La penso anch'io come te, premettendo che io sono un'eccezione a quanto affermerò ora (il mio n.name non è stato scelto a caso), credo che chi si rivolga a Dario sia un utente "maturo", ma non dal punto di vista anagrafico, ma per quello che concerne la passione per il ciclismo ed il modo di rapportarsi alla bicicletta.
Alludo cioè ad una persona che ha sperimentato più di un telaio, che ha capito ciò che vuole dalla bici, che ha chiaro cosa può ottenere e cosa no da un telaio, tutto ciò probabilmente consente al nostro ipotetico ciclista di fare una scelta di livello "assoluto", dove assoluto va interpretato nel senso etimologico del termine, cioè "sciolto, liberato" da tutti quei legami e vincoli generati dalla pubblicità e dal mercato per convincerci che pedalando sul medesimo telaio utilizzato da un professionista di grido....magari diventiamo un po' professionisti pure noi

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Prendete con le pinze, non certo in termini assoluti, questa mia affermazione, che vuole essere una provocazione, ma come tutte le provocazioni, se guardate e giudicate con un po' di spirito critico, forse un poco di verità la contiene.
Ribadisco che per me e sottolineo per me, chi pedala su un telaio di Dario è uno Spirito Libero e che chi non prova o non vuole o non riesce ad effettuare questa operazione di "sganciamento" e di "distacco" dalla logica dell'apparire per essere figo, per approdare a quella del "percepire" per conoscere....probabilmente a Caldonazzo non ci andrà mai....
Amen