Locanda "da Dario"

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ezio79

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se qualcuno di buona volontà si offre volontario a far da segretario direi che possiamo iniziare a raccogliere le quote associative per l'anno 2011
 

ciofecca gialloblù

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16 Maggio 2009
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de fero
Questo è un Responsorium...


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sdg71

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se qualcuno di buona volontà si offre volontario a far da segretario direi che possiamo iniziare a raccogliere le quote associative per l'anno 2011

eccolo! ne parliamo settimana prossima vi mando tutti i recapiti.....
 

ciofecca gialloblù

Apprendista Velocista
16 Maggio 2009
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de fero
Spero di non essere fuori tempo massimo, ma ho commesso una mancanza in occasione del mio "reportage" da Caldonazzo.
Vi ho parlato del grande Pietro Petricola (ciao Pietro o-o), non ho parlato di Daniel, che sicuramente conoscete già se siete stati in Botega o più semplicemente avete visto il video "Of Steel".
Daniel è ungherese, è venuto qui in Italia per "imparare il mestiere" da Dario, trasuda passione per il proprio lavoro e per le bici, meno male che esistono ancora delle persone motivate e capaci che spero possano portare avanti tutto quanto di buono c'è alla base di questa splendida professione, grazie Daniel o-o.
E' una persona cordiale, riservata ma al tempo stesso molto disponibile, nel corso di una chiacchierata fatta assieme mi ha detto una cosa tremendamente vera che, in quanto tale, mi ha colpito: "Non capisco come mai in Italia, terra ricca di tradizioni in ambito ciclistico, patria e dimora di alcuni dei più grandi e illustri telaisti a livello mondiale, non vi siano apprendisti italiani che vogliano portare avanti questa tradizione....".
Non lo capisco nemmeno io o forse posso immaginarlo, quanti giovani sono a conoscenza di questo nobile mestiere? Ammesso poi che lo conoscano, quanti sono disposti ad investire con impegno, costanza ed umiltà in una lunga e continua formazione sul campo? In questo settore infatti, ancor più che in altri, la "gavetta" è importante, presumo occorrano diversi anni prima di essere in grado di camminare sulle proprie gambe.....occorre dunque molto tempo prima di poter raccogliere i frutti sbocciati da quanto seminato, quanti ragazzi hanno la preparazione, soprattutto sul piano mentale, per far ciò (a costo di dire una banalità molti giovani, non tutti sia chiaro, pretendono tutto e subito, magari successo, soldi e notorietà, difficile....).
Io giovane nel senso stretto del termine non lo sono più, ho 38 primavere alle spalle, ho un lavoro che amo e che faccio con soddisfazione, ma il mestiere del telaista mi sarebbe proprio piaciuto impararlo.....ormai è tardi, mettiamola così, Dario ha scampato un bel pericolo evitando di avermi tra i piedi come apprendista in Botega :mrgreen:
 

cicloturista62

Pignone
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un caval de fero
ciofecca gialloblù;2656951 ha scritto:
Spero di non essere fuori tempo massimo, ma ho commesso una mancanza in occasione del mio "reportage" da Caldonazzo.
Vi ho parlato del grande Pietro Petricola (ciao Pietro o-o), non ho parlato di Daniel, che sicuramente conoscete già se siete stati in Botega o più semplicemente avete visto il video "Of Steel".
Daniel è ungherese, è venuto qui in Italia per "imparare il mestiere" da Dario, trasuda passione per il proprio lavoro e per le bici, meno male che esistono ancora delle persone motivate e capaci che spero possano portare avanti tutto quanto di buono c'è alla base di questa splendida professione, grazie Daniel o-o.
E' una persona cordiale, riservata ma al tempo stesso molto disponibile, nel corso di una chiacchierata fatta assieme mi ha detto una cosa tremendamente vera che, in quanto tale, mi ha colpito: "Non capisco come mai in Italia, terra ricca di tradizioni in ambito ciclistico, patria e dimora di alcuni dei più grandi e illustri telaisti a livello mondiale, non vi siano apprendisti italiani che vogliano portare avanti questa tradizione....".
Non lo capisco nemmeno io o forse posso immaginarlo, quanti giovani sono a conoscenza di questo nobile mestiere? Ammesso poi che lo conoscano, quanti sono disposti ad investire con impegno, costanza ed umiltà in una lunga e continua formazione sul campo? In questo settore infatti, ancor più che in altri, la "gavetta" è importante, presumo occorrano diversi anni prima di essere in grado di camminare sulle proprie gambe.....occorre dunque molto tempo prima di poter raccogliere i frutti sbocciati da quanto seminato, quanti ragazzi hanno la preparazione, soprattutto sul piano mentale, per far ciò (a costo di dire una banalità molti giovani, non tutti sia chiaro, pretendono tutto e subito, magari successo, soldi e notorietà, difficile....).
Io giovane nel senso stretto del termine non lo sono più, ho 38 primavere alle spalle, ho un lavoro che amo e che faccio con soddisfazione, ma il mestiere del telaista mi sarebbe proprio piaciuto impararlo.....ormai è tardi, mettiamola così, Dario ha scampato un bel pericolo evitando di avermi tra i piedi come apprendista in Botega :mrgreen:
E' un po' la stessa cosa che ho visto da Zullo. C'era un Maso (made in Japan...ciao grande Maso!) "ad apprendere l'arte dell'acciaio". Perchè non ci sono giovani che vogliono intraprendere questa nobile arte?
Immaginate questo scenario. Sono un giovane che va a "bottega" da un artigiano e so fin dall'inizio che:
1) per qualche anno il mio guadagno sarà zero o poco più (mi sta bene perchè lo considero un investimento)
2) una volta imparata l'arte, so che dovrò comunque fare i conti con un mercato interno che, al momento, è prevalentemente orientato a carbonio e apparenza ma io sto lavorando per imparare qulcosa che invece è "sostanza", quindi rischio fortemente d'andare controcorrente
3) date le prospettive del mercato interno, mi dovrò rivolgere a quello estero con tutte le implicazioni del caso ma almeno qualche speranza mi verrà offerta....ma c'è ancora qualcosa che non mi torna......ahhhhh si il mio socio di maggioranza! Chi é?
4) Lo Stato! So già in partenza che lavorerò sino a luglio per Lui e poi, da agosto, inizierò a lavorare per me, yeahhhhhhhhhh
Siamo onesti! Chi è il ragazzo italiano che con queste prospettive ha voglia di intraprendere questa avventura? E' comprensibile che un ragazzo americano, giapponese o di qualche paese dell'est europeo abbia voglia di investire in quest'arte, poichè, una volta tornato a casa, si raffronterà con una cultura che qualche speranza gliela offrirà. Diciamocela fino in fondo la verità, quante sono realmente le persone, anche all'interno di questo forum, che, al di là dei tanti proclami vocali, sono realmente intenzionate a spendere cifre anche importanti per avere "un caval de fero"? Poche, pochissime, troppo poche per invogliare un ragazzo italiano ad affrontare questo tipo di avventura.
 
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sdg71

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Quoto al 100% il pensiero di Cicloturista...mi astengo volutamente da considerazioni socio economiche, già fatte a suo tempo con il buon Dario....a proposito se mi legge gli volevo dire che sabato sera all'Auditorium di Roma ho visto un concerto di Bill Frisell e Vinicius Cantuaria....a te gò pensà!
 

ciofecca gialloblù

Apprendista Velocista
16 Maggio 2009
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E' un po' la stessa cosa che ho visto da Zullo. C'era un Maso (made in Japan...ciao grande Maso!) "ad apprendere l'arte dell'acciaio". Perchè non ci sono giovani che vogliono intraprendere questa nobile arte?
Immaginate questo scenario. Sono un giovane che va a "bottega" da un artigiano e so fin dall'inizio che:
1) per qualche anno il mio guadagno sarà zero o poco più (mi sta bene perchè lo considero un investimento)
2) una volta imparata l'arte, so che dovrò comunque fare i conti con un mercato interno che, al momento, è prevalentemente orientato a carbonio e apparenza ma io sto lavorando per imparare qulcosa che invece è "sostanza", quindi rischio fortemente d'andare controcorrente
3) date le prospettive del mercato interno, mi dovrò rivolgere a quello estero con tutte le implicazioni del caso ma almeno qualche speranza mi verrà offerta....ma c'è ancora qualcosa che non mi torna......ahhhhh si il mio socio di maggioranza! Chi é?
4) Lo Stato! So già in partenza che lavorerò sino a luglio per Lui e poi, da agosto, inizierò a lavorare per me, yeahhhhhhhhhh
Siamo onesti! Chi è il ragazzo italiano che con queste prospettive ha voglia di intraprendere questa avventura? E' comprensibile che un ragazzo americano, giapponese o di qualche paese dell'est europeo abbia voglia di investire in quest'arte, poichè, una volta tornato a casa, si raffronterà con una cultura che qualche speranza gliela offrirà. Diciamocela fino in fondo la verità, quante sono realmente le persone, anche all'interno di questo forum, che, al di là dei tanti proclami vocali, sono realmente intenzionate a spendere cifre anche importanti per avere "un caval de fero"? Poche, pochissime, troppo poche per invogliare un ragazzo italiano ad affrontare questo tipo di avventura.

Il tuo pensiero è condivisibile e da un punto di vista logico ineccepibile o-o tuttavia, secondo il mio modesto parere, o per essere più precisi, secondo il mio "intuito", questa nicchia dei telai in metallo non è destinata a sparire, anzi.....
In un futuro credo nemmeno troppo lontano, finita l'"ubriacatura del carbonio", una parte, seppur piccola, di ciclisti appassionati ed esigenti tornerà a bussare alle porte di chi non avrà appeso al chiodo gli utensili per produrre telai in metallo, il fatto è che che si tratterà di una clientela esigente, un target medio alto ed alto, dal palato fine...
Il problema piuttosto è un altro: trattandosi di una nicchia infatti, come dicevi giustamente tu, disporrà di un bacino d'utenza limitato e, per sopravvivere facendo utili, un giovane dovrà, secondo me, puntare ad eccellere, non potrà certo accontentarsi di stare nel gruppo.....
La strada da percorrere si presenterà sicuramente in salita, ma credo che se un giovane disporrà di idee chiare fin dall'inizio, sapendo dove vorrà arrivare, i presupposti per intraprendere questa avventura ci sono tutti.....
Ovvio che una buone dose di rischio nell'intraprendere questa strada è da mettere in preventivo..
E vogliamo parlare delle prospettive di chi vive di un salario fisso (come il sottoscritto)? Premesso che oggi, purtroppo, il famigerato "posto fisso" è divenuto una sorta di utopia del 21° secolo....ed anche quando si tramuta in realtà, dopo una vita di studi e specializzazioni, sappiamo bene quali sono gli stipendi che girano....
Dico questo per sottolineare che in Italia, purtroppo, le prospettive future sono poco rosee non solo per il nostro ipotetico apprendista telaista, ma per ogni giovane che si affaccia sul mercato del lavoro:cry.
Ma se a questi giovani non concediamo la voglia e la forza di lottare per i progetti ed i sogni che intenderanno realizzare nella loro vita, abbiamo messo la ciliegina finale....su una torta che è espressione di una società decadente e becera. o-o
Off Topic :offtopic:
Credo poi che il "periodo delle vacche grasse" sia finito un po' in tutti i settori, soprattutto dopo questa crisi economica che non è certo congiunturale, ma frutto ed espressione di un modello economico fallimentare basato solo e soltanto sulla speculazione fine a se stessa, dove è venuta progressivamente a mancare la "cultura del fare impresa", intesa come la capacità di promuovere non solo la giusta remunerazione di chi fa impresa, ma di produrre pure un plusvalore in termini di valore ed utilità in ciò che si produce, tutto questo non disgiunto dalla possibilità di offrire posti di lavoro: questo è uno, seppure non il solo, dei capisaldi per creare un modello sociale capace di reggersi su se stesso.
 
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sdg71

Guest
ciof,

dovresti aver visto la faccia del negoziante cui mi sono rivolto per montare il telaio.....questo la dice lunga sull'attuale stato di degrado in cui è caduto il settore del ciclo.
 
S

sante pollastri

Guest
purtroppo io la vedo nera,basta vedere quanti "vecchietti" se ne vanno in giro appesi,non in sella, ma letteralmente appesi ai loro telai carbonici rigorosamente sloping per capire che non c'è speranza.
e quando vedono qualche ferro in giro i commenti piu' sarcastici vengono proprio da loro....
 

ciofecca gialloblù

Apprendista Velocista
16 Maggio 2009
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de fero
ciof,

dovresti aver visto la faccia del negoziante cui mi sono rivolto per montare il telaio.....questo la dice lunga sull'attuale stato di degrado in cui è caduto il settore del ciclo.

Quello che spaventa e che francamente mi lascia un po' perplesso è la "mancanza di cultura" che dimostrano certi negozianti (non tutti fortunatemente però....), mi spiego: posso capire che il tuo splendido Responsorium sia una mosca bianca e che molti negozianti, loro malgrado, a forza di vedere e vendere i soliti (per carità validissimi...) telai in carbonio, certi multipli d'autore non siano abituati a vederli...ma bisogna essere davvero orbi, capperi...:mrgreen:, per non accorgersi cosa possa "esserci dietro", a livello di studio, ingenierizzazione, manualità ed arte ad un telaio come il tuo.
Stiamo assistendo ad "una omologazione del gusto", generata, ma forse semplifico troppo, da un modello culturale che, volenti o non volenti, ci porta ad apprezzare e premiare prodotti e progetti che sono o "sulla bocca di tutti", oppure spinti da campagne promozionali e mediatiche che ormai poco si discostano da un "lavaggio del cervello".
Caro amico, non ti crucciare dinanzi all'indifferenza e alla perplessità che questo negoziante ti ha manifestato, poichè il senso del bello, del manufatto unico, oltre che tremendamente efficace (ma di questo lui, contrariamente a te, non se ne accorgerà mai :cry) sono strabordanti nel tuo telaio, ma non c'è peggior cieco di chi si rfiuta di vedere, ergo.....o-o
 

ciofecca gialloblù

Apprendista Velocista
16 Maggio 2009
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de fero
purtroppo io la vedo nera,basta vedere quanti "vecchietti" se ne vanno in giro appesi,non in sella, ma letteralmente appesi ai loro telai carbonici rigorosamente sloping per capire che non c'è speranza.
e quando vedono qualche ferro in giro i commenti piu' sarcastici vengono proprio da loro....

La mia bici, nell'immaginario collettivo, "non fa figo", perché non è tappezzata dal nome del produttore in ogni centimetro quadrato, perchè non è reclamizzata sulla stampa specializzata e perchè è dannatamente diversa dal 95% delle bici che si vedono in giro...
Guardate che qua a Verona, la domenica mattina, c'è un brulicare mostruoso di top di gamma carbonici da 6000 e più euro.....
Poi quando mi trovo fermo al semaforo in attesa che scatti il verde, vi sono diversi sguardi che cadono sulla mia bici.....alcuni carichi di perplessità, altri intrisi di ammirazione, ma assai raramente la reazione è quella dell'indifferenza...
Il mio amico che l'ha provata, l'unico cui ho concesso questo onore :mrgreen:, alla fine della prova una cosa l'ha imparata, me l'ha esplicitata lui: i pregiudizi, dettati dalla non conoscenza o ancor peggio dalla saccenza, sono proprio una brutta bestia.....
 
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pcarp

Apprendista Passista
27 Febbraio 2009
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rugosa
ciofecca gialloblù;2658567 ha scritto:
Il tuo pensiero è condivisibile e da un punto di vista logico ineccepibile o-o tuttavia, secondo il mio modesto parere, o per essere più precisi, secondo il mio "intuito", questa nicchia dei telai in metallo non è destinata a sparire, anzi.....
In un futuro credo nemmeno troppo lontano, finita l'"ubriacatura del carbonio", una parte, seppur piccola, di ciclisti appassionati ed esigenti tornerà a bussare alle porte di chi non avrà appeso al chiodo gli utensili per produrre telai in metallo, il fatto è che che si tratterà di una clientela esigente, un target medio alto ed alto, dal palato fine...
Il problema piuttosto è un altro: trattandosi di una nicchia infatti, come dicevi giustamente tu, disporrà di un bacino d'utenza limitato e, per sopravvivere facendo utili, un giovane dovrà, secondo me, puntare ad eccellere, non potrà certo accontentarsi di stare nel gruppo.....
La strada da percorrere si presenterà sicuramente in salita, ma credo che se un giovane disporrà di idee chiare fin dall'inizio, sapendo dove vorrà arrivare, i presupposti per intraprendere questa avventura ci sono tutti.....
Ovvio che una buone dose di rischio nell'intraprendere questa strada è da mettere in preventivo..
E vogliamo parlare delle prospettive di chi vive di un salario fisso (come il sottoscritto)? Premesso che oggi, purtroppo, il famigerato "posto fisso" è divenuto una sorta di utopia del 21° secolo....ed anche quando si tramuta in realtà, dopo una vita di studi e specializzazioni, sappiamo bene quali sono gli stipendi che girano....
Dico questo per sottolineare che in Italia, purtroppo, le prospettive future sono poco rosee non solo per il nostro ipotetico apprendista telaista, ma per ogni giovane che si affaccia sul mercato del lavoro:cry.
Ma se a questi giovani non concediamo la voglia e la forza di lottare per i progetti ed i sogni che intenderanno realizzare nella loro vita, abbiamo messo la ciliegina finale....su una torta che è espressione di una società decadente e becera. o-o
Off Topic :offtopic:
Credo poi che il "periodo delle vacche grasse" sia finito un po' in tutti i settori, soprattutto dopo questa crisi economica che non è certo congiunturale, ma frutto ed espressione di un modello economico fallimentare basato solo e soltanto sulla speculazione fine a se stessa, dove è venuta progressivamente a mancare la "cultura del fare impresa", intesa come la capacità di promuovere non solo la giusta remunerazione di chi fa impresa, ma di produrre pure un plusvalore in termini di valore ed utilità in ciò che si produce, tutto questo non disgiunto dalla possibilità di offrire posti di lavoro: questo è uno, seppure non il solo, dei capisaldi per creare un modello sociale capace di reggersi su se stesso.
...me cojioni!!!!!...da sottoscrivere.
Paolo
 

pcarp

Apprendista Passista
27 Febbraio 2009
962
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rugosa
ciofecca gialloblù;2658674 ha scritto:
Quello che spaventa e che francamente mi lascia un po' perplesso è la "mancanza di cultura" che dimostrano certi negozianti (non tutti fortunatemente però....), mi spiego: posso capire che il tuo splendido Responsorium sia una mosca bianca e che molti negozianti, loro malgrado, a forza di vedere e vendere i soliti (per carità validissimi...) telai in carbonio, certi multipli d'autore non siano abituati a vederli...ma bisogna essere davvero orbi, capperi...:mrgreen:, per non accorgersi cosa possa "esserci dietro", a livello di studio, ingenierizzazione, manualità ed arte ad un telaio come il tuo.
Stiamo assistendo ad "una omologazione del gusto", generata, ma forse semplifico troppo, da un modello culturale che, volenti o non volenti, ci porta ad apprezzare e premiare prodotti e progetti che sono o "sulla bocca di tutti", oppure spinti da campagne promozionali e mediatiche che ormai poco si discostano da un "lavaggio del cervello".
Caro amico, non ti crucciare dinanzi all'indifferenza e alla perplessità che questo negoziante ti ha manifestato, poichè il senso del bello, del manufatto unico, oltre che tremendamente efficace (ma di questo lui, contrariamente a te, non se ne accorgerà mai :cry) sono strabordanti nel tuo telaio, ma non c'è peggior cieco di chi si rfiuta di vedere, ergo.....o-o
Roberto qui a Roma, vabbè che è grande, ci si orienta addirittura a zone......ciò che è "figo" da una parte è un cancello dall'altra....poi, come ho detto altre volte, se nomini Pegoretti, Zullo Ti guardano con la faccia a punto interrogativo;nonzo%....se poi accenni all'acciaio in genere Ti prendono per una vecchia cariatide :mrgreen:
 
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sante pollastri

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Roberto qui a Roma, vabbè che è grande, ci si orienta addirittura a zone......ciò che è "figo" da una parte è un cancello dall'altra....poi, come ho detto altre volte, se nomini Pegoretti, Zullo Ti guardano con la faccia a punto interrogativo;nonzo%....se poi accenni all'acciaio in genere Ti prendono per una vecchia cariatide :mrgreen:

vero,io ogni volta che esco so che sarà una battaglia,non riescono a mandar giu' che circolino ancora bici d'acciaio,e mal ti sopportano tra loro......giuro!
 

cicloturista62

Pignone
17 Novembre 2008
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un caval de fero
ciofecca gialloblù;2658567 ha scritto:
Off Topic :offtopic:
Credo poi che il "periodo delle vacche grasse" sia finito un po' in tutti i settori, soprattutto dopo questa crisi economica che non è certo congiunturale, ma frutto ed espressione di un modello economico fallimentare basato solo e soltanto sulla speculazione fine a se stessa, dove è venuta progressivamente a mancare la "cultura del fare impresa", intesa come la capacità di promuovere non solo la giusta remunerazione di chi fa impresa, ma di produrre pure un plusvalore in termini di valore ed utilità in ciò che si produce, tutto questo non disgiunto dalla possibilità di offrire posti di lavoro: questo è uno, seppure non il solo, dei capisaldi per creare un modello sociale capace di reggersi su se stesso.

Hai detto una grande verità che quoto al 100%, infatti il vero terremoto finaziario temo debba ancora arrivare. Chiudo l'off topic e chiedo scusa agli amministratori.
 
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cicloturista62

Pignone
17 Novembre 2008
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Bici
un caval de fero
e poi vogliamo anche vedere l'aspetto ecologico?
L'acciaio è riciclabile mentre il carbonio è molto più difficile da smaltire e comunque nn credo sia riciclabile.
Se ho detto una cosa inesatta, vi prego di perdonarmi sin d'ora ma passerei volentieri l'info ad un grosso produttore di telai che pare avere questo problemino
 

anto.vane

Cronoman
9 Settembre 2008
719
15
Carrara (MS)
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Specy Diverge
E' un po' la stessa cosa che ho visto da Zullo. C'era un Maso (made in Japan...ciao grande Maso!) "ad apprendere l'arte dell'acciaio". Perchè non ci sono giovani che vogliono intraprendere questa nobile arte?
Immaginate questo scenario. Sono un giovane che va a "bottega" da un artigiano e so fin dall'inizio che:
1) per qualche anno il mio guadagno sarà zero o poco più (mi sta bene perchè lo considero un investimento)
2) una volta imparata l'arte, so che dovrò comunque fare i conti con un mercato interno che, al momento, è prevalentemente orientato a carbonio e apparenza ma io sto lavorando per imparare qulcosa che invece è "sostanza", quindi rischio fortemente d'andare controcorrente
3) date le prospettive del mercato interno, mi dovrò rivolgere a quello estero con tutte le implicazioni del caso ma almeno qualche speranza mi verrà offerta....ma c'è ancora qualcosa che non mi torna......ahhhhh si il mio socio di maggioranza! Chi é?
4) Lo Stato! So già in partenza che lavorerò sino a luglio per Lui e poi, da agosto, inizierò a lavorare per me, yeahhhhhhhhhh
Siamo onesti! Chi è il ragazzo italiano che con queste prospettive ha voglia di intraprendere questa avventura? E' comprensibile che un ragazzo americano, giapponese o di qualche paese dell'est europeo abbia voglia di investire in quest'arte, poichè, una volta tornato a casa, si raffronterà con una cultura che qualche speranza gliela offrirà. Diciamocela fino in fondo la verità, quante sono realmente le persone, anche all'interno di questo forum, che, al di là dei tanti proclami vocali, sono realmente intenzionate a spendere cifre anche importanti per avere "un caval de fero"? Poche, pochissime, troppo poche per invogliare un ragazzo italiano ad affrontare questo tipo di avventura.

ciofecca gialloblù;2658567 ha scritto:
Il tuo pensiero è condivisibile e da un punto di vista logico ineccepibile o-o tuttavia, secondo il mio modesto parere, o per essere più precisi, secondo il mio "intuito", questa nicchia dei telai in metallo non è destinata a sparire, anzi.....
In un futuro credo nemmeno troppo lontano, finita l'"ubriacatura del carbonio", una parte, seppur piccola, di ciclisti appassionati ed esigenti tornerà a bussare alle porte di chi non avrà appeso al chiodo gli utensili per produrre telai in metallo, il fatto è che che si tratterà di una clientela esigente, un target medio alto ed alto, dal palato fine...
Il problema piuttosto è un altro: trattandosi di una nicchia infatti, come dicevi giustamente tu, disporrà di un bacino d'utenza limitato e, per sopravvivere facendo utili, un giovane dovrà, secondo me, puntare ad eccellere, non potrà certo accontentarsi di stare nel gruppo.....
La strada da percorrere si presenterà sicuramente in salita, ma credo che se un giovane disporrà di idee chiare fin dall'inizio, sapendo dove vorrà arrivare, i presupposti per intraprendere questa avventura ci sono tutti.....
Ovvio che una buone dose di rischio nell'intraprendere questa strada è da mettere in preventivo..
E vogliamo parlare delle prospettive di chi vive di un salario fisso (come il sottoscritto)? Premesso che oggi, purtroppo, il famigerato "posto fisso" è divenuto una sorta di utopia del 21° secolo....ed anche quando si tramuta in realtà, dopo una vita di studi e specializzazioni, sappiamo bene quali sono gli stipendi che girano....
Dico questo per sottolineare che in Italia, purtroppo, le prospettive future sono poco rosee non solo per il nostro ipotetico apprendista telaista, ma per ogni giovane che si affaccia sul mercato del lavoro:cry.
Ma se a questi giovani non concediamo la voglia e la forza di lottare per i progetti ed i sogni che intenderanno realizzare nella loro vita, abbiamo messo la ciliegina finale....su una torta che è espressione di una società decadente e becera. o-o
Off Topic :offtopic:
Credo poi che il "periodo delle vacche grasse" sia finito un po' in tutti i settori, soprattutto dopo questa crisi economica che non è certo congiunturale, ma frutto ed espressione di un modello economico fallimentare basato solo e soltanto sulla speculazione fine a se stessa, dove è venuta progressivamente a mancare la "cultura del fare impresa", intesa come la capacità di promuovere non solo la giusta remunerazione di chi fa impresa, ma di produrre pure un plusvalore in termini di valore ed utilità in ciò che si produce, tutto questo non disgiunto dalla possibilità di offrire posti di lavoro: questo è uno, seppure non il solo, dei capisaldi per creare un modello sociale capace di reggersi su se stesso.

vi quoto entrambi perchè a mio avviso avete ragione tutti e due! che dialettica e che argomentazioni! mi complimento con entrambi o-o anche se l'argomento principe non è la bicicletta in sè, sono gli interventi come questi che rendono ''utile'' un forum e soprattutto aprono al confronto e fanno pensare, cosa ormai tristemente poco diffusa nelle persone soprattutto nei giovani, e ve lo dice uno che ha 26 anni quindi un pò di voce in capitolo ce l'ho...o mi considerate già vecchio?!:angrymod: :mrgreen:
 

bicilook

Ammiraglia
15 Giugno 2008
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ORBEA Orca Omx -Colnago C60
ciofecca gialloblù;2658567 ha scritto:
Il tuo pensiero è condivisibile e da un punto di vista logico ineccepibile o-o tuttavia, secondo il mio modesto parere, o per essere più precisi, secondo il mio "intuito", questa nicchia dei telai in metallo non è destinata a sparire, anzi.....
In un futuro credo nemmeno troppo lontano, finita l'"ubriacatura del carbonio", una parte, seppur piccola, di ciclisti appassionati ed esigenti tornerà a bussare alle porte di chi non avrà appeso al chiodo gli utensili per produrre telai in metallo, il fatto è che che si tratterà di una clientela esigente, un target medio alto ed alto, dal palato fine...
Il problema piuttosto è un altro: trattandosi di una nicchia infatti, come dicevi giustamente tu, disporrà di un bacino d'utenza limitato e, per sopravvivere facendo utili, un giovane dovrà, secondo me, puntare ad eccellere, non potrà certo accontentarsi di stare nel gruppo.....
La strada da percorrere si presenterà sicuramente in salita, ma credo che se un giovane disporrà di idee chiare fin dall'inizio, sapendo dove vorrà arrivare, i presupposti per intraprendere questa avventura ci sono tutti.....
Ovvio che una buone dose di rischio nell'intraprendere questa strada è da mettere in preventivo..
E vogliamo parlare delle prospettive di chi vive di un salario fisso (come il sottoscritto)? Premesso che oggi, purtroppo, il famigerato "posto fisso" è divenuto una sorta di utopia del 21° secolo....ed anche quando si tramuta in realtà, dopo una vita di studi e specializzazioni, sappiamo bene quali sono gli stipendi che girano....
Dico questo per sottolineare che in Italia, purtroppo, le prospettive future sono poco rosee non solo per il nostro ipotetico apprendista telaista, ma per ogni giovane che si affaccia sul mercato del lavoro:cry.
Ma se a questi giovani non concediamo la voglia e la forza di lottare per i progetti ed i sogni che intenderanno realizzare nella loro vita, abbiamo messo la ciliegina finale....su una torta che è espressione di una società decadente e becera. o-o
Off Topic :offtopic:
Credo poi che il "periodo delle vacche grasse" sia finito un po' in tutti i settori, soprattutto dopo questa crisi economica che non è certo congiunturale, ma frutto ed espressione di un modello economico fallimentare basato solo e soltanto sulla speculazione fine a se stessa, dove è venuta progressivamente a mancare la "cultura del fare impresa", intesa come la capacità di promuovere non solo la giusta remunerazione di chi fa impresa, ma di produrre pure un plusvalore in termini di valore ed utilità in ciò che si produce, tutto questo non disgiunto dalla possibilità di offrire posti di lavoro: questo è uno, seppure non il solo, dei capisaldi per creare un modello sociale capace di reggersi su se stesso.
E qui quoto al 1000%...come un libro aperto.Grande Ciofeccao-o
 
Stato
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