacchieratina con noi? Forse confrontando assieme la nostra passione per il ciclismo e mettendo ciascuno sul piatto la propria esperienza personale, potrebbe nascere in lui la voglia di andare oltre i soliti preconcetti cui ti riferisci. Se la curiosità potenzialmente indotta da questo dialogo, sarà poi accompagnata dalla voglia di conoscere dal vivo Dario e il Dario-pensiero, allora....Dario e i ragazzi della bottega potrebbero dover saldare un telaio in più....
Segue l'off topic "più gigante" della storia, che però credo possa essere utile per rispondere alla domanda: "Perchè dovrei rivolgermi a Pegoretti?"



Dario una volta mi ha detto che i ciclisti che si rivolgono a lui, solitamente, hanno già maturato una certa esperienza, credo intendesse dire che essi sanno cosa vogliono con esattezza, poi Dario ha il compito di tradurre queste richieste ed aspettative in "otto tubi giuntai"

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Personalmente credo che le "vie che portano a Caldonazzo" siano plurime, a ognuna di esse attribuisco la medesima dignità: dall'"agonista evoluto", al "cicloamatore che ama pedalare bene su uno splendido manufatto", a chi nella vita ama circondarsi, quando può, del meglio del meglio.
Credo poi che difficilmente chi si rivolga a Dario possa rimanere non-soddisfatto della scelta fatta, semplicemente per il fatto che Dario è una persona molto pragmatica, schietta nel senso positivo del termine, che parla col cliente, lo ascolta, lo fa sentire a proprio agio senza mai salire in cattedra (anche se i titoli per farlo li avrebbe

), se poi individua una soluzione la propone e non la impone, insomma l'incontro con Dario, ancora prima che con i suoi manufatti, può muovere 1000 emozioni, tra cui anche interrogativi e dubbi su quanto fino a quel momento veniva preso per oro colato, credo mai l'indifferenza.
Ogni volta che si lascia a malincuore la bottega di Caldonazzo, si torna a casa con un mix di emozioni nuove, se fossi il Ministro della Pubblica Istruzione obbligherei :angrymod:Dario, Pietro, Manuel e Daniel a ricevere, diciamo almeno una volta al mese, un gruppo di studenti al termine del percorso di studio obbligatorio: lì si respira a pieni polmoni quella passione, intesa come spinta a darsi da fare per creare qualcosa che ancora non è stato detto (rischiando con questa scelta direttamente sulla propria pelle, basti pensare alla decisione di non piegarsi alle mode per "fare più numeri", ma di essere coerenti col proprio credo, anche quando questo non collima con l'ultima moda del mercato), che a detta degli studiosi, oggigiorno purtroppo manca ai giovani d'oggi.
Proprio questa passione è la vera spinta che trasuda da ogni telaio di Dario, anche "un orbo" coglie che un manufatto di Dario è diverso dagli altri perchè, come uno scrigno, racchiude dentro i suoi tubi la voce di un uomo che di una passione è riuscito a fare il mestiere di una vita, per questo Dario (ma non solo) ti ammiro

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