La porto sulla mia situazione così, esemplificando, spero di chiarirmi meglio questi concetti: ora, in parentesi invernale ma anche in primavera, riesco ad allenarmi 2-3 volte in settimana sui rulli (o meglio spin-bike), strumento utilizzato cardiofrequenzimetro.
In questo momento svolgo sedute di Sfr, Salita potenza (55-60rpm con bpm al medio-alto/veloce), e ripetute intermittenti (classiche 30/30, 60/30, 40/20..). Ovviamente parlare di pianura e salita ha poco senso, cerco di ragionare in base alle rpm e, in linea di massima, al cardio pur sapendo, come giustamente affermi, che questo comporta variabilità anche giornaliere da tenere in considerazione.
Lo scorso anno questo tipo di allenamento ha dato i suoi frutti ma era il primo anno "serio" di bici, senza gf o gare ecc. Quest'anno gli impegni saranno invece superiori e per questo cerco di trovare una risposta a questi quesiti: stando al tuo discorso avrebbe senso ragionare in termini di ripetute più o meno lunghe, con determinate rpm e lasciando meno importanza ai battiti, e abbandonare la ripartizione "classica"? Quindi in qualche modo ricercare potenze critiche senza però poterle misurare direttamente.. diciamo un metodo un po' poco scientifico ma che potrebbe dare i suoi frutti?
Aggiungo che in effetti la grossa fatica che noto è quella di trovarsi poi in salita a mantenere alte rpm/bpm per lungo tempo.. e li mi chiedo quanto effettivamente tutte quelle Sfr abbiano senso..:)
In questo momento svolgo sedute di Sfr, Salita potenza (55-60rpm con bpm al medio-alto/veloce), e ripetute intermittenti (classiche 30/30, 60/30, 40/20..). Ovviamente parlare di pianura e salita ha poco senso, cerco di ragionare in base alle rpm e, in linea di massima, al cardio pur sapendo, come giustamente affermi, che questo comporta variabilità anche giornaliere da tenere in considerazione.
Lo scorso anno questo tipo di allenamento ha dato i suoi frutti ma era il primo anno "serio" di bici, senza gf o gare ecc. Quest'anno gli impegni saranno invece superiori e per questo cerco di trovare una risposta a questi quesiti: stando al tuo discorso avrebbe senso ragionare in termini di ripetute più o meno lunghe, con determinate rpm e lasciando meno importanza ai battiti, e abbandonare la ripartizione "classica"? Quindi in qualche modo ricercare potenze critiche senza però poterle misurare direttamente.. diciamo un metodo un po' poco scientifico ma che potrebbe dare i suoi frutti?
Aggiungo che in effetti la grossa fatica che noto è quella di trovarsi poi in salita a mantenere alte rpm/bpm per lungo tempo.. e li mi chiedo quanto effettivamente tutte quelle Sfr abbiano senso..:)