Marmotte Granfondo Alpes 2025

bicilook

Ammiraglia
15 Giugno 2008
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ORBEA Orca Omx -Colnago C60
Le 7 Majeurs è quello che andrò a fare a Giugno con alcuni amici , probabilmente proprio nel we della GF, magari ci si incontra in quei giorni
Se posso darti un consiglio,ho fatto quelle salite diverse volte e secondo me vale la pena farlo al contrario per fare in salita i versanti più belli di quelle montagne.
 
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Stefano1961

Novellino
9 Novembre 2024
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Canyon
C'e' chi sogna di presentarsi a La Villa, chi a Sölden... e, poi, c'e' chi sogna di trovarsi in griglia a Le Bourg-d'Oisans.

Per chi ha il Galibier e l'Alpe d'Huez nel cuore , LA Granfondo e' sempre quella: https://marmottegranfondoalpes.com/

Tre gli eventi che prenderanno il via da Le Bourg-d'Oisans tra il 20 e il 22 Giugno 2025:

- Marmotte Granfondo Alpes: 22/06/2025 177 km, 5000 m D+
- La Rando des Marmottes (non competitiva, in due giorni): 21-22/06/2025, 98+79 km, 5000 m D+
- Grimpee Alpe d'Huez: 20/06/205, 13 km, 1100 m D+

Prezzi e regolamento qua: https://marmottegranfondoalpes.com/en/pricing-and-rules/
Ad oggi (23 Dicembre 2025), l'iscrizione costa 125 €.

Il mio 2024 su strada e' stato un anno pessimo e, dopo la prima partecipazione nel 2019, avevo bisogno dello stimolo giusto per rimettermi sotto. Qualcuno :bn: deve avermi ascoltato e mi ha regalato l'iscrizione. Logisticamente, vivendo in Baviera, andare a pedalare in Francia e' complicato, dunque, facendo i debiti scongiuri, ne approfitterò anche per fare una bella vacanza su due ruote, salendo altre salite "mitiche" in zona. Non vedo l'ora :-)xxxx
Sono posti stupendi per pedalare ti consiglio il col de Seret è il versante dietro dell’Alpe d’Hiez salita bellissima e sconosciuta ai piu
 
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toni77

Apprendista Scalatore
30 Aprile 2017
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Colnago C64 Rim Mapei "La Pina" , Canyon Endurace CFR "The Black Pearl"
Sono posti stupendi per pedalare ti consiglio il col de Seret è il versante dietro dell’Alpe d’Hiez salita bellissima e sconosciuta ai piu
Intendi il Col de Sarenne? Il Col de Sarenne lo conosco ed e' proprio quello che sale all'Alpe d'Huez "da dietro". Lo feci in macchina per tornare all'albergo dopo il ritiro del pacco gara nel 2019, e mi sono ripromesso di rifarlo in bici, dal versante che parte da Mizoen: bellissimo davvero!
 
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bicilook

Ammiraglia
15 Giugno 2008
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Intendi il Col de Sarenne? Il Col de Sarenne lo conosco ed e' proprio quello che sale all'Alpe d'Huez "da dietro". Lo feci in macchina per tornare all'albergo dopo il ritiro del pacco gara nel 2019, e mi sono ripromesso di rifarlo in bici, dal versante che parte da Mizoen: bellissimo davvero!
Non posso che confermarti che ne vale la pena... bello davvero...ma lì in zona ci sono tante belle salite anche meno conosciute e magari più brevi...ma davvero belle.
 
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derrick

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28 Febbraio 2014
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Rose sl pro 2000. Merida Scultura Team
Intendi il Col de Sarenne? Il Col de Sarenne lo conosco ed e' proprio quello che sale all'Alpe d'Huez "da dietro". Lo feci in macchina per tornare all'albergo dopo il ritiro del pacco gara nel 2019, e mi sono ripromesso di rifarlo in bici, dal versante che parte da Mizoen: bellissimo davvero!
Io il percorso delle Marmotte l'avevo fatto in autonomia con mia moglie. Abbiamo scelto di fare il Sarenne al posto dell'Alpe, perdendo magari il prestigio della salita, ma guadagnando in paesaggio e traffico nullo. Consigliato
 
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atalanta_1907

Pedivella
16 Ottobre 2016
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cervelo rca california
L avete fatta in autonomia o con auto al seguito ??
o-o
Io da solo in 48h, poi nette 18 di pedalata e 33 effettive, partito da Briancon in senso orario consigliato anche dall'organizzatore e fermato a dormire a Demonte alle pendici del fauniera, così più o meno si dividono bene i km ed il dislivello. Lasciato zaino a Demonte nell'appartamento e macchina in partenza e arrivo.
 

toni77

Apprendista Scalatore
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Colnago C64 Rim Mapei "La Pina" , Canyon Endurace CFR "The Black Pearl"
Due settimane fa, 22 giugno, a quest'ora stavo pedalando con 25 gradi all'ombra lungo il Lac du Verney prima di iniziare la prima salita della mia Marmotte 2025.

Come ho scritto l'altro ieri qui in un post sulle mie vacanze nelle Alpi Francesi, ho avuto il privilegio di vivere il mio "Perfect Day" su due ruote e, per questo e tanti altri motivi, la Marmotte sarà sempre al #1 nel mio ranking di gradimento delle Granfondo.

Andando subito al dunque: dopo aver fatto tra Maggio e Giugno svariate prove in Tirolo per pedalare nelle condizioni più difficili di freddo e pioggia, la vera sfida della giornata e' stata gestire il caldo dalla fornace del Telegraphe fino all'arrivo.

Per capire quanto fosse caldo, sono partito da le Bourg alle 7 del mattino con piu' di 20 gradi e quando ho attaccato l'Alpe d'Huez alle 2 del pomeriggio, il termometro del Garmin mi dava 45 gradi sull'asfalto. Gia' mentre salivo in molti si fermavano all'ombra (poca) per rifiatare. Quando, poi, verso le 17 sono sceso dall'Alpe per tornare in albergo i partecipanti sfiniti seduti ai tornanti, o letteralmente sdraiati a bordo strada, non si contavano.

Personalmente, mi ha salvato il tapering demenziale fatto i giorni prima della gara, a colpi di salite, una piu' bella dell'altra, e ore in sella in cui ho potuto mettere a punto abbigliamento, idratazione e, soprattutto, fare un minimo di acclimatazione.

Per anni ho seguito pedissequamente due "comandamenti": in montagna sempre con l'intimo e mai senza mantellina in Gore-Tex. Ebbene, c'e' una prima volta per tutto... provvidenziale il completo ultra-leggero Castelli Climber che avevo messo in valigia e la Sportful Hot Pack ha fatto il suo lavoro, giusto nei primi km delle discese di Glandon e Galibier, perche' sono delicato di panza...

Un grazie speciale all'organizzazione che, seppure senza fronzoli e più essenziale se confrontata a quella di MDD o Ötztaler, non ha fatto mancare niente sia nei ristori, tanti, anche solo idrici, sia come assistenza meccanica e sanitaria su un tracciato non proprio semplice da coprire.

Rispetto al 2019 (senz'altro limitato dalla frattura alla clavicola rimediata alla 9 Colli 6 settimane prima, ma comunque 6 anni piu' giovane, 2 kg piu' leggero, con condizioni meteo decisamente più fresche) l'esperienza ha fatto la differenza e mi ha permesso di godermi la gara, spingere attivamente anche nei momenti difficili (tanti) senza mai "subire" il percorso e tagliare il traguardo con le lacrime agli occhi, pensando a tutto il percorso di avvicinamento iniziato a Gennaio in condizioni famigliari e di salute a dir poco precarie.

Il crono (9h 4') dira' che sono stato lentissimo rispetto al primo (5h 47'), 1749mo assoluto e 467 / 1264 di categoria. Tuttavia, ci ho impiegato un'ora abbondante in meno rispetto al mio "annus mirabilis" su due ruote (2019) e certe immagini, come il primo sole in faccia sul Glandon, le montagne giganti sotto un cielo blu atomico salendo al Galibier, (prendendomi anche il tempo di dire "Ciao Marco!" e mandare un bacio al monumento del Panta in mezzo al tornante di Les Granges), le curve e la velocità a scendere verso il Lautaret e poi oltre fino a Le Grave e, non ultimo, il tifo lungo gli ultimi km dell'Alpe, rimarranno sempre con me.

Ho perfettamente azzeccato anche la strategia di gara, saltando il primo ristoro del Glandon (un carnaio) per fare acqua in tutta calma a meta' discesa (neutralizzata). A seguire, ho fatto una tirata unica fino a Valloire, dopo il Telegraphe, prima di iniziare il Galibier. Ho saltato il ristoro sul passo, preferendo prendere di petto, senza perdere tempo, la lunghissima discesa verso il Lac du Chambon. E, da ultimo, ho fatto il pieno di acqua, spicchi di arance (deliziosi) e doppio bicchiere di Coca prima di partire per l'Alpe.

Provvidenziali lungo i 21 tornanti i due punti acqua ufficiali, dove personale gentilissimo, a richiesta, ti annaffiava. Addirittura nel secondo avevano predisposto un vero "ride-through" dotato di sprinkler (figata!). E poi... che dire delle persone qualunque negli ultimi 5 km che hanno passato il pomeriggio e riempire bottiglie alle fontane per poi versartele (sempre dopo un "oui, s'il vous plait") su testa e schiena. Davvero un grazie di cuore.

Non da ultimo, merita una menzione speciale l'atmosfera legata ai partecipanti: molto più rilassata rispetto a quello che si vede in Italia e Austria. C'e' poco da fare: Francesi, Belgi e Olandesi interpretano queste manifestazioni in maniera diversa. Non si risparmiano quando c'e' da spingere (e quanto cazzo spingono quei bestioni, conterranei di Wout e Mathieu!), ma con un approccio molto meno "pro" e più rilassato. C'e' poi il fattore Tour: il fascino e la bellezza di quelle salite e' innegabile e vedere nei giorni prima e dopo la gara la marea di appassionati venuti da tutto il mondo per salire l'Alpe o il Galibier la dice tutta. La perfezione Tirolese dell'Ötztaler o i paesaggi della MDD non possono competere con la grandiosità e l'Aura (cosi si dice oggi) delle salite del Tour.

Non so se tornerò ancora alla Marmotte, ma faro' di tutto per pedalare ancora in Gallia. A bientot!
 
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PicoPirata

Apprendista Velocista
25 Marzo 2020
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Specialized S Works
Due settimane fa, 22 giugno, a quest'ora stavo pedalando con 25 gradi all'ombra lungo il Lac du Verney prima di iniziare la prima salita della mia Marmotte 2025.

Come ho scritto l'altro ieri qui in un post sulle mie vacanze nelle Alpi Francesi, ho avuto il privilegio di vivere il mio "Perfect Day" su due ruote e, per questo e tanti altri motivi, la Marmotte sarà sempre al #1 nel mio ranking di gradimento delle Granfondo.

Andando subito al dunque: dopo aver fatto tra Maggio e Giugno svariate prove in Tirolo per pedalare nelle condizioni più difficili di freddo e pioggia, la vera sfida della giornata e' stata gestire il caldo dalla fornace del Telegraphe fino all'arrivo.

Per capire quanto fosse caldo, sono partito da le Bourg alle 7 del mattino con piu' di 20 gradi e quando ho attaccato l'Alpe d'Huez alle 2 del pomeriggio, il termometro del Garmin mi dava 45 gradi sull'asfalto. Gia' mentre salivo in molti si fermavano all'ombra (poca) per rifiatare. Quando, poi, verso le 17 sono sceso dall'Alpe per tornare in albergo i partecipanti sfiniti seduti ai tornanti, o letteralmente sdraiati a bordo strada, non si contavano.

Personalmente, mi ha salvato il tapering demenziale fatto i giorni prima della gara, a colpi di salite, una piu' bella dell'altra, e ore in sella in cui ho potuto mettere a punto abbigliamento, idratazione e, soprattutto, fare un minimo di acclimatazione.

Per anni ho seguito pedissequamente due "comandamenti": in montagna sempre con l'intimo e mai senza mantellina in Gore-Tex. Ebbene, c'e' una prima volta per tutto... provvidenziale il completo ultra-leggero Castelli Climber che avevo messo in valigia e la Sportful Hot Pack ha fatto il suo lavoro, giusto nei primi km delle discese di Glandon e Galibier, perche' sono delicato di panza...

Un grazie speciale all'organizzazione che, seppure senza fronzoli e più essenziale se confrontata a quella di MDD o Ötztaler, non ha fatto mancare niente sia nei ristori, tanti, anche solo idrici, sia come assistenza meccanica e sanitaria su un tracciato non proprio semplice da coprire.

Rispetto al 2019 (senz'altro limitato dalla frattura alla clavicola rimediata alla 9 Colli 6 settimane prima, ma comunque 6 anni piu' giovane, 2 kg piu' leggero, con condizioni meteo decisamente più fresche) l'esperienza ha fatto la differenza e mi ha permesso di godermi la gara, spingere attivamente anche nei momenti difficili (tanti) senza mai "subire" il percorso e tagliare il traguardo con le lacrime agli occhi, pensando a tutto il percorso di avvicinamento iniziato a Gennaio in condizioni famigliari e di salute a dir poco precarie.

Il crono (9h 4') dira' che sono stato lentissimo rispetto al primo (5h 47'), 1749mo assoluto e 467 / 1264 di categoria. Tuttavia, ci ho impiegato un'ora abbondante in meno rispetto al mio "annus mirabilis" su due ruote (2019) e certe immagini, come il primo sole in faccia sul Glandon, le montagne giganti sotto un cielo blu atomico salendo al Galibier, (prendendomi anche il tempo di dire "Ciao Marco!" e mandare un bacio al monumento del Panta in mezzo al tornante di Les Granges), le curve e la velocità a scendere verso il Lautaret e poi oltre fino a Le Grave e, non ultimo, il tifo lungo gli ultimi km dell'Alpe, rimarranno sempre con me.

Ho perfettamente azzeccato anche la strategia di gara, saltando il primo ristoro del Glandon (un carnaio) per fare acqua in tutta calma a meta' discesa (neutralizzata). A seguire, ho fatto una tirata unica fino a Valloire, dopo il Telegraphe, prima di iniziare il Galibier. Ho saltato il ristoro sul passo, preferendo prendere di petto, senza perdere tempo, la lunghissima discesa verso il Lac du Chambon. E, da ultimo, ho fatto il pieno di acqua, spicchi di arance (deliziosi) e doppio bicchiere di Coca prima di partire per l'Alpe.

Provvidenziali lungo i 21 tornanti i due punti acqua ufficiali, dove personale gentilissimo, a richiesta, ti annaffiava. Addirittura nel secondo avevano predisposto un vero "ride-through" dotato di sprinkler (figata!). E poi... che dire delle persone qualunque negli ultimi 5 km che hanno passato il pomeriggio e riempire bottiglie alle fontane per poi versartele (sempre dopo un "oui, s'il vous plait") su testa e schiena. Davvero un grazie di cuore.

Non da ultimo, merita una menzione speciale l'atmosfera legata ai partecipanti: molto più rilassata rispetto a quello che si vede in Italia e Austria. C'e' poco da fare: Francesi, Belgi e Olandesi interpretano queste manifestazioni in maniera diversa. Non si risparmiano quando c'e' da spingere (e quanto cazzo spingono quei bestioni, conterranei di Wout e Mathieu!), ma con un approccio molto meno "pro" e più rilassato. C'e' poi il fattore Tour: il fascino e la bellezza di quelle salite e' innegabile e vedere nei giorni prima e dopo la gara la marea di appassionati venuti da tutto il mondo per salire l'Alpe o il Galibier la dice tutta. La perfezione Tirolese dell'Ötztaler o i paesaggi della MDD non possono competere con la grandiosità e l'Aura (cosi si dice oggi) delle salite del Tour.

Non so se tornerò ancora alla Marmotte, ma faro' di tutto per pedalare ancora in Gallia. A bientot!
Ciao. Ho partecipato più volte alla Marmotte. Una delle mie GF preferite. Tieni presente che all'estero queste manifestazioni sono prese in modo diverso dai partecipanti rispetto all'Italia. Tanti si buttano in corsa senza preparazione adeguata. Il primo anno che la feci, nel 2016, tantissimi ritiri ed alle 23 arrivava ancora gente.
L'anno scorso all'Etape du Tour, 135 km x 5000 dsl 16000 partenti, 12000 arrivati. Gli altri ritirati. Gente iscritta senza sapere a cosa sarebbe andata incontro.
 

pepe

Scalatore
31 Luglio 2006
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Beinasco (To)
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Specy Tarmac SL6+Wilier Le Roi+Cube Acid Black
Due settimane fa, 22 giugno, a quest'ora stavo pedalando con 25 gradi all'ombra lungo il Lac du Verney prima di iniziare la prima salita della mia Marmotte 2025.

Come ho scritto l'altro ieri qui in un post sulle mie vacanze nelle Alpi Francesi, ho avuto il privilegio di vivere il mio "Perfect Day" su due ruote e, per questo e tanti altri motivi, la Marmotte sarà sempre al #1 nel mio ranking di gradimento delle Granfondo.

Andando subito al dunque: dopo aver fatto tra Maggio e Giugno svariate prove in Tirolo per pedalare nelle condizioni più difficili di freddo e pioggia, la vera sfida della giornata e' stata gestire il caldo dalla fornace del Telegraphe fino all'arrivo.

Per capire quanto fosse caldo, sono partito da le Bourg alle 7 del mattino con piu' di 20 gradi e quando ho attaccato l'Alpe d'Huez alle 2 del pomeriggio, il termometro del Garmin mi dava 45 gradi sull'asfalto. Gia' mentre salivo in molti si fermavano all'ombra (poca) per rifiatare. Quando, poi, verso le 17 sono sceso dall'Alpe per tornare in albergo i partecipanti sfiniti seduti ai tornanti, o letteralmente sdraiati a bordo strada, non si contavano.

Personalmente, mi ha salvato il tapering demenziale fatto i giorni prima della gara, a colpi di salite, una piu' bella dell'altra, e ore in sella in cui ho potuto mettere a punto abbigliamento, idratazione e, soprattutto, fare un minimo di acclimatazione.

Per anni ho seguito pedissequamente due "comandamenti": in montagna sempre con l'intimo e mai senza mantellina in Gore-Tex. Ebbene, c'e' una prima volta per tutto... provvidenziale il completo ultra-leggero Castelli Climber che avevo messo in valigia e la Sportful Hot Pack ha fatto il suo lavoro, giusto nei primi km delle discese di Glandon e Galibier, perche' sono delicato di panza...

Un grazie speciale all'organizzazione che, seppure senza fronzoli e più essenziale se confrontata a quella di MDD o Ötztaler, non ha fatto mancare niente sia nei ristori, tanti, anche solo idrici, sia come assistenza meccanica e sanitaria su un tracciato non proprio semplice da coprire.

Rispetto al 2019 (senz'altro limitato dalla frattura alla clavicola rimediata alla 9 Colli 6 settimane prima, ma comunque 6 anni piu' giovane, 2 kg piu' leggero, con condizioni meteo decisamente più fresche) l'esperienza ha fatto la differenza e mi ha permesso di godermi la gara, spingere attivamente anche nei momenti difficili (tanti) senza mai "subire" il percorso e tagliare il traguardo con le lacrime agli occhi, pensando a tutto il percorso di avvicinamento iniziato a Gennaio in condizioni famigliari e di salute a dir poco precarie.

Il crono (9h 4') dira' che sono stato lentissimo rispetto al primo (5h 47'), 1749mo assoluto e 467 / 1264 di categoria. Tuttavia, ci ho impiegato un'ora abbondante in meno rispetto al mio "annus mirabilis" su due ruote (2019) e certe immagini, come il primo sole in faccia sul Glandon, le montagne giganti sotto un cielo blu atomico salendo al Galibier, (prendendomi anche il tempo di dire "Ciao Marco!" e mandare un bacio al monumento del Panta in mezzo al tornante di Les Granges), le curve e la velocità a scendere verso il Lautaret e poi oltre fino a Le Grave e, non ultimo, il tifo lungo gli ultimi km dell'Alpe, rimarranno sempre con me.

Ho perfettamente azzeccato anche la strategia di gara, saltando il primo ristoro del Glandon (un carnaio) per fare acqua in tutta calma a meta' discesa (neutralizzata). A seguire, ho fatto una tirata unica fino a Valloire, dopo il Telegraphe, prima di iniziare il Galibier. Ho saltato il ristoro sul passo, preferendo prendere di petto, senza perdere tempo, la lunghissima discesa verso il Lac du Chambon. E, da ultimo, ho fatto il pieno di acqua, spicchi di arance (deliziosi) e doppio bicchiere di Coca prima di partire per l'Alpe.

Provvidenziali lungo i 21 tornanti i due punti acqua ufficiali, dove personale gentilissimo, a richiesta, ti annaffiava. Addirittura nel secondo avevano predisposto un vero "ride-through" dotato di sprinkler (figata!). E poi... che dire delle persone qualunque negli ultimi 5 km che hanno passato il pomeriggio e riempire bottiglie alle fontane per poi versartele (sempre dopo un "oui, s'il vous plait") su testa e schiena. Davvero un grazie di cuore.

Non da ultimo, merita una menzione speciale l'atmosfera legata ai partecipanti: molto più rilassata rispetto a quello che si vede in Italia e Austria. C'e' poco da fare: Francesi, Belgi e Olandesi interpretano queste manifestazioni in maniera diversa. Non si risparmiano quando c'e' da spingere (e quanto cazzo spingono quei bestioni, conterranei di Wout e Mathieu!), ma con un approccio molto meno "pro" e più rilassato. C'e' poi il fattore Tour: il fascino e la bellezza di quelle salite e' innegabile e vedere nei giorni prima e dopo la gara la marea di appassionati venuti da tutto il mondo per salire l'Alpe o il Galibier la dice tutta. La perfezione Tirolese dell'Ötztaler o i paesaggi della MDD non possono competere con la grandiosità e l'Aura (cosi si dice oggi) delle salite del Tour.

Non so se tornerò ancora alla Marmotte, ma faro' di tutto per pedalare ancora in Gallia. A bientot!
Essendo di Torino, conosco ovviamente le salite. Il Galibier è una delle più dure, qualcuno sbaglia a pensare che inizi da Valloire, inizia da Saint jean de murienne.

l'Alpe d'Huez , non l'ho mai affrontata con Glandon e Galibier sul groppone, ma suppongo sia un viaggio mistico.

(A mia discolpa c'è il fatto che quando vado da quelle parti, parto sempre da casa, quindi insomma , appena poso la bici per terra son già stanco... ) . Geograficamente parlando , io restringerei il campo e direi Savoia, che comunque sa molto di Italico.

good job
 

perez78

Pignone
30 Novembre 2014
212
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zona sangiovese
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Merida
Ciao. Ho partecipato più volte alla Marmotte. Una delle mie GF preferite. Tieni presente che all'estero queste manifestazioni sono prese in modo diverso dai partecipanti rispetto all'Italia. Tanti si buttano in corsa senza preparazione adeguata. Il primo anno che la feci, nel 2016, tantissimi ritiri ed alle 23 arrivava ancora gente.
L'anno scorso all'Etape du Tour, 135 km x 5000 dsl 16000 partenti, 12000 arrivati. Gli altri ritirati. Gente iscritta senza sapere a cosa sarebbe andata incontro.
Ciao, sto provando a pianificare partecipazione alla marmotte prossimo anno. A livello logistico pensavo di pernottare in zona partenza visto lo start alle 6.30, scendere dall'ape d'huez alle 5.30 mi pare scomodo. Moglie al seguito non so se riuscirà poi a salire all'ape d'huez in mattinata prima della chiusura della strada, o in autonomia in auto o se ci sono navette. Visto che ci sei stato più volte hai qualche consiglio? Grazie
 

febax98

Novellino
13 Giugno 2021
35
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Torino
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rose
Ciao, sto provando a pianificare partecipazione alla marmotte prossimo anno. A livello logistico pensavo di pernottare in zona partenza visto lo start alle 6.30, scendere dall'ape d'huez alle 5.30 mi pare scomodo. Moglie al seguito non so se riuscirà poi a salire all'ape d'huez in mattinata prima della chiusura della strada, o in autonomia in auto o se ci sono navette. Visto che ci sei stato più volte hai qualche consiglio? Grazie
La strada bourg d'oisans - Alpe d'Huez rimane chiusa solo nel verso di discesa, si può salire in auto all'alpe anche durante la gara.
 
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PicoPirata

Apprendista Velocista
25 Marzo 2020
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Ciao, sto provando a pianificare partecipazione alla marmotte prossimo anno. A livello logistico pensavo di pernottare in zona partenza visto lo start alle 6.30, scendere dall'ape d'huez alle 5.30 mi pare scomodo. Moglie al seguito non so se riuscirà poi a salire all'ape d'huez in mattinata prima della chiusura della strada, o in autonomia in auto o se ci sono navette. Visto che ci sei stato più volte hai qualche consiglio? Grazie
Ti consiglio di pernottare sull'Alpe. Alle 6.30 parte il primo gruppo. Gli altri ogni 20 minuti. Se non l'hai mai fatta partirai tra gli ultimi alle 8.
Si scende tranquillamente in bici la mattina. A luglio fa caldo. Anche x tua moglie lo spettacolo è sull'Alpe non a Bourg d'Oisans che comunque carina e visitabile prima di rientrare
 
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