Spartano
Apprendista Velocista
Vorrei provare a fare il punto della situazione, se sbaglio correggetemi:
a) Riccò viene ribeccato per l'ennesima volta in una vicenda doping, questa volta rischia la vita per una trasfusione che si sarebbe fatto, dovrebbe prendere qualche ripetizione da un bravo infermiere, questa è la volta buona per cambiare mestiere
b) la quantomeno chiacchierata e strappalacrime compagna si è tenuta una sacca di sangue nel frigo senza accorgersene, non oso immaginare che livello di trasandatezza ci deve essere nella loro casa, anche lei ripetizioni, però da una brava massaia, complice senza appello con l'aggravante di essere madre di un bambino, nessuno dei due genitori dimostra senso di responsabilità
c) il padre di Riccò, che si arrampica sugli specchi durante i primi giorni di degenza, da un simil genitore è difficile aspettarsi qualcosa di buono, non può non sapere, ha sicuramente fiancheggiato il figlio, perlomeno complice, la famiglia del dopato secondo me è quasi sempre coinvolta
d) qualcuno avrà pur trattato quella sacca di sangue o collaborato con Riccò con consigli e terapie, come ho scritto da qualche parte questi sanitari (dottori, infermieri o trafficoni) devono andare a pulire i cigli dei fossi, con tutto il rispetto per chi già svolge questo mestiere
e) la sensazione è forte, che ci sia qualcuno che in qualche maniera giostri i controlli e le sentenze, forse non nella totalità dei casi no ma in diversi si.
Ora l'ho detta. Saluti, Fabrizio.
a) Riccò viene ribeccato per l'ennesima volta in una vicenda doping, questa volta rischia la vita per una trasfusione che si sarebbe fatto, dovrebbe prendere qualche ripetizione da un bravo infermiere, questa è la volta buona per cambiare mestiere
b) la quantomeno chiacchierata e strappalacrime compagna si è tenuta una sacca di sangue nel frigo senza accorgersene, non oso immaginare che livello di trasandatezza ci deve essere nella loro casa, anche lei ripetizioni, però da una brava massaia, complice senza appello con l'aggravante di essere madre di un bambino, nessuno dei due genitori dimostra senso di responsabilità
c) il padre di Riccò, che si arrampica sugli specchi durante i primi giorni di degenza, da un simil genitore è difficile aspettarsi qualcosa di buono, non può non sapere, ha sicuramente fiancheggiato il figlio, perlomeno complice, la famiglia del dopato secondo me è quasi sempre coinvolta
d) qualcuno avrà pur trattato quella sacca di sangue o collaborato con Riccò con consigli e terapie, come ho scritto da qualche parte questi sanitari (dottori, infermieri o trafficoni) devono andare a pulire i cigli dei fossi, con tutto il rispetto per chi già svolge questo mestiere
e) la sensazione è forte, che ci sia qualcuno che in qualche maniera giostri i controlli e le sentenze, forse non nella totalità dei casi no ma in diversi si.
Ora l'ho detta. Saluti, Fabrizio.

