Eccomi qua anche io!

Ho trascorso 8 giorni fantastici a pedalare sulle Alpi Francesi, sfruttando la partecipazione alla Marmotte 2025.
Della Granfondo scrivero' altrove. Dico solo che, c'e' chi ama le Strade Bianche, chi la MDD, chi la Ötztaler... la "MIA" Granfondo sara' sempre e solo la Marmotte: le emozioni che quelle strade sanno regalare, per me, sono impareggiabili.
Ma veniamo al dunque... come al solito per chi come il sottoscritto e' un assiduo frequentatore di Alto-Adige e Tirolo, spostarsi sulle Alpi Occidentali e' sempre uno shock

. Vuoi il viaggio, spezzato in due con sosta parenti in Emilia e vacanza-tapering a colpi di Barbotto, piadina e pedalo' a Cesenatico (il famoso "protocollo pre-Ötztaler" di
@pedalone della bassa 
), vuoi per le dimensioni XL di valli e montagne non appena da Torino ci si addentra in Val di Susa.
Quest'anno mi ero ripromesso di sfruttare la trasferta (faticosetta) per mettere una tacca sulle piu' belle salite raggiungibili da le Bourg d'Oisans, facendo base a Venosc (dietro Les 2 Alpes, per salire a Le Berarde), piu' un paio di "Jolly" in zona Briancon, da definire sul momento. Alla fine ne e' venuto fuori il seguente programma. Per ogni giorno posto il link dell'attività Strava per traccia e foto.
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Giorno 1: viaggio Ferrara - Venosc. Check-in in albergo e sgambata fino alla
Station d'Auris en Oisans (risalendo verso il lago di Chambon, Freney d'Oisans, poi a sinistra), con rientro per i Balcons d'Auris, La Garde (sopra i primi 5 tornanti dell'Alpe d'Huez) e fondovalle.
Breaking Ice en Oisans. Auris-Station - Balcons d'Auris - La Garde
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Giorno 2: spostamento in macchina fino alla
Croix de Fer, giusto per rinfrescarmi la memoria su quanto siano tosti i primi km del Glandon. Parcheggio con vista mozzafiato e via in bici. Col du Glandon (praticamente come Valparola-Falzarego... la meme chose

). Ricognizione della prima discesa della Marmotte, per scovare punti acqua opportuni e prendere le misure alla strada, pericolosetta in condizioni di gara, nonostante la neutralizzazione.
Lacets de Montvernier (di cui mi ero innamorato guardando il Tour 2022), discesa a Saint-Jean-de-Maurien, seconda scorpacciata di tornanti per scollinare il
Col du Mollard (gustoso) e poi reinnesto sulla salita alla
Croix de Fer, fatta in condizioni di luce e traffico (nullo) spettacolari. Senz'altro uno dei colli che mi e' rimasto nel cuore

.
Rientro in macchina in albergo.
Lacets de Montvernier - Col du Mollard - Le Chalmieu - Col de la Croix de Fer
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Giorno 3: spostamento in macchina fino all'Alpe d'Huez, discesa fino a La Garde, con immancabile (per me) foto all'arrivo ufficiale permanente della tappa e al tornante 2 (Pantani 1997); traverso lungo i Balcons d'Auris, salita a Mizoen, poi
Besse (bellina bellina),
Col de Sarenne (molto tosto) e discesa all'Alpe d'Huez. Passaggio in farmacia per crema doposole e antistaminico (maledetti tafani), in supermercato per il pieno di gommose Haribo (recovery meal...) e ritiro pacco gara.
Alpe d'Huez - La Garde - Balcons d'Auris - Besser - Col de Sarenne
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Giorno 4: direttamente dall'albergo faccio tutto il fondovalle fino al Lac du Verney e poi salita per
Vaujany e
Col du Sabot. Pur essendo un passo "a fondo chiuso" (si scende dall'altra parte a piedi, forse in MTB) salita assolutamente consigliata per "respiro", sviluppo, traffico (nullo) e ambiente. Salendo al Col du Sabot ho avuto la riconferma che, IMHO, pedalare da queste parti in Francia e' la cosa più vicina all'Alpinismo che praticavo da ventenne, con buona pace di Dolomiti e dintorni, da cui, da diversi anni, mi tengo alla larga per un fastidio dovuto a fattori molteplici, buoni per un altro post.
Vaujany - Col du Sabot
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Giorno 5: visto che ormai avevo tranquillamente violato tutti i consigli per un avvicinamento gara ortodosso, non ho resistito a darci un'altra botta anche alla vigilia della Granfondo, continuando il tentativo di acclimatazione al caldo porco di quest'estate. Dall'albergo sono tornato a Le Bourg per poi salire lungo la bellissima strada intagliata nel fianco della montagna a
Villard-Notre-Dame (grazie a
@bicilook per la dritta!). Traversata su asfalto rotto prima e, poi, su vera e propria sterrata di montagna a Villard-Reymond. Senz'altro i 28 mm erano un po' al limite, ma, facendo attenzione, ne sono uscito senza forature. Reimmissione sulla strada che scende dal Col d'Ornon e rientro.
Sgambata Pre-Gara a Villard-Notre-Dame e Villard-Reymond
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Giorno 6:
Marmotte Granfondo 2025. Come detto, scrivero' a breve sul thread apposito della gara. In sintesi: si vive (anche) per poter pedalare in giornate simili. Praticamente, la mia Giornata Perfetta su due
ruote. Qualcosa che mi porterò appresso finche' campo.
Marmotte Granfondo 2025 - The Race
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Giorno 7: commiato dall'albergo di Venosc e trasferimento a
Claviere, non prima di lunga sosta al
Lautaret per visitare il
giardino botanico alpino (splendido!) e acquistare qualche souvenir per i miei parenti. Dopo 6 notti in un albergo francese, con camere e mangiare discutibili, nonostante le premure del nuovo gestore, insediatosi pochi giorni prima, avevo bisogno di un bell'albergo di montagna, con tutti i crismi, un bidet e pasti di soddisfazione. I montanari piemontesi dell'Alta Val Susa mi hanno fatto stare benissimo

. Oltretutto Claviere e' a un altitudine tale, per cui alla sera le temperature si abbassavano decisamente, permettendo, finalmente, di dormire bene.
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Giorno 8: da Claviere sono sceso in macchina a
Briancon. Parcheggio agli Champs de Mars (quasi sicuramente ho preso multa causa sistema parcheggio demenziale) e poi via in bici per la
Boucle de l'Izoard, in senso antiorario. Bello il lento avvicinamento con salitelle fino a Guillestre. Davvero spettacolari i primi km delle
Gorges du Guil. E poi da Arvieux ho proseguito, per la salita dell'Izoard, in preda alla sindrome di Stendhal quando la strada gira a dx e si apre la
Casse Deserte. Pedalare nell'Antologia del Ciclismo, pensando al duplice passaggio durante Giro e Tour del 1949 di Coppi, mi ha regalato emozioni uniche. La discesa, poi... che SPETTACOLO! Complessivamente (ovvero salita e discesa) l'Izoard e' entrato di prepotenza nei miei Top 3. Rientro a Briancon con condizioni di caldo assurde, Monginevro e testa gia' a pensare come santificare l'indomani, ultimo giorno.
La Boucle de l'Izoard
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Giorno 9: entrando a Briancon mi aveva colpito uno striscione "Au Coeur des Geants: Galibier, Lautaret, Izoard, Granon". Visto poi che il ricordo della tappa 11 del Tour 2022 era ancora fresco, perche' non andare a vedere il Granon? E allora via da Claviere in discesa, Briancon e poi salita al
Col du Granon. Davvero la ciliegina sulla torta di questa vacanza, per lunghezza, difficolta (non un albero nei km duri) e panorama mozzafiato in cima. Dopo sosta ristoratrice alla Buvette du Granon (rifugio), discesa con soste foto, di nuovo Briancon e poi ultima fatica della vacanza risalendo il
Monginevro. Sarebbe anche un bel passo... se non fosse per il traffico, ma questo ovviamente non e' stata una sorpresa.
Col du Granon - Monginevro
Insomma, a distanza di 6 anni, mi sono regalato una gran bella vacanza e, ovviamente, mi sono ripromesso di tornare sulle Alpi Occidentali perche', IMHO, sono "IL lunapark" per la BdC. Secondariamente, ma non meno importante, devo dare atto ai Francesi che sanno davvero valorizzare le loro salite e il turismo a due ruote che ci gira attorno, come non si vede ne' in Italia, ne' altrove.
E la prossima volta? Ventoux... Ardèche... Barcellonette... Savoia... ne ho ancora di posti da vedere e salite da fare, da tenermi occupato fino alla mia pensione ciclistica
A bien tot!