Dal vostro inviato in Alta Badia
Testato oggi il percorso del lungo. Tutto molto porno, qui è un parco giochi per ciclisti, ma senza un centimetro di pianura. E allora per restare nel mood ho preso casa in cima a una salita al 20%. E ho preso anche acqua. Poca su Pordoi e Sella, una bella secchiata (e tanto freddo) in discesa dal Giau, con gocce che sembravano proiettili. Col senno del poi, avrei fatto meglio a stare zitto anziché lamentarmi sul primo Campolongo per il sole e il caldo: il karma ci sente benissimo. E vi ascolta. Se queste sono le premesse, vi consiglio di attrezzarvi bene per domenica, la sola mantellina obbligatoria potrebbe non essere sufficiente.
Per il resto, strade già straripanti di ciclisti sul percorso del Sellaronda. Dall'altro lato pochi temerari, il perché l'ho capito troppo tardi. Cantieri un po' ovunque, specie sulla prima parte. Hanno rifatto l'asfalto proprio in questi giorni in diversi punti, roba da sbavarci sopra. Ma... in discesa dal Valparola ci sono ruspe su un tratto lungo un paio di chilometri, regolato da semaforo. E l'organizzazione dice che bisognerà rispettare il rosso, che quando sono arrivato io è durato circa un quarto d'ora. Già li vedo i ciclisti che si ammassano davanti al semaforo in attesa del verde. Ah, dimenticavo: poco più in basso c'è un cantiere. E un altro semaforo, ça va sans dire.